OFFENSIVA RUSSA: GRANDE INCENDIO A KREMENCHUG, UNA NUOVA ONDATA DI ATTACCHI RUSSI PRENDE DI MIRA L’UCRAINA

La sera del 27 gennaio, una nuova ondata di attacchi russi ha colpito le strutture militari e industriali ucraine in tutto il paese. Finora sono state segnalate esplosioni nelle regioni di Kharkiv, Poltava, Kherson e nella DPR.

Un grande incendio è scoppiato nella città di Kremenchug nella regione di Poltava. Secondo i primi rapporti, due missili russi hanno distrutto la raffineria di petrolio locale. Le autorità locali hanno confermato gli attacchi russi vicino a Kremenchug ma non hanno rivelato i dettagli.

A Kharkiv, una nuova ondata di attacchi avrebbe preso di mira le basi del personale militare ucraino e dei mercenari stranieri, che sarebbero stati trasferiti sulla riva sinistra del fiume Oskol a sud di Kupyansk.

Missili Iskander utilizzati nell’attacco

A seguito degli attacchi, l’esercito ucraino probabilmente ha perso più forze di riserva necessarie per colmare le lacune nella difesa in prima linea, dove l’esercito russo continua con successo l’offensiva. Secondo gli ultimi rapporti dal fronte, il 28 gennaio le forze russe hanno preso il controllo del villaggio di Tabaevka situato a circa 23 km a sud-est di Kupyansk.

Fonte: South Front

Traduzione: Luciano Lago

2 commenti su “OFFENSIVA RUSSA: GRANDE INCENDIO A KREMENCHUG, UNA NUOVA ONDATA DI ATTACCHI RUSSI PRENDE DI MIRA L’UCRAINA

  1. Raffinerie e depositi di carburante sono obbiettivi militari legittimi, come si sa, e il fatto che le forze russe li colpiscano – senza colpire obbiettivi civili – ci fa capire che i russi non sono caduti nella trappola ukro-nazi, che provocatoriamente i terroristi di kiev e leopoli hanno teso con la recente strage di civili a Donetsk, ma continuano a distruggere obbiettivi militar-industriali, per mettere in ginocchio i troll della nato …

    Cari saluti

  2. Zelenskyller è stato, di fatto, giubilato dai suoi mandanti, che hanno scelto un comico per farne un vittorioso eroe tragico: ma il crollo di maschere e illusioni lo rivela per quello che è sempre stato: un comico non all’altezza delle tragedie in cui ha precipitato il suo Paese. Zelenskyller è finito, anche se rimane in sella: non finirà con lui il tunnel che l’Ucraina ha imboccato anche per colpa sua, della sua vanità di uomo di spettacolo: che è di rovine. Ed è da temere che non finirà la guerra contro la Russia scatenata dell’egemonia atlantista: ma una sconfitta di schianto come quella che si va profilando non farà che accrescere la consapevolezza che quella atlantista, dietro il velo di valori democratici e umanitari, è solo una follia barbarica, distruttiva e inutile.

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