NYT: Distruzione di Hamas, un obiettivo irraggiungibile per Israele

Quasi sette mesi dopo l’aggressione israeliana a Gaza, alcuni alti funzionari statunitensi ritengono che la distruzione di Hamas sia un obiettivo irraggiungibile.

“Israele non poteva distruggere il movimento di resistenza palestinese HAMAS e non può farlo”, secondo un articolo pubblicato lunedì dal quotidiano americano The New York Times (NYT), citando alti funzionari degli Stati Uniti.

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L’articolo precisava che il regime israeliano non ha raggiunto nessuno degli obiettivi dichiarati della guerra a Gaza, lanciata il 7 ottobre, vale a dire la distruzione di Hamas e il rilascio degli israeliani detenuti nell’enclave costiera.

La grande sofferenza della popolazione di Gaza, causata dalla brutale e incessante campagna di bombardamenti israeliani contro i palestinesi, ha eroso il sostegno a Israele, anche tra gli alleati di Tel Aviv, aggiunge l’articolo.

Allo stesso modo, alcuni analisti americani hanno affermato che Hamas – che governa la Striscia dal 2007 – probabilmente rimarrà una forza a Gaza anche dopo la fine della guerra.
Per quanto riguarda la vasta rete di tunnel sotterranei della Resistenza palestinese, diffusa in tutta l’enclave, i funzionari statunitensi hanno confermato che l’infrastruttura clandestina consentirà alla Resistenza di sopravvivere e di rimodellarsi una volta finita la guerra.

L’articolo aggiungeva che la rete di tunnel è lunga centinaia di chilometri, in punti fino a 15 piani sotterranei, e comprende complessi di stanze utilizzate come centri di comando e rifugi.

Da parte loro, alcuni funzionari israeliani citati dal NYT hanno anche indicato che Hamas e altri gruppi della resistenza palestinese hanno ancora molti combattenti, “sopra e sotto terra”.

Anche nel nord della Striscia, dove Israele sostiene di aver distrutto tutte le strutture di Hamas e di altri gruppi della Resistenza, ci sono ancora tra i quattromila e i cinquemila combattenti palestinesi.

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Nonostante abbia ucciso più di 34.000 civili palestinesi, l’esercito israeliano non ha ottenuto alcun risultato militare sul campo di battaglia.

Nota: La strage indiscriminata di popolazione civile ha determinato una ondata di indignazione in tutto il mondo e Israele è rimasta isolata sulla scena internazionale. Questo spiega il tentativo del governo Netanyahu di distogliere l’attenzione da Gaza aprendo un altro fronte di guerra con l’Iran. L’attacco al consolato iraniano a Damasco deve essere inquadrato come parte di questo tentativo: allargare il conflitto all’Iran per distogliere l’opinione pubblica internazionale dal fallimento dell’operazione e dai crimini commessi a Gaza. Tuttavia l’Iran non è caduto nella trappola ed ha risposto moderatamente con la sua ritorsione, dimostrando però di poter colpire Israele nelle sue strutture vitali. Gli Stati Uniti, a loro volta, si sono rifiutati di farsi trascinare in una guerra con l’Iran che aprirebbe uno scenario dalle conseguenze imprevedibili. Per tale motivo l’Amministrazione Biden ha bloccato Netanyahu, fornendo in cambio carta bianca per operare a Gaza e continuare il massacro della popolazione civile palestinese.
Gli Stati Uniti sono sponsor e complici del governo criminale di Netanyahu ma, in questa fase, sono preoccupati di perdere credibilità presso il loro pubblico ed i loro alleati, in vista della campagna presidenziale di Novembre.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

3 commenti su “NYT: Distruzione di Hamas, un obiettivo irraggiungibile per Israele

  1. Israele si ritrova in un cul de sac classico. Tutte le sue politiche, interne e sociali oltre che estere, fino ad oggi hanno funzionato sul principio della deterrenza e dell’ invincibilità militare. Solo così, nelle loro menti deviate e malate, dimostravano ai suoi cittadini un falso senso di sicurezza. Un apartheid apparentemente calma. Ora questo fragile senso si è spezzato ed i coloni fuggono. Anche per le deiezioni sioniste inizia il baratro della sconfitta, ancora da ammettere per non creare il panico generalizzato.

  2. “obiettivi dichiarati”: quelli evidentemente no. Ma forse l’obiettivo era un’altro: il genocidio palestinese ancora in atto… Qui dipende tutto dalla capacità di risollevarsi da parte degli abitanti di Gaza e della Palestina occupata. E per questo dobbiamo apsettare. Intanto speriamo che cresca la solidarietà inernazionale, e questa è ancora opera di ognuno di noi, nella misura del possibile a ognuno di noi… Di certo con la pandemia hanno sperimentato di come si possono dividere, frantumare, controllare i cittadini. Tutto si collega.

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