Nuove sanzioni statunitensi contro la Cina: il confronto globale è entrato in una nuova fase?


di Bruno Bertez .

Così, ad ottobre, l’amministrazione Biden ha annunciato le restrizioni più significative della storia alla fornitura di semiconduttori e apparecchiature per la produzione di tutti i tipi di chip elettronici in Cina.

Si tratta, infatti, di un nuovo “passo” nel confronto globale tra queste due superpotenze: niente di simile è mai accaduto prima nella storia dei due Paesi.

Gli americani vietano il commercio di semiconduttori e apparecchiature con la Cina senza un’autorizzazione speciale, così come la fornitura di tecnologie americane alla Cina. Questo è essenzialmente un nuovo round della “guerra” di Trump con Huawei. Decine di aziende cinesi saranno ora interessate.

Questo è un colpo molto potente e doloroso per la microelettronica cinese perché dipende dalle importazioni, anche se per alcuni alleati (come Samsung o TSMC) gli americani hanno fatto un’eccezione per un anno.

Anche per la Russia la notizia è spiacevole: il livello di sviluppo della microelettronica non è molto avanzato e le importazioni cinesi sono state considerate uno dei possibili modi per risolvere questo problema.

È importante capire che non ha senso interpretare il confronto tra Stati Uniti e Cina attraverso lo stesso prisma della Guerra Fredda.
La Cina è un partner commerciale americano chiave (e viceversa), il più grande investitore nel mercato statunitense, ed è difficile sopravvalutare la penetrazione reciproca delle due economie. È impossibile tagliare tutti i legami all’istante, e non sembra che gli americani proveranno a farlo, ma “rallentare” lo sviluppo di un concorrente è abbastanza realistico.

Un altro problema è che un ritiro forzato dal mercato cinese sarebbe un duro colpo per molte aziende occidentali, e anche qui bisogna stare molto attenti: se la rottura è troppo forte, può avere un impatto negativo sulle economie degli Stati Uniti. e l’UE, che stanno attraversando un periodo difficile nello stato attuale.

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fonte: Bruno Bertez

traduzione: Gerard Trousson

7 Commenti
  • Nicholas
    Inserito alle 22:33h, 17 Ottobre Rispondi

    Beneeee, un altro passo verso il baratro per l’occidente.
    La Cina può vendere la propria tecnologia ad altri paesi in via di sviluppo.
    Come l’Iran, Kazakistan,ecc

  • Tacabanda1964
    Inserito alle 02:32h, 18 Ottobre Rispondi

    Fanno bene gli USA a fare sanzioni economiche contro la Cina che ha voluto restare Neutrale !
    La Cina è rimasta NEUTRALE per poter continuare a fare affari d” oro con USA-UK-UE !
    La Cina inoltre ha tradito la Russia perché non la aiutata militarmente e politicamente contro gli USA-UK-UE perciò la Cina è a favore delle Sanzioni USA contro la Russia ed è a favore del invio di armi USA-UK-UE a Kiev !
    Adesso la Cina sta per essere RIPAGATA dagli USA con Sanzioni Economiche anche i paesi di merda UK-UE sono obbligati dagli USA a sanzionare la Cina !
    La Cina ha solo due scelte 1 si sottomette agli USA !
    Scelta N 2 la Cina ATTACCA POLITICAMENTE E SANZIONA USA-UK-UE ed invia grosse quantità di armi in Russia per contrastare le forze NATO che combattono con Kiev !

  • Gasparino
    Inserito alle 11:00h, 18 Ottobre Rispondi

    Siamo riusciti a sapere qual’è il tallone d’Achille della Cina per cui deve per forza di cose ” più che altro per detenere il monopolio dell’espansionismo commerciale mondiale ” rimanere sotto schiaffo degli USA : per la carenza di un’industria ” in toto ” dell’ high tech Elettronico cui è dietro oltre che agli Stati Uniti, a Taiwan e alla Corea del sud . Ed ecco spiegato il braccio di ferro USA – CINA per accaparrarsi Taiwan ( attualmentee la più abbordabile ) e la più a portata di mano .
    Hanno capito che senza microcip non riescono a fabbricare nemmeno un transistor.
    Ma di questa importantissima penuria industriale ( dei microcip ) Xi ne è consapevole ? Forse sì perchè non si spiega il come mai se ne sta troppo passivo davanti alle continue prepotenze di Biden .

    • Andrea Bullo
      Inserito alle 13:06h, 18 Ottobre Rispondi

      Gasparino gli anni 50-60 sono finiti da un bel pezzo !
      L” isolotto fascista di Taiwan invaso ed occupato dalle truppe USA ed Inglesi alla fine della seconda guerra mondiale era diventato per volere politico degli USA il centro di produzione di massa di Transistor e di circuiti integrati di scarsa qualità molto economici destinati a rifornire di “moderno” materiale elettronico già vetusto e di scarsa qualità tutta l” ASIA che al” epoca erano paesi da terzo mondo !
      La Cina comunista di Mao negli anni 50 e 60 era obbligata ad acquistare materiale elettronico dozzinale che era della vera spazzatura elettronica dalla piccola Cina Fascista di Taiwan per usi civili e militari .
      Negli anni 50 la Germania del Est aveva costruito nella Cina Comunista la prima moderna fabbrica per la produzione di massa di Transistor modernissimi e dei primi circuiti elettronici la produzione di tali componenti elettronici Cinesi Comunisti di elevata qualità era destinata solo a soddisfare a mala pena le richieste dei Militari e delle industrie Comuniste Cinesi .
      La Cina Comunista di Mao negli anni 50- 60 era obbligata ad acquistare componenti elettronici made in Taiwan i più economici , scadenti ed accessibili alla Cina Comunista .
      Una nave di Taiwan stracarica di Transistor e circuiti integrati spazzatura destinati dalle bolle di carico al mercato Giapponese poteva essere deviata verso i porti della Repubblica Comunista Cinese affamata dal bisogno di procurarsi componenti elettronici per far funzionare la sua economia e pronta a pagare bene chiunque glieli procurasse !
      Dagli anni 70 la Cina Comunista ha iniziato a costruire nuove fabbriche di componenti elettronici perciò da importatrice di Transistor e Circuiti Integrati Spazzatura è diventata ESPORTATRICE di componenti elettronici e di circuiti integrati !
      Perciò la Cina Comunista non ha affatto bisogno dei circuiti elettronici GIAPPONESI-USA-UK-UE-TAIWAN è lei che li produce ormai da decenni per tutto il mondo !

    • Roberto
      Inserito alle 17:41h, 18 Ottobre Rispondi

      Forse non hai capitolo che il più grande produttore al mondo di microchip è la Cina. Gli Usa gli forniscono i semiconduttori necessari a tale produzione ma gli Usa non hanno un ruolo monopolistico in tal senso perché visto che ora si rifiuta di venderglieli, la Cina può benissimo andare a comprarseli da un’altra parte mentre senza i microchips cinesi si ferma il mondo con la fottuta transizione verde globalista. È un serpente che si mode la coda e tutti hanno da perdere ma vince che ha meno da perdere. Senza microchips si ferma tutto

  • vincenzo
    Inserito alle 20:44h, 18 Ottobre Rispondi

    ….e guarda caso, quando si parla delle famose ” terre rare” la russia ne ha in gran quantità!

  • eusebio
    Inserito alle 06:39h, 19 Ottobre Rispondi

    La Cina ha comunicato che entro il 2023 entreranno in produzione in serie i chip fotonici, 1000 volte più veloci e a minor consumo energetico dei chip elettronici, e comunque SMIC già produce microchip a 7 nanometri mentre Shangai Micro produce stampanti fotolitografiche a tecnologia DUV da 14 nanometri, le stampanti fotolitografiche DUV e EUV vengono prodotte soprattutto da ASML in Olanda e ciò da il senso della dipendenza dell’Europa dagli USA.
    La Cina comunque ha pesanti armi ritorsive verso gli USA, sta uscendo molto rapidamente dal debito pubblico USA, secondo una fonte sarebbe già scesa a 860 miliardi di dollari, ed essendo il maggior consumatore di petrolio al mondo sta imponendo l’uso dello yuan nel commercio del petrolio e dei contratti futures denominati in yuan, che vanno alla grande, riducendo molto rapidamente il ruolo del dollaro sia come valuta di riserva che come veicolo del commercio mondiale.

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