Nulla cambi


di Antonio Catalano

La rielezione di Mattarella rappresenta una vera e propria ulteriore blindatura del quadro politico in vista del rafforzamento del controllo sociale. Le teste spaccate agli studenti scesi in piazza in seguito alla morte di uno studente durante uno stage formativo per gridare contro la scuola «che non è scuola» e il lavoro «che non è lavoro» esprimono con grande forza plastica le intenzioni del quadro politico.

Un ministro degli interni che ha permesso di tutto e di più, che non esercita nessun controllo alle frontiere, che permette furibondi rave a suon di droga e violenza, che concede la libertà di fare i propri comodi a quei provocatori di Forza Nuova, che manda le forze dell’ordine a comminare sanzioni a chi non in regola con la disciplina del certificato verde… in una Italia in cui molti ospedali si rifiutano le giuste cure e gli interventi programmati a chi non è stato inoculato, come è successo recentemente a Roma alla giovane donna all’ottavo mese di gravidanza lasciata morire come un cane (no, per i cani c’è più sensibilità) fuori dall’ospedale.

La blindatura la vediamo ancora nella nomina al “dottor Sottile” a guida della Corte costituzionale, quel Giuliano Amato che da presidente del Consiglio in una notte del luglio 1992 mise le mani nei conti correnti privati dei risparmiatori con un prelievo forzoso del 6 per mille. Costui si è subito precipitato a definire il quadro ideologico di riferimento: «La giurisprudenza della Corte costituzionale, nelle materie in cui la scienza ha un peso, è di ascoltare le ragioni della scienza. Come è stato fatto nel caso della fecondazione assistita».
A conferma del fatto che la Scienza, quella che si accuccia al Potere, quella che non ammette dibattito e verifiche di sorta, deve imporre la sua gelida mano sulla vita delle persone.

In sostanza, la rielezione di Mattarella pone un’ombra di grande discredito su tutta la politica, ridicolizzando lo stesso Pd che, neanche due mei fa, presentava un ddl nel quale si poneva la non rieleggibilità del presidente della Repubblica e l’abrogazione del semestre bianco. Ma butta un’ombra di discredito anche sulla Lega, la cui mina “populista” è stata definitivamente disinnescata, lasciando il centrodestra in una gran confusione. Mina “populista” già da tempo disinnescata per quel che riguarda i 5 stelle, passati come se niente fosse dalla richiesta di impeachment a Mattarella al suo sperticato sostegno.

Applausi dei parlamentari in autocelebrazione di se stessi


Mattarella, il democristiano tanto amato a sinistra (anche il “Manifesto” ne fa un elogio), nella sua apparente bonomia, è l’uomo che: non ha sciolto il CSM, nonostante gli scandali che ha coinvolto la magistratura, Palamara per tutti; nel 2018 pose il veto, in ossequio alle direttive Ue, alla nomina di Savona a ministro dell’economia; ha tenacemente voluto la nascita del Conte bis (impedendo nuove elezioni); ha riconfermato ministri del calibro di Speranza, inquietante personaggio politico che proprio in ragione della sua mediocrità ben rappresenta e garantisce i poteri “forti”, e di Lamorgese, di cui si è parlato; difende istituzionalmente il regime sanitario liberticida e connivente con i grandi interessi transnazionali, regime che dal 1° febbraio decreterà l’espulsione dei non inoculati dalla società civile.
Intanto ci arrivano dal Canada le notizie riguardanti il Convoglio della Libertà: un po’ alla volta giungono nella capitale Ottawa gli scaglioni del Convoglio, una protesta che per il momento comprende 60mila trasportatori più decine di migliaia di cittadini.

Usciamo anche noi da questo incubo!

Fonte: Antonio Catalano

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