Notizie false, il lato oscuro delle proteste in Libano


Una campagna diffamatoria basata su notizie false è in corso sui social media per istigare i manifestanti in Libano, come avverte un rapporto.

In un articolo pubblicato venerdì, il quotidiano britannico Daily Star, edito a Beirut (capitale libanese), ha avvertito che una campagna di disinformazione deliberata sui social network contro le proteste scatenate dal 17 ottobre in Libano è in pieno corso, data la precaria situazione economica e l’aumento delle tasse.

Le notizie false arrivano in molte forme, da immagini, video e audio prodotti a immagini di altri luoghi o in altri anni, invece degli eventi effettivamente registrati in Libano, aggiunge il testo.

Ad esempio, continua, un messaggio diffuso mercoledì nell’applicazione di messaggistica di WhatsApp, che avrebbe dovuto essere una dichiarazione ufficiale del Palazzo presidenziale, in cui affermava che Internet sarebbe stato tagliato in tutto il Libano dalle 12 (ora locale) in poi giovedi.

Tuttavia, Imad Kreidieh, capo della società di telecomunicazioni statale libanese Ogero, ha negato questa notizia mercoledì. “Le informazioni che circolano sulla decisione di disconnettere Internet non hanno nulla a che fare con la verità e la realtà”, ha twittato.

D’altra parte, un altro messaggio è stato diffuso mercoledì tra gli utenti di WhatsApp , in cui si affermava che il movimento di resistenza islamica del Libano (Hezbollah) e il movimento Amal avevano sollecitato l’esercito ad aprire tutte le strade dopo mezzanotte e avevano minacciato con la chiusura dell’intero paese se le loro richieste non fossero state soddisfatte.

Tuttavia, una fonte di Hezbollah che ha parlato a condizione di anonimato con la Daily Star ha definito queste affermazioni “completamente false”.

Inoltre, un’altra dichiarazione attribuita al comando dell’esercito libanese ha annunciato uno stato di emergenza nel paese arabo dal 31 ottobre, una storia che è stata respinta anche dall’esercito libanese.

“Il comando dell’esercito nega questa affermazione e i dettagli in essa contenuti e chiede ai cittadini libanesi di evitare di cadere nelle trappole di queste voci e di verificare le informazioni attraverso il sito web ufficiale dell’esercito”, ha insistito.

A causa di questa situazione, il giornale britannico avverte che ci sono “finaltà politiche” dietro questa falsa notizia. “Sembra che molti messaggi falsi siano stati diretti a spaventare i manifestanti nelle strade”, ha detto.

Come denunciano diversi analisti, le agenzie di intelligence degli Stati Uniti, di Israele e dell’Arabia Saudita sono dietro le proteste per destabilizzare il Libano e impedire a Hezbollah di aumentare la sua influenza sul governo.
Una indagine fatta da alcuni specialisti ha appurato che circa l’80% degli accounti dei messaggi diffusi in Libano atrtaverso WhatsUpp e Twitter provengono da account ubicati in Arabia Saudita. Questo la dice lunga su chi manovra da dietro le proteste per sobillare le piazze in Libano.

Hezbollah si trova in massima vigilanza e il movimento si è fatto carico di combattere le infiltrazioni esterne ed il terrorismo, un obbiettivo senza dubbio assai ambizioso. Da notare che Hezbollah, che rappresenta la parte povera della popolazione interessata ai cambiamenti, si trova dalla stessa parte di chi protesta e richiede le stesse cose ma non c’è concordanza sui tempi. La richiesta dei manifestanti e’ la caduta dell’intero sistema mentre Hezbollah e’ nemico del caos e sa bene che ci vorrebbe un miracolo per cambiare un regime da una settimana all’altra a meno che tutti i signori della guerra ( della guerra civile libanese dal 1975 al 1989) non svaniscano improvvisamente o decidano di andarsene in esilio volontario.

Proteste in Libano

Tutti i politici hanno le loro colpe e hanno responsabilità nella situazione che si è creata. Tuttavia le riforme richiedono pazienza e quelle urgenti annunciate dal primo ministro Saad Hariri (poi dimissionario) sono un buon inizio ma ancora insufficiente.” Noi giudichiamo in base alle scelte del governo ma sicuramente non promuoviamo il caos”, ha dichiarato un portavoce di Hezbollah. I libanesi sono consapevoli del rischio che le rivolte vengano strumentalizzate dai nemici del paese che mirano al caos ed alla guerra civile per indebolire il Libano, esattamente come avvenuto in Siria e per questo, le organizzazioni più responsabili procedono con cautela. L’esercito ha individuato agenti israeliani infiltrati fra i manifestanti ed alcuni di questi sono stati arrestati e sono sotto interrogatorio.

Il Libano non ha intenzione di ricadere nel caos per gli interessi delle potenze esterne, la vigilanza da parte delle formazioni armate di Hezbollah è massima e si estende anche allo spazio aereo dove ultimamente è stato abbattuto un drone israeliano senza pilota. Un messaggio ad Israele che le intrusioni nello spazio aere del Libano non saranno più tollerate. VIDEO :

http://217.218.67.243/videos/20191101/final-l%C3%ADbano.mp4

In Iraq i manifestanti iracheni bruciano bandiere statunitensi e israeliane

Gli iracheni indignati per le notizie diffuse dalla fonti degli Stati Uniti, hanno bruciato le bandiere degli Stati Uniti. e di Israele per mostrare la loro rabbia per il ruolo che svolge Washington nella situazione caotica che regna nel paese arabo.

In un nuovo giorno di mobilitazione di strada, gli iracheni hanno piazzato giovedì le bandiere degli Stati Uniti e quelle del regime di Israele sul terreno, queste sono state calpestate e successivamente incendiati in Tahrir Square, a Baghdad, la capitale irachena.

Diversi movimenti e partiti politici iracheni puntano il dito accusatore verso gli Stati Uniti e il loro alleato Israele, per cercare di approfittare delle proteste per provocare “caos” nel loro paese.

Il governo di Baghdad ha scoperto le mani nere dietro le recenti proteste scatenate dal 1 ° ottobre per protestare contro corruzione, disoccupazione, carenza di materie prime. Inoltre, il governo afferma di riconoscere il diritto di esprimersi nelle strade, ma rifiuta la violenza.

http://www.elespiadigital.com/index.php/noticias/historico-de-noticias/27313-2019-11-01-13-14-35

Fonte: La Espia Digital

Traduzione: Lisandro Alvarado

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