Non torneremo mai più al mondo di prima (e siamo noi che dobbiamo dirlo)

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di Angelo Michele Imbriani

Questa frase suscita in noi angoscia, da un lato (sebbene il mondo di prima non ci sembrasse poi così esaltante), e indignazione dall’altro, perchè smaschera il progetto delle cosiddette “elites globaliste”. Queste ultime hanno in effetti un loro disegno rivoluzionario (il Great Reset), chiaramente enunciato, e sono forse il più fanatico, pericoloso, malefico gruppo rivoluzionario della storia.
Dovremmo però rispondere al loro disegno non con la paura, né con l’arroccamento su posizioni puramente nostalgiche, ma accettando e rilanciando la sfida e affermando anche noi che sì, al mondo di prima non ci torneremo più, non vogliamo e non dobbiamo tornarci più, ma per ragioni molto diverse da quelle che sono proprie delle suddette oligarchie.

Dobbiamo far nostro un programma “rivoluzionario” diverso e opposto dal loro. Non certo nell’illusione che sia facilmente e immediatamente realizzabile, ma perchè esso sia la meta che ci indica il cammino. Non possiamo più pensare di tornare al mondo di prima, a prescindere anche dall’azione devastante che su quel mondo si sta compiendo, per due ordini di insormontabili motivi.
Il primo: nella storia, tutti coloro che si sono arroccati su posizioni meramente conservatrici, ossia “reazionarie”, sono stati travolti, a prescindere dal fatto che le loro motivazioni potessero essere legittime e perfino nobili e sacrosante.
Il secondo.

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Abbiamo definito rivoluzionario l’attuale gruppo di potere ed è una definizione assolutamente appropriata (dei vecchi gruppi rivoluzionari – dai giacobini ai bolscevichi – esso ha adottato ampiamente categorie e prassi, nella ovvia differenza dei fini e delle circostanze contingenti). Tuttavia, c’è una fondamentale differenza: mentre tutti i rivoluzionari del passato erano o quantomeno si definivano espressione di classi subalterne, questi qui sono invece espressione della classe dominante e la loro rischia di essere la prima grande rivoluzione della storia realizzata dalle classi dominanti contro le classi subalterne, e non il contrario come era sempre stato finora

Ciò vuol dire che è proprio in quel “mondo di prima” che queste oligarchie hanno conquistato il dominio, sebbene, il loro progetto attuale nasca da una crisi di questo dominio, che si era manifestata in questi ultimi anni, da una crisi di egemonia, per usare la categoria gramsciana. E’ il nostro vecchio, caro mondo di prima che ha prodotto questo gruppo di potere e che gli ha consegnato gli strumenti per concepire e ormai anche largamente per perpetrare il loro scenario da incubo. Non possiamo quindi contrapporre al loro disegno criminale il mondo che comunque lo ha generato. Dobbiamo tutti renderci conto che, a prescindere dalla tattica e dalle risposte urgenti e immediate, la soluzione al problema non può che essere strategica e non può che passare per un radicale mutamento di paradigma.
Alla rivoluzione del transumanesimo dobbiamo contrapporre una nuova rivoluzione umanistica.

Fonte: Angelo Michele Imbriani

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