“Non sapevamo … che esiste un diritto internazionale”


di Michel Raimbaud.

Come l’Iraq prima, la Siria è l’obiettivo dell’isteria dei media mainstream in occasione del decimo anniversario della guerra. L’ex diplomatico Michel Raimbaud si chiede: ci vorranno 30 anni per riconoscere i crimini commessi contro questo paese?

Nel marzo 1991 l’Iraq di Saddam Hussein, che era appena imploso di fronte a una coalizione guidata da Washington, iniziò la sua discesa agli inferi. Era ormai, da molto tempo, sotto stretta sorveglianza ed embargo. Tra un miraggio di “glasnost” e un’ondata di “perestrojka”, l’Unione Sovietica di Gorbaciov, annegata in un sogno dell’Occidente, stava per sprofondare e cadere a pezzi. L’America si vedeva già come “l’impero più potente che la terra abbia sopportato” e si preparava a far pagare a caro prezzo a chi non lo capiva. Dopo aver finto di cercare un esito pacifico evitando l’umiliazione dell’Iraq, la Francia di Mitterrand si era unita all’assalto anti-Saddam, realizzando gradualmente quanto fosse ristretto il suo spazio di manovra nei confronti di Baghdad. Dopo un flashback gollista sotto Chirac,

Ci sono voluti trent’anni perché la corrente principale del Paese della ragione e dei diritti umani si degnasse di scoprire la gigantesca menzogna che aveva oscurato la distruzione dell’Iraq e le atroci torture inflitte alla sua gente. Il triste Colin Powell, famoso per aver fregato il Consiglio di Sicurezza con la sua sinistra fiala, avrebbe aspettato un’eternità per scusarsi vagamente con il pretesto di essere stato male informato (sic). Alcuni lo avrebbero imitato più tardi, molti altri mai. Di fronte allo scandalo, molti ora brandiscono una facile scusa: “Non lo sapevamo”, dicono, sottraendosi così alle loro responsabilità. Ammettere che sapevano sarebbe ammettere che erano colpevoli o complici. Secondo il lungo documentario dedicato all’Iraq recentemente sulla Francia 2, Chevènement ammise di sapere dal 4 agosto 1991 che la Francia aveva dato il suo consenso a Washington per essere al suo fianco contro Saddam: la saga diplomatica di cui i francesi andavano fieri era quindi solo un’illusione.

Il bilancio schiacciante della tragedia irachena è stato ignorato, nonostante una serie di voci e iniziative coraggiose che hanno tentato di smascherare l’impresa americana ispirata dal sionismo giudeo-protestante: lo stato smantellato e distrutto, il suo esercito e la sua polizia si sono sciolti, uno dei paesi più moderni del mondo arabo è tornato indietro di cinquant’anni dalle incursioni e dall’uso di armi proibite, umiliato da un iniquo “petrolio in cambio di cibo”. Senza contare le esazioni e le torture, le prigioni, i saccheggi del patrimonio archeologico. Almeno due milioni di morti inclusi 500.000 bambini, “il prezzo della democrazia” secondo il vecchio Albright … E l’indicibile George Debeliou Bush che poneva la domanda storica: perché ci odiano così tanto?

Lo stesso scenario sta accadendo esattamente per la Siria, che è entrata nel suo undicesimo anno di guerra a metà marzo. Solo che lo Stato siriano, forte della sua resilienza e delle sue alleanze (Russia e Iran), non è stato distrutto, anche se il Paese è devastato, la sua economia rovinata e la sua gente soffocata e affamata dall’embargo e dalle sanzioni, senza vedere il fine del suo calvario. Rifiutando di riconoscere la sua “impensabile sconfitta” e “l’impensabile vittoria di Bashar al-Assad”, l’America ha preferito, come il consigliere di Obama, Robert Malley, allegramente previsto nel 2016, passare a una seconda fase di aggressione, l’attuale guerra militare e veramente perso il posto a una guerra economica senza fine, una guerra “per procura” con il sostegno del divieto e del backbench della “comunità internazionale” in Occidente.

Come c’era da aspettarsi, la metà di marzo, il decimo “anniversario” dell’inizio degli eventi in Siria, ha scatenato un’isteria senza precedenti ea prima vista incomprensibile nella tetra – pianura paludosa – del mainstream, che unisce nel suo letto i politici , i media e coloro il cui compito è pensare. La stupidità di questo impeto di furiosa follia testimonia la degenerazione morale del paese di Descartes e dei diritti umani, una sorta di Covid dell’intelligence. Sono semplicemente gli intellettuali neoconservatori in stile francese che si stanno mobilitando, cantando la loro serie di pie bugie e follie, dove le belle parole si scontrano come democrazia, diritto internazionale, diritti umani, giustizia, pluralismo, soluzione politica.

Rovine dei bombardamenti e della guerra


Furiosi per la loro sconfitta e non avendo nulla di presentabile da rivendicare o offrire, come i terroristi moderati e i rivoluzionari in imboscata che sostengono, stigmatizzano per virtù oltraggiata “lo stato canaglia” in Siria, il “regime di Bashar”, la banda “genocida”, il “massacro del tiranno”, illustrando perfettamente questo ” zero grado di pensiero politico ”(e intelligenza) che è neoconservatorismo, e questa“ stupida signora ”di cui sono gli amanti e promessi sposi. Si vede addirittura avanzata l’idea che, per sconfiggere definitivamente lo Stato Islamico in Siria, sia necessario “stabilizzare” i ribelli, che hanno distrutto il loro Paese e si scagliano contro il martirio dei loro compatrioti.
Ciò che l’Iraq ha vissuto per trent’anni, la Siria sta vivendo per l’undicesimo anno consecutivo (più delle due guerre mondiali messe insieme), un silenzio siderale e una negazione totale che raffinano il calvario di un popolo martirizzato. Se continua a morire lentamente, non è per “pagare il prezzo di una necessaria democratizzazione”, non è né una “primavera fallita” né una guerra civile come si vuole dire nel Paese dell’Asse del Bene. Tra gli “esperti” che parlano, oso sperare che non ci siano professori di diritto internazionale, perché sicuramente saprebbero che, come l’Iraq a suo tempo, la Siria è stata ed è ancora vittima dell’aggressione internazionale.

Distruzioni in Siria

Durante i processi di Norimberga (e Tokyo) del 1946, questo crimine di aggressione, basato sulla libera e consapevole volontà di minacciare o rompere la pace, fu assimilato a un “crimine contro la pace” e qualificato come un “crimine internazionale per eccellenza”, una delle principali violazioni del diritto internazionale insieme a genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. È iscritto dal Tribunale di Norimberga in cima alla lista, accompagnato dalla seguente formula: “Lanciare una guerra di aggressione non è solo un crimine internazionale; è il crimine internazionale supremo ”, l’unica differenza con gli altri crimini di guerra è che nasconde in sé tutto il Male accumulato di tutti gli altri. È “il crimine per eccellenza”.

Codificato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, risoluzione 95/1946, appartiene al diritto penale internazionale e rientra nella giurisdizione della Corte internazionale di giustizia dell’Aia (per quanto riguarda la responsabilità e la criminalizzazione degli Stati). Ripreso dal Trattato di Roma del luglio 1998, che istituisce la CPI, rientra anche nella giurisdizione della Corte penale internazionale (per la responsabilità personale dei funzionari statali).

Dovremo incontrarci tra trent’anni per “scoprire” i risultati delle guerre in Siria, militari e visibili o economici e invisibili?

Quando sarà il momento di tirare le somme e fare giustizia, bisognerà comunque ricordare ai cento governi che hanno partecipato fino ad oggi a questa marcata aggressione la gravità della loro impresa criminale. E denunceremo prima i tre occidentali, membri permanenti del Consiglio di sicurezza, che affermano di parlare di diritto internazionale e di esserne i tutori, mentre sono i primi trasgressori.

Per abbellire il suo tranquillo ritiro, Debeliou Bush aveva scelto, a quanto pare, di dipingere piccole pecorelle ridicole, senza mai essere toccato dall’idea che avrebbe dovuto avere sulla coscienza milioni di morti, feriti, storpi, bambini con disabilità, senza contare distruzione di diversi paesi. Altri, come Blair o Obama, traggono persino un reddito invidiabile dalla storia delle loro imprese, tenendo conferenze altamente retribuite, dove le loro devastazioni e i loro crimini sono implicitamente considerati come gli effetti collaterali di un’opera pia: nessun riferimento ai morti, al distruzione di cui sono responsabili, al destino di stati in rovina o smembrati …

Civili siriani fuggono dai bombardamenti

Sono ben vestiti, ben curati, ben nutriti, armati di diplomi, si atteggiano a “padroni del mondo”: parlano la legge, fanno la legge, decidono la guerra, scrivono la storia delle loro gesta viste attraverso uno squilibrato lorgnette. In breve, occidentali o sostenitori dell’Occidente, gli occidentali sono le élite del “mondo civilizzato”, l’essenza dell’unica umanità che conta ai loro occhi ciechi. Credono di essere invulnerabili e intoccabili. Non hanno né rimorso né vergogna. Sono persino orgogliosi delle loro azioni, dei loro record, del loro sostegno a questi terroristi, riciclati o no, che “fanno un buon lavoro”.
Il loro grazioso peccato, di cui non possono sbarazzarsi poiché vedono in esso la nuova versione dell’esecrabile “fardello dell’uomo bianco”, è la mania di impartire lezioni morali e di decidere per loro cosa devono fare i paesi “che non appartengono al nostro mondo”, anche se nessuno li ha suonati. Ovviamente, se in Occidente ci fosse ancora un pizzico di saggezza, ci si chiederebbe come delle persone il cui senso del governo e del diritto internazionale è così irregolare in patria possano decidere il destino dei loro vicini più o meno lontani.

Una ragione in più per i leader politici o militari, gli intellettuali, i media che hanno deciso, organizzato, sostenuto o giustificato un crimine di aggressione internazionale (o più), per sapere che sono e rimarranno, qualunque cosa facciano o non siano responsabili il crimine di aggressione internazionale, o per il loro appoggio o la loro complicità, e di cui saranno tenuti a rendere conto, senza prescrizione. La giustizia ha molti difetti, ma è tenace.

fonte: https://francais.rt.com/opinions

Traduzione: Gerard Trousson

20 Commenti
  • atlas
    Inserito alle 22:28h, 22 Marzo Rispondi

    Ouday Ramadan

    TRATTO DALLA MIA INTERVISTA RILASCIATA ALLA TV CURDA

    Giornalista: “cosa c’è dietro l’intensificazione degli attacchi russi ai gruppi armati a Idlib ?”

    Io: “per rispondere alla tua domanda dobbiamo chiederci le motivazioni per le quali la Federazione Russa è intervenuta militarmente in Siria. La Federazione Russa non è un associazione di volontariato. Una moltitudine d’interessi strategici legano il suo intervento in Siria e possiamo sintetizzarli in 3 aspetti: il primo è quello relativo al suo unico sbocco nei mari caldi. Alludo alle basi militari russe a Tartous. Il secondo aspetto, è quello relativo all’estrazione di gas e fosfati dai giacimenti presenti nel mare e nell’entroterra. Il terzo aspetto è il più importante, ed è quello relativo all’annientamento del terrorismo, che nel caso di una sua espansione, raggiungerebbe la Federazione Russa, in particolare i paesi caucasici. Detto ciò, ora posso rispondere alla tua domanda. Questa intensificazione contro i gruppi armati è da inquadrare sotto il profilo delle operazioni militari decise dal comando Russo-Siriano. Lo Stato Maggiore dei due Eserciti sceglie il momento più adatto per condurre l’attacco determinandolo, in termini di tempi ed intensità, in base alle proprie priorità. Le operazioni russo-siriane proseguiranno fino all’annientamento di tutti i gruppi terroristici armati ed appoggiati dalla Turchia.”

    Giornalista: “secondo te esiste un legame fra questo attacco russo e l’aumento della tensione fra Russia e Turchia, e qual è secondo te la strategia turca in merito?”

    Io: “non credo. La politica estera russa è da sempre quella della tartaruga, del “un passo alla volta”. Un modus operandi ereditato dall’Unione Sovietica. Sono noti a tutti gli interessi economici russi con la Turchia. Credo che nella crisi siriana la Federazione Russa andrà fino in fondo contro i terroristi. Erdogan all’inizio della crisi siriana sognava di entrare trionfalmente nella Moschea degli Omayaddi come un liberatore. Oggi la situazione è capovolta, ed Erdogan è stato cacciato con tutti i suoi scagnozzi da Aleppo e dalle altre regioni. Il suo sogno si è frantumato in Siria e ora sogna di portare a casa almeno un risultato positivo per lui attraverso l’appoggio ai gruppi terroristici. Ma gli è rimasto poco o nulla da ottenere. La situazione oggi, ad Idlib è in stato di stallo fino ad un’eventuale intesa tra Russia e Stati Uniti. Ma viste le ultime dichiarazioni di Biden a proposito di Putin non credo che questa intesa tra i due Stati ci sarà.”

  • LN 2
    Inserito alle 22:31h, 22 Marzo Rispondi

    A proposito dell’ONU, già qualcuno un secolo fa’ (febbraio 1921) lo aveva detto cosa era: “…in questa Società le Nazioni non sono affatto su un piede di eguaglianza. E’ una specie di santa alleanza delle Nazioni plutocratiche del gruppo franco-anglo-sassone per garantirsi – malgrado inevitabili urti d’interessi – lo sfruttamento della massima parte del mondo.”

  • atlas
    Inserito alle 04:20h, 23 Marzo Rispondi

    Marco Bordoni

    In una tirata molto serrata Putin identifica i tre eventi chiave della storia americana: il genocidio dei nativi, la schiavitù, e il lancio dell’ atomica sul Giappone “uno sterminio senza alcun senso militare”. Secondo lui questa è ancora la logica che guida la dirigenza USA

    https://twitter.com/i/status/1372577816936640512

  • Riki
    Inserito alle 06:34h, 23 Marzo Rispondi

    Le atomiche sui civili hanno lasciato un enorme effetto nell’immaginario collettivo. Ma i borbardamenti angloamericani sulle maggiori città tedesche, con bombe al fosforo, a guerra ormai vinta, hanno fatto più morti che le 2 bombe.

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 07:52h, 23 Marzo Rispondi

      complimenti per l’osservazione
      il bombardamento a Dresda fu qualcosa di vergognoso

      “Il bombardamento di Dresda avvenuto durante la seconda guerra mondiale tra il 13 e il 15 febbraio del 1945, fu uno degli attacchi aerei più drammatici e devastanti della storia europea.

      Se fino all’autunno del 1944 la città venne risparmiata dai bombardamenti alleati, con il riposizionamento del fronte le cose cambiarono drasticamente, per sostenere l’avanzata delle truppe sovietiche gli Alleati applicarono su larga scala il “bombardamento strategico”.

      Il 13 febbraio del 1945 più di 800 bombardieri inglesi della RAF (Royal Air Force) colpirono la città di Dresda in due diverse ondate, scaricando sul terreno circa 1500 tonnellate di bombe esplosive e 1200 tonnellate di bombe incendiarie. Il bombardamento notturno degli inglesi creò una “tempesta di fuoco” con temperature che raggiunsero i 1500 °C , i vasti incendi si protrassero anche molte ore dopo l’attacco, non lasciando scampo alla popolazione civile.
      Il giorno seguente la città venne bombardata dai B-17 americani che in quattro raid riversarono su Dresda 1250 tonnellate di bombe.

      L’ultimo bombardamento avvenne la mattina del 15 febbraio ad opera di 200 bombardieri statunitensi su una città ancora in fiamme, in pochi giorni i bombardamenti degli Alleati distrussero quasi totalmente la città di Dresda, provocando fra i 25000 e 35000 morti tra la popolazione civile.

      Definire quante furono realmente le vittime è quasi impossibile perché molti dei corpi vennero inceneriti dalla “tempesta di fuoco” generata dai bombardamenti, i cui effetti devastanti erano già stati sperimentati nel bombardamento di Amburgo nel luglio del 1943.

      Sebbene la potenza di fuoco impiegata dagli Alleati non fosse di molto superiore a quella adottata in altri bombardamenti compiuti in Europa, ci furono una serie di fattori che contribuirono ad aumentarne la devastazione.

      Strade strette ed edifici ravvicinati consentirono una rapida diffusione degli incendi, anche le condizioni atmosferiche ebbero un ruolo importante così come l’inadeguata difesa contraerea della città e l’impossibilità delle squadre antincendio di far fronte all’estensione degli incendi.

      Il bombardamento di Dresda suscitò fin da subito un ampio dibattito, se per molti l’utilizzo dei bombardamenti aerei su grandi aree abitate venne considerato “un uso razionale dell’arma aerea” per altri fu un vero e proprio crimine di guerra.”

      https://medium.com/living-history/il-bombardamento-di-dresda-9e5fc5b1fea9

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 07:58h, 23 Marzo Rispondi

      Sulla città di Amburgo vennero scaricati oltre 9.000 tonnellate di bombe, di cui la metà erano incendiarie, questa grande quantità di esplosivi andò ad impattare su un’area relativamente limitata ma ricca di fabbricati addensati e infiammabili, la mancanza di vento nella zona portò alla formazione di una corrente d’aria ascensionale di inaudita potenza e temperatura. L’elevata temperatura che scaturì in seguito alle esplosioni e agli incendi (dai 600 ai 1.000 gradi centigradi) surriscaldò l’aria che subito prese la via del cielo, facendo inesorabilmente precipitare l’aria fredda verso il suolo, generando venti verso il l’epicentro degli incendi che soffiavano ad una velocità di 300 km/h, al quale era impossibile opporre resistenza. Al centro della tempesta di fuoco si registrò una temperatura compresa tra i 300 e i 400 gradi centigradi e nel quale i cadaveri vennero completamente carbonizzati ridotti a circa un metro di lunghezza. A mano a mano che ci si allontanava dal centro la temperatura diminuiva, ma il calore era comunque così eccessivo da bruciare le vie respiratorie facendo morire le persone per soffocamento, per non parlare di coloro che vennero investiti direttamente dalle esplosioni (o direttamente dal fosforo) o comunque rimasero coinvolti nei crolli. Le vittime furono all’incirca 50.000. Quella notte lo sviluppo della tempesta di fuoco colse di sorpresa anche gli americani e i britannici, responsabili dell’accaduto, ma da quel momento la meccanica di questo tipo di bombardamento fu molto più chiara

      bestie
      non so come i tedeschi non possano non odiare gli americani dopo quello che gli han fatto, ma del resto pure i giapponesi nonostante quasi tutte le città rase al suolo dagli attacchi incendiari, ancor più letali visto che la maggior parte delle case sono in legno, non portano rancore se non forse le persone anziane che appunto non dimenticano.

      i siciliani invece pronti a scattare in piedi per accogliere i “liberatori”, tsk

      • atlas
        Inserito alle 14:19h, 23 Marzo Rispondi

        sei proprio un italiano del nord

        prendi il peggio dei massoni che introdussero nelle Due Sicilie i tuoi antenati per criminalizzare Popoli innocenti, Napolitani e Siciliani

        • atlas
          Inserito alle 14:22h, 23 Marzo Rispondi

          o per lo meno, i massoni giudeo/liberali nelle Due Sicilie già c’erano come in tutto il mondo, quindi anche col Governo dei Borbone. Ma gl’italiani li organizzarono. E li organizzano

      • LN 2
        Inserito alle 10:28h, 23 Marzo Rispondi

        Le vittime di Dresda secondo una enciclopedia dell’aviazione che ho, furono fra le 350.000 e le 500.000 perchè era strapiena di sfollati ben oltre la capienza della città.
        I criminali angloamericani riducono il numero in quanto fanno una stima del SOLO primo giorno di bombardamenti mentre gli attacchi sono durati una settimana, con gli ultimi giorni i P51 che mitragliavano a bassa quota.
        Era chiamata la Venezia dell’Est, città priva di obbiettivi militari con molto legno nelle costruzioni, Molte vittime sono state vaporizzate o incenerite senza lasciare tracce.
        Una squadra di bombardieri inglesi ha volutamente scaricato le loro bombe nei campi fuori città in quanto resosi conto di cosa erano stati mandati a fare, non vollero sentirsi complici.
        Come per le atomiche sul Giappone, questi atti avevano 2 scopi, intimidire la popolazione per fiaccarne il morale e intimidire l’URSS “Occhio che noi distruggiamo chi si oppone al nostro volere, adesso siamo alleati perchè ci conviene che muoiano i vostri soldati invece che i nostri, ma finita questa guerra i prossimi nel mirino sarete voi”.

  • Riki
    Inserito alle 08:13h, 23 Marzo Rispondi

    E i milioni di prigionieri tedeschi fatti morire nei campi di prigionia ….tutto cancellato perché la storia la scrivono i vincitori

  • giorgio
    Inserito alle 09:50h, 23 Marzo Rispondi

    Sardegna: bombardamenti 1942-43:
    Vittime civili dei bombardamenti anglo americani sui centri abitati: oltre 2.000
    Vittime civili di azioni armate compiute dalle truppe naziste, divenute da un giorno all’altro da alleate a occupanti: 0.

    Cagliari, dopo Napoli, fu la città italiana più bombardata durante la seconda guerra mondiale. Secondo alcune stime le vittime tra i civili furono almeno un migliaio (altre parlano di oltre 2000 morti), e oltre 40.000 persone persero la casa. Gravi infatti furono i danni al patrimonio edilizio della città: su 4.500 edifici esistenti prima del conflitto 720 andarono completamente distrutti e 540 furono gravemente danneggiati; altri 2.295 subirono invece danni minori e 855 risultarono mancanti di porte e finestre a causa degli spostamenti d’aria. In totale il 75% degli edifici venne distrutto o reso inabitabile.
    Circa il 70% del patrimonio culturale della città rimase danneggiato. Tra gli edifici più importanti si ricorda la Basilica di San Saturnino (la chiesa più antica di Cagliari) e diverse altre chiese tra cui la chiesa del Carmine, oltre a quelle di San Domenico, Sant’Agostino, Sant’Eulalia e Sant’Anna. Subirono danni anche il Palazzo delle poste e i già citati Palazzo Civico e Bastione di Saint Remy.

    Ribadiamolo ancora, crimini commessi dai “buoni”, dai “liberatori”, dagli “alleati”, dai “democratici” non dai “mostri” nazisti ……
    I vincitori riscrivono la storia a loro uso e consumo ma la memeria non si cancellerà mai …..
    Morte agli anglo americani ……

  • Riki
    Inserito alle 12:21h, 23 Marzo Rispondi

    E i kulaki? Quanti milioni ne hanno fatti fuori i bolscevichi? Comunque dal 45 a oggi sono stati eseguiti 2056 test nucleari, in maggior parte usa e Urss. Oggi ci sono le armi elettromagnetiche. Possono generare terremoti e tsunami, uragani, piogge devastanti o siccità…e altro

  • Riki
    Inserito alle 12:50h, 23 Marzo Rispondi

    Se Putin gli avesse risposto: stai zitto, che hai sulla coscienza milioni di morti tra Iraq Libia Siria Etiopia Yemen etc etc. Invece che tirare in ballo i nativi americani…avrebbe fatto centro. Ma non lo ha fatto

  • Riki
    Inserito alle 13:36h, 23 Marzo Rispondi

    Se fossi Putin gli avrei risposto: oh brutto cialtrone?! Hai partecipato e sostenuto tutte le guerre i massacri e le torture in Afghanistan iraq Siria Libia e mezza Africa! Ma avrebbe causato un putiferio, perché tutta la sinistra si sarebbe strappata i capelli urlando! Maledetto!!!!

    • atlas
      Inserito alle 14:13h, 23 Marzo Rispondi

      nel 1999 quello che vantava dell’aver violato la ‘sovranità nazionale’ della Serbia fu D’Alema

      • atlas
        Inserito alle 14:17h, 23 Marzo Rispondi

        nel 2001 quello che si vantava con Bush per aver reso Genova ‘sicura’ con sevizie nelle caserme e nelle scuole e con i gruppi paramilitari come i ‘black block’ cooperanti della nato, fu Berlusconi

        i peggiori crimini li hanno commessi, e li stanno commettendo, i democratici, mettendosi ora a destra e ora a sinistra

        • giorgio
          Inserito alle 14:56h, 23 Marzo Rispondi

          Verissimo Atlas …. il peggio proviene dai liberal democratici …. sia nella loro versione di destra che di sinistra ……
          Berlusconi e D’Alema uniti nella lotta …. vedasi Libia e Serbia …… tutti e due al soldo degli anglo sionisti ……
          Potessimo giustiziarli subito ……

  • Riki
    Inserito alle 14:50h, 23 Marzo Rispondi

    Era una frecciata avvelenata alla sinistra intellettuale, che anni fa difendeva i palestinesi, ma oggi sta con l’impero

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 15:25h, 23 Marzo Rispondi

      se dovessimo elencare tutti i voltafaccia della sinistra finiremmo dopodomani….

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