Non Ha Senso Avere Petrolio Se Le Multinazionali Lo Portano Via, Afferma Il Leader Dell’opposizione Argentina


di Paul Antonopoulos

MADRID – Giovedì, il candidato presidenziale peronista argentino, Alberto Fernández, ha dichiarato che non ha senso avere petrolio nel sottosuolo del paese se le compagnie internazionali lo sottraggono.

“Non ha senso avere petrolio se per estrarlo devi lasciare che le multinazionali lo portino via”, ha detto Fernández dopo essersi rivolto al parlamento spagnolo a Madrid.

“Non ho alcun problema con le multinazionali, ma la mia principale preoccupazione è quella di generare ricchezza per l’Argentina e gli argentini”, ha detto il peronista, il principale sfidante dell’attuale presidente argentino Mauricio Macri alle elezioni di ottobre.

Sette anni fa, l’ex presidente Cristina Kirchner – che è la vicepresidente presidenziale di Fernández alle elezioni di quest’anno – ha espropriato la partecipazione di Repsol alla compagnia petrolifera statale argentina YPF in una mossa che ha afflitto l’appetito degli investitori stranieri.

Macri ha cercato di coltivare un’atmosfera favorevole alle imprese per riportare gli investitori nel paese e sviluppare risorse energetiche, tra cui la riserva di petrolio “Vaca Muerta” che potrebbe ospitare uno dei maggiori giacimenti di petrolio e gas del pianeta.

Il paese dovrebbe registrare un surplus nel commercio di energia il prossimo anno per la prima volta in un decennio, ha detto il segretario all’energia Gustavo Lopetegui.

Cristina Kirchner, durante il suo mandato, ha cercato di utilizzare la riserva Vaca Muerta per invertire il deficit energetico dell’Argentina, ma i piani sono stati ostacolati dalla mancanza di infrastrutture e dalla mancanza di investimenti.

Di fronte a un nuovo collasso economico e con il dollaro che sale sopra i 60 pesos, il governo di Mauricio Macri ha dovuto ricorrere al Fondo monetario internazionale (FMI) per pagare il debito estero argentino.
Per causa dell’esposizione finanziaria, il Governo di Buenos Aires è ricorso alle privatizzazioni del patrimonio pubblico ed a assegnare concessioni di sfruttamento alle multinazionali estere, seguendo le ricette neoliberiste del FMI e della Banca Mondiale.
Questo ha portato ad un avvitamento della situazione economica con una contrazione delle esportazioni e con un balzo in avanti dell’inflazione. Le condizioni di vita della popolazione sono fortemente peggiorate con un alto incremento della disoccupazione e carenza di generi alimentari.

Domenica il governo argentino di Mauricio Macri ha annunciato di aver imposto una serie di controlli sulla circolazione dei capitali per cercare di tenere sotto controllo l’inflazione ed evitare una nuova bancarotta del paese. In sostanza, gli argentini non potranno più cambiare liberamente la moneta nazionale, il pesos, in valuta estera mentre sono stati imposti limiti alla possibilità di trasferire fondi al di fuori del paese.


Tale situazione ha generato malcontento e alle ultime elezioni il governo del neoliberista Macrì è stato bocciato al primo turno e la maggioranza degli elettori ha votato per il candidato peronista Alberto Fernández. Il peronismo rappresenta una alternativa alle politiche neoliberiste di Macrì. Tuttavia l’Argentina si trova in una situazione molto precaria e soltanto l’associazione con altri paesi e una politica di rivalutazione delle risorse nazionali può portare il paese fuori dalle secche in cui si trova.

Fonte: Fort Russ

Traduzione di Lisandro Alvarado

6 Commenti

  • atlas
    7 Settembre 2019

    verità assoluta, gli Argentini ne hanno passate tante che alla fine hanno capito anche al più basso strato della popolazione

    da noi c’è chi crede di stare, con gli ameri cani e i giudei, in alto in carica e invece è solo un servo del più basso livello, quello dei vermi

  • eusebio
    7 Settembre 2019

    Gli argentini devono ribellarsi alla speculazione internazionale di matrice askenazi, è dall’epoca della mafia dello zvi migdal che gli argentini li sopportano, ora devono dire basta.

  • robyt
    7 Settembre 2019

    che strun..ata. come se in arabia saudita si facessero il succo al petrolio e nel texas ci friggessero le patate. il petrolio se ce l’hai lo puoi vendere facilmente in tutto il mondo, chi lo estrae è solo un intermiediario, a noi il petrolio non ce lo regala nessuno e per estrarlo si pagano fior di diritti.

    • atlas
      7 Settembre 2019

      infatti ogni tanto qualche ‘stronzata’ la scrivi pure tu. Il petrolio chi ce l’ha lo estrae con la sua compagnia di Stato, Nazionalizzata, come in Iran dopo la cacciata dello sciò. La Iran oil, nonostante avesse tutti gli stronzi contro arrivò ben presto al 12mo posto al mondo per profitti

      tu invece profitti per estrarre stronzate dal tuo personale repertorio. Sei un’intermediario ?

  • Christian
    8 Settembre 2019

    Scusate tanto ma se non sbaglio sono stati proprio gli argentini a votare in maggioranza un soggetto come Macrì, nonostante ciò che il neoliberismo provocò al Paese nei primi anni 2000. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Cosa si aspettavano gli argentini da uno come Macrì? Che facesse gli interessi del popolo e del Paese?

    • atlas
      8 Settembre 2019

      ma guarda che la democrazia, sistema violento e antipopolare, è tutta guidata. Dappertutto

      Pasquale Scaramozzino da Pavia, colui che segnalò le anomalie alla sua collega di Catania morì poco dopo in un particolare incidente stradale

      quì BerLuxCohen fu come Macrì

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