Non esistono terze vie


di Maurizio Ulisse Murelli

Le sanzioni alla Russia non solo saranno un boomerang per l’Europa (gli USA non ne patiranno, come già non ne hanno patito con quelle del 2014) ma colpiranno essenzialmente gli oligarchi russi, il vero problema (cancro) interno non risolto da Putin: e qui, c’è di più di quel che ha detto l’ambasciatore russo in Svezia: “A Putin delle sanzioni non frega niente” (testuale). Largamente previste e, come sostiene il Cremlino, già decise a prescindere.

Il putrido Occidente guidato da quella demoniaca fabbrica di letame culturale, politico, economico che sono gli USA, ha in questi ultimi vent’anni fatto strame del diritto internazionale: Panama, Iraq, Serbia (Jugoslavia), Siria, Libano, Libia mascherano il tutto con il barbatrucco di guerre umanitarie e per la democrazia, “rivoluzioni colorate” definite spontanee e invece eterodirette da “figuri” alla Soros; e ora che Mosca ha fatto capire all’Occidente che a questo gioco non ci sta più, gli arroganti leader occidentali fanno gli offesi e i puristi della legalità internazionale. Nel bacato cervello dell’Occidente tutto si risolve con la “guerra economica” e la punizione sanzionatoria: denaro, commercio, ricchezze personali…. Non può, il devastato Occidente e men che meno gli USA, concepire che da una qualche parte nel mondo sopravviva un’anima tradizionale che ha una diversa scala valori, una diversa concezione della vita, visione del mondo, che esista l’idea di una diversa missione per un popolo che non quella di essere un’orda di marionette economiche-consumiste.

La base elementare della concezione geopolitica individua l’eterno conflitto tra le potenze marittime (cioè commerciali) e terrestri (cioè legate al lavoro dell’Operaio in senso jüngeriano). Lo scontro tra queste due realtà è fin qui risultato sempre vincente per le potenze marittime, ma, nel corso di questo scontro si è creato uno spazio di “non potenza”, una sorta di limbo degli ignavi dentro il quale sono precipitati gli Stati europei e di cui l’Italia è l’esempio più eclatante.

Ciò che gli Stati europei si rifiutano oggi di ammettere, anzi, di capire, è che in realtà non siamo a fronte di una “guerra” tra Occidente e Oriente, ma di una guerra degli USA all’Europa affinché non avvenga la saldatura geopolitica tra Russia ed Europa e dunque venga meno il monopolio americano sui destini del mondo. In questo senso da anni gli USA umiliano la Germania, fin qui la potenziale spina dorsale per la realizzazione di un blocco eurasiatico. La umiliano con multe (ricordate la questione delle multe emesse alla industria automobilistica?), proibendole l’utilizzo del gasdotto Nord stream due etc.

In questo quadro non esistono “terze vie”. O di qua o di là, o con la Casa Bianca (sepolcro imbiancato e nemico dell’Europa) o con il Cremlino, scrigno di una visione imperiale antiliberale, depositario delle istanze della Terza Roma, ovvero di una visione del mondo opposta a quella americana.

8 Commenti
  • Mario
    Inserito alle 14:24h, 23 Febbraio Rispondi

    W RUSSIA

  • giorgio valenti
    Inserito alle 14:30h, 23 Febbraio Rispondi

    Articolo conciso che pero’ e’ lampante verita’.

  • Giorgio
    Inserito alle 15:05h, 23 Febbraio Rispondi

    Gran bell’articolo che non si può che condividere al 200 x 100 ……. come tutti gli scritti di Murelli ….

  • guido
    Inserito alle 16:25h, 23 Febbraio Rispondi

    A quanto pare il grandissimo pezzo di finto liberale ma dall animo dittatoriale alla Pinochet,Biden,la sta facendo grossa a casa sua.
    I problem in america si stanno ampliando e il dollaro sta perdendo molto potere ogni giorno che passa.
    Il motivo e’ ovvio:chi investirebbe in un paese estremamente guerrafondaio,senza veri diritti,dove qualsiasi deposito o perazione bancaria senza un giusto processo nell impossibilita’ di confrontarsi con l autorita’ governativa?
    Molte provincie americane si stanno muovendo contro le sclete scellerate di Biden e i venti di secessione ora esplodono alla grande.

    • Mauro
      Inserito alle 18:27h, 23 Febbraio Rispondi

      Se gli Usa implodessero, sarebbe per tutti noi una grande liberazione. Temo però questo non accada (non in tempi brevi) ed il servilismo schiavo che ha contagiato tutta l’Europa approfondisca ed aggravi i problemi già presenti (crisi economica, Covid, etc) da cui stiamo cercando con gran fatica e scarsi risultati a risollevarci. Seguire, per abitudini e partito preso, gli Usa che tutto prendono e nulla danno, sarebbe a mio avviso un danno inimmaginabile. La Germania ha iniziato dando il buon esempio, dandosi la zappa sui piedi da sola rifiutando di certificare Nord Stream 2. Gli americani applaudono ………

      • fabri
        Inserito alle 16:42h, 24 Febbraio Rispondi

        In queste condizioni l europa non potra’ mai e poi mai parlare di indipendenza.
        E’ un concetto fuori dalla nostra realta’

  • eusebio
    Inserito alle 19:25h, 23 Febbraio Rispondi

    Non è vero che non ne risentiranno pure gli USA, i quali dipendono dal petrolio pesante russo degli Urali per far funzionare le raffinerie del Golfo del Messico orfane del greggio venezuelano e per cui il petrolio leggero saudita non è adatto, inoltre gli USA importano anche prodotti russi della raffinazione del petrolio, a partire dal gasolio a buon mercato necessario a trasportare le merci importate perlopiù cinesi fino ai banchi dei supermercati dell’enorme e deindustrializzato paese.
    Forse ce ne dimentichiamo in Eurasia perchè comunque qua produciamo di tutto e possiamo trasportarlo pure per ferrovia, non si contano più gli enormi treni merci che fanno avanti e indietro tra Cina e Europa attraverso la Russia, ma negli USA ormai importano tutto dall’estero, gli americani hanno spinto con la delocalizzazione delle fabbriche decine di milioni di lavoratori qualificati nell’inattività, non sanno più fabbricare niente e senza le merci cinesi e il gasolio russo l’inflazione schizzerebbe dal 7-8% fino al 20-30.
    Del resto per comprare questa merce che alimenta un deficit commerciale di oltre 1000 miliardi di dollari devono stampare continuamente dollari i quali, grazie alla sempre maggiore centralità del mercato cinese nel commercio internazionale, sono sempre meno richiesti e sostituiti dallo yuan.
    La prospettiva del rialzo dei tassi di interesse per combattere l’elevata inflazione ha già spinto verso l’alto i rendimenti dei titoli di stato USA sempre meno richiesti in quanto ritenuti troppo rischiosi, i tassi di interesse sui mutui immobiliari arrivati al 5%, e fatto crollare il mercato azionario tecnologico NASDAQ da inizio Novembre del 20%, con punte del 50 per la metà dei titoli.
    Se dovesse essere imposta la disconnessione della Russia dallo SWIFT, il sistema di transazioni finanziarie telematico controllato dagli USA, e la Russia dovesse integrare il suo di sistema telematico con quello cinese CHIPS, per i mercati finanziari anglosassoni sarebbe la botta finale.

    • fabri
      Inserito alle 00:50h, 25 Febbraio Rispondi

      concordo totalmente

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