Non dimentichiamo i “Piccoli Angeli” del Donbass

Di Eliseo Bertolasi

Come tutti gli anni il 1° giugno a Donetsk, capitale della DNR, vengono ricordati tutti quei bimbi che sono stati uccisi dall’esercito ucraino negli otto anni di guerra del Donbass.
Una guerra che continua a mietere giovani vite innocenti, dati ufficiali parlano di oltre cento bambini, senza contare i feriti, nelle due Repubbliche, – l’ultimo di questa lunga lista addirittura il giorno 31 maggio, un paio di giorni fa: “Un bambino nato nel 2017 è morto a causa dei bombardamenti delle forze armate ucraine sul quartiere Chervonogvardejiskij di Makeevka” – riporta la comunicazione della Rappresentanza della DNR presso il Centro Congiunto per il Controllo e il Coordinamento del cessate il fuoco.

Questa commemorazione negli ultimi anni si è allargata ben al di fuori del Donbass, come si legge sul sito del Ministero degli Esteri della DNR:
“Ieri, 1° giugno, in occasione della Giornata internazionale dell’infanzia in Germania, Italia, Francia e Grecia, si sono svolti eventi nell’ambito dell’azione “Angeli”, pensata per onorare la memoria dei bambini morti del Donbass. I nostri sostenitori hanno rilasciato in cielo palloncini e lanterne, hanno registrato video in segno di sostegno, o hanno semplicemente espresso la loro solidarietà con disegni colorati, che simboleggiano i colori vivaci con cui dovrebbe essere ricolma l’infanzia di ogni bambino”.

Anche l’Italia non dimentica e ha preso attivamente parte alla commemorazione con il lancio di palloncini coi colori del tricolore italiano: un gesto semplice, certo, ma anche simbolico per l’ascesa dei palloncini verso cielo (foto).

Sacrario alla memoria dei bimbi uccisi

L’azione “Angeli” si svolge annualmente dal 2016 con il supporto dell’Organizzazione Sociale “Giovane Repubblica” e del Ministero degli Affari Esteri della DNR. Nelle varie occasioni, all’azione, hanno preso parte rappresentanti di 20 paesi del mondo.

Rimane il “non senso”, l’assurdità, di queste morti innocenti: colpire bambini, colpevoli solo di trovarsi dall’“altra parte”, nati su una terra, il Donbass, che ha “osato” sfidare il regime istauratosi a Kiev nel 2014, o semplicemente colpevoli solo di essere d’origine russa e di parlare russo.
Morti dimenticate e oscurate dal mainstream occidentale. Nessuno si è mai stracciato le vesti nella democratica Europa per queste piccole vittime innocenti.

Fu soprattutto negli anni 2014 e 2015 che si registrarono la maggior parte di questi crimini! Tuttavia, i combattimenti, che in realtà non si sono mai realmente interrotti, ora sono ripresi con grande intensità. Tutti i giorni le bombe col loro carico di morte e distruzione cadono sulla città di Donetsk e sul Donbass. In passato erano bombe ucraine, ora, in aggiunta, anche bombe dei paesi della NATO, forse anche italiane! Uccidono a migliaia di km di distanza una popolazione che nulla ha mai fatto di male, né alla NATO, né all’Italia, né a nessun altro paese europeo.

Si potrebbero scrive fiumi di parole per tentare di descrivere l’orrore di queste morti, ma davanti a tale sgomento è meglio affidarsi alla poesia, per il suo potere di saper cogliere, penetrare la realtà e renderla eterna:

Angeli del Donbass

Che io sia l’ultimo bimbo
che la guerra ha rapito alla mamma…
La mia foto ora è come un’icona.
Non ho paura. Qui non sono sola.

Accanto me da Gorlovka c’è Kira,
e ancora uno zio e una zia coi bambini.
Da Slavjansk c’è Vasilij e Ira.
Siamo qui migliaia… Noi siamo angeli…

Non so perché ci hanno ucciso…
Nemmeno Dio ci dà la risposta.
Abbiamo sognato, giocato, amato,
I nostri cari e la luce del sole.

Sono Polina… avevo solo otto anni…
Mishka ne ha cinque… Vita ne ha due… Lena ne ha sei.
Fermate la guerra… Noi ve lo chiediamo…
Così tante lacrime sono state versate da non poterle contare…

Che io sia l’ultimo bimbo
che la guerra ha rapito alla mamma…
La mia foto ora è come un’icona.
Non ho paura. Qui non sono sola.

(Snezhana Aendo, 2015)

Fonti:
https://ria.ru/20220531/makeevka-1791976731.html
https://mid-dnr.su/ru/pages/news/predstaviteli-zarubezhnyh-stran-prinyali-uchastie-v-akcii-angely/
https://www.litprichal.ru/work/226608/

Testi e poesia tradotti da Eliseo Bertolasi

1 Commento
  • Gabriella
    Inserito alle 09:54h, 03 Giugno Rispondi

    “Qui non sono sola” : poche parole che dicono tutto l’orrore delle migliaia , milioni di bambini morti a causa della guerra, di tutte le guerre che insanguinano il mondo.

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