Non ci salverà l’Europa dalla crisi

di Luciano Lago

In grande “pompa magna”, la Commssione europea, presieduta dalla Ursula Von der Leyen, ha lanciato i suo programma di finaziamento straordinario che, da Recovery Foud, ha preso il nome di “New Generation Found”.
Si tratta di 750 miliardi previsti, con alcuni trucchi contabili relativi al bilancio della UE per il prossimo anno a cui probabilmente verranno sottratti parte di questi fondi. Un fondo che dovrà essere reperito sul mercato finanziario attraverso titoli messi sul mercato (senza monetizzazione) con scadenzae prolungate al 2028 e anni successivi.
In attesa che vengano reperiti questi fondi, si parlerà del prossimo anno, quindi al momento niente sollievo per le imprese turistiche e della ristorazione e per le tante altre in Italia che sono sull’orlo del fallimento.
Naturalmente la prospettiva di questo finanziamento (non gratuito e non a fondo perduto) ha acceso l’entusiasmo dei convinti europeisti che hanno potuto salutare la “scelta rivoluzionaria” della Commissione europea , un “segnale importante” e quante altre frasi di elogio sperticato non potevano mancare.
La domanda che i più critici hanno posto da subito, visto che in genere (e nella UE in particolare) non sono previste elargizioni gratis, è quella di come verranno ripagati questi fondi. Risposta: ma con le euro-tasse , cosa pensavate che ci siano pasti gratis? E’ stata la risposta degli esperti della Commissione a chi incautamente aveva posto tale domanda.


Allo studio sono in essere tasse sulle società digitali, su quelle energetiche, su altre imprese di produzione che dovranno essere determinate e, in un secondo tempo, sui risparmi dei cittadini chiamati a concorrere a tale sforzo.
Il finanziamento riguarderà in modo particolare un piano verde europeo, per intenderci quello delle auto elettriche e della automazione digitale, esattamente quello che serve alle industrie della Germania e su cui la Merkel aveva posto l’accento con insistenza.
In realtà il piano di finanziamento proposto è un diversivo creato appositamente per far accettare ai partner europei il ruolo minore e ridimensionato della BCE che, per effetto della sentenza della Corte Costituzionale tedesca, non avrà più le mani libere per intervenire sui mercati ed immettere liquidità per migliaia di miliardi (creati dal nulla) per erogarli agli istituti finanziari, tanto meno potrà acquistare senza limiti i titoli emessi dai paesi in difficoltà finanziarie.
Alla richiesta di chiarimenti la Corte tedesca ha dato una risposta chiara: “nain”, no, stop, non più. Non sia mai che poi l’Italia del governo Conte e di Maio si giochi buona parte di questi soldi in redditi di cittadinanza, erogazioni a pioggia, assunzioni pubbliche e soldi alle consorterie clientelari e mafiose.
I tedeschi bisogna capirli: dall’8 Settembre in poi non nutrono molta fiducia nell’affidabiità degli italiani.

Europeisti entusiasti


Oltre a questo, se si entra nel dettaglio, al di là dei trionfalismi di facciata , si vede subito che l’erogazione di questi fondi sarà condizionata dalla Commissione all’adozione di “riforme strutturali“, ovvero quelle tanto care ai tecnocrati della UE quali riduzioni della spesa pubblica, tagli alle pensioni, tagli alle spese sociali, privatizzazione dei servizi pubblici, imposte sui risparmi e sugli immobili.
Questo significa che, dal prossimo anno, per sostenere l’euro e la costruzione eurocratica traballante, gli italiani dovranno pagare il conto e accollarsi un programma neoliberista di lacrime e sangue nello stile di Monti e dei tecnocrati della finanza, mentre continueranno con tutta probilità le limitazioni alla libertà personale attuate dal duo Conte/Di Maio, con il pretesto della nuova ondata di pandemia.


Mentre tutto questo programma si svolgerà, a media scadenza possiamo prevedere che la Commissione, Berlino e gli Istituti Finanziari collegati chiederanno all’Italia di iniziare a individuare e ipotecare alcuni beni pubblici a garanzia del debito: la scelta potrà cadere fra zone turistiche come l’Isola d’Elba o terreni del demanio pubblico, in Toscana, nel Lazio, o nel Veneto, così come su strutture portuali, aeroporti, località termali e archeologiche, come gli scavi di Pompei o il Foro Romano. Una semplice misura di cautela a garanzia del debito italiano che, con queste elargizioni, salirà (secondo gli esperti) ad oltre il 160% del Pil. Per informazioni verificare quanto accaduto in Grecia.
Come si era previsto ed annunciato, nelle situazioni di crisi si possono attuare quelle misure che in situazioni normali non sarebbe possibile adottare. Ce lo avevano detto ma in molti non colevano crederlo.

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