"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Non chiamatela globalizzazione: è livellamento planetario

di Diego Fusaro

La globalizzazione è, per sua essenza, ideologia del medesimo, espressione di un capitalismo speculativo e autoriflessivo che vuole vedere rispecchiato e riprodotto ovunque sempre e solo se stesso.
In vista di questo orientamento teleologico, esso mira alla soppressione delle differenze e, con esse, delle alternative, di modo che ovunque trionfino quelle che, con Marcuse e Heidegger, potremmo qualificare come l’ “unidimensionalità” e l’ “uniformazione” (Einförmigkeit).

Il globalitarismo aspira a rispecchiarsi in ogni cellula della realtà, annichilendo ogni modo di esistere, di pensare, di parlare e di scambiare che non sia quello modellato secondo l’assiomatica del do ut des liberoscambista.

Dietro l’apparente proliferare delle screziature, dei colori e dei plurali si nasconde quello che, con Hegel, potremmo verosimilmente chiamare il “monocromatismo assoluto” (einfarbige absolute Malerei) della società di mercato; monocromatismo assoluto che è, poi, anche la cifra della mondializzazione come universalizzazione della società di mercato con annessa neutralizzazione di tutte le forme di produzione, di esistenza e di pensiero che non coincidano con essa.
Come ricordato da Marx, il denaro, “leveller radicale, dissolve tutte le distinzioni” e impone un’uniformazione del reale e dell’immaginario che aspira a farsi planetaria e onniavvolgente.

In ciò riposa l’essenza della mondializzazione come colonialismo glamour e all’altezza dei tempi, che include neutralizzando e uniforma livellando.

Del mondialismo come nuova figura dell’imperialismo si potrà un giorno dire ciò che Marx, nel “Capitale”, affermò in relazione al colonialismo in auge al tempo suo: “fu ‘il dio straniero’ che si mise sull’altare accanto ai vecchi idoli dell’Europa e che un bel giorno con una spinta improvvisa li fece ruzzolar via tutti insieme e proclamò che fare del plusvalore era il fine ultimo e unico dell’umanità”.

In questa prospettiva, l’accumulazione planetaria intreccia livellamento e disuguaglianza. Uniforma il pianeta e, insieme, dà luogo a uno sviluppo sempre più diseguale, perché sempre più marcatamente fondato sulla contrapposizione classista tra Servo e Signore, con annesso conflitto unilateralmente determinato come massacro di classe del secondo ai danni del primo.

Da: “Pensare altrimenti” di Diego Fusaro

Fonte: Diego Fusaro

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  1. maboba 4 settimane fa

    Allora il mercato è fonte di tutti i mali. Al di là delle belle formule tipo “..che include neutralizzando e uniforma livellando” o
    “…l’accumulazione planetaria intreccia livellamento e disuguaglianza…” quale sarebbe l’alternativa, fallito il sistema collettivista? Non si capisce davvero.
    Uno spunto:
    http://www.tempi.it/tutta-colpa-del-capitalismo-fusaro-usa-categorie-spazzate-via-dalla-storia#.WaBNUj5JbIV

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    1. jack 4 settimane fa

      “Purtroppo hanno fatto credere a centinaia di milioni di persone che questo sia l’unico sistema possibile e che l’alternativa
      sia il sovietismo”. “La rivoluzione e la speranza” Erich Fromm ed. Bompiani 1969

      P.S.Per il resto,occorre che ognuno ci arrivi da solo.
      Saluti

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    2. Franco F. 4 settimane fa

      Nel suo articolo (http://www.tempi.it/tutta-colpa-del-capitalismo-fusaro-usa-categorie-spazzate-via-dalla-storia#.WaEDJhfOPDG) Carmelo Ferlito asserisce che Fusaro è marxista e produce il suo ragionamento per smontarne la posizione parlando di “libero mercato”. Lo stesso Fusaro sostiene di non essere marxista, per cui sostenere che le sue posizioni siano superate dalla storia e ormai fuori da essa è una affermazione molto discutibile, anche alla luce del fatto poi che continuare a parlare come fa Ferlito di “libero mercato” (ma, libero da che cosa?) porta alla creazione di un equivoco gravissimo, ovvero che esista un ‘mercato’ e che questo oltretutto possa essere anche ‘libero’. Il ‘mercato’ non è assolutamente tale né tanto meno ‘libero’, ma sempre di più invece e piuttosto un coacervo di impalcature giuridiche finanziarie che si esercitano nel suggerire non solo i desideri delle persone ma anche e sopratutto quello che sia meglio ‘pensino’ per continuare a desiderare in un certo modo. L’alternativa? La vita reale. Un recinto in cui l’esistenza del ‘mercato’ venga regolata e ridimensionata giuridicamente entro limiti in cui non possano essere lesi i diritti e la dignità delle persone. Altrimenti continueremo a vivere in funzione di chi né è il proprietario (del ‘mercato’) vedendoci alla fine soffiare anche il diritto di esistere (nel caso il ‘padrone’ in funzione del ‘mercato’ lo decida).

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  2. Werner 4 settimane fa

    Penso sia sotto gli occhi di tutti che c’è un livellamento verso il basso per quel che riguarda i diritti sociali dei lavoratori. Infatti la Cina, la Turchia, l’India, il Messico ed altre nazioni emergenti non hanno certamente adottato il modello dei paesi europei occidentali in fatto di tutela dei diritti dei lavoratori, ma piuttosto è al contrario, ovverosia, sono i paesi europei occidentali che stanno gradualmente smantellando il loro modello per adottare quello dei paesi emergenti, dove i lavoratori vengono sfruttati e non hanno alcuna protezione sindacale. Italia e Francia docet, rispettivamente con il Jobs Act e il Loi Travail.

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  3. Giorgio 4 settimane fa

    Non mi sembra che Fusaro in queste riflessioni si sia sprecato, ha semplicemente accontentato La Palice.

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  4. Aldus 4 settimane fa

    Il livellamento è tanto antifisico e antinaturale che abortirà di certo. Nemmeno i cagnolini lo accettano. Ogni pianta, fuscello, persino le dita della mano, non sono mai identiche. Neppure i rami di una pianta, nemmeno i nostri impulsi quotidiani sono identici l’uno all’altro. Non c’è una sola creazione naturale che assomigli ad un’altra, e persino rane e girini fanno di testa loro nello slanciarsi nelle acque di uno stagno. E QUESTI STRONZI CREDONO CHE SIA POSSIBILE IL LIVELLAMENTO TOTALE? Ma che coglioni…Stronzi sparite.

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    1. Jean 4 settimane fa

      Approvo, ma credo comunque che crei caos, non avviene un livellamento verso il basso, avviene un livellamento anche verso l’alto,
      la legge del salariato distaccato ne è un esempio, quando dovremo assumere gli immigrati extra UE, creeremo un altra legge a hoc,
      così da assumerli alle condizioni dei propri paesi, così si verranno a creare dentro lo stesso sistema un caos salariale, che verrà assorbito
      meglio dalla popolazione, anche se creerà un pò di caos…

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    2. Franco F. 4 settimane fa

      Non bisogna dimenticare però che purtroppo il miglior alleato del ‘padrone’ è il ‘servo’ stesso e che aguzzino del ‘servo’ (il più efficiente) è il ‘servo’ stesso.

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    3. PieroValleregia 4 settimane fa

      salve
      non lo accettano i cani, gli alberi e tutto il regno animale/vegetale ma gli umani attuali sono come inebetiti, drogati, oltre che da droghe o alcool anche e,
      sopratutto da “armi” da distrazione di massa come i social (dove, belli fieri, pubblicano persino le foto della pupù del pargolo/a e si ritrovano con centinaia
      di “mi piace”).
      I social, vera arma letale, hanno risucchiato ai più la capacità critica, il discernimento e, cosa ben peggiore l’oggettività delle cose, instaurando
      nelle menti deboli e manipolabili, il soggettivismo e il relativismo, spacciandoli per libertà.
      Siamo in pieno livellamento, in qualsiasi strato sociale, in qualsiasi ambiente e, tutto, verso il basso e il torbido.
      saluti
      Piero e famiglia

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  5. Eugenio Orso 4 settimane fa

    L’imperialismo privato finanziario globale realizza, per affermarsi a livello planetario, una sorta di “terraformazione” non di anticipazione scientifica, ma culturale, economica, sociale, con abbondante manipolazione antropologica.
    Non si tratta di far esplodere ordigni nucleari per influire sul clima, ma di demolire le vestigie di un passato dominato da “diversità culturale”, come ad esempio i Buddha di Bamyan in Afghanistan, o le statue del generale confederato Lee nel su degli Usa.
    Non si tratta di regolare la temperatura della terra, ma di imporre stili di vita uniformi e politiche economiche elitiste a popoli che potrebbero rivelarsi riottosi, anche attraverso la guerra e la destabilizzazione con l’invio di mercenari (come in Siria).
    L’idolo-vitello d’oro è, in tal caso, il libero mercato globale, che dovrebbe assicurare la fine della storia, in chiave finalistica ed escatologica, imponendo un ordine sociale neocapitalistico-feudale in cui le ineguaglianze si esaltano al massimo grado.
    Si potrebbe dire, con un po’ di malevolenza, che Fusaro ha scoperto l’acqua calda, ma certe cose può essere utile ripeterle anche de dovessero essere già note.

    Cari saluti

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    1. Citodacal 4 settimane fa

      Bill de Blasio, sindaco di N. Y., ha appena istituito una commissione per valutare quali statue della Grande Mela rimuovere; ora è nel mirino quella di Colombo, ma si prospetta anche Italo Balbo (potrei capirlo per Graziani…). La notizia compare anche su IlSole24Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-08-25/una-bandiera-italoamericana-difendere-statua-colombo-174257.shtml?uuid=AEAfzkHC) e sul Corriere e sarebbe spassoso, se non tragico, leggere certuni stralci da ambedue: la presidentessa del consiglio comunale Melissa Mark-Viverito ha riferito che anche “…nei Caraibi” – Portorico è la patria nativa della Viverito – “si sta discutendo del fatto che non dovrebbero esistere monumenti a Cristoforo Colombo, considerando cosa significa per la popolazione nativa: l’oppressione e tutto quello che ha portato con sé” (ma con la falcidia dei nativi nordamericani, allora, come ci regoliamo…?).
      Lo stesso De Blasio ha aggiunto che valuterà l’abbattimento di “…ogni monumento che possa in ogni modo suggerire odio, divisione, razzismo, antisemitismo o qualsiasi altro messaggio che sia contrario ai valori della città di New York» (si affaccia una nuova versione del maccartismo); secondo questa logica, dovremmo rimuovere anche i nomi dei soggetti interessati dai testi scolastici. Beninteso, un monumento esprime una celebrazione: essendo di natura laica è alquanto difficile pretendere d’equipararlo alla reliquia di un santo, o alla sua effigie scultorea o pittorica e certo non sarebbe il caso d’innalzare monumenti a Charles Manson o Henri Landru per sottolineare a quali oscuri e maleodoranti abissi possa giungere la mente umana: ma anche il voler rimuoverne la memoria, lasciandola marcire senza analisi e comprensione delle cause, soltanto perché rivoltante sarebbe una colossale idiozia.
      Un fatto positivo potrebbe essere identificabile nel fatto che questi atteggiamenti isterici denotano una tendenza allo sbando intellettuale e alla carenza di normale buonsenso, ciò che è sinonimo di stare alla corde; qui siamo dunque ben oltre la possibile critica dialettica delle differenti ideologie: riuscire a rimarcare con efficacia e pulizia nell’opinione pubblica questa caratteristica potrebbe avere un peso non indifferente, poiché non si tratta ormai più di remare pro o contro una corrente politica nel senso proprio al termine, quanto di denunciare la crescente assenza di logica e raziocinio.

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      1. Gianna 4 settimane fa

        …anche in Italia è esemplificativo citare i propositi in tal senso di Madama Boldrini!!!… mi chiedo come sia possibile che elementi assolutamente culturalmente ibridi siano posti alla guida di una società !!!…la memoria storica collettiva, anche negativa, non dovrebbe avere come funzione quella di servire all’evoluzione collettiva della società stessa ???

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        1. Citodacal 4 settimane fa

          Consideriamo anche il fatto che, constatato quanto sia variegata l’esistenza e le circostanze che la compongono concatenandosi, sia difficile attribuire la patente di assolutamente negativo a un singolo evento, periodo storico etc (e ciò si verifica talora anche nella quotidianità, allorché un atto che ci svantaggi al momento, può rivelare d’averci risparmiato una grana più grossa in seguito, o quantomeno d’averci indotto a riflettere meglio, per essere più attenti nella nostra presenza mentale).
          Dopodiché, così sui due piedi, attribuirei all’orgoglio vanaglorioso, al bieco interesse di parte e alla stupidità (si potrebbe anche considerare il primo come espressione dell’ultima) la riottosità a riconoscere gli errori compiuti nel passato per farne tesoro (sempre che vi sia buonafede, altrimenti è sì il caso di scomodare una intenzionalità malvagia atta a produrre volutamente confusione e danno). In riferimento agli “eroi” succitati mi vedrei costretto a propendere immediatamente per la terza delle cause enunciate.

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        2. Citodacal 4 settimane fa

          Va da sé che, nel caso dei soggetti suesposti, più che di riottosità a riconoscere gli errori si tratta di pervicacia nel voler strumentalizzare o distorcere eventi la cui componente negativa effettiva dovrebbe indurre a riflettere meglio sul passato, traendone appunto insegnamento, e non isteria moralistica, per il presente. Nel caso specifico di Colombo poi, non bisogna tralasciare il fatto che l’America azteca e maya conosceva la schiavitù e non andava troppo per il sottile in merito a guerre e sottomissioni di popolazioni avversarie (si potrebbe obiettare che non sia mai stata una pratica organica simile a quella dei successivi Conquistadores, e tuttavia mancò forse d’esserlo per carenza e disponibilità di mezzi a farlo, o condizioni sociali ed esistenziali intrinseche all’impedirne l’allargamento; fatto sta che sarebbe quantomeno ingenuo considerare le popolazioni precolombiane alla stregua di un eden bucolico ed incontaminato dalle ricorrenti ed invariabili brutture umane).

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          1. maboba 4 settimane fa

            Figuriamoci. Ci sono appunto evidenze archeologiche anche per episodi di cannibalismo, oltre che di guerre e stragi pre colombiane.

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    2. Citodacal 4 settimane fa

      Oltremodo il rimuovere statue et similia sta creando tensioni, divisioni e odio: esattamente ciò che il sindaco De Blasio vorrebbe disincentivare con la rimozione delle medesime. Se non è un clamoroso loop logico-mentale questo!

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      1. PieroValleregia 4 settimane fa

        … qualche tempo fa una “illustre” professoressa (in questi casi, non me ne vogliate ma le donne sono insuperabili in idiozia vedi Boldrini, sindaco di Barcellona, Pinotti, etec, senza nulla togliere all’idiozia maschile sia chiaro) decise che, siccome
        la Divina Commedia è palesemente omofoba e antisemita, ne andrebbe vietata la vendita e lo studio nelle scuole.
        Tutto si collega e tutto ci sta portando verso “1984” quanto mai attuale e prossimo ma … è libero e democratico postare la foto della spaghettata di mezzanotte fatta in spiaggia, mezzi ubriachi, mezzi nudi e prendere
        migliaia di clic “mi piace” … tanto se chiedi loro dove si trova Piacenza ti rispondono in Toscana
        saluti
        Piero e famiglia

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        1. maboba 4 settimane fa

          Possibile sapere il nome di cotanta “scienziata”?

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        2. maboba 4 settimane fa

          Trovato. Valentiana Sereni, architetto, presidente del Gerush92, un’organizzazione consulente delle ‘ONU. Il finale della sua
          dichiarazione: “È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti
          offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi
          scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti».
          Ogni commento è superfluo, a parte la constatazione della ulteriore dimostrazione della dannosità dell’ONU.

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          1. Citodacal 4 settimane fa

            Propongo dunque di segnalare alla benemerita Sereni anche Totò; ricordo benissimo che in una pellicola da lui interpretata egli apostrofa un altro personaggio dicendogli: “Ma va là, terùn…!”.

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  6. Aldus 4 settimane fa

    Quando girate per tante belle città e borghi, non vedete gli stessi negozi, la stessa merce, persino gli stessi arredi e vetrine? Ecco il primo esempio del livellamento partito già decenni fa. Ma è roba che ti nausea e la respingi d’istinto. Auguro che si ridiventi come quei bambini cui i papà regalavano i giocattoli più perfezionati e tecnologici, e loro dopo poco li lasciavano in un angolo e tornavano a prendere i pezzi di legno dal solaio, trasformandoli in cose e oggetti viventi nella loro fantasia senza fine, compresi i vecchi bambolotti logori ma vivi, e così i pezzi di carta e le figurine, le ruote di legno, i vecchi soldatini, le auto da manipolare e farle correre sul pavimento “abartizzate”, i sassolini e le pietre sagomate dalla natura. La fortuna del “Signore degli anelli” indica queste cose, compreso il monumento in Irlanda all’autore delle “Cronache di Narnia”.

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