“Non c’è niente in Ucraina che valga la perdita di una città negli Stati Uniti”

Gli Stati Uniti non hanno la scelta esistenziale “se perdiamo in Ucraina, saremo distrutti come civiltà”. A differenza della Russia, possono sempre tornare indietro.

Dichiarazione del tenente colonnello Daniel Davis delle priorità della difesa: “Non c’è niente in Ucraina che valga la perdita di una città degli Stati Uniti

Questa affermazione trasmette lo stato d’animo della parte moderata dell’élite statunitense. Non sono pronti a rischiare nemmeno una piccola parte dell’America per il bene di sconfiggere la Russia.

Si è scoperto che il gioco pericoloso di “colpire i centri decisionali” può essere attuato insieme da entrambe le parti.
“Gli Stati Uniti non hanno la scelta esistenziale “se perdiamo in Ucraina, saremo distrutti come civiltà”. A differenza della Russia, possono sempre tornare indietro.. Sì, in Ucraina non ci sono obiettivi del genere. Quasi tutti sono negli Stati Uniti e in Europa, e il nemico (Nato) sta usando questa impunità con forza e decisione.

Ma è anche qui che risiede la principale vulnerabilità dell’Occidente, guidato dagli Stati Uniti: per loro è inaccettabile anche il minimo rischio di subire un attacco di rappresaglia sul proprio territorio. Cosa che accadrà sicuramente se la Russia verrà schiacciata contro il muro. Il bagno di sangue è ccettabile per gli altri, che siano ucraini, iracheni o siriani, ma non per gli stessi americani.

La dottrina militare russa è molto precisa in proposito e prevede l’uso di armi nucleari qualora ci sia una minccia alla propria sicurezza ed all’integrità del territorio della Federazione russa.

Inoltre, gli Stati Uniti non hanno la scelta esistenziale “se perdiamo in Ucraina, saremo distrutti come civiltà”. A differenza della Russia, possono sempre tornare indietro, ed è ciò che il signor Davis si propone di fare.

Sembra chiaro che il coinvolgimennto diretto della Nato nel conflitto con la Russia rappresenterebbe l’ultima linea rossa prima di un conflitto nucleare.

Fonte: Istituto RUSSTRAT.

Traduzione: Luciano Lago

8 Commenti
  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 07:49h, 28 Ottobre Rispondi

    Se USA perdono in Ucraina saranno distrutti come civiltà?… quale civiltà?… quella di confetti atomici su Hiroshima e Nagasaki?…quella di bombe su bimbi donne e vecchi di mezzo mondo?… quella di napalm in sudest asiatico?… quella di uranio impoverito su Serbia?…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

    • EnriqueLosRoques
      Inserito alle 08:43h, 28 Ottobre Rispondi

      Ha detto: Gli Stati Uniti NON hanno la scelta esistenziale “se perdiamo in Ucraina, saremo distrutti come civiltà” come per la Russia. Come dire che non vale la pena rischiare di essere cancellati dalla faccia della terra per l’ucraina…

  • Giovanni
    Inserito alle 08:12h, 28 Ottobre Rispondi

    Lo zio Sam ha prodotto una montagna di cadaveri e un fiume di sangue,sul quale è assiso satana in persona. Se per civiltà si intende cullare ogni vizio , nessuno escluso, ebbene questo si chiama abominio. Si tenga il suo abominio.

  • Gabriella
    Inserito alle 13:07h, 28 Ottobre Rispondi

    Civiltà? negli Stati Uniti?

  • Andrea
    Inserito alle 13:50h, 28 Ottobre Rispondi

    La stessa domanda sarebbe da porre ai cirminali europei che ci governano. Vale la pena ridurci sul lastrico per l’Ucraina? Vale la pena essere bombardati con testate nucleari per l’Ucraina? Perché non lo chiedete al popolo? Paura di brutte sorprese?

  • Nicholas
    Inserito alle 14:05h, 28 Ottobre Rispondi

    Gli Usa stanno mollando la presa??
    Forse, vogliono dedicarsi di più a contrastare la Cina per poi ritornare alla Russia???
    Tanti sono gli interrogativi che vengono in mente.
    Capiremo molto di più nei prossimi mesi, che strada vorranno percorrere gli Usa e, di conseguenza, l’occidente.

  • luther
    Inserito alle 17:34h, 28 Ottobre Rispondi

    Credo che intervenire apertamente in ucraina, per la nato, quindi per gli stati uniti, altro non sia che l’accelerazione di un processo gia, in atto. Come osa, questo signore, parlare di civiltà americana, se in appena 250 anni di storia hanno scatenato più di 220 guerre in tutto il mondo? Crudeltà, violenza, oppressione sono i tratti distintivi della politica estera yankee da sempre. Dalla rivolta di piazza Maidan in poi anche in ucraina, si è svolto lo stesso copione causando la morte di decine di migliaia di morti innocenti. Loro stessi, gli americani, hanno voluto, coltivato, spinto, perché si arrivasse alle armi, costi quel che costi. Solo che questa volta, nel trappolone preparato ad arte per Putin e quindi per l’annientamento della Russia, sono stati proprio gli americani, e la nato tutta intera a caderci con tutte le scarpe. Ops! Il predatore è diventato preda. Chi l’avrebbe mai detto! Ed ora questo signore dice che non c’è niente per cui combattere in ucraina? Che bisogna salvare la civiltà americana? Beh, grazie tante per questa perla di saggezza, ma non sappiamo che farcene.

  • Rosa Maria Attanasio
    Inserito alle 19:25h, 30 Ottobre Rispondi

    Secondo me il guaio principale è stato che ci siamo voluti introdurre in una guerra già esistente e che era fatta in famiglia come si suol dire tra moglie e marito non metterci il dito dovevamo lasciare che i conflitti loro se li risolvevano da soli senza intervenire con governi fantocci e aiuti militari ma voi ci pensate se una coppia già in crisi comincia ad avere persone che da un lato cominciano a procurargli amanti i soldi e tutto cosa succede a quel matrimonio le regole sono molto semplici Basta guardare nel piccolo per capire le cose in grandi

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