No, Biden non viene interpretato da Netanyahu. La politica imperialista statunitense è il problema sistematico

di Finian Cunningham

Non dovremmo mai dimenticare l’ordine delle cose, ovvero che il regime sionista è un cane da attacco per l’imperialismo statunitense.

A mio avviso, è un errore cruciale considerare le relazioni tra Stati Uniti e Israele in termini di singoli politici di Washington e Tel Aviv che presumibilmente si manipolano a vicenda.

Un recente articolo del mio collega Alastair Crooke sostiene che il presidente americano “l’astuto Joe Biden” viene sconfitto dalla “volpe”, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Alastair è un diplomatico esperto e le sue opinioni meritano rispettosa attenzione.

Tuttavia, questa visione implica che la catastrofe del genocidio a Gaza sia il risultato di Netanyahu che inganna e manovra la Casa Bianca per sostenere l’aggressione criminale di Tel Aviv. Ergo, l’escalation dei conflitti e il coinvolgimento degli Stati Uniti nella regione, in Siria, Iraq, Iran, Libano e Yemen.

Tanto per cominciare, attribuire il disastro del sostegno americano a Israele all’incompetenza di un politico – Joe Biden – non è di fatto corretto. Diversi membri anziani dell’amministrazione Biden hanno tutti dato il loro personale e incrollabile sostegno all’offensiva militare israeliana su Gaza. Includono il vicepresidente Kamala Harris, il segretario di Stato Antony Blinken, il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan.

Inoltre, c’è un enorme sostegno bipartisan al Congresso da parte di repubblicani e democratici per il continuo massacro da parte delle forze israeliane a Gaza, che è stato condotto per quasi 80 giorni e ha provocato fino a 28.000 morti, principalmente tra donne e bambini, secondo Euro -Med Human Rights Monitor. .

Gli Stati Uniti hanno fornito oltre 10.000 tonnellate di munizioni a Israele dal 7 ottobre. Il Pentagono e il Dipartimento di Stato hanno entrambi ammesso candidamente che non vi sono divieti o restrizioni su come Israele utilizza questi esplosivi in ​​aree densamente affollate, comprese bombe anti-bunker da 1 tonnellata. che sono stati sganciati nei campi profughi di Gaza.

Tenete inoltre presente che l’establishment della politica estera di Washington sostiene pienamente la soluzione finale de facto di Israele per pulire etnicamente due milioni di palestinesi da Gaza ed espellerli con la forza nella penisola del Sinai. Soltanto la settimana scorsa il presidente israeliano Isaac Herzog è stato applaudito dal think-tank dello Stato profondo, il Consiglio Atlantico, quando ha delineato i piani per cancellare Gaza.

Il duo criminale Biden Netanyahu, genocidi e co&.

Quello con cui abbiamo a che fare qui è una questione sistematica e strutturale del potere imperialista statunitense. È una premessa fondamentalmente errata considerare questo massacro senza precedenti a Gaza come in qualche modo il risultato del fatto che Biden è stato preso in giro da Netanyahu.

Potrebbe essere forte la tentazione di rappresentarlo in questo modo. I repubblicani vogliono sfruttare ogni occasione per attaccare Biden. Il presidente democratico è un individuo spregevole e corrotto con un’infallibile capacità di pasticciare ogni discorso e ogni passo che fa. Ma dare la colpa di ciò che sta accadendo in Medio Oriente interamente al fatto che Biden sia stato superato in astuzia e gioco è un grave malinteso.

I liberali americani, d’altro canto, potrebbero essere tentati di incolpare Biden dell’orrore di Gaza perché farlo sarebbe un utile capro espiatorio per quella che è la politica imperiale degli Stati Uniti. I liberali senza dubbio trovano insondabile e vergognoso che il potere degli Stati Uniti stia sponsorizzando il genocidio. Ciò sconvolge il loro senso di vanità e la convinzione che l’America sia una virtuosa “nazione eccezionale”.

La verità è che il potere americano ha fatto affidamento sui regimi fascisti in tutto il mondo fin da quando è emerso come massimo egemone occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale. Durante i primi decenni della Guerra Fredda, Washington sponsorizzò le dittature più brutali e fanatiche dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia per annientare i movimenti di liberazione guidati dai lavoratori.

Il regime israeliano rientra in quella categoria storica. Da quando fu costituita come Stato nel 1948 grazie al gioco di prestigio di Washington presso le Nazioni Unite appena costituite, l’entità sionista servì da presidio per gli Stati Uniti in Medio Oriente. Funziona ancora come la zampa del gatto regionale di Washington. Per 75 anni, la regione araba e persiana, ricca di petrolio, è stata divisa e conquistata dalla potenza statunitense per la quale Israele svolge un ruolo fondamentale. Pertanto, gli Stati Uniti finanziano Israele con 3,8 miliardi di dollari in armi ogni anno, per un totale di 263 miliardi di dollari dal 1948.

Come sottolinea ripetutamente Biden – cercando di sembrare intelligente e senza la minima consapevolezza di quanto siano schiaccianti le sue parole – “se lo Stato israeliano non esistesse, gli Stati Uniti dovrebbero crearlo”.

Ecco perché non importa chi siede alla Casa Bianca. Donald Trump durante la sua presidenza repubblicana è stato ossequioso nei confronti di Tel Aviv tanto quanto lo è Biden. Parte del lavoro significa che i presidenti americani devono assecondare e placare i cattivi politici di Tel Aviv, la cui arroganza a volte può sembrare come se fossero loro a comandare.

Ora, questo non suggerisce in alcun modo che gli israeliani non manipolino la politica statunitense. Naturalmente lo fanno. Il loro vasto lobbying e la simpatia dei media di proprietà delle multinazionali sono evidenti.

Palestinians pray by the bodies of relatives killed following Israeli bombardment, at Al-Aqsa hospital in Deir Al-Balah in the central Gaza Strip on November 1, 2023, amid ongoing battles between Israel and the Palestinian Hamas movement. (Photo by MAHMUD HAMS / AFP)

Ma non dovremmo mai dimenticare l’ordine delle cose, ovvero che il regime sionista è un cane da attacco per l’imperialismo statunitense.

I politici di Washington sono così patetici e zoppi da non poter semplicemente alzare il telefono a Tel Aviv e informarli che d’ora in poi la fornitura di armi cesserà e che è imperativo invocare un cessate il fuoco?

Può esserci una sola spiegazione per una così spaventosa incongruenza. Gli Stati Uniti sono pienamente complici del genocidio di Israele contro i palestinesi. Stiamo parlando di un coinvolgimento sistematico, non della manipolazione di sfortunati politici americani.

Ciò che il popolo americano e il resto del mondo devono capire è che il potere imperiale degli Stati Uniti è – come tutti i poteri imperiali – intrinsecamente genocida. Conquista e guerra sono le funzioni essenziali. Israele e Ucraina non agitano la coda al cane americano. Sono manifestazioni del potere criminale globale degli Stati Uniti.

Il problema non sono i singoli politici. Il problema è il sistema americano.

Fonte: Strategic Culture

Traduzione: Luciano Lago

5 commenti su “No, Biden non viene interpretato da Netanyahu. La politica imperialista statunitense è il problema sistematico

  1. Dissento dal concetto che tutti gli imperialismi sono genocidi. Non è affatto vero.
    Gli inglesi e gli americani sono GENOCIDI.
    Basta constatare che i loro due imperi sono stati i soli a massacrare sistematicamente i popoli inermi, i civili.
    Sono arroganti, si credono superiori e possono fare ciò che vogliono. Bombardamenti sull’Europa, bombe incendiarie
    (a Dresda, Tokyo, Milano ecc.). Tra i popoli europei gli anglosassoni sono i più criminali, ma si conferma il rovescio della medaglia, e cioè che non sono i più intelligenti, il QI degli inglesi è tra i mediocri.
    La prova? Basta guardare in Inghilterra e negli Stati Uniti, come essi sono diventati miserabili, poveracci.

  2. A sterminare gli indiani d’america sono stati i coloni invasori, quindi lo sterminio e il furto di risorse e territori é una loro antica vocazione di natura genetica, ce poco da sperare, per domarli ci vuole il ferro e fuoco.

    1. Pienamente d’accordo con il suo commento FRANCO, gli anglo sionisti capiscono solo il linguaggio della forza ! Il cosiddetto miliardo d’oro, che vanta democrazia, tecnologia e progresso, è costituito da barbari senza morale, le loro èlite hanno nel DNA solo il profitto immediato da conseguire con qualunque mezzo, preferibilmente la sopraffazione ! Altro che definire “giungla” il resto del mondo, cioè gli altri 7 miliardi di nostri simili, che non avranno un modello di società perfetta da esportare ovunque, ma nella loro varietà politica, etica e religiosa, conservano pur sempre tratti “umani” maggiori “dell’evoluto, progredito e democratico” occidente !

  3. Il sionismo è nato dal funesto mito della nazione unitaria e monolitica e dal desiderio di sfuggire alle selvagge pratiche dei pogrom nell’Europa orientale; i primi coloni probabilmente si credevano inviati dal dio del Libro, poi, dopo i massacri del 1919 nella Galizia diventata Ucraina, fu la fuga, la paura, l’intuizione dell’orrore futuro, la speranza di un futuro migliore. Capivano la precarietà e forse anche l’ingiustizia del loro invadere le terre altrui, ne comprendevano il pericolo. Dopo la fondazione del 1948 non trovarono altra via di scampo che vendersi ai potenti USA che non mancarono di usarli per i loro scopi imperiali. Oggi è persino difficile distinguere fra servo e padrone. Vennero dopo gli ebrei cacciati dai paesi già dell’impero turco dove mai si ebbero persecuzioni contro di loro, ma non sono quelli che comandano a Israele.

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