Neutralizzare lo sviluppo dell’Eurasia, l’obiettivo dell’elite di potere USA

di Luciano Lago

La condotta dell’Amministrazione Biden, fin dagli inizi, ha dimostrato inequivocabilmente una netta propensione a provocare guerre e ostilità come propria strategia per preservare il suo declinante dominio mondiale. La strategia utilizzata da Washington si è basata essenzialmente nel creare, nei paesi confinanti con la Russia, delle piattaforme offensive con cui puntare ad un accerchiamento del nemico, con successiva possibilità di infiltrazioni e destabilizzazione all’interno.
Bisogna considerare anche che il calo dei consensi all’interno degli States e la popolarità di Joe Biden e del Partito Democratico sono in costante discesa. Sulla scia della sua vergognosa fuga dall’Afghanistan e alla vigilia delle prossime elezioni, l’amministrazione Biden ha un disperato bisogno di una guerra “vittoriosa”. E tale fattore spinge ancora di più i democratici americani a tentare di dimostrare la propria potenza, fino al rischio di scatenare di un conflitto militare con la Russia o con la Cina.

Questo spiega perchè tale strategia è utilizzata in modo similare con la Russia e con la Cina, ma non è escluso che il calcolo sia del tutto sbagliato ed al di fuori della portata degli USA, nonostante la loro smisurata potenza militare e la smodata volontà di dominio dei neocon insediati a Washington.
In questo modo si sta creando uno scenario che inevitabilmente si ritorcerà contro la stessa potenza americana che non è in grado di reggere un confronto con le due super potenze concorrenti: la Russia e la Cina.
Si assiste ad una continua retorica di propaganda dove i personaggi dell’Amministrazione USA, come Blinken o Austin, insistono nell’ accusare la Russia di una presunta minaccia e di un prossimo tentativo di invasione dell’Ucraina, rovesciando chiaramente la realtà esistente. In tale realtà sono gli USA ad aizzare provocazioni trasferendo massicciamente truppe ed armamenti vicino alle frontiere della Federazione Russa nell’evidente tentativo di studiare le sue difese e sondarne le capacità di reazione.
Washington si dichiara preoccupata per l’attività delle forze armate russe vicino al confine ucraino e, con una insistente retorica, accusa la Russia di preparare una aggressione militare dell’Ucraina.
Tuttavia, esaminando la situazione effettiva sul terreno, la falsità e la cinica l’ipocrisia della posizione americana nei confronti dell’Ucraina è abbastanza ovvia. L’Ucraina viene aizzata dagli USA e dalla NATO nella sua offensiva contro il Donbass e vengono fornite sempre più armi sofisticate per attaccare le Repubbliche dei secessionisti e fronteggiare la Russia. Regolare quindi che gli accordi di pace di Minsk siano considerati ormai come obsoleti e non attuabili dalla dirigenza di Kiev.

Forze della NATO in Ucraina

In altre parole, sono gli Stati Uniti, con la complicità di alcune potenze e strutture europee, la forza che attualmente spinge il Donbass, l’Ucraina e tutta l’Europa verso una nuova guerra in ogni modo possibile.
Questa strategia di provocazione diretta a suscitare un conflitto mira chiaramente alla realizzazione non delle aspirazioni di Kiev ma dei propri interessi, quelli di creare un cuneo fra l’Europa e la Russia, evitando l’insorgere di una potenza euroasiatica.
Sono quegli stessi interessi egemonici che non hanno nulla a che fare con gli interessi dell’Europa stessa, dal momento che consentono una grande guerra europea con i suoi effetti distruttivi. Sarano i popoli del continente a soffrirne le conseguenze per l’ambizione smisurata delle elite mondialiste filo USA al governo nei paesi della UE. D’altra parte l’Occidente, rappresentato dagli Stati Uniti e dai loro complici, non si preoccupa profondamente di questi interessi umani comuni.

L’elite di potere anglosassone intende neutralizzare l’Europa sospingendola ad uno scontro con la Russia per attuare il suo piano di frattura dell’Eurasia. Questo l’obiettivo non dichiarato ma implicito nelle azioni dell’Amministrazione USA, obiettivo ben compreso dal presidente Vladimir Putin che ha dimostrato fino ad oggi moderazione ed equilibiro ma, di fronte alle ultime provocazioni, la Russia ha perso la pazienza e prepara le sue contromisure.
Con la dirigenza ucraina non è possibile più alcun dialogo: il presidente Zelensky e i suoi sodali sono una cricca di invasati in preda alla disperazione per la difficile situazione di stato fallito in cui si trova il paese che in questo momento sta soffrendo di una crisi energetica, di una crisi alimentare e di una crisi demografica. L’unica soluzione per la cricca di Kiev è quella di giocarsi la carta della guerra, spalleggiati dagli USA, per distrarre dai drammatici problemi della loro gente. Aizzare l’odio contro la Russia è la loro soluzione vincente.
Saranno i prossimi mesi o le prossime settimane a determinare quale sarà l’esito di questo braccio di ferro e le sue conseguenze in Europa ma, in ogni caso, è facile prevedere che saranno funeste.

2 Commenti
  • antonio
    Inserito alle 08:22h, 26 Novembre Rispondi

    le maffie Blackrock infiltrano i governi europei di traditori e cretini

  • atlas
    Inserito alle 14:32h, 26 Novembre Rispondi

    Zelensky è vicino ad andarsene e accusa Putin per un colpo di stato. Intanto metterà la legge marziale dal primo Dicembre

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