NETANYAHU MINACCIA IL LIBANO CON L’INVASIONE


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che esiste una “ragionevole possibilità” che l’esercito israeliano possa dover effettuare operazioni all’interno del territorio del Libano. Questa mossa andrà nel quadro dell’operazione in corso Northern Shield, che mira a scoprire e neutralizzare i tunnel transfrontalieri di Hezbollah.

Netanyahu ha anche rivelato che Israele chiederà presto una riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU per chiedere una condanna delle presunte azioni di Hezbollah.

“Israele si aspetta una condanna inequivocabile di Hezbollah, l’imposizione di ulteriori sanzioni all’Iran, una condanna da parte del governo libanese e una richiesta all’ONU che smetta di dare la sua approvazione per l’uso del territorio libanese per questi attacchi contro Israele”, ha detto Netanyahu.

Finora, l’operazione Northern Shield è stata effettuata solo sul lato israeliano della linea di contatto fra Libano e Israele. Tuttavia, Hezbollah ha già messo le sue forze in allerta e ha avvertito Israele che i combattenti di Hezbollah sono pronti a rispondere a qualsiasi aggressione.

Nota: Netanyahu nelle sue dichiarazioni ha omesso di dire che Israele da anni effettua unilateralmente azioni di intervento militare sul territorio libanese mediante raid della propria aviazione e  operazioni di sabotaggio e di infiltrazione delle sue forze di terra nel sud del  Libano. Tanto meno ha ricordato che Israele occupa illegalmente una zona del Libano, le fattorie di Shebaa , in spregio alle risoluzioni dell’ONU. Netanyahu deve presentare sempre Israele come “vittima” di aggressioni dei suoi vicini quando la realtà dimostra che Israele è la potenza che occupa illegalmente territori altrui dalla Cisgiordania a al Golan siriano e conduce una scoperta azione di sostegno di gruppi terroristi a danno della Siria. Il mondo ha ormai compreso chi è l’aggressore e chi sono le vittime,  nonostante le falsificazioni della propaganda di Israele e dei suoi possenti alleati.

LE FORZE SIRIANE E RUSSE SOCCORRONO I CIVILI NELLA VALLE DELL’EUFRATE

Nel frattempo, in Siria, l’alleanza siriana-iraniana-russa ha continuato i suoi sforzi per ripristinare la stabilità nella parte del paese detenuta dalle forze governative.

Nella regione della Ghouta occidentale, le truppe governative hanno scoperto un gran numero di armi e attrezzature abbandonate dai miliziani jihadisti. Le armi includevano ami anti-carro RPG-29 di fabbricazione sovietica, diverse unità delle armi lanciamissili utilizzati a spalla, ami anti-carro M79 Osa, di fabbricazione jugoslava con diversi colpi, fucili d’assalto, mitragliatrici pesanti e una quantità di munizioni di diversi calibri.

 Nella provincia di Quneitra, i comitati di riconciliazione locali hanno consegnato un certo numero di attrezzature mediche fornite dagli Stati Uniti e da Israele e altre forniture alle forze governative. La maggior parte di questi rifornimenti di armi  è stata fatta da Tel Aviv e da Washington  con destinazione all’organizzazione White Helmets, i cui membri sono fuggiti dalla zona dopo la sua liberazione dai terroristi.

Nella valle dell’Eufrate, le forze siriane e russe hanno evacuato centinaia di civili, per lo più donne e bambini, dalla sacca di Hajin detenuta dall’ISIS, dove le forze sostenute dagli Stati Uniti stanno conducendo le loro operazioni . L’operazione umanitaria sarebbe stata condotta attraverso la l’attraversamento di al-Salihiyah sul fiume Eufrate.

Fonte: South Front

Traduzione e nota: Luciano Lago

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