"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Netanyahu e Trump procedono verso una “restaurazione” dell’Ordine Mondiale.

di  Luciano Lago

Come ci si poteva facilmente aspettare, la mossa fatta dal presidente Donald Trump di uscire unilateralmente dal patto nucleare con l’Iran ha aperto il vaso di Pandora del Medio Oriente dando il via a nuovi conflitti e creando le premesse per un mondo sempre più selvaggio e caotico, con un nuovo fronte di guerra che, dal Medio Oriente, si andrà ad estendere all’Asia Occidentale e che include la possibiltà di una terza guerra mondiale.

Il patto del nuleare con l’Iran era ed è un patto multilaterale sottoscritto da 6 potenze (5+1) fra cui la Germania la Cina e la Russia, la Francia e il Regno Unito, oltre agli USA. La revoca unilaterale di Washington rappresenta un duro colpo per la stessa credibilità internazionale degli Stati Uniti che dimostrano di non adempiere gli accordi internazionali, sebbene da loro sottoscritti in precedenza (vedi gli accordi di Parigi sul clima, il TTP, ecc..), e spingeranno ad una nuova corsa verso la proliferazione nucleare che diventa una scelta inevitabile per diversi paesi che vedono nel nucleare l’unica polizza di assicurazione per evitare il pericolo di cambio di regime imposto dagli USA sul modello Libia/Iraq.

Questa azione di Trump rappresenta definitivamente la sudditanza di Washington agli interessi di Israle e segna anche il tentativo degli USA di fare fronte alla sconfitta subita in Siria, in Iraq e nel Libano, mobilitando una fronte wahabita/sunnita diretto dall’alleanza USA-Arabia Saudita-Israele per contrastare e combattere l’influenza iraniana che si estende dalla Siria all’Iraq arrivando fino al Mediterraneo.
Questo è il caso del Libano che si è pronunciato ultimamente a favore di Hezbollah nelle recentissime elezioni, assegnando al movimento di resistenza la leadership del paese dei cedri. Una sconfitta in più per il trio Israele, Arabia Saudita ed USA che, con persanti interferenze (si ricorda il sequestro del premier Harirri) avevano cercato di condizionare a proprio favore l’esito delle elezioni.

Netanyahu con Trump

La volontà di Washinton e di Tel Aviv è quella di restaurare l’Ordine Mondiale che era l’obiettivo principale dei neocon e degli ultra-sionisti, nell’aspirazione alla “Grande Israele” dal Nilo all’Eufrate.
Washington e Tel Aviv non potevano tollerare l’avanzata inarrestabile dell’asse della Resistenza costituito da Siria-Iran-Libano-Iraq Sciita e per farvi fronte hanno dichiarato di fatto guerra all’Iran con l’intenzione di condurre in parallelo tanto una guerra ibrida che ricorre alle sanzioni, all’infiltrazione e tentativi di destabilzzazione interna del paese , come all’azione offensiva diretta, di cui un primo avviso si è visto nei giorni scorsi con l’attacco di Israele partito dal Golan sulla Siria e sulle presunte postazioni iraniane in territorio siriano.

L’Iran non è un obiettivo facile per i piani di aggressione degli USA, di Israele e dell’Arabia Saudita ma gli USA e la Gran Bretagna intendono giocarsi la carta del mujahidin (MKO) un movimento insurrezionale iraniano, che conduce da anni azioni di sabotaggio ed attentati all’interno dell’Iran con l’appoggio dei servizi di intelligence degli USA, del Regno Unito e dell’Arabia Saudita. Quest’ultimo paese ha ricevuto mandato da Washington di operare tutti gli sforzi per destabilizzare l’iran ricorrendo all’ infiltrazione di cellule terroriste dell’ISIS (sponsorizzato da Rijad) dalla frontiera con il Pakistan. I primi tentativi si sono già verificati ma subito frustrati dalle guardie di frontiera iraniane.

All’Arabia Saudita spetta il lavoro sporco di arruolare, armare e finanziare questi gruppi dell’ISIS, grazie agli accordi intercorsi prima fra Trump ed il principe ereditario Bin Salman, poi fra quest’ultimo ed il segretario di Stato Mike Pompeo, arrivato a Rijad per definire il piano. Lo stesso lavoro fatto in Iraq ed in Siria su mandato della CIA e del Mossad. Non a caso gli USA hanno provveduto ultimamente a trasferire una buona parte dei miliziani jihadisti dalla Siria all’Afghanistan, con il proposito di farli entrare in Pakistan e procedere verso il confine iraniano. Vedi: Gli USA trasferiscono i militanti dell’ISIS in Afghanistan
Il primo attacco contro le forze siriane/iraniane è partito proprio mentre ancora Pompeo si trovava in “missione” fra Rijad e Tel Aviv e rappresenta la volontà di Netanyahu e Bin Salman di procedere speditamente nell’attaco all’Iran. Ne seguiranno molti altri nelle prossime settimane, ci possiamo scommettere.

I super falchi neocon della Casa Bianca, John Bolton Mike Pompeo, Jared Kushner (genero di Trump), assieme all’israeliano Bibi Neatanyahu, in questa fase guidano totalmente la politica USA in Medio Oriente ed in Asia occidentale ed hanno l’intenzione di accelerare i tempi del piano di aggressione all’Iran. Inizialmente cercheranno di evitare il coinvolgimento della Russia ma l’incognita è rappresentata proprio dall’atteggiamento russo, nel caso che le forze di USA-Israele procedano con una aggressione aeronavale contro l’Iran.

Difficilmente la Russia potrebbe rimanere inerte, considerando la sua alleanza strategica con l’Iran e la possibilità di essere il successivo obiettivo degli Stati Uniti, decisi, a regolare i conti con Mosca una volta neutralizzato l’Iran. L’eventuale crollo dell’Iran, aprirebbe le porte alla supremazia della “Santa Alleanza” USA-Israele-Arabia Saudita nell’Asia Occidentale. basta guardare una carta geografica per rendersi conto delle basi USA che circondano l’Iran e la Russia.

Basi USA nell’Asia sud Ovest

Putin sa che non avrebbe scelta, per quanto riluttante ad immischiarsi negli scontri tra Israele e i paesi arabi e islamici, questa volta lo scontro non sarebbe limitato tra Israele ed i suoi antagonisti, la Siria, l’Iran ma coinvolgerebbe direttamente gli USA e questo rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza della Russia. Mosca non avrebbe scelta e sarebbe costretta a reagire duramente. Il limite delle provocazioni dell’Occidente è stato ormai superato e si è capito che Washington ed i suoi alleati comprendono soltanto l’utilizzo della forza.

Si spiega quindi lo stato di mobilitazione e di allarme in cui le forze russe si trovano n questi giorni in atttesa di un possibile attacco che possa valicare quelle che la Russia considera le proprie “linee rosse”: le sue forze in Siria e la sicurezza delle sue frontiere. Sono aumentati i pattugliamenti aerei sul Mar Nero e sul Caspio, è stato messo in allarme il sistema radar e le unità navali nel Mediterraneo sono in posizione di difesa/attacco in attesa di una offensiva missilistica della flotta USA.

Nelle prossime settimane si potranno capire quali saranno le mosse del trio Israele-USA-Arabia Saudita ma gli ultimi avvenimenti dalla Siria alla Palestina non fanno presagire nulla di buono.
Gli psicopatici e guerrafondai abbondano a Washington e non mancano a Tel Aviv e Rijad, influenzandosi a vicenda nella insana voglia di fuoco e business.

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  1. Idea3online 3 mesi fa

    Probabilmente gli USA si perderanno d’animo per il supporto che la Grecia. Cipro e forse l’Italia daranno alla Russia…

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    1. Kim 3 mesi fa

      L itaglietta è vigliacca, lo siamo sempre stati, staremo con i cani ed ebrei…

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  2. Mardunolbo 3 mesi fa

    Un articolo di americano sincero, prontamente licenziato dal giornale un anno fa, descrisse bene quale sia la situazione negli Usa .
    Peccato, pero’ che Putin non lo abbia letto e quindi non possa capire la realta’ americana…
    https://www.maurizioblondet.it/gli-ebrei-americani-stanno-guidando-le-guerre-americane/

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  3. STREICHER 3 mesi fa

    Digitate:” David Duke obama fantoccio codardo Di Israele” e sottotitolato per I buongustai tra l’altro non sapevo che per legge gli ebrei non potessero sposare i non ebrei in Israel’s

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  4. Eugenio Orso 3 mesi fa

    Questo tornante della storia è molto pericoloso e prelude a un conflitto mondiale con l’uso di armi non convenzionali.
    L’Asse del Male si difenderà fino all’ultimo, senza esclusione di colpi. Più che popoli eletti, o indispensabili, americani (us) e ebrei sono i lanzichenecchi della classe dominante finanziaria, ma non metteranno al sacco solo il Medio Oriente, perché il “sacco” riguarderà tutto il mondo.
    Dietro ai lanzichenecchi usa, ebrei (e sauditi, emirati, isis, euronazi ucrainofoni, ecc.) si nascondono interessi di classe ben precisi …
    La Global class finanziaria è il beneficiario ultimo del “sacco” operato dai suoi lanzichenecchi e sarà disposta anche all’olocausto nucleare, pur di mantenere la presa sul mondo.

    Cari saluti

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  5. Farouq 3 mesi fa

    Ma quale super falchi, i super criminali

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  6. 3 mesi fa

    Sulle speranze(da dementi) che molti anche su’ questo sito riponevano su’ trump , hillary =deep state ,trump=paladino dei sovranisti
    date un occhiata al video di blackstone int.

    hillary =piano A ,trump= piano B

    https://youtu.be/FhTMy9ma2mQ

    teatrini per utiliidioti tesi antitesi prefabbricate ,e sintesi .

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    1. Eugenio Orso 3 mesi fa

      Per la verità, anche i russi, pur non avendo influenzato le elezioni presidenziali usa (lo hanno fatto gli ebrei), riponevano qualche cauta e moderata speranza che Trump fosse un po’ meglio della strega Klinton …

      Cari saluti

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  7. 3 mesi fa

    Breve riassunto per chi non parla inglese, i rotschild hanno sostenuto economicamente trump
    fin dalla fine degli anni 80, wilbur ross loro agente a new york ,ha appoggiato e finanziato
    la campagna elettorale di trump, e trump una volta eletto lo ha nominato segretario per l economia.

    Questo sarebbe il fiero lottatore contro il deep state?
    Il teatrino a pro di psicolabili speranzosi aveva bisogno del pupazzo adatto ,nel quale gli antiglobalisti
    potessero identificarsi.
    La compagnia teatrale internazionale rotschild , ha messo sul palcoscenico il pupazzo adatto ad interpretare
    il solito plot, tesi/antitesi .
    Cose gia’ viste , , ma a ricordarglielo ,gli speranzosi dementi in perenne adorazione/attesa
    dell uomo della provvidenza , si risentono.
    La Samel/arcont production , continua a produrre nuove rappresentazioni ,che la compagnia teatrale rotschild &co. mette
    in calendario e porta in giro , con grande successo di pubblico,pubblico che si sa’, ama immedesimarsi nei pupazzi.
    E mai si chiede ,chi sceneggia, diriga o produca .
    Ps. in italia ora fa’ furore sugli schermi il nuovo film della casaleggio/sassoon/rotschild il titolo lo conoscete.
    Buona visione.

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