"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

NEL LIBRO DI GAEL GIRAUD LA SOLUZIONE PER SALVARE L’AMBIENTE E L’ ECONOMIA , IN EUROPA E NEL MONDO

di Elena Quidello

Chi è e cosa dice l’economista che ha abbracciato la fede. Nelle sue parole una possibilità di salvare il mondo
Il Summit del G20 durante il quale Cina e Usa avevano ratificato per l’occasione l’accordo di Parigi per la riduzione dei gas serra, trova nel libro dello scrittore ed economista francese Gael Giraud un alleato d’eccezione non solo perché i temi da lui affrontati sono di estrema attualità ma perché in essi vibrano le corde di un cuore sincero e di un’intelligenza onesta che cerca di ristabilire l’armonia originaria della natura e del creato, seguendo le orme del santo Francesco che delle beatitudini fece un inno alla gloria del Dio creatore.

I leader che hanno partecipato al G20 non hanno potuto fare a meno di enfatizzare il problema della crescita economica che come si sa, è divenuto un ossessivo ritornello a cui tutti aspirano per riportare il mondo ad un livello di sostenibilità tale da poter poi influire positivamente su quelle parti dove , guerra, carestie, terrorismo e immigrazione forzata ne rallentano il processo. Quando si parla di crescita le parole si sprecano. Dai politici sempre tanta buona volontà di cooperare per avviare innovazioni a livello globale.

In realtà, non passa giorno in cui la stampa e i Tg nazionali non riferiscano di sollecitazioni provenienti dai bollettini economici della Banca centrale europea che ripete altri consumati ritornelli: “ ..la ripresa economica è rallentata dagli alti livelli di debito pubblico ed economico e dall’elevata disoccupazione, per questo è necessario far ripartire le riforme strutturali”.

Dal Sole 24ore: “….L’istituto di credito europeo torna ancora una volta a denunciare la rinnovata lentezza dei Paesi della zona euro nel fare le riforme …… La Bce sottolinea che ii progressi modesti, sul versante delle riforme, hanno un costo molto alto”.
E bla bla bla… ma nessuno dei politici è disposto a prendere in debita considerazione i suggerimenti o le ‘profezie’ che provengono da economisti illuminati perché la strada da essi indicata, non essendo in linea con quella dettata dalla Finanza mondiale, non è assolutamente percorribile e porterebbe al collasso totale. Ma questo è quello che l’informazione di Stato vuol veicolare coadiuvato dai politici che ‘cantano in coro’ lo stesso inno . Nel libro ,’Transizione Ecologica, La Finanza al Servizio della Nuova frontiera dell’ Economia” (Editrice Missionaria Italiana, prefazione di Mauro Magatti), Giraud parla di come affrontare concretamente la crisi ecologica che anche Papa Francesco tenta di sconfiggere, promuovendo un iter salvifico con il suo Laudato si.

Intanto la prima domanda sarebbe: Chi è Gael Giraud? È un economista ex-banchiere eattualmente chief economist all’Agence Française de Développementdi Parigi, il più incisivo tra i personaggi di questi ultimi anni. A decidere il futuro del mondo e dell’Europa potrebbero essere proprio le opinioni e i suggerimenti di questo brillante economista che, dopo aver bruciato tutte le tappe e conquistando incarichi di prestigio nei mercati finanziari, sceglie la via dello Spirito e diventa un padre gesuita. A spingerlo a seguire le orme del fondatore della Compagnia di Gesù, Ignazio di Loyola è stata, come egli racconta, l’esperienza esistenziale vissuta nel paese africano del CIAD, lontano dal mondo privilegiato della ricerca scientifica. Il contatto con i bambini di strada, il clima di depravazione e di sopraffazione nelle carceri promiscue nelle quali aveva lavorato, lo hanno immerso in quell’altra realtà esperienziale che è il vangelo da cui trae lezioni di vita vera, di salvezza e di riscatto per un mondo ancora preda dell’egoismo e della povertà. Certo, Giraud da economista di successo, deve aver ascoltato la voce della sua coscienza che gli dettava di seguire la verità, e per non tradirla decide di stare dalla parte di Dio, alleandosi con Lui per difendere la grande opera della creazione sulla quale il potere diabolico di pochi uomini ha dominato e continua a dominare da secoli, sostituendo la libertà con la schiavitù, la bellezza con l’orrore, la morte con la vita.

Cliccando sul link http://www.tv2000.it/soul/video/padre-gael-giraud-a-soul/

Risulta possibile seguire ancora l’interessante intervista rilasciata da Giraud a TV 2000 durante la trasmissione ‘Soul’ del 28 maggio 2016 . Un uomo speciale Padre Giraud, coraggioso come pochi sanno esserlo oggi, soprattutto nel mondo dell’economia dove vige il ‘coprifuoco’ e l’obbedienza al F.M.I. (Fondo Monetario internazionale) e ancor più alla BCE ( Banca Centrale Europea) ed ai “dogmi” del neoliberismo che non possono essere disattesi.

Sono anni che in Italia si parla di crescita e di riforme, ma è come parlare alle mucche sterili che non possono produrre latte. Mancano risorse e mezzi, mancano le industrie, che sono state svendute o fallite. Ci copriamo gli occhi per non vedere che ogni giorno un negozio chiude i battenti e le strade delle città diventano sempre più deserte, senza le luci sfavillanti delle vetrine che si espandono per le strade buie dei quartieri di periferia come del centro. Di fronte a questa forma di depressione economica non si può non soffermarsi a pensare che questo sistema (Economia)che l’uomo ha creato per regolamentare la sopravvivenza, ruota intorno ad un Dio artificioso , ingannevole e talvolta tanto perverso da indurre gli abitanti di città e paesi alla frustrazione, alla disperazione, alla infelicità , alla morte. Questo Dio per molti secoli denominato ‘Oro’, (quello italiano non si sa che fine abbia fatto) non è che un pezzo di carta cui viene attribuito un valore che fa il giro del mondo per concentrarsi nelle mani di pochi che diventano i veri padroni della terra .
Con ‘la carta’ si fa girare la cosiddetta economia preposta all’organizzazione delle risorse e dei beni che dovrebbero soddisfare il fabbisogno dell’uomo , ma nella sua complessità, questa organizzazione oggi è governata da istituzioni bancarie nelle quali i risparmi di milioni di cittadini sono continuamente a rischio; un sistema infernale che in un sol colpo può bruciare con il suo fuoco sempre attivo, non solo quei pezzi di carta inventati dall’uomo ma anche gli affetti, i sacrifici e la vita stessa di milioni di persone. Tutto questo continua ad accadere nonostante l’eroico Renzi abbia tentato di ribellarsi all’ insostenibile austerità imposta dalla BCE con a capo la grande Germania che per non affondare anche lei, è costretta a bacchettare quei paesi con crescita zero o meno zero che il debito lo fanno raddoppiare fino a non poterlo più sostenere.

Dopo questa lunga premessa vediamo cosa sostiene Giraud.

“…..La miopia dei governi rende molto difficile il finanziamento della transizione ecologica e condanna l’economia mondiale al disastro. Se non investiamo oggi nelle infrastrutture verdi di cui abbiamo bisogno per andare verso un’economia post-carbone, se il mondo non investe subito per adattarsi alle drammatiche conseguenze della deregolamentazione climatica (dalla penuria d’acqua potabile alle inondazioni delle zone coltivate), i paesi del Sud andranno incontro a disastri umanitari per un decennio…… I mercati finanziari hanno responsabilità enormi nelle sofferenze dei poveri e delle classi medie, e responsabilità ancora più grandi per quello che rischiamo di vivere nei prossimi decenni………………”

….I mercati finanziari occupano un posto smisurato nelle nostre economie: basti pensare che la miopia ..dei mercati è capace di distruggere un paese facendo esplodere il costo di rifinanziamento del suo debito pubblico. E’ il caso della Grecia – per esempio – a cui l’austerità imposta per “far piacere” ai mercati (in modo che permettessero ad Atene di avere nuovi prestiti) ha causato una perdita del Pil del 25% in cinque anni, l’equivalente di una guerra civile…….

… LaCop21 ( conferenza sul clima) è un immenso successo diplomatico, mostra che la comunità internazionale – poco a poco – prende coscienza della gravità delle sfide climatiche ed energetiche. Ora, però, ….va finanziata la transizione energetica…. Per un paese come l’Italia, un piano del genere costerebbe decine di miliardi di euro l’anno: una piccola somma se confrontata con i benefici di lungo termine. I danni del non fare sarebbero mostruosi.
…..Oggi il dramma europeo è quello della deflazione. Il Giappone ci è caduto a metà degli anni novanta a seguito della crisi immobiliare del 1990…….. Noi ci siamo caduti dopo la crisi finanziaria del 2007-2009 a causa anche dell’eccesso di indebitamento privato. Il problema dell’Eurozona non sono certo i debiti….anche se è evidente che né la Germania, né la Francia né l’Italia riusciranno mai ad azzerare i loro debiti.

Ma l’errore è proprio quello di inseguire l’austerità dei conti: è proprio quello che non si deve fare in caso di deflazione.Anziché migliorare la salute di un’economia, il Pil scende più velocemente del debito così che il rapporto debito/Pil continua ad aumentare. L’abbiamo visto chiaramente in Grecia, il martire d’Europa. Eppure la storia dovrebbe insegnare qualcosa, soprattutto ai tedeschi che l’austerity l’hanno già sperimentata nel 1930 …… La politica di tagli del Cancelliere Henrich Brunning portò Hitler al potere tre anni dopo. …. quando si annega nella deflazione, è molto difficile uscire…… …La Grecia sembra condannata dalla burocrazia europea. Chi sono per lei i veri responsabili?…….
La situazione attuale è il risultato di un blocco ideologico dei burocrati di Francoforte, Berlino, Bruxelles e Parigi – che si accontentano di applicare delle regole neo liberali senza interrogarsi sulla loro pertinenza – e delle banche .D’altra parte non dobbiamo dimenticare che la Bce è capace di mettere in ginocchio un paese tagliando la liquidità alle sue banche. Ed è quello che ha fatto una settimana prima del referendum greco con l’obiettivo di ottenere un voto favorevole alle istituzioni europee……. E fino a quando la politica resterà sotto il ricatto delle banche queste continueranno a bloccare ogni tentativo di uscire dalla deflazione.

Ma per uscirne l’unica strada è quella di una politica economica espansiva e per metterla in opera i governi democratici devono riprendere il potere dalle mani delle banche. Dovremmo quindi andare oltre gli assurdi parametri di Maastricht sul tetto alla spesa pubblica: il limite al 3% del decifit non ha alcun fondamento scientifico e neppure la Germania ha un debito inferiore al 60% del Pil. E’ una semplice convenzione arbitraria di cui dobbiamo sbarazzarci. Per liberarcene, però, serve una vero progetto politico che si sostituisca a questa utopia di un governo burocratico con regole che oggi si incarnano nella Troika e nelle banche……
…..Le banche sono fragili e deboli, ma hanno un potere ancora enorme…..il Fmi ha appena riconosciuto che il 40% delle grandi banche europee non sono solide: e in effetti hanno bilanci talmente fragili che fallirebbero al minimo shock finanziario. Oggi sopravvivono solo grazie ai prestiti a tassi negativi della Bce. Un shock come quello del 2008 farebbe fallire molte banche europee di sistema con un costo di oltre mille miliardi di euro di perdite sul Pil per 2-3 anni. Solo l’Europa intera potrebbe aiutare un Paese il cui sistema bancario salta. E’ successo in Irlanda e in Islanda. Come è possibile far correre un rischio del genere a delle economie come Germania, Italia o Francia?

Dallo scoppio della crisi si discute della regolamentazione del settore, ma l’argomento resta tabù
Contrariamente a quanto si racconta, regolamentare il mondo della finanza non è per nulla difficile. Basterebbe qualche misura forte per rendere più ragionevole il mercato: per esempio separare davvero le attività bancarie commerciali da quelle d’investimenti, togliendo a queste ultime la garanzia implicita dello Stato per lasciarla solo sui depositi; vietare gli high frequency trading (le operazioni automatiche fatte dai computer) permetterebbe di evitare i rischi di scivolate irrazionali dei mercati (il 50% della transazioni finanziarie in Europa sono realizzate dai robot); aumentare le tasse sulle transazioni finanziarie frenerebbe le speculazione e aiuterebbe le casse degli Stati senza ridurre la liquidità dei mercati; regolamentare lo shadow banking è fondamentale perché il mondo bancario dell’ombra rappresenta metà dell’intero settore ed è ancora più pericolosa della metà “in chiaro”. …………..

Infine, alla domanda sulla sua vita di gesuita risponde: Il sacerdozio e la mia vita di gesuita mi aiutano a non disperare: continuo a credere che i popoli europei siano capaci di non cedere ai demoni antidemocratici e che siano capaci di uscire dall’attrazione dei mercati finanziari. Per questo credo sia necessario dotarsi di un nuovo grande racconto collettivo, di un progetto di società. E’ dagli anni Settanta che all’Europa manca un progetto. post carbone………. La chiesa deve contribuire alla costruzione di questa recita. Ed è quello che fa l’enciclica Laudato Sì.

Gael Giraud economista

Tutti avvertiamo che la nostra Europa non decolla nonostante gli sforzi del “buon Gentiloni” , del super massone Hollande (ormai del tutto screditato) , della Merkel che, come previsto, ha perso voti e fiducia da buona parte dei cittadini tedeschi alle elezioni regionali.

Le parole di Giraud sono come macigni di verità lanciati all’uomo medio come al politico perché entrambi scelgano la strada della ragione. In verità, ciò che manca è l ‘Unità e la compattezza nelle decisioni da intraprendere in Europa come in ogni singolo stato membro dell’Unione. Le divisioni interne e la differenza di visioni sono causa certa di fallimento. Ma il politico deve usare parole belle e confortanti per incoraggiare il popolo e illuderlo che la crescita porterà prosperità e ricchezza. Quasi mai un politico riesce a superare se stesso e tendere la mano al suo rivale per riconoscergli quella parte di verità che , guarda caso, è anche dentro di lui, ma che nasconde, continuando nell’ipocrisia e nella presunzione di essere nel giusto . È così che, in un battito d’ali, muoiono le civiltà e crollano le fortezze.

Nota: Apprezzabile, secondo noi, l’analisi di Giradaud che valeva la pena di riportare ma carente su un aspetto: la subordinazione totale dei governanti europei alle centrali di potere sovranazionali che hanno imposto il dominio della Finanza e dei mercati su ogni autonomia della politica. Oltre a cambiare la ricetta del sistema economico l’Europa dovrebbe innanzi tutto liberarsi dei “camerieri” dei potentati finanziari ed economici che sono le vere centrali dei poteri dominanti.

Fonte: International Webpost

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  1. Giorgio 4 mesi fa

    La locuzione: “Dai politici sempre tanta buona volontà di cooperare per avviare innovazioni a livello globale.” la considero un’iperbolica presa inizia per c e finisce con ulo.
    Quanto al sig. Gael Giraud, a mio avviso, è portatore di due peccati originali: è francese ed appartiene alla chiesa cattolica romana, veleno più veleno.
    La ciliegina sulla torta si materializza quando si sostiene che Renzi ha affrontato la UE sull’austerità? Da scompisciarsi dalle risate.

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  2. Mardunolbo 4 mesi fa

    Purtroppo Giraud da economista che era è passato al “convento” senza ripassare la Storia !
    O forse si è accontentato delle situazioni emotive vissute in Africa, traendone delle esperienze indubbiamente valide, ma prive della conoscenza profonda di cui si ha bisogno.
    Così, appunto, lancia belle proposte ambientali ma ignora la ragione dello sfruttamento globale (uomo ed ambiente) e fatto da chi !
    Elena Quidello è una coraggiosa giornalista che non ha ancora recepito appieno i grossi canali di fogna che trasportano gli ideali che muovono il mondo da decenni a questa parte.
    Come molti al di fuori della Chiesa cattolica, ella conosce l’aspetto esteriore ma non capisce perchè e modalità di azione, confondendo la chiesa attuale come se fosse la stessa di sempre.
    L’articolo è buono solo se diventa una pietra da lanciare contro l’acquiescenza generale sulla economia transnazionale.
    Per il resto c’è una ingenuità di fondo nel Giraud dovuto allo slancio, forse prematuro , in una realtà religiosa ben differente da quella che era 50 anni fa..

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  3. Walter 4 mesi fa

    Brillante economista? Una marea di cazzate e luoghi comuni. Va a fare il gesuita, che è meglio.

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