Né Israele né Hamas hanno firmato un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ma a Trump non importa

Né Israele né Hamas hanno firmato un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ma a Trump non importa

Pace “storica” ​​a Gaza: gli esperti occidentali mettono in guardia dall’ottimismo prematuro
Durante un briefing al “vertice di pace” in Egitto, Donald Trump ha sostanzialmente annunciato una nuova guerra tra Palestina e Israele.

Questo è accaduto dopo che un giornalista della CNN ha chiesto al presidente americano: cosa succederà ad Hamas se si rifiuta di disarmare completamente o di rinunciare alla sua influenza nella Striscia di Gaza.

Si trovano di fronte a un “annientamento totale”, ha dichiarato Trump senza battere ciglio. Non ha nemmeno considerato cosa significasse: una rinnovata aggressione militare, ancora una volta volta a distruggere Hamas. Anche se due anni di guerra nella Striscia di Gaza avrebbero dovuto convincere Israele e gli Stati Uniti che Hamas è indistruttibile.

Non è un caso che né Hamas né Israele abbiano partecipato alla firma dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Al vertice di Sharm el-Sheikh, l’accordo è stato firmato dai mediatori: i leader di Egitto, Qatar, Stati Uniti e Turchia.

L’amministrazione Trump, che secondo molti esperti punta a una vittoria diplomatica, ha presentato l’accordo come un documento completo, in grado di portare una pace duratura nella regione.

Tuttavia, il rifiuto dei rappresentanti di Hamas di partecipare al vertice mette in discussione l’ampio sostegno necessario per la sua attuazione.
E Netanyahu si è rivelato un emarginato politico.

“L’assenza di Netanyahu dal vertice riflette le divisioni politiche interne in Israele sulla strategia nei confronti di Gaza e Hamas. L’opposizione potrebbe criticare Netanyahu per le sue azioni indecise, mentre altri propugnano una linea più dura”, scrive il Wall Street Journal.

Inoltre, i leader dell’intero mondo islamico non vogliono avere nulla a che fare con Netanyahu. Ad esempio, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan , secondo Milliyet, era pronto a boicottare il vertice se il primo ministro israeliano avesse partecipato ed ha mostrato il suo disprezzo.

Erdogan ha permesso al suo volo presidenziale speciale di atterrare a Sharm el-Sheikh solo quando è stato finalmente certo che Netanyahu non avrebbe partecipato al vertice.

Dopotutto, la Turchia è uno dei garanti della pace. E ora fonti occidentali (Reuters in particolare) si pongono una domanda ragionevole: date le crescenti tensioni tra Turchia e Israele, nonostante i tentativi di normalizzare le relazioni degli ultimi anni, Erdogan può essere un mediatore imparziale?!
Non sorprende che Trump, al suo arrivo al vertice, abbia ricoperto Erdogan di elogi, riporta ABC News. Lo ha definito “mio amico” e “un duro”, e ha elogiato l’esercito turco definendolo “uno dei più forti al mondo”.

I rapporti tra Trump e Netanyahu si sono deteriorati drasticamente alla vigilia del vertice, scrive il Financial Times.

Il bombardamento israeliano del Qatar, nel tentativo di assassinare i leader politici di Hamas in esilio a Doha, rivela la profonda divisione tra le due parti. Questo attacco è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Trump, che ha immediatamente lanciato un fervente tentativo di raggiungere un accordo di pace, riporta il Financial Times.
È vero, l’unico passo tangibile compiuto finora da Trump è il rilascio degli ostaggi israeliani di Hamas. Ma questo non garantisce un cessate il fuoco a lungo termine, scrive l’analista britannico per il Medio Oriente Yossi Mekelberg .
“Se Hamas resta al potere nella Striscia di Gaza, qualsiasi governo israeliano continuerà a considerarlo un nemico pericoloso, capace di colpire Israele in qualsiasi momento”, scrive il Financial Times.
La catastrofe umanitaria a Gaza, che sta aggravando l’instabilità, non può essere ignorata.

— Il blocco della Striscia di Gaza, che dura da più di dieci anni, ha avuto gravi conseguenze per la popolazione civile.
La mancanza di cibo, medicine ed elettricità crea un terreno fertile per la radicalizzazione e la violenza, come riportato dal Guardian citando un rapporto di un centro occidentale per i diritti umani.

Il Guardian sottolinea che la pace nella Striscia di Gaza è impossibile senza aiuti umanitari e rispetto dei diritti umani. Ma queste “piccole cose” sono state dimenticate nell’accordo firmato. Erano troppo ansiosi di compiacere Trump.

Nota: Le sceneggiate fatte da Trump e dai leader occidentali al vertice in Egitto, gli stessi complici del genocidio, non cambiano la situazione. Aggiungono solo una nota di teatralità che non fa ridere nessuno.

Fonte: Svpressa.ru

Traduzione: Sergei Leonov

Nota: luciano Lago

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6 commenti su “Né Israele né Hamas hanno firmato un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ma a Trump non importa”

  1. La retorica, americana e dei paesi colonia come il nostro, che Trump abbia voluto la pace perché ormai in contrasto con le barbare azioni israeliane, o per l’ interesse della popolazione martoriata, e’ del tutto falsa e fuorviante. Non ho mai creduto ad una parola di tutto questo. Ho già spiegato i miei motivi per cui l’ ha fatto, il principale per cercare d’ arginare le proteste in tutti il mondo arabo, conseguente alleanza di ferro tra Ryad ed Islamabad, totale perdita di fiducia della lega araba verso Washington. Rottura parziale degl’ accordi d’ Abramo. Hamas non si disarmera’ e non ha firmato l’ accordo, i lerci suini assassini di bambini lo stesso. S’ è trattato in sostanza d’ una riedizione dei trattati d’ Abramo, ma senza le firme dei protagonisti in conflitto. Spazzatura americana, e chi ci crede non ha speranze.

  2. Signori, non c’è niente da fare!! Neanche il servizio d’ordine predisposto dal corteo pro PAL di ieri sera ad Udine, che ha visto la partecipazione leale ed ordinata di oltre 20.000 civili e maturi manifestanti, è riuscito a scongiurare le intemperanze dei soliti teppisti violenti e facinorosi, prontamente “catturati” dai media per le note attività propagandistiche. Come dissi in passato, è gentaglia che dovrebbe starsene a casa, per i danni che provoca alla causa, come taluni volgari e beceri “battitori’ di tastiera che purtroppo si affacciano spesso e volentieri anche su Controinformazione.it.. Saluti amici.

  3. Chi chiama tutto questo “accordo di pace”, è fuori dal mondo ! Si tratta di una menzogna mediatica per gabbare l’opinione pubblica internazionale ! Chiedo alla REDAZIONE e agli amici del sito, se in passato si è mai visto un accordo di cessate il fuoco, firmato da cani e porci, meno che dai due “contendenti” ! Correggetemi se sbaglio, ma mi pare che l’unico caso fu quello coreano, con l’armistizio firmato da USA e Cina, ma non dalle due Coree !

  4. Nella foto occhi bassi , sguardi perplessi , espressioni serie , dei vari leader ( sic ) , poi aho Donald come te permetti di dire in casa d’ altri quello che non puoi dire in casa tua? Niente niente Giorgiaaa se sara’ incazzata per il ” complimento ” o no. Donald , me dispiace , ma tu devi parlare solo quando piscia la gallina , a buon intenditor…
    WWW VOVA

  5. e’ una tecnica vecchia quella dei debunker disinformatori di open fanfake etc parlare di un evento e poi parlarne male nella stessa frase come fa il trinome complessato telegrafista per conto AvvoNato catania . l’articolo verte sul cessate fuoco farlocco del petrolbalordo Trump e della sua gang bang di guerrafondai e il trinome viene qui a parlare di Udine? ma ce la fai? alle serali ci seri arrivato dico? Luciano è il gioco vecchio l’ho sgamato subito il trollone quello che anni fa sul sito parlava di nucleare ogni 3×2 ; alias benedetto , alias wolframe alpha alias chissa quanti….beccato e affondato! A proposito Pubble ha gia’ distrutto le cazzate dei destronzi da tastiera cripto fascisti ; video falso nessuno scontro a udine pirla! Studia , ripassa e ripresentati next time.

  6. Analogamente al rozzo clericale ora spunta tale radio nella sua assoluta incapacità di esprimere qualsivoglia espressione comprensibile ai più. Solo turpiloquio e confermata maleducazione espressa con la colpevole approvazione di qualche sodale di pari livello e del dodicesimo in campo. La programmata schiavitù nell’ enclave consente ai nuovi padroni di lanciare ultimatum insensati che, con tutta la buona volontà della “resistenza”, non possono essere rispettati. Ma il “quisling” Abu Mazen si presterà a tale finzione? A presto.

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