"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Natanyahu vola a Mosca per convincere Putin a escludere l’Iran dai negoziati sulla Siria

di   Luciano Lago

Dopo aver visto fallire le sue trame per rovesciare il Governo di Damasco di Bashar al-Assad, Netanyahu ha un chiodo fisso: isolare l’Iran ed alimentare una “Iranfobia” a livello mondiale accusando Teheran di tutto il male possibile: di essere una minaccia per la regione, di essere pronto a dotarsi di armi nucleari, di avere piani per attaccare Israle, di voler aggredire tutti i paesi sunniti dell’area ed incluso di essere una potenziale minaccia anche per i paesi europei, per la Turchia, per gli USA e persino per l’Australia, dove ultimamente si è recato in visita  il premier israeliano.

Essendo ormai fuori dalla realtà ed immerso nella sua forma di paranoia, Netanyahu vuole convincere anche Putin della fondatezza di queste sue fobie  ed in particolare, nella sua visita a Mosca,  chiederà di far estromettere l’Iran al di fuori di qualsiasi accordo negoziale sulla Siria, come anche di far ritirare i suoi reparti speciali (consiglieri militari) che sono in Siria su invito del Governo  di Damasco. Questa richiesta di ritiro delle forze non vale soltanto per l’Iran ma anche per i reparti libanesi Hezbollah, che sono stretti alleati dell’Iran e della Siria, considerati anche questi “una minaccia” per Israele e di conseguenza un problema da risolvere.

Netanyahu è ormai afflitto da questa ossessione e non si sforza neanche di nasconderla,  tanto che sta cercando di guidare una campagna a livello mondiale contro il paese persiano che, peraltro, a differenza di Israele, non risulta aver mai aggredito alcun altro paese, di cui non esistono prove che  appoggi  gruppi terroristi, al contrario di quanto fa Israele con le formazioni jihadiste dei terroristi in Sira. l’Iran non risulta avere armi atomiche, al contrario di Israele che è l’unica potenza atomica della regione e si è sempre rifiutata di sottoscrivere i trattati di non proliferazione nucleare.

Netanyahu teme l’Iran

Tutto questo non serve a convincere Netanyahu che vuole fermamente ottenere la promessa di Putin di adoperarsi per allontanare l’Iran dalla scena siriana e disarmare le formazioni degli Hezbollah che in Libano sono d’ostacolo alle frequenti scorrerie delle forze israeliane sul territorio libanese e per questo Israele  (e gli USA) considerano una “organizzazione terroristica”, per quanto Hezbollah sia in prima fila nel combattere le vere formazioni terroriste takfire sia in Siria che in Iraq (le stesse che Israele sostiene).

Davanti ai componenti del gabinetto israeliano, Netanyahu ha solennemente promesso che, nella prossima riunione con Putin, manifesterà la  netta opposizione di Israele  a qualsiasi  influenza dell’Iran sulla situazione siriana.

Inoltre Netanyahu, nel suo discorso,  si è riferito alla situazione delle alture del Golan, al confine siriano, dove il regime di Tel Aviv occupa una zona di 1.200 Km2 dal 1967- ed ha manifestato la sua preoccupazione per l’aumento della presenza dei combattenti di Hezbollah in tale zona. Hezbollah ha ottentuto forti avanzamenti sulla zona prospicente al Golan, dove, con l’appoggio delle forze aeree russe, è riuscita a sgominare  i gruppi takfiri  sostenuti e riforniti da Israele. Questo disturba la strategia di Tel Aviv che vorrebbe avere campo libero per le sue intromissioni nei paesi vicini. Nella logica distorta di Tel Aviv, chiunque si opponga a queste intromissioni deve essere considerato “un terrorista”.

Facile prevedere che, nella riunione che Netanyahu avrà con Vlady Putin, questi, che è notoriamente un uomo pragmatico, stopperà in prima battuta le richieste farneticanti di Netanyahu e chiederà conto al premier israeliano del suo appoggio ai terroristi in Siria, di cui i russi sono ben al corrente, terroristi  che hanno rivolto i loro attacchi sia contro le forze siriane che i reparti russi. Chiederà conto, con l’occasione, degli ufficiali israeliani trovati e fatti prigionieri dalle forze russe ad Aleppo, assieme ai loro colleghi statunitensi e britannici,  che dirigevano da un bunker coperto i tiri dell’artiglieria dei terroristi di Al Nusra contro le postazioni siriane e russe. Come mai erano lì e che ruolo svolgevano? Provi Netanyahu a fornire una spiegazione accettabile  al premier russo.

Questo possiamo immaginare che sarà il primo quesito che Putin porrà al suo interlocutore: “denunciate le presunte attività terroristiche degli altri ma siete voi a sostenere il terrorismo islamista in Siria, quello che noi russi stiamo combattendo con i nostri soci siriani ed iraniani”.  La propaganda è una cosa ma la realtà è  cosa diversa e questa opera di  sostegno di Israele ai gruppi terroristi è confermata anche dalle frequenti incursioni dell’aviazione siriana contro le postazioni dell’Esercito siriano. Fino a quando i russi potranno sopportare queste ingerenze di Israele con il pretesto di prevenire le azioni di Hezbollah? Sarà Putin a stabilirlo.

Riteniamo che sia difficile se non impossibile ad una squadra vincente, quella formata dalla  Russia con Siria ed Iran, a cui si sono aggregati anche l’Iraq e l’Egitto, sottrarre dei soci fondamentali nella campagna militare lanciata da Mosca nel suo interesse nazionale di fermare l’avanzata del radicalismo Jihadista salafita che rischiava di portare il contagio presso le popolazioni mussulmane della Federazione Russa.

L’ Iran è il pezzo forte di questa squadra e Putin lo sa molto bene, visto che dalla base aerea Hamadan, nell’Iran nord-occidentale, decollano i grossi bombardieri strategici russi Tupolev- TU 22,  quelli che vanno in missione sulla Siria, mentre nel porto iraniano di Bandar Abbas vengono scaricate le batterie di missili russi SS-300 che difenderanno il cielo dell’Iran dai possibili attacchi Israeliani.

Si tratta di una alleanza tattica che si avvia a divenire strategica visto che i punti in comune della Russia e dell’Iran sono molti, entrambi i paesi sono sottoposti a sanzioni dall’Occidente ed entrambi i paesi, pur diversi per caratteristiche e composizione,  hanno un comune interesse a sviluppare la coperazione militare, economica ed energetica. Non saranno le ossessioni paranoiche di Netanyahu quelle che potranno far cambiare l’impostazione strategica della Russia di Vlady Putin, un paese che sempre di più si sente sotto assedio da Nord a sud e che sempre meno si fida dell’Occidente, non essendo  disponibile a firmare cambiali in bianco al “cane pazzo” degli Stati Uniti, il loro guardiano del Medio Oriente. Possiamo scommetterlo.

Fonti: Hispan Tv

Debka File

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  1. Paolo 10 mesi fa

    Trovo conferma in questo articolo che si sta cercando di neutralizzare l’intervento della Russia su ipotetico attacco dell’Iran che vuole fortemente Israele e Usa. Putin non è il paladino di nessuno la sua neutralità dipendera’ da ciò che gli verrà fattivamente dato in cambio e se vorranno fare questa guerra dovranno satollare l’orso russo non hanno altra strada.

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  2. Tania 9 mesi fa

    Ma gli EBREI non hanno già avuto la “Terra Promessa”?

    Questo popolo fanatico islamista medio orientale peggiore dell’ISIS, che infatti è una loro creazione, in combutta con i pazzi americani feccia nera fetida del pianeta, non sono mai mai mai mai mai mai mai contenti?

    Si mettessero tranquilli, si? Bevano camomille, o cioccolate belle calde, o si facciano una doccia fredda.

    Il Dio degli EBREI, il Dio della Bibbia, è per forza un DIO bestiale se induce i suoi fedeli a UCCIDERE, SACCHEGGIARE, mi fa ORRORE!

    Oppure sono gli EBREI che si sono fatti un Dio su misura delle loro menti fanatiche? Roteano ancora polli attorno a loro? Paganesimo puro della peggior specie, questi sono PAGANI ALLO STATO PURO.

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    1. Giorgio 9 mesi fa

      Tania, gli ebrei si sono fatti un DIO a loro immagine e somiglianza.

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      1. Tania 9 mesi fa

        Condivido totalmente.

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        1. Tania 9 mesi fa

          Ho chiesto ad una mia amica testimone di Geova se il Dio del Pentateuco è il padre di Gesù, è rimasta basita, mi ha detto, certamente. A breve comincio la lettura della Bibbia perché sento la necessità di leggerla tutta, e comunque i testimoni ne sanno più di me, non farò una critica, solo ascolterò, per conoscere, qualunque maestro è meglio di niente, no?
          Che avventura mi attende…

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          1. Giorgio 9 mesi fa

            Alla lettura “normale” o volgare, in senso popolare, è un romanzo di guerra e sesso.
            I testimoni di genova sono più fanatici degli sionisti, il che è tutto dire, ma anche loro comunque custodiscono delle ragioni.

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  3. Tania 9 mesi fa

    Netanyahu, figlio di buona donna, ci potresti dire esattamente cosa intendi per Terra Promessa? Noi si pensava voi fanatici ebrei foste già a posto.
    Ne approfitto per complimentarmi sulla qualità morale del vostro DIO. Fate ribrezzo, ve lo dico…
    Il vostro Dio sarebbe perfetto anche per i nazisti, davvero.

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  4. Tania 9 mesi fa

    Netanyahu, vuoi anche l’Iran? Fa parte del pacchetto promesso?
    O viene personalmente il vostro Dio a perorare la vostra causa, o non se ne fa niente: ANDATE A FARVI FOTTERE, voi e il vostro fanatismo islamico, dementi che non siete altro! Bulli, esseri cattivi, guerrafondai, fascisti. Avete veramente stufato l’intera umanità, e che cavolo!

    Piagnoni furboni… ma andate a farvi fottere, va! Portatori malsani di morte, distruzione, macerie.
    Che bel popolino il popolo ebreo, vero? Voi che dite? onesti, eh!

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  5. Giorgio 9 mesi fa

    Alla redazione: “frequenti incursioni dell’aviazione siriana contro le postazioni dell’Esercito siriano.” ????

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  6. THE ROMAN 9 mesi fa

    Israele e’ una grande potenza con cui anche la Russia deve fare i conti. E’ chiaro che il piccolo stato usurpatore non e’ ch la base di un potere molto piu’ grande,il quale tiene in scacco il mondo intero . senza il golem americano e il controllo delle massime istituzioni globali, come il FMI e la UE, l’ebraismo non potrebbe perseguire indisturbato nei suoi piani egemonici. Lo stato di Israele,e’ quindi garantito dalla massima superpotenza mondiale e puo’ permettersi di avanzare pretese verso la Russia offrendo delle contropartite. Contrariamente a quanto sostiene l’autore dell’articolo,non credo che la pragmatica alleanza tra Russia ,Cina ed Iran sia granitica, ma proprio perche’ pragmaticamente basata sull’opportunismo,sia suscettibile di revisione. Bisogna innanzitutto considerare che gli ebrei risiedenti in Israele sono in gran parte russofoni, in quanto immigrati dall’ex URSS, e che la minoranza ebrea in Russia e’ ,come ovunque, la parte piu’ ricca della popolazione. Nonostante le purghe di Putin, esiste una oligarchia ebraica ora silente ma pronta ad attivarsi in caso una concertata opera di mobilitazione tra correligionari dovesse avvenire . La Russia annovera 50 miliardari in euro,e di questi la meta’ sono ebrei, un potere che Putin non puo’ non considerare. Lo stesso presidente e’ notoriamente incline a coccolare tale minoranza e a cercare sempre di stabilire rapporti stabili con l’entia’ sionista. Trump ,cercando di emularlo si sforza di fare altrettanto. E’ probabile che l’Iran venga contenuto e ridimensionato sull’altare della collaborazione russo -americana ,sotto l’egida del nazionalismo Likudiano. Se dovesse verificarsi questo scenario,cio’ significherebbe che i potenteti finanziari dovrebbero sacrificare in parte il loro progetto globalista, ed accontentarsi di posizioni consolidate di privilegio invece dell’assoluto dominio. La Russia e’ troppo forte ed unita per essere sovvertita,questa e’ la realta’ emersa da questi anni di guerra ibrida. Al supremo potere globalista non resta che la guerra mondiale per provare ad abbatterla, ma tale prospettiva si sta rivelando un bluff. Putin e la sua squadra, con coerenza e determinazione ,hanno visto ogni giocata , e a volte rilanciato. Ora potrebbero passare all’incasso con un patto con Netanyau. La Russia non ha avuto paura.Se vuoi la pace ,prepara la guerra. Roma Docet

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    1. Tania 9 mesi fa

      Condivido tutto quanto, certo il potere dei soldi degli ebrei piega parecchie schiene, anche dentro il Vaticano, perfino il papa si prostra ai loro piedi.

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  7. Idea3online 9 mesi fa

    A parte Israele che è un discorso complesso. Ma quello che fa riflettere è la Corea del Nord. E’ da diversi anni che viene utilizzata questa Nazione come fosse il coniglio magico dai pochi tirato fuori quando occorre.
    Ma è davvero possibile che la Libia non ha avuto la possibilità di resistere, e come tutti sanno Gheddafi aveva ripreso il controllo della Libia, cioè aveva vinto dopo i duri attacchi subiti da tutti i fronti. Ma è morto. Ed voi pensate che la Corea del Nord possa fare tutto ciò senza il permesso dell’1% che guida il Pianeta. La Corea del Nord probabilmente fa parte di una gioco strategico scritto dall’Elite in anticipo, è una Nazione capro espiatorio che in pochi controllano, ed chi conosce la storia scritta dagli uomini(Elite) in anticipo può gestire risorse immense sia economiche che spirituali, infatti controllano tutto dalla sfera spirituale a quella economica. Però anche Dio ha le sue Nazioni chiave, che aprono e chiudono la Profezia. Nei nostri Tempi dovrebbero essere i Kittim. Per l’Elite probabilmente è la Corea del Nord.
    Certo Israele è dentro la Profezia è immerso, Gerusalemme è al centro dei Due Regni. (Occidente-USA-Unione Europea) ed (Oriente-Russia-Cina)

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    1. Tania 9 mesi fa

      mi sono fatta una idea sulle profezie, ci posso credere come non ci posso credere, certo che molti punti tornano per crederci.

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