Natalia Nikonorova: Kiev parla e fa di tutto per aumentare ancora di più la voragine tra il Donbass e l’Ucraina

Esemplare risposta del ministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, Natalia Nikonorova, alla contrarietà del ministro ucraino per la reintegrazione, Aleksey Reznikov, sull’utilizzo del vaccino russo Sputnik V sulla popolazione del Donbass:

Repubblica Popolare di Donetsk, 8 Febbraio 2021.
“Le dichiarazioni del ministro ucraino per la “reintegrazione” Aleksey Reznikov e i passi che sta compiendo rafforzano in noi l’idea che, in realtà, lo scopo delle attività del suo dipartimento non sia la reintegrazione del Donbass, ma approfondire ancor di più la già enorme voragine tra le Repubbliche e l’Ucraina.

In primo luogo, è proprio il ministero guidato dal signor Reznikov ad avere la responsabilità dell’elaborazione del progetto di legge sul cosiddetto “periodo di transizione”. È già da tempo che questa strana idea viene promossa sulla piattaforma di Minsk, e ogni volta abbiamo espresso ai rappresentanti di Kiev un fatto chiaro e comprensibile a tutti coloro che hanno dimestichezza con il Complesso di misure: questa idea non ha nulla a che fare con tale documento e, in sostanza, colpisce i diritti degli abitanti del Donbass. Questo disegno di legge ignora completamente il fondamento di un accordo politico, in particolare: la concessione di uno status speciale al Donbass e il suo consolidamento nella Costituzione su base permanente, limita il diritto dei residenti del Donbass negli spostamenti, introduce il concetto di “lustraziya” (epurazione ndr.) nei confronti dei residenti delle Repubbliche e significative restrizioni sui diritti civili e politici, e così via. Ancora una volta, richiamiamo l’attenzione di Kiev: se tale disegno di legge verrà adottato, significherà il ritiro dell’Ucraina dal processo di Minsk con tutte le conseguenze che ne conseguiranno.

Vaccino russo Sputnik disponibile per i cittadini del Donbass

In secondo luogo, siamo rimasti sbalorditi dalla reazione del signor Reznikov riguardo alla vaccinazione dei residenti del Donbass in difesa dall’infezione da coronavirus. Nelle condizioni di blocco umanitario da parte dell’Ucraina, da quasi sette anni, le Repubbliche con enorme gratitudine percepiscono la disponibilità di aiuto dalla Russia con forniture di vaccini, farmaci e medicamenti per la cura e la profilassi del coronavirus. Tuttavia, invece di dare il benvenuto a tale sostegno umanitario, da parte della Russia, ai residenti del Donbass, o offrire le proprie opzioni di aiuto, le autorità ucraine non risparmiano commenti al vetriolo sul fatto che il vaccino fornito dalla Federazione Russa sarebbe non certificato e il suo impiego pericoloso per la vita.

A tal proposito, possiamo dire quanto segue: a Kiev, pare, venga considerata buona tradizione fare qualsiasi dichiarazione senza prima informarsi sull’argomento e senza verificare l’adeguatezza e la veridicità delle informazioni riferite. A questo proposito, raccomandiamo al signor Reznikov di aumentare la sua competenza su questa questione almeno leggendo la letteratura pertinente l’argomento. E, conoscendo la sua diffidenza nei confronti di tutto ciò che è russo, gli consigliamo prima di tutto di leggere le conclusioni sulla sicurezza del vaccino Sputnik V su una rivista da anni tra le più famose e autorevoli in Europa, “The Lancet”.

Il ministro ucraino Reznikov contrario all’utilizzo del vaccino russo per i cittadini del Donbass

Vorremmo anche richiamare l’attenzione del signor Reznikov sul fatto che, oltre alla sua alta carica ministeriale, è anche il vice capo della delegazione ucraina nella piattaforma di Minsk. Pertanto, se gli interessa davvero il futuro della gente del Donbass, allora, per lui, sarebbe molto più utile concentrarsi sullo sblocco dei colloqui di pace, e non sulle consuete sciocche dichiarazioni sui media”.

Fonte: https://mid-dnr.su/ru/pages/kommentarii-zayavleniya/kiev-govorit-i-delaet-vse-dlya-togo-chtoby-eshe-bolshe-uvelichit-propast-mezhdu-donbassom-i-ukrainoj-natalya-nikonorova/

Traduzione di Eliseo Bertolasi

2 Commenti
  • eusebio
    Inserito alle 19:24h, 10 Febbraio Rispondi

    La direttrice di RT Margarita Simonyan poche ore fa ha affermato che la Russia dovrebbe decidersi ad annettere il Donbass, e difficilmente poteva fare una simile affermazione senza l’input del Cremlino, ormai il conflitto tra Russia e occidente è totale, la nullità Borrell tirapiedi di Soros è andato da Lavrov a chiedere la liberazione di Navalny ed è stato molto maltrattato, gli USA hanno schierato 5 bombardieri strategici B 1 in Norvegia e la Russia ha opposto contromisure analoghe, l’Ucraina ha attaccato la Germania sulla questione del Norh Stream 2 perchè lascerebbe il paese senza entrate dai diritti di passaggio e pure senza gas, insomma Russia ed Ucraina sono sull’orlo della guerra e pure in altri scenari il rischio è elevato, nel Mar Arabico Russia, Cina ed Iran terranno manovre navali congiunte mentre in Birmania, dove i militari vicini a Pechino hanno fatto un colpo di stato per difendere gli interessi di Pechino, Biden, o chi lo controlla, ha minacciato un intervento.
    La situazione si sta surriscaldando e il Donbass potrebbe essere il detonatore dell’esplosione.

  • Eugenio Orso
    Inserito alle 12:35h, 11 Febbraio Rispondi

    Allora meglio dello Sputnik russo, che funziona e protegge almeno un po’, il Pfizer americano, che provoca effetti collaterali e decessi e che, probabilmente, è stato messo in circolazione dagli elitisti proprio per questo …
    Chiaro che i mercenari ucrainofoni, che stanno bellamente distruggendo il proprio paese, sono perfettamente allineati con gli usa e, soprattutto gli elitisti, anche per quanto riguarda i vaccini … indipendentemente dalla loro efficacia.

    Cari saluti

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