Natalia Nikonorova: Kiev è più interessata a porre ultimatum piuttosto che parlare di negoziati

10 marzo 2021
Dichiarazione di Natalia Nikonorova Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk:

“I rappresentanti ucraini, invece di cominciare finalmente a lavorare in modo oggettivo e coscienzioso su una piattaforma pacifica per risolvere il conflitto del Donbass, hanno deciso di ricattare direttamente le Repubbliche.

Il capo della delegazione ucraina a Minsk dichiara apertamente che Kiev proporrà al Gruppo di contatto una certa “versione da scenario di pace”, della quale sentiamo parlare per la prima volta. Allo stesso tempo, è molto significativo il fatto che il signor Kravchuk dichiari apertamente: se il Donbass non accetterà questo “scenario di pace”, a noi non rimarrà che approntare “uno scenario militare”, ossia, la delegazione ucraina afferma direttamente che nel Gruppo di contatto è più interessata a porre ultimatum piuttosto che parlare di negoziati.

Vi ricordiamo che questo è ben lungi dall’essere il primo “piano di pace” di cui hanno parlato le autorità ucraine. Negli anni del processo di Minsk, tali idee non sono mai apparse negli uffici alti di Kiev, se non come versione del piano d’azione dell’Ucraina per l’attuazione del Pacchetto di misure, il quale: non solo contraddice per tre quarti gli Accordi di Minsk, ma propone anche che il Donbass si disarmi, lasci entrare le truppe ucraine e solo allora Kiev penserà se varrà la pena adempiere i propri obblighi ai sensi del Pacchetto di misure.

Pertanto, non abbiamo dubbi che lo “scenario di pace” annunciato dal signor Kravchuk sia l’ennesimo tentativo da parte dell’Ucraina per evitare l’attuazione degli Accordi di Minsk, nonostante rappresentino l’unica possibile via per la pace. Se Kiev, veramente vuole ripristinare questa pace, allora non serve inventare modi per “modernizzare” gli Accordi di Minsk, cercare di sostituirli con nuovi “scenari” o di sostituire lo status speciale del Donbass, chiaramente fissato dal Complesso di misure, con leggi sull’internamento, sulla giustizia di transizione, sul collaborazionismo e con altri termini distanti dalla realtà.

Militari della Repubblica di Donetsk

Al posto di tutto questo, l’Ucraina deve semplicemente iniziare un valido lavoro in accordo con noi per attuare gli accordi raggiunti. E, prima di tutto, concordare un nuovo Pacchetto di misure per rafforzare il regime di cessate il fuoco, nonché per stabilire un’interazione diretta tra il Centro Comune per il Coordinamento e il Controllo (Sovmestnyj Tsentr po Kontrolyu i Koordinatsii) dell’Ucraina, il CCCC della DNR e il CCCC della LNR.
Altrimenti si ottiene una situazione paradossale: Kravchuk, nelle sue prolisse dichiarazioni ai media, parla del desiderio di pace dell’Ucraina, ma nei fatti le formazioni armate di questo Paese: continuano a tirare contro i centri abitati del Donbass, anche con armi vietate dagli Accordi di Minsk, continuano a spostare nella nostra direzione le loro fortificazioni, continuano a dislocare i loro armamenti nelle aree popolate, ben sapendo che noi, sui civili, non spariamo.
Nel contempo, tutte le nostre proposte per chiarire e attualizzare le misure per rafforzare il cessate il fuoco, in particolare sul lavoro del meccanismo di coordinamento, vengono ignorate da Kiev senza un alcun argomento plausibile.

Sfilata cerimoniale a Donetsk

Tuttavia, in pubblico, i rappresentanti ucraini a tutta forza si mettono a ricattare, pubblicizzando le loro presunte iniziative pacifiche, ma in sostanza minacciano verso la guerra. Nonostante ciò, ricordiamo al signor Kravchuk che il suo compito è garantire l’effettiva attuazione degli Accordi di Minsk, in accordo con i rappresentanti del Donbass, e non di provocare la ripresa della fase “calda” del conflitto”.

Fonte – sito ufficiale del Ministero degli Esteri della DNR: https://mid-dnr.su/ru/pages/kommentarii-zayavleniya/natalya-nikonorova-kievu-interesnee-ne-peregovory-vesti-predyavlyat-ultimatumy/

Tradotto da Eliseo Bertolasi

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