APPELLO RACCOLTA FONDI! MANTIENI IN VITA UNA VOCE LIBERA!

Natale in fuga

Patrice-Hans Perrier

Il buon Papa Francesco ci invita a essere più trasparenti in questo momento in cui i cristiani sono chiamati a fondersi con il relativismo universale. L’ecumenismo che professa è basato sulle tavole di questa legge globalista che detta la marcia dell’umanità verso l’abisso dell’indistinto.

Abile alle grandi lacune, predicando la massima apertura dei confini, il sovrano pontefice esorta le sue pecore fedeli ad essere sempre più compassione verso le orde di migranti che si preparano a spazzare sulle terre sterili di una vecchia Europa travolta dagli eventi.

Apostolo di semplicità volontaria, Francesco afferma di voler ripulire la Curia romana per ricostruire una chiesa in rovina e dare nuova vita all’augusta istituzione. Questo è il motivo per cui si è circondato di “consiglieri speciali” che sembrano appartenere quasi tutti a circoli di alta finanza. Ad esempio, un Peter Sutherland  – Presidente di Goldman Sachs e un leader attivo del Gruppo Bilderberg – è stato nominato alla Commissione Cattolica Internazionale per la Migrazione (ICMC). L’augusto consigliere di Sua Santità ritiene che sarebbe auspicabile che la Germania ricevesse 1 milione di migranti all’anno e … per un periodo di almeno 30 anni!

Un altro consigliere, Chris Patten – un grande manitou incaricato di riformare il funzionamento dei media vaticani – co-presiede l’International Crisis Group istituito dall’ineffabile Georges Soros. Discepolo di una vita finta-insieme, Patten è sospettoso della piaga di tutto ciò che può essere più vicino alla “democrazia diretta” e non esita a elogiare un’immigrazione che rafforza la teologia di Sostituzione “delle nostre guide spirituali scadenti. Altri “consiglieri speciali”, vicini all’Open Society of Soros, sono stati invitati a rivedere le regole di governance e l’amministrazione finanziaria di una Chiesa che è, inevitabilmente, in prima linea nelle organizzazioni satellite del governance globale. Questo è sufficiente per deliziare le masse di cattolici tiepidi che hanno votato per Emmanuel Macron, un altro apostolo di questa semplicità volontaria costretta ai poveri.

Papa Francesco a Lampedusa

Adottando un approccio disinvolto ai media, papa Francesco sta attivamente riformando tutto ciò che è stato risparmiato ai tempi del Concilio Vaticano II. Sandro Magister – un giornalista specializzato in questioni vaticane – crede che il Papa governi come un despota della Chiesa e della Curia Romana, il che è in contrasto con la sua immagine di progressista predicatore. Tuttavia, alcuni stretti collaboratori del Sommo Pontefice sostengono che il preside interessato compie miracoli per mantenere l’unità tra i fedeli, al fine di impedire che si verifichi uno scisma. Il Papa consolida la sua Assisi proponendo una volontaria semplicità al servizio della neutralizzazione di tutto ciò che fonda il magister di un’istituzione che non ha mai esitato ad opporsi ai principi di questo mondo . Virtuoso di casistica, dice di voler lottare per una maggiore giustizia sociale e non esita a denunciare la concupiscenza dei più abbienti. Sfortunatamente, tutta questa predicazione va in fumo quando si esamina la carta stradale di questo pontificato che sembra essere stato orchestrato dagli esperti della conferenza del Bilderberg.

Tutto il clamore provocato dall’installazione della famigerata “culla della misericordia” in Piazza San Pietro riflette lo stato delle cose. C’è pericolo di uno scisma nell’Istituzione !

Fonte: Patrice-Hans Perrier

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  1. Eugenio Orso 10 mesi fa

    Credo che l’articolo rifletta un’analisi corretta della situazione in cui versa Santa Romana Chiesa in pieno pontificato di Bergoglio-Francesco.
    Emerge tutta la doppiezza del’attuale papa, che si appoggia alle strutture di potere neocapitaliste – diffusori di relativismo, nichilismo e globalizzazione a sfondo economico-finanziario – e alle masse predica amore scontato nei confronti del prossimo (soprattutto se “diverso” …), un generico pietismo anche dal punto di vista sociale, criticando superficialmente il “modello di sviluppo” che è comunque, come lui sa bene, inviolabile.

    Cari saluti

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  2. max tuanton 10 mesi fa

    E’ scoraggiante vedervi ripetere LA solita solfa ,poi da lei Orso,gli altri posso CAPIRE non hanno tempo lavorano ,e’ il suo campo LA controinformazione orso ,indichi alla Tania ” LA verita dietro I cancelli video” oppure dica alla Silvia che il vero governo ombra in America e’tenuto dai neocon tutti ebrei articolo BELLISSIMO “lasha darkmoon l’america vinta” ,va a finire che apro un Blog anch’io 1 ora e me lo chiudono ,LO SAPETE IL MOTTO DEI GESUITI :”ad majorem dei gloriam” vi arrabbiate per dei pezzi di vento non e’il Papa il nemico !

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    1. Eugenio Orso 10 mesi fa

      Cerco di far capire una cosa di cui sono profondamente convinto:
      Non è il papa il Nemico Principale, trattandosi di figura di seconda piano che non decide strategicamente gli assetti del mondo.
      Il primo nemico, sul piano sociale, è la classe dominante finanziaria agente strategico del neocapitalismo. Sul piano politico, il nemico è la democrazia elitista/nichilista, ridotta a rito elettorale senza rappresentanza di massa.
      Sul piano economico, il nemico sono i “Mercati & Investitori”, per usare un’efficace espressione giornalistica, che rappresenta il vero “mistero della fede” neocapitalista (lo vogliono i Mercati, lo chiedono i Mercati e i grandi Investitori, il mascherato “ce lo chiede l’Europa”, eccetera).
      Il mio approccio è storico strutturale, non mistico, religioso, o ideologico in senso stretto … Anche se le componenti mistiche, religiose e gli aspetti simbolici non possono essere trascurati, pur operando leninisticamente “l’analisi concreta della situazione concreta”.
      Spero di essermi spiegato.

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    2. Eowin 10 mesi fa

      Il Papa non è il nemico, è una vittima che diventa co-carnefice poveretto. Credo che a modo suo cerchi di salvare la Chiesa…chi ha fatto fuori Benedetto XVI è ancora vivo e vegeto e pronto a bloccare tutti i conti del Vaticano se non fila dritto. Questo significherebbe la impossibilità di sostenere tanti cristiani nel mondo sotto scacco dei nemici di Cristo. Vedo molta uguaglianza fra i nostri politici di oggi che sanno molto bene cosa è realmente successo a Moro, a Craxi, a Berlusconi, (quando si sono creduti di operare in democrazia e non sotto il tallone di ferro dell’elite finanziaria globale) e questo Pontefice che sta continuamente obbedendo alle stesse potenze. Tutti a parlare bene e ad allinearsi nel concreto con chi ha il Potere effettivo. In questo modo ci salvano dagli attentati…siamo sicuri che sia proprio un male? Credete che il popolo italiano sia pronto ad accettare la verità e le conseguenze? Violenze, attentati, spread…magari guerra civile come in Siria? Abbiamo uomini e donne pronti a perdere comodità, happy hour, sesso senza impegno, magari la vita per qualcosa di così grande come la libertà? Ma per favore…se i tempi non fossero drammatici avremmo avuto ancora Benedetto come papa, se ha preferito andare è perchè c’è bisogno di un Bergoglio, credo per salvare il salvabile. Il problema è che molti di noi non sanno più cosa valga la pena salvare…tempi bui davvero.

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      1. Backward 10 mesi fa

        Haha, ma che eroe Bergoglio! Ci salva dagli attentati e ci sommerge di africani. Un applauso!

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      2. Citodacal 10 mesi fa

        Rispetto il senso recondito che anima queste considerazioni, e tuttavia non posso astenermi dall’osservare certune contraddizioni entro le conclusioni a cui si giunge.
        Dubitando che “…il popolo italiano sia pronto ad accettare la verità e le conseguenze” e giungendo a concludere che sia un bene mantenerlo in questo status quo, ebbene ciò equivale ad affermare che sia meglio tacere agl’imbarcati nella nave da crociera, magari poco adusi al nuoto ed al galleggiamento, il fatto che il battello sia prossimo all’inabissamento, e proprio onde evitare il ricordargli d’essere inabili a nuotare (diciamo che rispecchi un precedente illustre: quello ben noto del Titanic, ove per motivi commerciali, di prestigio e immagine, molti segnali e fatti poco rassicuranti vennero deliberatamente ignorati oppure sottostimati); oppure sia analogo all’ignorare la cancrena che dall’arto passa a tutto il restante corpo, o ancora il tumore che sviluppi la metastasi (e il decorso spontaneo è solo il disfacimento).
        Che un uomo non sappia misurarsi con la libertà è l’indice più lampante della sua atavica schiavitù interiore (per certi versi segnala quanto egli stesso si sia alienato dalla propria natura originale, secondo ad esempio il mito platonico della caverna); ma la circostanza è ancor più grave: a chi giaccia ridotto in schiavitù da se medesimo, colui che trae vantaggio da questa situazione non concede egualmente alcuna pietà, né tregua o sospensione, semmai intensifica attenzioni e cure per spremerlo viepiù come un limone, essendo reso il compito più facile, ed anche più giocoso e inebriante, secondo la psicologia malata dello sfruttatore.
        Dovremmo riprendere nozione del fatto che la libertà sia, in questa dimensione manifestativa, una circostanza mai completa e sempre relativa; e che richieda dunque costante considerazione, valutazione, riflessione e custodia, proprio perché imperfetta (l’evangelico “Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” si adatta perciò benissimo anche a questa circostanza): diversamente da quello sciagurato “senso di libertà” che certe istanze proprie del cosiddetto “liberismo” perseguono grottescamente, così sostituendo all’imprigionamento esistenziale dell’uomo – condizione da cui si può trovare liberazione interna totale, ed affrancamento esterno parziale – una drogata sensazione di libertà. (*)

        (*) Impongono la citazione almeno tre splendidi aforismi di Nicolás Gómez Dávila:
        “Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale”.
        “L’uomo moderno è un prigioniero che si crede libero perché evita di toccare i muri della cella”.
        “Il fine più alto che l’uomo moderno riesca a immaginare è servire i capricci anonimi dei suoi concittadini”.

        Qui, per volgo, dobbiamo intendere l’uomo interiormente volgare, quello che non si pone le domande: si può essere affamati di risposte sottili ed elevate, pur essendo individui socialmente rozzi ed ignoranti.

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  3. max tuanton 10 mesi fa

    LA comprendo orso,sti 4 levantini SONO vendicativi,io pero’ che sono lontano da ZOG non me ne preoccupo ,feste icluse li siluro ,dai e dai il popolo apre gli occhi ,il popolo e’come una diga VEDRETE QUANDO si rompera’,ora SIAMO a livelli di allerta ,bel video da Brividi digitate ” LA distruzione dell’Europa video” mica e’ un film e’ realta’

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  4. Werner 10 mesi fa

    L’apostata argentino sul soglio di Pietro sta semplicemente attuando l’ultima fase di autodistruzione della Chiesa di Roma avviata con il Concilio Vaticano II voluto da Giovanni XXIII (che sarebbe stato un massone [http://vaticanocattolico.com/anti-papa-giovanni-xxiii/#.WkI7ykxFzIU]), come giustamente fa presente l’articolo. E’ opportuno ricordare infatti che la deriva della Chiesa con il CVII coincide perfettamente con la deriva nichilista e relativista è in cui l’Occidente è precipitato, e che ne sta causando il tramonto come civiltà.

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    1. giannetto 10 mesi fa

      Per mia modestissima opinione Bergoglio non sta affatto distruggendo la Chiesa di Roma, ma la sta salvando, in termini di potere, per l’ennesima volta. ESEMPI: Mistificando ideologia e storia la Chiesa di Roma fabbricò la “donazione di Costantino”, e sopravvisse (con potere temporale immenso) dopo che fu storicamente dimostrata la sua falsità. Condannò il sistema copernicano, e dopo mirabolanti camuffamenti finì per riconoscerlo. Condannò il darwinismo, ma fa ancora cabotaggio senza riconoscerlo né disconoscerlo … (qualcuno ricorda forse i miracoli di Teilhard de Chardin per conciliare evoluzionismo e provvidenza…) (i dubbi scientifici sul darwinismo non rimettono di moda il creazionismo! ) – Praticò roghi d’eretici, ma ora apre le braccia agli infedeli. Minacciò d’inferno i divorziati, e ora gli dà la comunione. Condannò teologicamente la sodomia e ora dice, per bocca del suo pastore: “Chi sono io per giudicare?”. – Così senza far scandalo, con sculettamenti progressivi e impercettibili, sta sempre a galla, cioè: CONSERVA SEMPRE IL SUO POTERE. E come volete che lo conservi ora, in un mondo globalizzato e islamizzato? Grazie alla maschera tradizionale di una religione che è morta almeno dai tempi degli illuministi e di Feuerbach?… Corri corri ai ripari, Francesco, e recupera in fretta il culto di tre secoli fa, quello massonico e deista dell’Essere Supremo, del Grande Orologiaio della macchina del mondo!!! E’ appunto quel che sta facendo. Ancora una volta… per cavalcare l’onda perigliosa. E ci riuscirà. La navicella di Pietro, sempre più carica d’oro, trionferà anche di quest’ultima tempesta.

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      1. XD 10 mesi fa

        Bellissima risposta…

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      2. giannetto 10 mesi fa

        Invito i bietoloni che han dato -3 al mio precedente commento a meditare su un paio di cose scritte da più intelligenti “commentaristi” polacchi (cf. Sputnik), che di cattolicesimo hanno una pratica assai meno ipocrita di quella degli italiotelli:

        1. “È difficile riconoscerlo come un vero Papa, poiché Francesco è a favore dell’islamizzazione dell’Europa.”

        (…. ed io aggiungo che è evidente, siccome:)

        2. “Il problema è che il cattolicesimo, o meglio, il vaticanesimo, grazie alla sua ricchezza ha più in comune con l’ebraismo che con il cristianesimo”.

        (… e i profughi islamici “iussolati” – e Caritas-assistiti grazie a carità coattiva sul gobbo nostro – colmeranno con i proventi di una dantesca “avarizia” i vuoti di potere spirituale di una religione in dissolvenza. Sempre meno religione e sempre più cassa. Proprio come gli ebrei, il cui vero dio, diceva Marx, è la cambiale. – Complimenti davvero al commentarista polacco).

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  5. Brancaleone 10 mesi fa

    Gia’ il fatto che abbia avuto l’ardire di imporsi il nome del Poverello di Assisi (la piu’ perfetta imitazione di Cristo) dice tutto del personaggio, sarebbe stato piu’ umile nel nominarsi Pietro, piuttosto che confrontarsi con l’immensa statura di San Francesco che tanti problemi creo’ al pretume quando era ancora in vita. Ignoranza o camaleontico camuffamento?

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    1. Citodacal 10 mesi fa

      Creò problemi e rischiò d’averne. Vi sono fonti che riferiscono come nel primo incontro con Innocenzo III costui allontanò Francesco e i confratelli credendoli una banda di straccioni in odore d’eresia (Bonaventura da Bagnoregio, in “Leggenda maggiore”, III:9, si limita a scrivere che il Papa, definito “davvero illustre per sapienza”, pur “…ammirando nell’uomo di Dio la purezza e la semplicità dell’animo, la fermezza nel proposito e l’infiammato ardore di una volontà santa”, tuttavia “…non volle approvare subito la norma di vita proposta dal poverello, perché ad alcuni cardinali sembrava strana e troppo ardua per le forze umane”). Dopodiché Innocenzo III sogna Francesco che sorregge la Basilica di San Giovanni in Laterano, allora tempio principale della cristianità, e dunque approva completamente la regola francescana. Erediterà il rischio il successivo Ubertino da Casale, il quale per ben due volte verrà scomunicato nell’ambito dell’acceso dibattito tra Conventuali e Spirituali.
      Ma la profondità, anche intellettuale, di Francesco viene sommersa dalla recezione puramente sentimentale, e la “sua” povertà dello spirito finisce altrove col confondersi indebitamente, fino a coincidevi, con un pauperismo d’ordine puramente materiale, oggetto di speculazione più morale che non spirituale; la povertà evangelica è invece strumento per lo spirito e non qualifica morale e coincide con il distacco dell’ego da ogni attaccamento, così come, ad esempio, sapranno magnificamente delineare sia Eckhart che Silesio, oltre all’anonimo tedesco redattore del “Libretto della Vita Perfetta” (ed anche i vari Tommaso da Kempis e Giovanni della Croce). Nello stesso Sufismo gli appartenenti alle varie confraternite vengono indicati col termine “faqīr”, che significa appunto “povero”, ovvero colui che pratica il fiducioso abbandono a Dio (tawakkul), al punto che un grande sufi disse che chi si abbandona a Dio non volge lo sguardo nemmeno quando sente avvicinarsi il ruggito del leone.
      Elementi fondanti nell’esperienza di Francesco, come l’episodio del lupo e degli uccelli, passano per edificanti racconti di bontà morale, laddove possono indicare invece molta più sostanza; basti pensare al lupo come elemento simbolizzante la natura infera e distruttiva, per arrivare a conclusione che Francesco ammansisce anzitutto il lupo entro se stesso (homo homini lupus), il che dev’essere impresa tutt’altro da facile, rassicurante e folcloristica, come in genere invece passa essere (analogamente al lupo Fenrir della mitologia norrena, il quale subodorato il trucco con cui gli dei vogliono sottometterlo onde evitarne la furia distruttrice, chiede in pegno che qualcuno riponga la propria mano entro le sue fauci: e il solo così coraggioso e leale – oggi diremmo stupido – per farlo è il dio Týr, al quale Fenrir, allorché si vede intrappolato, mozza immediatamente la mano).
      Anche l’episodio francescano degli uccelli rimanda a quella che, nell’ambito tradizionale e soprattutto ermetico, viene chiamata appunto “la lingua degli uccelli”; se ne ritrova traccia, ad esempio, nella capacità della polena che ornava la nave degli Argonauti, nei due corvi di Wotan/Odino e nel poema mistico “Manṭiq aṭ-ṭàir” (Il Verbo degli Uccelli) redatto nel 1177 dal sufi Farīd ad-dīn ʻAṭṭār; colui che conosce la lingua degli uccelli parla con gli elementi divini nel creato.
      Insomma, un Francesco d’Assisi reso abbastanza sterile da una visione iconografica edificante in senso perbenista; l’idea di povertà che il Papa attuale intende omaggiare – peraltro col forte rischio d’incagliarsi entro secondi fini – cozza alla fine anche con l’immagine del povero che s’incontra nelle parole d’un grande scolastico, Alberto Magno, ovvero come quella di colui che “…non può accontentarsi di tutte le cose create da Dio”: un povero “incontentabile”, sazio solamente di Dio stesso.

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      1. Eugenio Orso 10 mesi fa

        Se non fosse che Bergoglio ha assunto, da papa, il nome di Francesco giocando sull’ambiguità: Francesco il poverello d’Assisi che effettivamente piace, nonostante la sua (incruenta) follia, e Francesco de Xavier, spalla di Ignazio di Loyola, anche lui santificato. Credo che il vero riferimento di Bergoglio sia il Francesco gesuita …

        Cari saluti

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        1. Citodacal 10 mesi fa

          Possibile. Alla fin fine l’attuale pontefice sembra comunque avere se stesso come riferimento, oltre alla congrega d’affini internazionali e il loro orientamento complessivo. Lo scegliere un altro nome, secondo logica elementare e spirituale, richiederebbe una completa ispirazione alla vita del soggetto di cui si è adottato il nome stesso: fatto d’una certa ambiguità e non esente da rischi, considerando che non vi sia un’esistenza individuale eguale a un’altra (motivo per cui l’Oriente conosce la massima secondo la quale sia meglio soccombere col karma ricevuto, piuttosto che trionfare con quello dato a un altro).
          Difficile anche pensare coerentemente ad una ispirazione vaga e soltanto nominale, buona in ultima analisi a favorire ogni movimento personale perorato da un nome illustre e precedente (pena sforare nel “taroccamento” bello e buono), che funga suo malgrado da prestanome. Insomma, si tratta d’immedesimarsi realmente in una investitura che invero fattivamente non c’è stata, se non per altre vie e canali, dei quali sempre meglio è il sincerarsi continuamente con se stessi e metterli a riprova come interiore pratica: l’unico modo per essere in coscienza coerenti.

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  6. GRAF 10 mesi fa

    Cito deve aver studiato in seminario ,ha un qualcosa di giaculatorio onanistico ,Su bergoglio vi ricordo la doppiezza del diavolo STA anche nell’adulare e nel mentire ,i VARI blog si soffermano su frasi estrapolate oppure riportano frasi di massoni o EBREI che per screditare il Papa lo riempiono di complimenti ,non fatevi intontire DAI media dei Circoncisi siate SPIRITI FORTI

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    1. Citodacal 10 mesi fa

      Mi documento e approfondisco con la riflessione; adduco fonti talora disparate – magari soltanto apparentemente – per sostenere quello che affermo, dopo aver valutato il sorgere d’una possibile direzione che l’osservazione ripetuta suggerisce. Forse c’è dell’onanismo in questo (ma allora, mi pare che tutto il genuino patrimonio culturale dell’umanità sia derivato da un circolo di segaioli…; e dopo aver comunque accolto la sua obiezione, non lo credo affatto).
      Potrei anch’io considerare come onanistico il continuo confluire su un autore (Céline, nella fattispecie) oppure un testo (I Protocolli dei Savi di Sion, ammesso che sia autentico): eppure non lo faccio poiché, a prescindere dal valore dell’autore (indubbio quello contestato di Céline), o del testo, si tratta pur sempre di riferimenti. Se poi Lei impieghi le pagine dei succitati anche per altre applicazioni, questo lo ignoro… e nemmeno provo interesse ad indagarlo.

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      1. animaligebbia 10 mesi fa

        Scusate l’ignoranza,ma cosa e’ la culla della misericordia?

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        1. Citodacal 10 mesi fa

          Suppongo sia il presepe partenopeo che campeggia in Piazza San Pietro, donato dall’Abbazia di Montevergine e dedicato alle 7 opere della Misericordia; opera indubbiamente rimarchevole nell’ambito artistico nonché educativo e spirituale (almeno a quanto si scorge dalle foto), sebbene le parole introduttive di Bergoglio lascino sospettare che, nelle intenzioni espositive, il marketing abbia anche in questo caso preso il posto della spiritualità (il che non toglie nulla alla validità intrinseca dell’opera presepiale).

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  7. GRAF 10 mesi fa

    Solo a leggere I libri gratis ” AAARGH ITALIA” e’gia’ un qualcosa di speciale poi se si CONFONTA CON QUELLO CHE CIRCOLA NELLE scuole e nelle biblioteche meglio LASCIAR STARE ,IL NIENTE FATTO A LIBRO.SENZA OFFESA CITO SCRIVE AD IMPACCHI INGESSATURA PIU NON POSSO TROPPO SPECIOSO CAPISCO CHE E’BELLO FARE “LA RUOTA” SONO ESIGENZE DELLO SPIRITO PERO’ NON TUTTI LE CAPISCONO ,anche ora a volte faccio fatica mi perdo nel leggerla ,colpa mia

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    1. Citodacal 10 mesi fa

      Però anche qui colgo un’incongruenza. Se adoro fare la ruota e posso essere annoverato tra gli adulatori satanici, quale vantaggio ricaverei dall’essere difficile d’espressione e poco comprensibile ai più? (dubito infatti che un pubblicitario m’assumerebbe mai, né io nutro quest’ambizione, la quale mi priverebbe d’una certa autonomia d’indagine).
      La naturale conseguenza sarebbe infatti, anzi propriamente è, quella per cui non vengo né compreso, né letto, né men che meno apprezzato dalla maggioranza (della cui opinione ben poco mi curo, se non per sapere dove l’onda generata altrove sospinga per inerzia): fatto piuttosto inconsueto per un pavone vanesio (non trova? oppure mi sto perdendo qualcos’altro…?)

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  8. GRAF 10 mesi fa

    Avendo qui da me molti pavoni ho riconosciuto in cito LA stessa qualita ,non si curano degli altri a loro Piace solo esibire sanno di avere bellissime code ed e’ tutto,non si Curano di sembrare troppo vanitosi a me danno fin fastidio mi piacerebbe legnarli ,ma come TUTTE le cose speciali guai a toccarle LA security di ayapura legnerebbe me ,allora cito continui pure mi e’bastato il cicchetto preso una Volta con ste bestie che fanno anche un verso infame ma al padrone piacciono e allora…

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  9. PieroValleregia 10 mesi fa

    … “el papa” bergoglio è la fotocopia del manzoniano Don Abbondio …
    mentre invece avremo bisogno di un Fra Cristoforo
    un saluto
    Piero e famiglia

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