"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Monti non è bastato? La banca d’affari americana: “Serve un nuovo governo tecnico”

di  Filippo Burla

Roma, 6 set – I sondaggi non aiutano a dipanare la matassa: cosa ci attende dalle elezioni legislative che si terranno all’inizio del prossimo anno? Un trionfo dei Cinque Stelle? Larghe intese? Improbabili coalizioni che per salvare quel minimo di coerenza daranno vita a litigi infiniti capaci di far saltare esecutivi come mosche? Oppure – perché no – una nuova riedizione di governo tecnico?

Quest’ultima non sembra solo una possibilità, ma proprio un auspicio. Almeno per Citigroup, banca d’affari americana impegnata a cercare di capir qualcosa in un quadro che definire fluido è fargli un complimento. In un rapporto del 4 settembre, reso noto da Fiorina Capozzi del Fatto Quotidiano, gli analisti si interrogano sulle prospettive per l’Italia, in un quadro che risente ancora grandemente delle difficoltà legate alla crisi economica.

Quale soluzione sarebbe dunque la migliore? “Un parlamento senza maggioranza”, si legge. Cioè un governo a tempo, alias governo tecnico, incaricato di quelle riforme poco digeribili senza che nessuno si prenda la responsabilità delle scelte.

“Il Paese potrebbe trarre maggior vantaggio – spiegano gli estensori dello studio da un parlamento paralizzato che non da governi a maggioranza debole”. Se nessuno sta governando, “ nessuno può lamentarsi per l’introduzione di riforme impopolari e tasse” e quindi “un parlamento senza maggioranza – e un governo ad interim basato su una maggioranza fluida – potrebbe consentire all’Italia (e all’Europa) di completare un processo che istituzioni più deboli hanno iniziato nel 2011″.

Una riedizione del governo tecnico Monti, insomma, che completi il percorso iniziato all’epoca: gli analisti parlano di “un calcio d’inizio di un ciclo virtuoso”, dato che l’Italia “non sta meglio rispetto al settembre del 2011, al picco della crisi che portò all’uscita di scena di Silvio Berlusconi: il debito pubblico è oggi al 133,5% contro il 116,5% del Pil del 2011, con le misure straordinarie della Bce (Qe) che volgono al termine.

Il Pil reale è ancora giù del 2% rispetto al secondo trimestre 2011, la produzione industriale del secondo trimestre 2016 era ancora del 16% più bassa rispetto al 2008; il tasso di disoccupazione è più elevato del 2,7% rispetto al 2011 nonostante il jobs act”. Peccato che, riforma del lavoro a parte, le principali responsabilità di questo desolante quadro siano da rintracciarsi proprio dall’esecutivo Monti in avanti.

A partire dagli indicatori sull’indebitamento: pensare che il rapporto debito/Pil potesse ridursi mentre si obbligava con l’austerità il denominatore a calare dimostra non solo una scarsa conoscenza dell’economia, ma proprio della matematica elementare. Così come era da ricovero coatto credere di non far schizzare all’insù la disoccupazione (specie quella giovanile) costringendo chi stava per raggiungere la pensione a rimanere al lavoro, bloccando di fatto il fisiologico turnover aziendale, vero Elsa Fornero?

Stesso discorso per la produzione industriale, che non va propriamente d’accordo con la desertificazione della domanda interna. Tutto merito della pagina più nera della seconda repubblica: quel governo tecnico avrà sì salvato l’eurozona, sacrificando però l’Italia. E ora qualcuno vorrebbe pure riproporcelo.

Fonte: Il Primato Nazionale

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  1. animaligebbia 3 mesi fa

    Ci devono i pidocchi che ci sono rimasti attaccati al culo.

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  2. annibale55 3 mesi fa

    Credo che i desideri di Citigroup siano ORDINI senza se e senza ma per i politici italiani. Faranno a gara da dx a sx per farsi trovare pronti.

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  3. Giorgio 3 mesi fa

    Sono dell’avviso che prima di lanciarsi in previsioni sarebbe più prudente aspettare l’esito del “referendum” in Veneto.

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  4. PieroValleregia 3 mesi fa

    … al peggio non c ‘è mai fine maaa, tutti ad interrogarsi perchè l’Italia(etta) di “nobili” pedatori sia stata umiliata da campesino in maglia rossa, in quel di Madrid, qualche sera fa
    saluti
    Piero e famiglia

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  5. Stefano 3 mesi fa

    Se divulgassero i pricipi costituenti della carta Europea che ha creato questa Europa, si capirebbe molto di piu,ovvero: le famiglie di banchieri hanno imposto ai politici di tutta europa di creare un nuovo modello fondato sulla banca Bce con il 50 % di capitale privato. Quando i politici non rispondono ai comandi aprono un governo tecnico che risponde aloro. L’europa dell’Euro e una Banca Politica.chiuso.

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    1. Vincent 3 mesi fa

      L’Europa è formata da 50 Stati ed è attualmente una espressione soltanto geografica mentre la UE è composta da 28 Stati e di questa dobbiamo parlare e scrivere…non confondere le due cose

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  6. Renè 3 mesi fa

    Quelli “fatti tutti i giorni” sono tossicodipendenti di regime, per carriere e stipendi. Mentre i “primati” sono ancora dei subumani (in attesa di stipendi?)
    Citano il mitico debito pubblico, ma non dicono che questo “debito” che gl’italiani dovrebbero a chi?! A SE STESSI, infatti la quasi totalità del “debito pubblico” italiano è verso gli italiani (!!!) dunque NON SI CHIAMA DEBITO MA CREDITO e così dovremmo ammazzarci di tasse per restituirci i nostri soldi? Follia.
    Passata la doverosa propaganda che paga lo stipendi ai “primati fatti” mi citano uno studio di Citygroup… embè?! Da quando le banche sono come gli oracoli.
    La propaganda tossico-primate è sottile (come un macigno) affermano senza paura del ridicolo che “il governo tecnico avrà salvato l’eurozona” …la propaganda è quando si da per scontata una menzogna: il overno tecnico ha derubato l’Italia ed arricchito altri, tra cui i giornalisti e non ha “salvato” nessuno.

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  7. Stefano radi 3 mesi fa

    Da ricordare che gli esecutivi successivi a quello capeggiato dall’esimio rettore della bocconi, erano e sono la stessa cosa: monti ha prodotto e gli altri ciancioni hanno applicato. Al peggio non vi e’ mai rimedio. Altro che elezioni …

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  8. dolphin 3 mesi fa

    non un governo tecnico, ma di criminali ancora peggiori di quelli che si sono avvicendati finora, serve il colpo di grazia !!! chi se la sente ?!

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  9. Aldus 3 mesi fa

    Non c’era alcuna crisi particolare nel 2011 rispetto agli altri anni, visto che hanno taroccato analisi e giudizi e ricattato Berlusconi pur di far cadere il governo di allora! Ora che temono che l’Italia sfugga al loro controllo, vogliono continuare con la loro dittatura alias “governo tecnico”. Ma insomma! E’ chiaro come il sole: l’Italia è succube del patto di Varsavia degli USA e delle Banche. E’ succube perché è piena di traditori che servono gli USA e la BCE. E allora? Allora si torna indietro di secoli e solo la violenza della rivolta ci può liberare. Smettiamola di credere che sia una brutta cosa sparare in testa o in mezzo alla fronte a chi opprime una nazione o a chi tiranneggia e ruba con il potere di non eletti. E’ una dittatura che ci danneggia sempre di più e non ha mai fine. O la ammazzi o continua. Occorre uccidere per liberare lo Stato. Programmini TV e lotte contro il fumo eccetera e che altro, sono solo cazzate per distrarre la gente. Sparare e basta: che sia nella schiena, o in faccia fa lo stesso, come era lo stesso ammazzare a colpi di gladio o di pugnale i tiranni in Roma. rassegnatevi: dovete far scorrere il sangue, a parole non si cava nulla.

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    1. Giorgio 3 mesi fa

      Questo è parlar chiaro!!

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  10. Mario Rossi 3 mesi fa

    Che a votare non ci si vada questo è un pensiero che ho da un bel pò! Di legge elettorale non se ne parla più, forse perchè non credo che servirà! Va bene a tutti così da destra a sinistra passando per i 5 stelle, tutti allineati e coperti, voglio proprio vedere cosa si inventa gatto silvestro per non sciogliere le camere, ma tanto qualcosa la mettono in pista, e non si può fare di certo perchè la costituzione è scritta chiara. Penso che a votare ci andremo con un proporzionale puro, nessuno vincerà e avremo di nuovo un governo tecnico. Bisogna vedere questo governo tecnico che mandato avrà però. Di certo la situazione reale è questa: L’economia, quella vera, è sotto zero, la piccola impresa che è sempre stata il fiore all’occhiello quella che ha cacciato i dobloni naturalmente è stata falcidiata e non è che è scomparsa, semplicemente si è inabissata nel mercato nero, “giustamente”, la grande impresa è stata venduta a pezzi pressochè tutta, quindi lo stato spende per il sistema 100 e incassa 50. Fino ad ora è andato anche bene così vistp che la BCE comprava e finanziava il debito e quindi il sistema, ora l’euro è troppo forte e la BCE sta stampando troppa carta straccia, tanto che oramai saltando il dollaro l’euro non è più preso a riferimento. Allora se il governo tecnico viene per smantellare il sistema e ridare linfa alle attività produttive bene, se no sarà grecia e basta.

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  11. Miky 3 mesi fa

    Sottoscrivo ogni parola dell’articolo. Mi permetto solo di aggiungere che non è un caso se la legge elettorale o quella specie di accordo tra le principali forze politiche presenti in parlamento sia stato cassato nel giugno scorso dopo un “casuale” intervento di Napolitano, il presidente (o pseudo tale) che ha creato il governo tecnico di Monti, il giorno dopo averlo fatto senatore a vita!
    E non è un caso che non si parli più di legge elettorale in questo settembre. Adesso la priorità del parlamento è lo Jus Soli, con tutta una serie di emendamenti presentati per i quali si dovrà discutere tantissimo.
    La stampa ufficiale ha tolto i riflettori da una legge elettorale che la Consulta ha reso ancora più becera e inadeguata alla situazione italiana proponendo un premio di maggioranza al partito che raggiunge da solo il 40%! Nessuno si è scandalizzato o ha sentito puzza di bruciato. Nessuno ha pensato che dalle urne non sarebbe mai nata alcuna maggioranza in grado di governare.
    Non è un caso che proprio Monti venga intervistato e ripreso in considerazione da certa stampa, invece che consegnarlo alla Damnatio Memoriae!

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