"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Mohammed bin Salman, il principe saudita “vezzeggiato” dai media occidentali

“The Independent”: la notorietà del principe saudita proviene dai suoi continui fallimenti

Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman (MBS), ha concentrato tutta la sua politica estera in una ostilità diretta contro l’Iran ed i suoi alleati regionali. Tuttavia questa politica ha avuto come risultato l’incremento dell’influenza iraniana, come segnalato in un articolo pubblicato dal giornale britannico “The Independent”.
La fonte ha indicato che, nonostante il fatto che MBS sia considerato “l’uomo dell’anno” in Medio Oriente, risulta in realtà che la sua notorietà derivi più dai suoi stessi fallimenti che non da successi. Il giovane ed ambizioso principe si trova attualmente in procinto di arrivare al trono dell’Arabia Saudita ed eliminare i suoi antagonisti all’interno ed all’esterno della famiglia reale.


Più volte i giovane ed impulsivo principe si è imbarcato in avventure all’estero che hanno dato risultati contrari agli obiettivi che si prefiggeva.
Mohammed bin Salman ha fatto scatenare una grande offensiva militare contro lo Yemen. Questa è stata battezzata come “Tormenta decisiva”. Due anni e mezzo dopo, la guerra continua senza speranza di successo per i sauditi. In questa guerra sono state uccise oltre 12.000 persone e circa 7 milioni di civili yemeniti sono minacciati dalla fame e carestia per effetto del blocco aeronavale imposto sul paese.
Il blocco contro il Qatar, suo rivale, ordinato personalmente dal principe, è stato anche quello un fallimento visto che non ha ottenuto di piegare la volontà dell’emirato ed ha portato anzi le autorità dell’emirato ad incrementare i suoi rapporti con l’Iran.

Nelle sue realzioni con altri paesi, Rijad è stata storicamente sempre prudente e sempre più conservatrice per preservare lo stus quo. Tuttavia oggigiorno il comportamento di Rijad sotto la guida del giovane principe risulta demenziale, imprevedibile e spesso controproduttivo. “The Independent” cita il caso delle dimissioni forzate del primo ministro libanese Saad Hariri, date mentre si trovava a Rijad. L’obiettivo chiaro di questa manovra era quello di provocare una crisi in Libano, debilitare la posizone di Hezbollah e dell’Iran in Libano. Contrariamente alle previsioni tanto Hezbollah quanto l’Iran sono uscite rinforzate da questa crisi e lo stesso Hariri, una volta rientrato in patria, ha ritirato le sue dimissioni.
Secondo il giornale britannico, tutte queste azioni saudite presentano un qualche cosa in comune: sono basate su una presunzione ingenua, secondo cui “il migliore scenario per Rijad si andrà a realizzare immediatamente”. In questo modo l’Arabia Saudita scatena conflitti a cui non riesce a porre fine.

Forze saudite contro lo Yemen

Nota: Nonostante tutto questo, una campagna dei media atlantisti sta cercando di far passare il principe Mohammed bin Salman come un “grande riformatore” basandosi su questioni futili come il permettere alle donne di guidare l’auto o di aver consentito l’apertura di sale cinema, fino ad oggi vietate nel paese.
I grandi media evitano di parlare delle condanne a morte per decapitazione di suoi oppositori e dissidenti, neppure menzionano i crimini di genocidio della popolazione yemenita condotti dalle forze saudite con i bombardamenti indiscriminati sullo Yemen e con il blocco dei rifornimenti a quel paese.

Visto il ruolo di Rijad quale  pedina fondamentale per l’egemonia di USA ed Israele nella regione, Nessuna TV del sistema mediatico filo USA e atlantista parla dell’appoggio ai gruppi terroristi dato dall’Arabia Saudita con finanziamenti e fornitura di armi perchè questi sarebbero tutti argomenti scomodi. La nuova alleanza dell’Arabia Saudita con Israele deve essere esaltata come un fattore di “progresso” trascurando che i piani del duo Israele/Arabia Saudita sono quelli di muovere verso nuovi conflitti nella regione con l’obiettivo di destabilizzare altri paesi non conformi agli interessi della Monarchia Saudita e di Israele.

Fonti: The Independent      Al Mayadeen

Traduzione e nota: Luciano Lago

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