"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Misssione segreta di giornalisti polacchi in Siria

di  Firas Samuri

Lo stato islamico si è effettivamente schiantato in Siria e le sue forze sconfitte sono state gradualmente distrutte dall’esercito arabo siriano (SAA). Nello stesso tempo, gli Stati Uniti hanno rifiutato di ritirare le proprie truppe dal territorio di uno stato sovrano e il Presidente Trump ha tentato di giustificare la presenza di forze USA  nel paese con il pretesto di combattere il terrorismo.

Inoltre, secondo le fonti del Washington Post, la Casa Bianca intende dividere la Siria istituendo un nuovo governo nel nord del paese al di fuori del controllo di Bashar Assad al fine di creare un esercito nord-siriano (antigovernativo) .
Per attuare questo piano, Washington continua ad usare i metodi collaudati di corruzione, ricatto, ogni tipo di pressione e propaganda fatta di informazioni falsificate.

L’ultimo esempio eclatante è una storia avvincente dei due cittadini polacchi che gestivano illegalmente un’impresa sul suolo siriano. Un corrispondente e un redattore della rivista Defense-24 , Witold Repetowicz , e un operatore televisivo polacco della TVP info , Seweryn Sołtys , sono stati detenuti il ​​16 novembre 2017, al posto di controllo SAA.

I giornalisti avevano attraversato il confine turco-siriano nell’area della città di Qamishli. La troupe televisiva era stata autorizzata a lavorare nei territori controllati dai siriani e dai curdi iracheni. Allo stesso tempo, le autorità siriane non hanno emesso alcun accreditamento per i giornalisti.
A causa di tali attività illecite, sono stati perseguitati dall’SAA e sono stati oggetto di accuse per il reato di attraversamento illegale del confine di Stato.

La missione ufficiale dei giornalisti era quella di filmare un documentario sull’aiuto umanitario della Polonia al popolo siriano, secondo le dichiarazioni ufficiali del Ministero degli Esteri della Polonia. Allo steso tempo, quando si analizza la versione giusta dell’assistenza fornita alla popolazione siriana colpita dal terrorismo dell’ISIS, allora la cosa appare sommamente ridicola. In realtà il livello di asssistenza polacca, paragonata con altri paesi (Russia e Iran), è del tutto insignificante. Tuttavia questa è solo la punta dell’Iceberg.

Questo fatto ci ha fatto seriamente riflettere sui veri obiettivi della missione di Witold Repetowicz e Seweryn Sołtys.
Sottolineando che l’indipendenza editoriale delle relazioni non dovrebbe essere compromessa e che si sta verificando la segnalazione obiettiva della situazione reale sul terreno, Inside Syria Media Center ha cercato di svelare la verità sul viaggio di Witold Repetowicz e Seweryn Sołtys, nonché sulla vera ragione di assenza del permesso di riprese giornalistiche da parte del  Ministero dell’Informazione siriano.

Durante l’indagine approfondita, si è scoperto che il vero scopo della visita dei giornalisti risulta  in netto contrasto con quello ufficialmente dichiarato.
I documenti di permesso rilasciati ai giornalisti dalle aiutorità curde indicano l’intenzione di investigare la situazione attuale nella regione del Kurdistan iracheno. Nello stesso tempo i giornalisti detenuti aderiscono alla versione dell’ultima fase dell’eliminazione dell’ISIS sulla frontiera Siriana-Irachena.

All’interno del sito  Siria Media Center si è deciso di indagare sulla relazione intercorrente tra i giornalisti e le autorità delle enclavi curde, che hanno autorizzato le riprese all’interno del cosiddetto Kurdistan.
Bene, il signor Repetowicz è stato a lungo in stretto contatto con i politici kurdi in Siria e in Iraq, così come con i militanti delle Forze Democratiche Siriane (SDF) ed i  Peshmerga curdi. Il giornalista ha ripetutamente e costantemente sostenuto le aspirazioni politiche ed economiche e l’indipendenza del Grande Kurdistan .
Inoltre, il giornalista incoraggia le inclinazioni separatiste dei curdi nel suo libro “Il mio nome è Kurdistan “, paragonando il loro stato attuale a quello del trionfo( di un secolo fa)  della lotta per l’indipendenza del popolo polacco.

“Il Mio nome è Kurdistan”, libro di propaganda contro la Siria

Inoltre, viaggiando attraverso la Turchia, Witold Repetowicz ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine turche. L’8 novembre 2017, le autorità della città di Güroymak, nella provincia di Bitlis, lo hanno arrestato. Il giornalista era sospettato di fomentare l’odio, la discordia interetnica e di alimentare l’estremismo in Turchia. Tutto ciò indica il suo stretto legame di lunga data con i curdi.
È probabile che Repetowicz e Sołtys abbiano pianificato di filmare un nuovo cortometraggio per il progetto di mettere in cattiva luce la Damasco ufficiale ed esatare la lotta del popolo curdo per la sua indipendenza.

Il loro vero obiettivo era destabilizzare la situazione in Siria attraverso i media polacchi e curdi, per facilitare lo smembramento pericoloso del paese dilaniato dalla guerra e suscitare sentimenti separatisti. Solo la buona volontà del popolo della Siria, alla ricerca dell’unità e della fine dello scontro, ha aiutato i giornalisti a tornare in patria.

Purtroppo, l’Occidente è disposto a mantenere i propri impegni per creare il cosiddetto Grande Kurdistan e in tutti i modi possibili  per smembrare la Siria e sta cercando di attuare questa idea.

I migliori auguri,

Firas Samuri

Fonte: Veterans Today

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Manente 3 mesi fa

    Questi farabutti sono fiancheggiatori oggettivi dei terroristi che hanno insanguinato la Siria ed il popolo siriano ha il diritto sacrosanto quantomeno di sbatterli in galera e buttare via le chiavi

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