Mike Pompeo, il “mastino” della Amministrazione USA, in Italia ammonisce , minaccia e ricatta.

di Luciano Lago

La visita del segretario di Stato USA, Mike Pompeo, in Italia non è stata una visita di prammatica ma piuttosto un modo per lanciare un avviso di “attenti a voi” da parte del cane da guardia dell’Impero USA in fase de accelerato declino.
Quando un impero inizia a perdere colpi ed influenza è cosa normale che lanci minacce e moniti non solo ai suoi nemici ma anche ai suoi alleati, in particolare quando si tratta di “protettorati” o colonie, come deve apparire l’Italia agli occhi dei personaggi di potere di Washington.
Pompeo sta viaggiando instancabilmente attorno al mondo per tessere alleanze contro la Cina, cinturoni militari attorno alla Russia, alleanze contro l’Iran e contro il Venezuela.
Fra un annuncio di sanzioni ed un allerta contro le presunte minacce alle “democrazie”, Pompeo non trascura di mettere in riga gli alleati e pronunciare i suoi anatemi contro le aziende cinesi, i gasdotti russi e i tappeti persiani.

“L’Europa non deve cadere nella trappola della Cina”, avverte Pompeo e bisogna stare alla larga dalla Huawei che potrebbe spiarvi e schedare le vostre aziende e i vostri cittadini, sottraendo i dati personali e sensibili.
Ma guarda che strano, proprio il rappresentante della superpotenza USA, quella che ha creato i più possenti strumenti di spionaggio e sottrazione di dati, come Facebook, Youtube, Instagram, Snapchat, Whats’up, Google, Pinterest, Linkedin… consiglia di prestare attenzione sulla “tutela dei dati dei propri cittadini”. Ci sarebbe da ridere per il paradosso ma Pompeo non scherza, fa la faccia seria e minaccia sanzioni.
Sembra che il premier Conte sia impallidito all’idea di essere nel mirino delle sanzioni USA e si è immediatamente profuso in lodi verso il possente alleato e protettore d’oltre Atlantico, mentre il ministro Di Maio ha confermato l’assoluta alleanza alla NATO dell’Italia e la fedeltà del paese verso gli Stati Uniti con cui ci legano i “comuni valori” di democrazia, libertà, e bla, bla, bla come sempre…..
Mancava solo che il premier Conte dicesse: “quanto è buono lei signor Pompeo” e sarebbe stata completa la professione di sottomissione al possente alleato.

Pompeo con Conte


In realtà l’Amministrazione USA è preoccupata, visto che c’è il precedente della Germania che si ostina a non rinunciare al gasdotto russo Nord Stream 2, nonostante che i servizi di intelligence USA abbiano fatto a Putin lo “scherzetto” dell’avvelenamento di Navalny da gettare fra i piedi della Merkel.
Qui in Italia al momento non risulta che ci sia qualcuno da avvelenare per mettere in cattiva luce i cinesi, ma non si può prevedere quale sia la prossima mossa dei servizi USA per convincere gli europei a non trattare con i russi e con i cinesi. Meno che mai con gli iraniani, neppure per acquistare tappeti persiani in promozione ai saldi.
Diverso il caso del Vaticano. Bisogna dare atto al Papa Francesco che questa volta ha saputo tenere la schiena dritta e la santa Sede non si è piegata ai ricatti: Pompeo non è stato ricevuto e il Vaticano ha respinto il monito di Pompeo contro la nomina di vescovi cinesi. I vescovi sono affar mio, sembra che abbia mormorato il Papa che è geloso delle sue prerogative. Uno schiaffo all’arroganza di Pompeo ed una lezione di sovranismo, utile non solo per Conte e Di Maio ma anche per Salvini e la Meloni.
A Pompeo questo schiaffo del Papa brucia poichè lui contava su una udienza con il Papa in chiave propagandistica, ma questa volta non gli è andata bene. Neppure gli era andata bene al Consiglio di Sicurezza dell’ONU dove USA e Israele sono stati messi in minoranza sulla questione del rinnovo delle sanzioni all’Iran.
Per questo Pompeo sta come un “cane rabbioso” che vuole addentare la preda.

Sigonella Base USA in Italia


Con l’Italia però è diverso, c’è una storica alleanza ma a Washington sempre alberga il sospetto che, mentre gli USA si trovano in guerra fredda con Mosca e con Pechino, l’Italia possa decidere all’improvviso un nuovo “8 Settembre”, passare armi e bagagli con i nemici dell’America (russi e cinesi) e lasciare l’Alleanza Atlantica in presenza di vantaggi sostanziali da parte delle due potenze rivali degli USA.
I tedeschi, memori del 1943, hanno avvertito Pompeo: non te la prendere con noi per il gasdotto ma piuttosto sorveglia “the italians”, quelli fanno i giri di walzer.
La Cina e la Russia sono paesi totalitari avverte Pompeo, bisogna fare la guerra al Partito Comunista Cinese e evitare anche di frequentare questi cinesi, meglio, molto meglio incrementare i rapporti con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, amici dell’America e dell’Occidente, quelli si “democratici” ed affidabili, sostiene Pompeo.


D’altra parte si sapeva che Pompeo aveva dichiarato che lui, quando era a capo della CIA era ben addestrato a mentire, imbrogliare e rubare, e sembra evidente che l’abitudine a mentire e imbrogliare l’ha mantenuta come sua costante caratteriale.
Tuttavia in Italia Pompeo potebbe sempre trovare qualcuno che imbroglia meglio di lui e potrebbe avere una qualche sorpresa..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Quello che gli altri non dicono

© 2024 · controinformazione.info · site by GDM