"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Messa in dubbio la versione ufficiale dell’assassinio dell’ambasciatore russo in Turchia

L’analista argentino Guadi Calvo, nell’analizzare l’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara, Andrei Karlov, per mano  del criminale, Mevlüt Mert Altıntas, un poliziotto turco di 22 anni, si è posto varie domande interessanti.
Era l’assassino un lupo solitario? Formava parte di qualcuno dei molteplici gruppi terroristici che operano in Turchia, incluso lo Stato Islamico? Si è trattato di un carico di “fattura” al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale da da vari mesi, nella sua corsa verso il “sultanato”, ha lasciato da parte centinaia di militari e uomini della sicurezza ?

L’analista argentino si chiede se questa sia stata una operazione di un qualche servizio segreto dell’Occidente per dinamitare la crescente alleanza tra Ankara e Mosca, di cui l’ambasciatore Andrei Kárlov, era uno dei più importanti artefici.


Questo è stato un modo per far ricordare dell’Emirato del Caucaso del Nord , che il presidente Vladimir Putin viene perseguendo duramente per arrivare al Mondiale di Futbol 2018, ripulito dal terrorismo locale? Si è trattato di una azione disperata della diplomazia saudita, del Qatar e di Israele nel suo peggiore momento di fronte a Washington?

Un atto con dedica del califfo Ibrahim, leader del Daesh, al Sultano Erdogan della Turquía, nel fargli sentire che gli hanno tolto l’appoggio? O l’aver messo in moto qualcuna delle mafie locali dei narcotrafficanti di di venditori di armi, petrolio o trafficanti di persone, che associati ad Erdogan hanno fatto grandi affari in questi ultimi anni e a quelli che il Sultano  ha deciso di chiudere i mercati, in vista delle sue necessità della realpolitik?
Quello che è certo è che Altıntas ha avuto sufficiente tempo e sangue freddo, per tirare fuori la sua pistola, puntare alle spalle del diplomatico e sparare, convinto che si trovava a pochi secondi per partire verso lo Yanna, il tanto meritato paradiso dove viaggiano i martiri, coloro che muoiono per Allah.

Ambasciatore russo ed il suo assassino alle spalle
Ambasciatore russo ed il suo assassino alle spalle

Prima di essere eliminato, dagli stessi uomini che gli avevano permesso di entrare e piazzarsi dietro l’ambasciatore, e gli hanno permesso di sparare gli otto colpi di pistola contro Karlov, ed ha potuto tirare fuori i suoi slogan da terrorista, in cui rivendicava la sua azione come risposta ai colpi contro il fondamentalismo islamico, nella città siriana di Aleppo in questi ultimi giorni e che rappresenta la sconfitta più contundente dello Stato Islamico, dalla sua apparizione nel Luglio 2014.
Mevlüt mert Altıntas è stato eliminato appena conclusa la sua diatriba, forse per il fatto che i morti non parlano, e che con la sua morte noi rimaniamo senza conoscere i dettagli della sua azione. Da adesso in avanti tutte le ipotesi saranno speculazioni.

Secondo  Calvo,  oltre ai risultati delle indagini nessuno potrà convincere l’opinione pubblica mondiale del fatto che  ,per qualche cosa di più, gli ha sparato Mevlüt mert Altıntas, quando ha attaccato l’ambasciatore Karlov.
Ha ricordato che, mentre gli otto proiettili contro l’ambasciatore russo erano in aria, a poco più dei duemila kilometri da lì, in pieno centro di Berlino, un camion, nel migliore stile dell’attacco di Nizza del Luglio scorso, ha investito e trascinato una moltitudine  di persone che assistevano ai mercatini di Natale di de Breitscheidplatz, che fino ad oggi hanno prodotto 12 vittime e 48 feriti, alcuni gravi.

Si è indicato che, mentre ancora le autorità tedesche insistono  a non arrivare a conclusioni affrettate, non c’è dubbio che il camion Scania, tra le dozzine di persone che ha spinto in avanti, ha anche trascinato quel poco consenso con cui contava la cancelliera Angela Merkel nelle sue politiche sui rifugiati.
Secondo gli investigatoiri, l’accidente porta indizi   come per segnalare un presunto attacco terroristico.
La scorsa notte è stato arrestato un sospetto di essere l’autista del camion, con patente di Danzica, Polonia, che era riuscito a scappare dal posto mentre che il suo presunto accompagnatore o ostaggio, di nazionalità polacca, era rimasto morto in cabina.

Se si conferma l’attentato, questo sarebbe il primo con vittime in Germania, visto che l’anteriore accaduto un paio di mesi addietro in un treno della Baviera, soltanto aveva lasciato alcuni feriti.
Il partito di ultradestra, per adesso soltanto islamofobico ed antiimmigrazione, AfD, ha responsabilizzato la Merkel di quanto accaduto ed è uscito a conquistare più adesioni per la sua lotta dontro le politiche delle porte aperte, già richiuse d’altra parte, della cancelliera. (……)

Questi sono i molti dubbi e le domande che ci si pongono su questi avvenimenti ma, al di fuori di questi, un forte olezzo di “servizi di intelligence” si sprigiona da alcuni di questi avveninenti ed in particolare da quello dell’assassinio dell’ambasciatore russo.

Fonte: Al Mayadeen

Traduzione: Manuel De Silva

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  1. Nicola 9 mesi fa

    Un pò di pazienza per questi ultimi “colpi di coda”… il 20 Gennaio 2017 si avvicina… e si spera che le cose possano migliorare!!!

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  2. Walter 9 mesi fa

    A mio vedere, c’è una differenza fondamentale tra l’omicidio dell’ambasciatore russo e l’attentato di Berlino: la strage di Berlino ha un forte impatto mediatico sull’opinione pubblica in Europa, non privo di risvolti e conseguenze politiche (spinge l’elettorato tedesco verso AfD). L’uccisione del diplomatico russo ha scarso impatto mediatico e non comporta necessariamente delle conseguenze politiche (non ha incrinato i rapporti tra Mosca e Ankara). In base a queste considerazioni, penso che la finalità dell’omicidio di Karlov fosse proprio la sua eliminazione; probabilmente, qualcuno lo considerava un personaggio scomodo.

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  3. Idea3online 9 mesi fa

    In base a queste considerazioni, penso che la finalità dell’omicidio di Karlov fosse proprio la sua eliminazione; probabilmente, qualcuno lo considerava un personaggio scomodo.

    Potrebbe. Però avrebbero usato altri sistemi, se i mandanti fossero stati i russi. Ed anche se avessero voluto usare un modo spettacolare, la possibilità è molto scarsa perchè sicuramente la Russia non è collegata all’attentato di Berlino.

    Se a Berlino non fosse accaduto niente il dubbio sui veri mandanti restava, ma siccome l’attentato Nizza era correlato alla Turchia, anche Berlino è correlato alla Turchia.

    E poichè la Russia ha aiutato Erdogan ad evitare il Colpo di Stato, se avesse potuto avrebbe aiutato l’Ambasciatore. Se Nizza e Berlino conducono alla Turchia, Putin ed Erdogan hanno ricevuto l’ennesimo avvertimento, tramite un corriere della morte.

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  4. Umberto 9 mesi fa

    Tutte queste sciagure sono il frutto della recente visita di Barack Hussein in Europa. La destabilizzazione e il caos sono propriamente ciò che hanno pianificato i soliti noti, e ignoti, per il periodo successivo all’ elezione di Trump e antecedente il suo insediamento. L’ Europa è una pentola a pressione che sta per esplodere, a causa della divergenza di vedute di tutti coloro che non si chiamano Merkel, Hollande, Sarkozy, Draghi, Juncker, Napolitano e via discorrendo. Gli oligarchi padroni delle banche e del denaro, coi loro complici politici, stanno perdendo la partita e non intendono in alcun modo abbandonare il ponte di comando. Piuttosto, faranno scorrere fiumi di sangue.

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    1. Paolo 9 mesi fa

      Finché non scorrerà il loro…sangue.

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  5. Salvatore Penzone 9 mesi fa

    L’impressione è che gli ultimi due attentati, quello che ha visto la morte dell’ambasciatore russo e quello in Germania, questa volta non siano stati pilotati. L’occidente insieme agli alleati mediorientali ha creato un mostro che, come più volte ha avvertito Putin, alla fine sarebbe sfuggito al controllare.
    L’assassino dell’ambasciatore Karlov, si è presentato da solo, senza nascondere la sua identità e senza fare tentativi di fuga. E’ stato subito evidente che fosse un uomo dei servizi, e l’impressione è che faceva quello che ha fatto quasi per una personali ben sapendo a cosa sarebbe andato incontro. Questa lettura dell’evento è sostenuta dal fatto che la situazione militare sul campo è tale per cui non è più possibile fermare la sconfitta dei gruppi terroristici sostenuti dall’occidente e dalle monarchie del golfo, e di questo Erdogan non può non prenderne atto. Ne è testimonianza l’accordo raggiunto ad Astana dove la firma della Turchia sul documento di chiusura mette la parola fine a tutti i tentativi di abbattere il governo di Bashar al Assad continuando a sostenere di nascosto il terrorismo wahabita. Con questa firma viene anche abbandonato il sogno di un redivivo impero ottomano. L’uccisione dell’ambasciatore non poteva fermare il processo di risoluzione della guerra, e non l’ha fatto. Ragione per cui l’attentato risulterebbe essere solo un atto inconsulto, la vendetta di chi nei servizi si era identificato con il terrorismo e aveva abbracciato con tutto se stesso il sogno di Erdogan della rinascita ottomana.

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  6. Paolo 9 mesi fa

    Io penso che i due attentati siano stati programmati e siano complementari, nel senso che la strage tedesca è servità perché si parlasse di meno o quasi nulla sui quotidiani dell’omicidio dell’ambasciatore russo. Omicidio che potrebbe, e dico potrebbe, essere stato programmato per vendetta sugli arresti degli ufficiali della Nato. Solo una mia idea, poi tutto è possibile pensare adesso a caldo.

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