Medvedev: La guerra militare del Distretto del Nord non finirà nemmeno dopo la resa di Kiev

L’operazione militare speciale (SVO) non si concluderà con la sconfitta dell’Ucraina, anche dopo che Kiev avrà firmato gli accordi e avrà ammesso la sconfitta. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev sul suo canale Telegram.

Secondo Medvedev la fine delle ostilità non arriverà con la vittoria russa e l’instaurazione di un regime politico moderato a Kiev. L’esponente russo ha espresso dubbi sul fatto che gli elementi radicali non torneranno al potere in Ucraina, anche se l’attuale conflitto finisse.

“E poi arriverà il momento di schiacciare finalmente il rettile. Dirigere un lungo chiodo d’acciaio nella bara del quasi-stato di Bandera. Distruggete i resti della sua sanguinosa eredità”, ha scritto Medvedev.

Il politico ha sottolineato che anche dopo che i rimanenti territori ucraini torneranno “nel seno della terra russa”, i nemici di Mosca continueranno ad accumulare forze per colpire la Russia. Ha sottolineato l’inevitabilità di ulteriori scontri, nonostante le possibili tregue temporanee.

Medvedev ha anche espresso il parere che i negoziati con la sospensione delle ostilità nella zona del distretto militare settentrionale non sono redditizi per la Russia. Egli ha osservato che tali negoziati possono solo dare al nemico il tempo di riorganizzarsi e ripristinare le forze, il che non corrisponde agli interessi di Mosca.

Tuttavia, la decisione finale sulla questione dei negoziati e sull’ulteriore condotta delle ostilità viene presa dal presidente russo Vladimir Putin.

Paracadutisti russi

Nota: Le affermazioni di Medvedev, rivelano la visione fondamentale di una parte prevalente dell’opinione pubbica russa che vede nella guerra contro lo schieramento Ucraina/Nato una lotta esistenziale per la Russia che ha molto a che fare con la sicurezza del paese. Che piaccia o no all’occidente, la fiducia della Russia in possibili accordi di pace con chi ha sempre mentito su tutto equivale a zero.

Fonte: Agenzie

Traduzione e nota: Luciano Lago

12 commenti su “Medvedev: La guerra militare del Distretto del Nord non finirà nemmeno dopo la resa di Kiev

  1. Medvedev, fa’ bene a confermare ciò che ho sempre sostenuto. La piccola Russia rinascerà dalle vergognose ceneri di questo stato terrorista ed abusivo conosciuto nell’ ultimo trentennio come Ucraina.

  2. Finché l’impero del male assoluto, con il suo cuore nero chiamato “stati uniti”, riuscirà a reggere, credo che Medvedev avrà ragione e anche in caso di vittoria russa sugli ukronazi, sempre più probabile, l’impero guerrafondaio non mollerà, ma cercherà di creare un’altra ukraina in Europa, forse nel Baltico o addirittura mandando avanti la polonia.

    Cari saluti

  3. ‘E chiaro che la lotta dei russi è per l’esistenza della Russia come ai tempi di Hitler : altra GUERRA PATRIOTTICA

  4. Per una volta concordo con Medvedev gli accordi fatti con gli Usa sono sempre fallo chi in quanto non vengono mai rispettati o presi in considerazioni, ma questo vuol dire solo usare la massima forza = armi atomiche e questo mi preoccupa assai, in quanto vorrebbe dire muoia Sansone con tutti i Filistei.

  5. Il discorso non fa una piega. Come ci si può fidare dei criminali esaltati allinnipotenza, a mio parere malgrado sia occidentale sono schifato da questa politica corrotta e avida di denaro. Per cui sinceramente se la Russia anche subendo perdite deve assolutamente radere al suolo questo marciume ipocrita occidentale. Lo affermo con malincuore e la realtà. È credo che dopo forse capirà in che letamaio si è cacciato. Stando le cose il tempo è scaduto per l’umanità.

  6. Come non condividere le parole di buon senso pronunciate da Medvedev, parole che confermano la coesione e il patriottismo del popolo russo, la coerenza e la responsabilità dei suoi massimi dirigenti.

  7. Visto che gli assassini dell’impero del male assoluto, governato dagli ebrei, non mollano la presa e rivelano, ormai ogni giorno, la loro natura guerrafondaia e criminale, c’è da credere che scoppierà un conflitto più vasto in Europa, perché è solo questione di tempo.

    Cari saluti

  8. In queste ore navi da guerra cinesi assieme ad unità russe pattugliano il Pacifico sud-occidentale, mentre soldati ed aerei cinesi svolgono manovre anti-terrorismo con unità bielorusse nella zona di Brest, al confine con la Polonia.
    La Cina, questa possente nazione guida di uno schieramento sempre più vasto di paesi amanti della pace e del progresso, la quale secondo l’accademico russo Grigory Trubnikov molto presto collegherà la prima centrale elettrica a fusione nucleare alla rete elettrica, il cui equipaggio della navicella spaziale Shenzhou collegata alla stazione spaziale cinese sta per effettuare la sua seconda passeggiata spaziale, e che prevede di lanciare la missione Tianwen-2 intorno al 2025 per esplorare gli asteroidi, la missione Tianwen-3 intorno al 2030 per raccogliere campioni da Marte e rimandarli sulla Terra, e la missione Tianwen-4 per esplorare il sistema di Giove sempre nel 2030, ha compreso che deve essere al fianco dei suoi alleati contro la NATO e contribuire alla sconfitta di questa organizzazione imperialista e guerrafondaia, per cui sarà sempre più impegnata militarmente contro gli USA e la NATO, anche contro i suoi satelliti asiatici.
    Sia con Taiwan che con le Filippine ormai è quasi guerra aperta, le 3 portaerei cinesi ormai sono operative e la quarte è in costruzione, l’unica portaerei russa è in riparazione a Severomorsk e doveva essere sabotata da un agente ucraino che è stato arrestato dall’FSB che ora lo sta “interrogando”, ma una volta di nuovo in mare potrebbe raggiungere le sue omologhe cinesi nel Pacifico.

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