Medici del Lazio contro l’obbligo ai sanitari: «Pronti a intasare i tribunali»


di Denise Baldi

Il sindacato Cisl Medici Lazio ha chiesto al professor Ippolito di fare chiarezza sul vaccino anti Covid.

Recentemente il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito ha attaccato gli esperti presenti in TV.

Ha chiesto ai media «di parlare meno di Covid-19. Continuano a parlare persone che lo fanno senza avere cervello sufficiente o perché sono prezzolati. C’è gente infatti che si fa pagare per andare in televisione così come c’è chi si raccomanda ai giornalisti pur di andarci».

Il professore ha aggiunto che sui media si trovano spesso notizie non univoche che confondono le persone: «Ci vuole rispetto e responsabilità».

Il dottor Luciano Cifaldi, segretario regionale del sindacato, si trova totalmente in accordo col professore dello Spallanzani e gli ha chiesto di spiegare ai cittadini quello che si cela dietro il vaccino anti Covid.
Secondo Cisl Medici Lazio è importante chiarire gli interessi economici in ballo e quelli riguardanti la sicurezza e l’efficacia del farmaco.

Questo perché «qualcuno, tra gli abituali frequentatori di salotti televisivi, vorrebbe venisse reso obbligatorio per gli operatori sanitari e magari obbligatorio per la popolazione».

I medici del Lazio hanno chiesto al professor Ippolito di convincere la politica a non emanare decreti commissariali che impongano l’obbligatorietà del vaccino ai sanitari con la minaccia della inidoneità lavorativa.

In caso contrario il sindacato ha previsto che i Tribunali amministrativi s’intaseranno di ricorsi vincenti da parte dei cittadini.

Il segretario generale regionale Luciano Cifaldi si è reso disponibile per rispondere ad alcune domande.
Intervista al dottor Luciano Cifaldi

Siete preoccupati per la sicurezza e l’efficacia del vaccino. Ma solo un paio di giorni fa Burioni ha rassicurato gli italiani dicendo che: «Se non fosse sicuro non verrebbe messo in commercio. I controlli sono severissimi». Come si spiega questa differenza di opinioni? Burioni ha dei dati che voi non avete?

Il professor Burioni ha un curriculum di tutto rispetto e la sua carriera si è svolta, a quanto mi risulta, nei settori di immunologia e microbiologia.

Il sottoscritto è specialista in oncologia e pertanto la mia esperienza è ultratrentennale ma in una disciplina diversa. Da medico so bene che ogni farmaco deve corrispondere a criteri di efficacia (efficacy) ed efficienza (effectiveness).

Sul sito AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, anche se i contenuti della pagina potrebbero non essere aggiornati, ancora oggi si legge che “lo sviluppo di un vaccino è un processo piuttosto lungo ed elaborato che parte dalla conoscenza del microrganismo responsabile della malattia che si intende prevenire e delle sue modalità di interazione con l’organismo umano. Inizialmente si effettuano studi sperimentali in vitro, in base ai quali è possibile stabilire quale sia la composizione qualitativa e quantitativa ideale di un vaccino (tipologia e quantità della componente attiva e di tutte le altre sostanze previste).

Una volta definito questo aspetto, il potenziale vaccino viene sottoposto alla sperimentazione pre-clinica che include studi in vitro e su modelli animali attraverso i quali si definiscono il meccanismo d’azione (cioè la capacità di indurre la risposta immunitaria), il profilo tossicologico e le prime evidenze di efficacia e sicurezza su un organismo vivente complesso.

Questa fase permette di selezionare la formulazione che nei modelli sperimentali è risultata più promettente per essere avviata alla fase clinica preliminare sull’uomo. Per i vaccini multicomponente è necessario che in questa fase venga studiata inoltre la possibile interferenza fra le varie componenti attive del vaccino.

A questo punto, il vaccino entra nel percorso di sperimentazione clinica che può realizzarsi in quattro fasi. Le prime tre precedono l’autorizzazione all’immissione in commercio e la quarta viene condotta quando il vaccino è già disponibile sul mercato”. È dunque realistico pensare che il professor Burioni abbia dati a me non conosciuti.

Mi limito ad osservare che l’odierno comunicato della Cisl Medici Lazio chiede al Direttore Scientifico dello Spallanzani, la cui autorevolezza è nota a livello mondiale, di dare “una mano ai cittadini a capire ciò che si muove sul pianeta vaccino anti Covid. È forte la confusione dopo avere sentito di tutto e di più sugli enormi interessi economici in ballo. Grandissima è anche la preoccupazione sulla sicurezza e sulla efficacia di un vaccino che qualcuno, tra gli abituali frequentatori di salotti televisivi, vorrebbe venisse reso obbligatorio per gli operatori sanitari e magari obbligatorio per la popolazione”.

La sua domanda mi da l’occasione per ribadire, come non credo sfugga ai suoi lettori, che sull’argomento la confusione è tanta e quando si parla di salute del cittadino servono chiarezza e certezze.

Il ruolo del sindacato medico non è quello di arruolarsi tra i favorevoli o tra i contrari alla vaccinazione ma quello di chiedere garanzie in merito alla efficacia e alla efficienza clinica di un vaccino, anche in relazione al fatto che qualcuno potrebbe ipotizzare debba essere reso obbligatorio per determinate categorie.

Se i dati scientifici sono probanti viene meno ogni forma di dubbio. Qualcuno ricorderà le problematiche insorte nel Lazio quando fu resa obbligatoria la vaccinazione anti influenzale per gli operatori sanitari. E qualcuno ricorderà le polemiche che ne sono seguite e le sentenze del tribunale Amministrativo.

Noi della Cisl Medici Lazio non contestammo la vaccinazione anti influenzale in sé ma l’imposizione per decreto commissariale senza alcun confronto con le associazioni dei cittadini e con le organizzazioni sindacali e peraltro con la esplicita minaccia di inidoneità lavorativa per quanti, tra gli operatori sanitari, non avessero accettato di riceverla.
Il sindacato non si sbilancia sulle previsioni

Quando hanno provato a rendere obbligatorio il vaccino antinfluenzale per gli operatori sanitari, non siete stato l’unico sindacato che si è opposto. Ma all’epoca la proposta riguardava solo la regione Lazio e la regione Calabria. Anche questa volta siete pronti a ricorrere ai tribunali nel caso volessero imporre l’obbligo. Dato che, per il vaccino anti covid, l’eventuale obbligo riguarderebbe i sanitari di tutta Italia, lei prevede che anche in altre regioni ci saranno ricorsi?

Vaccinazione obbligatoria, il grande mito dello scientismo sanitario

Se avessi la capacità di prevedere il futuro penso che da tale consapevolezza potrebbe scaturire una fortunata sequenza di numeri magari al superenalotto.

Devo purtroppo limitarmi a constatare, sulla base di quanto si legge sui media, che sui numeri in genere sembra esserci qualche discordanza ad esempio sui tracciamenti e forse anche sugli operatori contagiati.

Non so pertanto dirle se ci saranno ricorsi a un dispositivo di legge che non si conosce e che magari è solo una ipotesi. Non si fanno ricorsi sulle ipotesi ma credo che sulle ipotesi sia opportuno intavolare un confronto nell’interesse esclusivo della collettività e a tutela della salute di ogni cittadino. E questo confronto a oggi, e su troppi argomenti, non c’è stato.


Denise Baldi

Fonte: Oltre Tv

14 Commenti

  • songanddanceman
    3 Dicembre 2020

    A) : I primi ad essere vaccinati dovrebbero essere quelli del Ministero della Salute ( & comm.collegata , ovviamente ) :
    devono dare l’esempio .
    B) : Tutti i politici del PD & facenti parte del “N/S.” governo : Loro si devono “proteggere” per primi perchè sono indispensabili
    per guidare bene l’economia dell’italia .
    C) : Tutti i magistrati : anche Loro appoggiano ciecamente sempre le leggi anti-costituzionali/anti-popolari del governo
    ed è giusto che siano solidali anche sui vaccini ( in primis : i giudici della Corte Costituz. & il CSM )
    D) : Tutti i politici & cittadini delle regioni ” rosse ” ( Em.& Romagna,, Toscana , Lazio , Campania, Puglia ) :
    devono “seguire ” gli ordini del PD&Co. che Loro hanno votato con tanta fiducia di buon governo.
    E) : Tutti giornalisti/dirigenti (- conduttori in primis-) della RAI/La 7 che tanto decantano la venuta del vaccino come una manna dal cielo..

  • EnriqueLosRoques
    3 Dicembre 2020

    No i primi dovrebbero essere proprio tutti gli operatori sanitari che si son prestati a questa truffa. Fanno schifo. Adesso si ribellano? E quando hanno imposto i vaccini ai bambini che hanno fatto? Hanno terrorizzato i genitori. Criminali.

    • songanddanceman
      3 Dicembre 2020

      Il fatto è che con questo “teatrino “del CoronaVirus girano un sacco di milioni che hanno arricchito un pò tutti quelli
      che vivono nell’ambiente/dell’ambiente “sanitario” , ASL in primis ( … e poi anche i medici )
      C’è un giro di milioni che Noi neanche ci sogniamo , … !!

    • Marco
      3 Dicembre 2020

      Alche i sindacati, i vertici, anzi per loro dose doppia! Così il lavoratore sarà tutelato..

  • Monk
    3 Dicembre 2020

    IO VENGO DALLA BOSNIA
    Istruzioni per sopravvivere in caso di disordini pubblici
    Ho già condiviso questo pezzo privatamente con alcuni amici. Si tratta di una mia traduzione del 2017, tratta dalle memorie di un sopravvissuto alla guerra in Bosnia. Perché ho deciso di pubblicarlo oggi sulla newsletter? Perché il nuovo trend che ci aspetta e che è già iniziato prevede il verificarsi di sempre più gravi disordini pubblici con episodi anche di guerriglia urbana dilagante. La crisi economica, la disoccupazione e l’influsso sempre più massiccio di immigrazione di varie etnie, saranno la miccia che sarà usata per scatenare inevitabilmente conflitti, principalmente giocati sulle differenze dovute al profilo razziale. Il multiculturalismo è fallito. Le etnie si scontrano, non si integrano. Ma ogni scusa sarà buona per creare caos. A proposito, questa immagine non è la Bosnia, ma Minneapolis pochi giorni fa.

    Presto situazioni così saranno all’ordine del giorno in molte altre città, anche in Europa. Parigi e Stoccolma sono già a ferro e fuoco. Non è possibile disinnescare queste forze, ma si può cercare di essere pronti per non essere sopraffatti da esse. In questo scritto che segue, ci sono molti buoni consigli. Lo scenario è veramente estremo e speriamo di non giungere mai fino a quel punto. La lettura di questo pezzo e dei precedenti miei scritti sono indispensabili per poter poi capire il piano che ho predisposto per me e la mia famiglia e che andrò a illustrare a grandi linee, nella prossima newsletter. Invito quindi a leggere o rileggere anche i post precedenti, dove ho fatto per voi un enorme e faticosissimo lavoro di sintesi, riassumendo le principali nozioni economiche e geopolitiche. Chi è interessato a ricevere i dettagli sul mio piano, saprà come farmelo sapere, contattandomi privatamente.

    Buona lettura

    COSA FARE SE SCOPPIA IL CAOS

    LE MEMORIE DI UN SOPRAVVISSUTO ALLA GUERRA IN BOSNIA

    Trad. Andrea Cecchi 17/07/2017

    Io vengo dalla Bosnia. Come sapete dal 1992 al 1995 c’è stato l’inferno. Sono riuscito a sopravvivere un anno in una cittadina di 6mila abitanti senza acqua, elettricità, carburante, assistenza medica, pubblica sicurezza, servizi di distribuzione, e ogni tipo di servizio pubblico tradizionale e controllo centralizzato.

    La nostra città era stata isolata dall’esercito e per un anno intero la vita si è trasformata in un vero e proprio inferno. Non c’era nessun corpo di polizia, solo gruppi armati. Chi era armato proteggeva la propria famiglia e la propria casa. Quando tutto ebbe inizio, alcuni erano più preparati di altri, ma la maggior parte delle famiglie avevano cibo disponibile solo per pochi giorni. Alcuni avevano delle pistole. Pochi avevano AK47 o fucili da caccia. Dopo uno o due mesi iniziarono ad agire le gang, distruggendo tutto. Massacri, genocidio e pulizia etnica. Gli ospedali, per esempio, si trasformarono in mattatoi. La polizia non c’era più e il personale dell’ospedale se n’era andato.

    Io sono stato fortunato: la mia famiglia a quel tempo era abbastanza larga (15 persone in una casa grande, 6 pistole e 3 AK), e siamo sopravvissuti quasi tutti. Gli americani lanciavano viveri dagli aerei ogni 10 giorni per aiutare le città sottoposte a blocco militare. Non era mai abbastanza.

    Alcuni (molto pochi) avevano il giardino.

    Ci vollero tre mesi prima che le persone iniziassero a morire di fame e di freddo.

    Noi andavamo a prendere porte e finestre dalle case abbandonate. Strappando via i pavimenti in legno e i mobili pur di avere qualcosa da bruciare per riscaldarci.

    Molti morirono di malattia, specialmente per colpa dell’acqua (due nella mia famiglia). Noi bevevamo soprattutto l’acqua piovana, mangiavamo piccioni e topi. Il denaro divenne presto inutile. Si tornò al baratto. Per un barattolo di Tushonka (carne in scatola) potevi avere una donna (è triste dirlo ma era così). La maggior parte delle donne che si prostituivano erano madri disperate.

    Armi, munizioni, candele, accendini, antibiotici, benzina, pile, batterie e cibo: combattevamo per queste cose come animali. In queste situazioni, cambia tutto. Le persone diventano mostri. Era disgustoso. La forza stava nei numeri, per una persona da sola, l’essere ucciso o rapinato era solo questione di tempo, anche se era armata.

    Oggi io e la mia famiglia siamo preparati bene. Sono ben armato e ho fatto esperienza. Non importa quello che può accadere – un terremoto, uno tsunami, una guerra, gli alieni, i terroristi, un collasso economico, disordine civile – La cosa importante è ricordarsi che qualcosa accadrà.

    Ecco la mia esperienza. Regola numero uno, non separarsi dalla famiglia. Bisogna prepararsi insieme, anche scegliendosi amici fidati.

    Come muoversi per la città in sicurezza. La città era divisa in comunità lungo le vie. La nostra via era formata da 15-20 case pattugliate costantemente da cinque uomini armati per proteggerci dalle gang e dai nemici. Tutti gli scambi avvenivano nelle strade. A circa cinque chilometri di distanza c’era un’intera strada adibita agli scambi, ma arrivarci era pericoloso a causa dei cecchini. Poteva accadere anche di essere derubati dai banditi. Io ci sono andato solo due volte quando avevo bisogno di medicine, soprattutto antibiotici.

    Nessuno usava più le automobili in città. Le strade erano bloccate dalle macerie e da altre automobili. La benzina era molto costosa. Se c’era la necessità di andare da qualche parte, bisognava farlo di notte. Mai spostarsi da soli o in gruppi troppo numerosi – sempre 2 o 3 uomini al massimo. Tutti armati, spostarsi rapidamente, nell’ombra, attraversando le strade accanto alle macerie e mai nelle zone aperte. C’erano molte gang di 15-20 uomini. Alcune anche di 50 uomini, ma c’erano anche molte persone normali come tu ed io, padri o nonni che ammazzavano e rubavano. Non c’erano buoni o cattivi, ma una via di mezzo, sempre pronti al peggio.

    E la legna? La città era circondata da boschi, perché bruciavate porte e mobili? Non c’erano tanti boschi intorno alla città. Era una bella città, con ristoranti, cinema, scuole, persino un aeroporto. Ogni albero in città e nei parchi venne tagliato nei primi due mesi, come combustibile per riscaldare e per cucinare. Bruciavamo tutto ciò che bruciasse. Mobili, arredamento, porte, finestre pavimenti. Legna che brucia velocemente. Non c’erano fattorie perché quelle fuori città erano controllate dal nemico. Eravamo circondati. Anche in città non sapevamo mai chi fosse il nemico.

    Quale tipo di conoscenza ti è tornata utile in quel periodo? Per avere ben chiara la situazione in quel momento bisogna capire che è stato come tornare all’età della pietra. Per esempio, avevo una bombola di gas da cucina, ma non lo usavo per riscaldamento, era troppo costoso! Ho attaccato alla valvola della bombola un adattatore da me congegnato e con quello ci ricaricavo gli accendini. Gli accendini erano preziosi. Se veniva qualcuno con un accendino vuoto, io glielo ricaricavo e in cambio mi dava una scatoletta di cibo o una candela. Io ero un paramedico. In quelle condizione, le mie conoscenze divennero la mia ricchezza. In quella situazione, l’abilità di riparare le cose vale più dell’oro. Le scorte e gli oggetti finivano, ma la le tue capacità riuscivano a procurarti da mangiare. Vorrei dire questo: imparate a riaccomodare le cose, le scarpe o le persone. Il mio vicino ad esempio sapeva fare il kerosene per le lampade e non ha mai sofferto la fame.

    Se tu avessi 3 mesi per prepararti, adesso che faresti? Me ne andrei da questo paese! (scherzo). Adesso so che qualsiasi cosa può collassare all’improvviso. Ho una bella scorta di cibo, articoli per l’igiene, pile, ..almeno per 6 mesi di autonomia. Abito in una casa sicura ed ho una casa con il bunker a 5 chilometri da qui con altri 6 mesi di scorte pure lì. È in un piccolo villaggio. Anche le altre persone che ci abitano sono ben preparate. La guerra ci ha insegnato. Ho quattro armi da fuoco e 2000 munizioni per ognuna di esse. Ho il giardino e ho imparato a fare l’orto. Mi fido del mio istinto, Quando senti dire che va tutto bene io se che invece ci potrebbe essere un altro collasso ed io ho la forza di proteggere la mia famiglia, perché quando tutto collassa, devi essere pronto a fare cose brutte, per tenere in vita i tuoi figli e i tuoi familiari. Sopravvivere da soli è praticamente impossibile. Anche se sei armato e pronto, se sei solo morirai. L’ho visto accadere molte volte. È molto meglio quando si è in gruppi abbastanza larghi di familiari e amici, tutti preparati e con competenze e abilità in vari campi.

    Di cosa è necessario fare scorta? Dipende. Se hai in programma di vivere rubando, ti servono solo armi e munizioni. Tante, tantissime munizioni. Altrimenti cibo in scatola, articoli per l’igiene, pile, accumulatori e piccoli oggetti per gli scambi come coltelli, accendini, tabacco, acciarini, sapone. Anche l’alcol. Quello che si conserva bene. Il whisky economico è ottimo per barattare. Molte persone morirono per mancanza di igiene. Quello che serve sono piccole cose semplici, ma in grande quantità. I sacchi dell’immondizia, ad esempio; ne occorrono tanti. Anche la carta igienica e piatti e posate di plastica non riutilizzabile. Lo so perché non ne avevamo e per me, una buona scorta di articoli igienici è più importante del cibo. Puoi sempre riuscire a sparare a un piccione o trovare qualche pianta commestibile, ma non puoi sparare al disinfettante. Disinfettante, varechina, sapone, guanti di gomma, maschere protettive e kit del pronto soccorso con cui curare le ferite e le bruciature. Puoi anche riuscire a trovare un dottore ma poi non riesci a pagarlo. È meglio saper usare gli antibiotici. Ce ne vogliono un sacco ed è sempre bene farne scorta. Bisogna scegliere armi semplici. Io porto con me una Glock.45, mi piace, ma è un’arma rara da queste parti e allora ho anche due pistole TT (il tipo più usato di pistola per cui anche le munizioni sono facili da reperire). Non mi piacciono i Kalashnikov, ma vale lo stesso ragionamento: ce l’hanno tutti e allora lo devi avere anche te. È utile avere piccoli oggetti che passino inosservati. Ad esempio: un generatore può essere utile, ma 1000 accendini Bic sono meglio. Un generatore fa rumore e attira l’attenzione, ma 1000 accendini sono piccoli, compatti e possono essere facilmente barattati. Noi raccoglievamo l’acqua piovana in 4 grossi barili e poi la facevamo bollire. C’era anche il fiume, ma l’acqua divenne sporca quasi subito. Per questo è indispensabile avere contenitori per l’acqua, taniche, bidoni e secchi.

    Oro e argento erano importanti? Si. Personalmente ho scambiato tutto l’oro che avevamo per ottenere delle munizioni. A volte riuscivamo a mettere le mani su soldi come dollari o marchi tedeschi. Potevamo usarli per comprarci qualcosa ma erano rari e il corrispettivo era astronomico, ad esempio, una scatoletta di fagioli costava 30-40$. La valuta locale invece, perse subito tutto il valore. Tutto ciò che ci serviva lo ottenevamo attraverso il baratto.

    Il sale era caro? Si. Ma il caffè e le sigarette molto di più. Io avevo molto alcol, così barattavo senza problemi. Il consumo di alcol crebbe vertiginosamente. Oltre 10 volte rispetto al tempo di pace. Forse oggi sarebbe più utile fare scorta di sigarette, accendini, pile. Prendono meno spazio, ma io a quei tempi non ero un survivalist. Non ci fu tempo per prepararsi. Fino a pochi giorni prima che iniziasse lo sfacelo, i politici continuavano a ripeterci in TV che era tutto apposto e che non c’era motivo di preoccuparsi. Quando c’è caduto il cielo sulla testa abbiamo portato via quello che siamo riusciti a prendere.

    Era difficile comprare le armi da fuoco? La polizia aveva confiscato molte armi prima della guerra, ma noi le avevamo nascoste. Adesso ho un’arma registrata legalmente. Secondo la legge ciò si definisce detenzione temporanea. In caso di disordine pubblico, il governo confisca tutte le armi registrate, è bene ricordarselo. Ci sono persone che hanno armi detenute legalmente, ma anche altre armi possedute in modo anonimo in caso che quelle legali vengano confiscate. Chi ha dei beni facilmente scambiabili può riuscire ad ottenere un’arma anche in situazioni difficili, ma ricordate: il momento peggiore sono i primi giorni e lì non c’è tempo di cercare un’arma per proteggere la propria famiglia. È una pessima idea farsi trovare disarmati durante il caos e il panico. Nel mio caso, c’era un uomo che aveva bisogno di una batteria per auto per alimentare la sua radio e gliene procurai una in cambio di due fucili da caccia. A volte ho scambiato munizioni per del cibo. Mai fare gli scambi a casa e mai per grossi volumi. Erano pochissimi quelli che sapevano cosa c’era a casa mia. La cosa importante è di immagazzinare più cose possibile in base allo spazio disponibile. Col tempo si capisce cosa ha più valore. Anzi, mi correggo, al primo posto della lista ci sono le armi e munizioni, e poi, forse al secondo posto, maschere e filtri antigas.

    E per la sicurezza? La nostra strategia di difesa era molto semplice. Ripeto, non eravamo preparati e abbiamo usato ciò che potevamo usare. Le finestre erano fracassate e i tetti danneggiati dopo i bombardamenti. Abbiamo sbarrato le finestre con sacchi di sabbia e con le pietre. Il cancello l’ho bloccato con macerie e immondizia e usavo una scala per scavalcare il muro di casa. Quando tornavo a casa, qualcuno da dentro mi passava la scala. C’era un tizio nella nostra strada che si era completamente barricato in casa. Aveva fatto un buco nel muro nella casa abbandonata del vicino e lo usava per entrare in casa sua. Una sorta di passaggio segreto. Sembrerà strano, ma le case più protette furono le prime ad essere distrutte e saccheggiate. Nella zona dove abitavo io, c’erano delle belle ville con muri di cinta, cani, allarmi e sbarre alle finestre. Sono state le prime ad essere attaccate. Alcune hanno retto, altre no. Dipendeva da quante mani e armi c’erano dentro a difenderle. Penso che la difesa sia molto importante, ma bisogna farlo in modo discreto. Se siete in una città e scoppia il caos, occorre un posto semplice che non dia nell’occhio con molte armi e munizioni. Quante munizioni? Il più possibile. Fate in modo che la vostra casa sia il meno attraente possibile. Adesso ho una porta blindata, ma quella serve soltanto a contenere la prima ondata di caos. Se dovesse accadere di nuovo, adesso, passata la prima ondata, lascerei la città per unirmi ad un gruppo allargato di familiari e amici. Si sono verificate delle situazioni, durante la guerra, ..non c’è bisogno di entrare nei dettagli, ma noi avevamo sempre una superiorità di fuoco e un muro di mattoni davanti a casa. Inoltre, c’era sempre qualcuno che guardava per strada. La qualità di come ci si organizza è fondamentale contro gli attacchi delle gang armate. In città si sparava continuamente. Il nostro perimetro era difeso in modo primitivo – tutte le uscite barricate dalle quali si aprivano feritoie per sparare. All’interno c’erano sempre almeno cinque membri della famiglia ponti ad aprire in fuoco in ogni momento e uno di noi stava fuori a controllare, nascosto in un rifugio. Durante il giorno stavamo sempre dentro per evitare i colpi dei cecchini. I più deboli sono i primi a morire. Chi sopravvive, combatte. Durante il giorno le strade erano vuote per paura dei cecchini. La difesa era orientata verso il combattimento a breve raggio. Molti morirono uscendo di casa alla ricerca di informazioni. Ecco, è importante ricordare che eravamo completamente isolati senza né radio né TV – solo cose per sentito dire e nient’altro. Non c’era un esercito organizzato, ognuno combatteva per se stesso Non c’era alternativa. Tutti erano armati e pronti a difendersi. Mai indossare accessori di qualità quando bisogna andare in città. Ti ammazzano per prenderteli. Se il caos scoppiasse domani, mi vestirei in modo anonimo per mescolarmi con gli altri e manterrei un atteggiamento umile e piagnucoloso. Non mi metterei abbigliamento tattico da guerriglia per segnalare le mie intenzioni belligeranti, gridando frasi tipo “ siete spacciati”! . No, …me ne starei in disparte, ben armato e preparato, ..osservando e calcolando bene le mie possibilità e la mia strategia insieme ai miei amici e fratelli. Super difesa e super mega armi non hanno senso. Se qualcuno vede che hai cose preziose e utili e decide di rubartele, lo farà. È soltanto questione di tempo e di quante mani e armi si uniscono nell’intento.

    Come facevate ad andare in bagno? Abbiamo usato delle pale e un pezzo di terra vicino alla casa. Pensate che sia una cosa sudicia? Si, lo era. Ci lavavamo con l’acqua piovana o nel fiume, ma nel fiume era diventato troppo pericoloso. Non avevamo carta igienica e se ne avessimo avuta l’avremmo comunque barattata. Era sempre un grande schifo. Posso darti un consiglio? Per prima cosa ti servono armi e munizioni, poi tutto il resto. E dico TUTTO ! Dipende sempre da quanto spazio e quanti soldi hai. Se ti dimentichi di far scorta di qualcosa puoi sempre ottenerlo scambiandolo con qualcuno, ma se non hai armi e munizioni non puoi aver accesso alle zone di baratto. E non pensare che le famiglie numerose siano bocche extra da sfamare. Una famiglia numerosa vuol dire più armi e più forza. Partendo da qui ognuno si prepara come può.

    Come venivano trattati i malati e i feriti? La maggior parte delle ferite erano ferite da arma da fuoco. Senza uno specialista e senza equipaggiamento medicale, anche se un ferito riusciva a trovare un medico aveva circa il 30% di probabilità di sopravvivere. Non è come nei film. La gente moriva. Molti morivano per infezioni da ferite superficiali. È una morte orrenda. Io avevo antibiotici a largo spettro – solo per la mia famiglia, naturalmente. Abbastanza spesso accadeva di morire per cause stupide. Una semplice diarrea ti ammazza in pochi giorni senza medicine adeguate e con poca acqua potabile a disposizione per reidratarsi. C’erano molti casi di malattie della pelle e di intossicazione alimentare. Molti usavano piante locali e alcol. Rimedi di breve durata ma totalmente inefficaci nel lungo periodo. L’igiene era molto importante così come avere abbastanza medicine, specialmente antibiotici.

    Queste memorie sono state raccolte non perché ci aspettiamo che possa succedere qualcosa di così estremo anche nel mondo occidentale, ma perché il racconto è comunque interessante da leggere.

    • alessandro parenti
      4 Dicembre 2020

      Minchiata è il tuo commento del Kaius(senza offesa).

    • Mardunolbo
      4 Dicembre 2020

      Monk, io ti ringrazio personalmente tantissimo perchè queste testimonianze dirette servono a chiunque voglia sapere come comportarsi se succede l’irreparabile.
      Del resto i miei genitori hanno vissuto la guerra ed hanno visto cosa succede quando uno stato crolla e con esso, tutte le istituzioni che siamo abituati ad avere come socialità e protezione.
      In Italia si è visto cosa succede quando le forze “dell’ordine” sono alle dirette dipendenze del potere pur che sia ! Ed è stato solo un saggio delle situazioni quando sfuggono di mano ad uno stato efficiente: ovvero incapacità a gestire una qualsivoglia emergenze grande o piccola che sia. I terremotati distribuiti in Italia, si sono resi conto presto di cosa significa avere un governo incapace; ma le loro grida e lamenti si sono spenti presto perchè nessuna tv li ha più fatti parlare !
      Eppure, gli italiani non capiscono ancora e pensano che i guai capitati agli uni non capitino agli altri; stanno quindi sempre divisi a coltivare il proprio orticello senza accorgersi che ci sarà la banda di predoni che sta lì ad aspettare il momento opportuno per togliere via tutto. E’ già successo nella “guerra civile” quando le forze “fasciste” rappresentavano il governo e le forze partigiane rappresentavano la rivolta contro la legalità e lo stato (buoni o cattivi che fossero le istituzioni). Finita la guerra per la resa di tedeschi e repubblichini: il caos ! Omicidi ed ammazzamenti tali che Togliatti si accordò con gli altri partiti per fare un’amnistia generale dei crimini. Questa amnistia non ha creato un buono stato, ma uno stato apparentemente fondato sul lavoro, ma in realtà fondato sulla menzogna e la illegalità. E si vide nelle varie forme di rivolta popolare dovute alle ingiustizie palesi dei governi repubblicani..
      Questo racconto dello “stato perduto” in Bosnia è molto,molto triste e mi auguro che nessuno di noi debba mai vederlo e partecipare a questi eventi !
      Ma sono tempi in cui tutto può avvenire e lo sfascio della nazione italiana non è affatto evento remoto ed impossibile…:

  • Teoclimeno
    4 Dicembre 2020

    Medici sul piede di guerra. Ovvio, finche si trattava di mandare al macello gli altri erano disposti a chiudere tutti e due gli occhi, e stracciare il Giuramento di Ippocrate, ma adesso che viene chiesto loro di fare da apripista, “sono preoccupati per la sicurezza e l’efficacia del vaccino”. Miserabili a dir poco. Comunque meglio tardi che mai. Eppure non era necessario essere dei virologi, dei biologi e neppure dei medici, per capire la grande truffa del Corona Virus.

    Estrapolo da Wikipedia
    https://it.wikipedia.org/wiki/Virus_(biologia):
    “Nel 1892 Dmitri Ivanovsky descrisse in un articolo un agente patogeno non batterico in grado di infettare le piante del tabacco, da cui nel 1898 Martinus Beijerinck scoprì il virus del mosaico del tabacco. Da allora, circa 5 000 specie di virus sono state descritte in dettaglio, anche se si ritiene che ve ne siano milioni. I virus si trovano in quasi tutti gli ecosistemi della Terra e rappresentano l’entità biologica più abbondante” in assoluto.

    Dal sito della Regione Sardegna https://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=404764&v=2&c=94253&t=1
    “I Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni 60”. “Come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale”.

    Adesso che i medici hanno capito che sono loro a dover fare da cavie, sembra non siano più tanto disponibili a bersi le verità televisive. Medici… miserabili, ma meglio sarebbe dire criminali!

  • Teoclimeno
    4 Dicembre 2020

    Il mio commento all’articolo è stato censurato. I soliti noti stanno deliberatamente distruggendo l’economia, la scuola, la sanità e la società, e horribile dictu, ci stanno sfoltendo, ma non si può chiamarli criminali.

    • Teoclimeno
      4 Dicembre 2020

      “Honi soit qui mal y pense”. Come d’incanto è riapparso il mio commento. Era solo sospeso in attesa di verifica. Molto bene!

  • Sandro
    4 Dicembre 2020

    Aulin, antinfiammatorio pericoloso che ha provocato decessi di cui è vietata la vendita in alcuni paesi europei tra cui Spagna, Irlanda, Finlandia, è regolarmente in vendita in Italia. L’Idrossiclorochina che, dati di fatto, ha salvato da ricoveri ospedalieri e forse da decessi numerosissime persone colpite da covid, in Italia è vietata la vendita*, mentre è disponibile all’estero, tant’è che taluni nostri connazionali si recano in Svizzera per ottenerlo. Per quanto detto, visto la particolare tutela alla nostra salute che stanno dimostrando di avere i nostri governanti, bramo il momento per farmi inoculare il vaccino della pfiser che forse mi salverà dalle aggressioni del covid anche se un giorno, però, mi sveglierò focomelico da una notte di riposo con pinne e branchie, dal momento che tale vaccino va ad intaccare il genoma.
    *sarebbe interessante conoscere i nominativi di coloro che hanno sottofirmato tale divieto.

  • Kaius
    4 Dicembre 2020

    Il mio commento in risposta a Monk è stato cancellato e non capisco il perché.
    Ho semplicemente detto che era un bel racconto ma che le uniche che si prostituiscono/che si fanno stuprare(se proprio vogliamo usare questa parola) sono le puttane spinte dalla loro depravazione .
    Perché una vera femmina,una donna ammazza per la propria famiglia affiancando il marito e che al posto di essere stuprata sceglie la morte.
    Ho fatto scattare il ciclo a qualche zoccoletta per caso?

    • Sandro
      5 Dicembre 2020

      Hai una visione distorta del sesso. Un concetto tipico, derivante da un retaggio criminale millenario. Il sesso è un bene indispensabile come qualunque altra cosa che possa preservare un equilibrio psicofisico. Lo si può usare anche per ragioni di vita pratica come per formarsi una famiglia , avere guadagni facili, per divago, lo si concede in casi di estrema necessità come si fa nella norma nel consegnare un bene al monte dei pegni per ricavarne un utile immediato, in segno i riconoscimento per un risvolto positivo di un problema di difficile soluzione e via discorrendo. L’unico biasimo in merito all’utilizzo del sesso è quando lo si usa per ingannare o ricattare, sistemi, oggi, molto praticati grazie anche a leggi compiacenti.

      • Kaius
        6 Dicembre 2020

        No Sandro,sei tu che hai una visione malata,perversa e distorta del sesso.
        Il sesso serve solo per la riproduzione.
        Punto.
        Non serve ad altro come la natura,la ragione,la scienza e l evidenza insegnano.
        Di criminali qua ci siete solo voi puttanieri pervertiti che meritate il rogo.
        Quel mezzo papiello infarcito di retorica sinsitrosa che hai scritto si riassume in una sola parola:PROSTITUZIONE ed è un immondo e perverso crimine che nei luoghi normali e civili è punito con la morte,punizione che tocca ai puttanielli e alle puttane pervertite.
        La mia “visione” non è millenaria,ma molto più antica.
        La mia è la “visione” che da sempre hanno avuto tutte le creature normali e sane di mente,umani inclusi ovviamente.
        La mia è la costatazione dei fatti,ovvero la “visione” che si basa sulla scienza,sulla natura,sulla ragione,sulla semplice evidenza delle cose.
        Riassumendo:l unico scopo del sesso è quello di riprodursi.
        Tutto il resto ricade nella malattia,nella perversione,nel crimine,nella anormalità e nella mostruosità.
        Ma non mi aspettavo altro da chi legittima la prostituzione,significa essere come o peggio delle puttane.

Inserisci un Commento