Mark Zuckerberg esprime preoccupazione per l’espansione del modello cinese di regolamentazione di Internet

Lo schema normativo utilizzato in Cina si basa su “valori molto diversi da quelli dei paesi occidentali, che sono più democratici”, afferma il direttore esecutivo di Facebook.

Durante un dibattito con il Commissario per il mercato interno dell’Unione europea, Thierry Breton, organizzato dal think tank “Regulatory Center” in Europa, il CEO di Facebook, il noto miliardario, Mark Zuckerberg, ha parlato lunedì della sua “preoccupazione” per la possibile diffusione del modello della regolamentazione di Internet utilizzato dalla Cina (diverso da quello di Zukemberg).

L’uomo d’affari e grande magnate ha assicurato che sembra “davvero pericoloso” che il modello cinese, in cui lo Stato ha il controllo sulle informazioni, inizi a essere attraente per vari paesi per non considerare il rispetto dei diritti umani.

Durante il suo ultimo discorso, riferendosi ai quadri normativi sull’uso della tecnologia e di Internet, il CEO di Facebook ha criticato l’autoritarismo utilizzato nel modello cinese, che, ha affermato, “tende ad avere valori molto diversi da quelli di Paesi occidentali, che sono più democratici “.

Zuckerberg ha anche affermato che il “miglior antidoto” all’ampliamento dell’approccio applicato in Cina “deve avere un quadro chiaro che provenga dai paesi democratici occidentali e che possa diventare uno standard in tutto il mondo“. ( Fonte: Actualidad RT)

Censura su pagine Facebook

Nota: Sembra incredibile ma quello che ha parlato di “valori democratici”, riferendosi alla diffusione di internet e dei social media è lo stesso Zukemberg che ha fatto chiudere d’autorità centinaia di pagine da Facebook che venivano considerate “non conformi” in quanto critiche del sistema neoliberista o delle aggressioni militari pepetrate da USA e Israele.
E’ bastato che da queste pagine fosse diffusa una visione politica differente rispetto a quella di Washington e dei media atlantisti per incappare nella censura di Zukemberg, una censura transnazionale immediata e senza appello sulla base di algoritmi dettati da i suoi funzionari. Il bavaglio è stato applicato a tutti i siti di opinioni diverse da quelle dei dominanti e, nonostante questo, lo Zukemberg si arroga il diritto di giudicare “pericoloso” l’approccio della Cina ai sistema dei media informatici.
Per i “padroni del discorso” la rete internet dei social e delle notizie web deve essere controllata soltanto da loro, non dallo stato (come nel caso della Cina) ma dalle oligarchie di potere, ovvero da quel ristretto gruppo di personaggi della Elite che si considerano “gli eletti”, i veri custodi della democrazia e i depositari della verità.
Qualcuno ha scritto una volta: “Si può eliminare facilmente una vera dittatura, ma è difficilissimo eliminare una finta democrazia.” Mai queste parole sono state più aderenti alla realtà odierna.

Luciano Lago

8 Commenti

  • Arditi, a difesa del confine
    20 Maggio 2020

    ma se ha sposato una cinese…

  • seoxseo
    20 Maggio 2020

    Facebook democratico?

  • avatar
    20 Maggio 2020

    Non ho parole,,hai la faccia come il culo,…figlio di t- – -a

  • Teoclimeno
    20 Maggio 2020

    Stavo scrivendo che Mark Zuckerberg era un maiale, ma poi mi sono ricordato che del maiale non si butta niente, invece lui è tutto da buttare.

  • Blackcrow
    20 Maggio 2020

    Partendo dal presupposto che l’alieno da film horror non ha inventato Facebook in quanto bamboccio della CIA, quindi non è suo, di democratico quel social di m…non ha proprio nulla.
    Fosse per me lo chiuderei subito, insieme a tutti gli altri.

    Ma poi c’ha pure la moglie cinese, l’ha sposata in tempi non sospetti ovviamente, per cui è doppiamente bugiardo e patetico.

  • atlas
    21 Maggio 2020

    continuo a sostenere, col pericolo del TSO democratico, che la democrazia, quella vera, sia il male assoluto

  • antonio
    21 Maggio 2020

    basta con gli imbrogli e i crimini yankee nel mondo

  • ouralphe
    22 Maggio 2020

    Mah, uno che si taglia i capelli in quel modo, per non parlare della facies in generale, è uno squilibrato mentale grave. Lo vedrei bene nella seduta di gruppo del film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, prrculato da McMurphy-Nicholson.

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