Mario Draghi, il Liquidatore della Sovranità Italiana

di Luciano Lago

La notizia è passata senza molto clamore, quasi fosse un atto di normale amministrazione, ma di per se stessa è significativa e segna la fine di qualsiasi sovranità dello stato italiano sull’assetto dell’economia nazionale.
Notizia:
“Il Governo si affida agli esperti McKinsey per il Recovery Plan.
Sarà il gigante americano della consulenza strategica aziendale McKinsey ad affiancare il Ministero dell’Economia nella stesura del “Recovery Plan” da presentare alla Commissione Europea entro il prossimo 30 di Aprile” (Repubblica).

Per coloro che non avessero compreso la portata della notizia, in sostanza il Governo Italiano di Mario Draghi abdica alla sua incombenza di dettare le linee principali della spesa pubblica e delle esigenze primarie dell’economia italiana e si affida ad un organismo finanziario di oltre oceano per redigere il pano si spesa dei miliardi che dovrebbero arrivare dalla UE nei prossimi cinque anni. Ovviamente questo organismo finanziario a sua volta stabilirà il piano di spesa nell’intesa di favorire quanto più possibile i grandi interessi collegati della finanza e delle mega corporation americane, interessate a spartirsi la torta dei profitti, come già avvenne suo tempo con le privatizzazioni delle aziende pubbliche.

Draghi con Christine Lagarde (ex FMI, attuale BCE)

Un copione che si ripete dunque, del quale fu allora protagonista lo stesso Mario Draghi e a cui oggi si ripresenta questa opportunità di favorire i suoi ex colleghi e compari dei grandi organismi finanziari. C’erano state delle forti discussioni già prima con il governo Conte, su come spartirsi i miliardi del recovery fund, ma adesso è Draghi il dominus della situazione e spettano a lui le decisioni, se qualcuno non l’avesse ancora chiaro.

Sembra evidente che non si trattava di un contenzioso di natura tecnico contabile sulle differenze di punti di vista su progetti e settori d’investimento ma piuttosto uno scontro di principio e di sostanza fra la preminenza delle direttive economiche e finanziarie (della UE) piuttosto che il diritto/dovere di uno Stato sovrano di gestire una politica volta a privilegiare le fasce sociali penalizzate, le imprese italiane in grave difficoltà, apportando lavoro e sviluppo del sistema economico mediante gli ingenti fondi del Recovery Fund. Questo tanto più che la maggior parte di questi fondi dovranno essere ripagati come debito pubblico con le imposte di tutti i cittadini.
In effetti il fulcro della questione si trova esattamente in questo dilemma: come un governo nazionale ( non eletto) possa reclamare il diritto di varare provvedimenti di carattere sociale a favore dei propri cittadini senza tenere conto dei grandi potentati economici che esercitano le loro pressioni sui governi nazionali per favorire i loro interessi.

Inutile sperare che l’obiettivo prioritario sia la piena occupazione o il supporto alle fasce deboli della popolazione, piuttosto che alla conformità dei conti all’assetto finanziario della UE e agli interessi delle grandi banche estere (quelle che detengono i titoli Italiani).

La costituzione italiana è piuttosto chiara su questo (nel principio di sovranità e piena occupazione) ma viene elusa dalle forze politiche che si richiamano ad “europeismo di facciata”.

Dominic Barton, amministratore delegato globale di McKinsey & Company, la società di consulenza aziendale. Dopo che un importante partner è stato arrestato con l’accusa di insider trading, il signor Barton ha spinto a stabilire regole più severe in materia di investimenti e responsabilità all’interno dell’azienda.Credito…Chester Higgins Jr./ The New York Times

Facile indovinare quali saranno i consigli della McKinsey al Governo Italiano: privatizzare quanto rimane delle aziende pubbliche italiane e liquidare una buona parte del patrimonio pubblico per ripianare il debito con possibilità di essere loro stessi, la McKinsey, a fare da intermediari con i gruppi finanziari interessati ad acquisire le aziende italiane ed i beni in vendita. Un ottimo business per tutti. In parallelo il consiglio sarà quello di aprire i servizi pubblici, dalla sanità alla scuola, Università, reti elettriche, telefonia e trasporti ai grandi gruppi anglo USA pronti ad investire in Italia.

Nel cielo della penisola già iniziano a volare gli avvoltoi della grande finanza, pronti a spolpare le prede.

Ancora una volta i governi che si alternano a Palazzo Chigi si allineano al paradigma imposto dalla ideologia neoliberista che ha privilegiato gli interessi della finanza sulla società civile.
Prendere atto che Mario Draghi è il liquidatore definitivo della sovranità economica italiana.

10 Commenti
  • Eugenio Orso
    Inserito alle 16:34h, 06 Marzo Rispondi

    Mi domando, visto che è in previsione una grande “riforma” della pubblica amministrazione, con il risibile pretesto di aumentarne l'”efficienza”, quanti posti di lavoro stabili andranno persi e di quanto aumenteranno, grazie a questa “riforma”, i disoccupati … o almeno quanti futuri posti lavoro saranno persi.
    Ormai il salto nel vuoto è stato fatto, anche se le sue conseguenze finali, sociali ed economiche, si devono ancora sentire.
    Se pensiamo che la situazione dei cosiddetti riders, nel privato selvaggio, è talmente disperata ed estrema,picco della “flessibilità del lavoro”, che il contratto di precartietà Co.co.co sembra un sollievo …
    Nel 2022, dopo lo sblocco dei licenziamenti (che avverà quest’anno) e l’avvio della “riforma” della pubblica amministrazione, quanti saranno i disoccupati in Italia?
    Almeno qui, il grande parassita finanz-globalista giudaico si può dire che ha stravinto …
    Russia ultima spes.

    Cari saluti

    • Claudio
      Inserito alle 15:08h, 07 Marzo Rispondi

      Analisi perfetta, complimenti, ma cosa consigli di fare, anziché subire?

      • atlas
        Inserito alle 04:12h, 08 Marzo Rispondi

        Claudio, al di là di come la pensa una persona politicamente ci sono dei fatti incontrovertibili che nessuno può negare; lo Stato dell’italia nel dopoguerra, come nella maggior parte della gente siamo abituati a conoscere, è nato già dalla Costituente del 1948 come un’entità principalmente morale, retto, sin dalla sua visione Sociale, da Istituzioni fascistizzate. Ciò lo si deve alla presenza di 2 grandi partiti popolari, la DC e il PCI, ormai defunti. Stato che è stato minacciato, alterato e combattuto negli anni con più leve create ad arte da cia, mossad e P2: queste leve che non sto a elencare, ma che penso un pò tutti conoscano. Sempre superando il come ognuno la pensi, volendo essere realisti, ci si trova di fronte a persone, in divisa o in abiti civili, armate, costituenti corpi armati, che difendono i politicanti e mettono in pratica, cioè fanno osservare con la coazione fisica, tutte le regole da loro dettate, senza più alcuna sorta di equilibrio di poteri. Possono rinchiudere, perquisire, rapinare, distruggere e anche uccidere senza incontrare oggi, nessuna se non minima resistenza di alcun tipo (un’eventuale prospettiva di sciopero generale a oltranza, SE, la massa fosse risultata compatta e non lo è, è stato superato cmq dalla falsa pandemia, la gente VUOLE invece lavorare e non può). Ecco quindi che lo ‘stare zitti e buoni’ pur non modificando i propri atteggiamenti interiori, cosa impossibile da qualificare e quantificare (per adesso) da alcun legislatore, diventa conveniente nella pratica come ‘atteggiamento esteriore’, l’unica cosa che al legislatore interessa. E’ tanto. Tutto il resto sono considerazioni politiche se non scivolano obbligatoriamente nel mero filosofico

        • Fratello Marcus
          Inserito alle 15:26h, 08 Marzo Rispondi

          Atlas
          “Ecco quindi che lo ‘stare zitti e buoni’ pur non modificando i propri atteggiamenti interiori, cosa impossibile da qualificare e quantificare (per adesso) da alcun legislatore, diventa conveniente nella pratica come ‘atteggiamento esteriore”

          Ma per restare immodificati, tali atteggiamenti interiori, bisogna che esistano delle forze ” originariamente indomite”, che conservino questa loro natura anche presso la più rigida aderenza ad una disciplina. Solo allora tale atteggiamento è fecondo. Diventa cioè come in un miscela esplosiva, la quale quando è costretta in uno spazio limitato, sviluppa la sua estrema efficacia, mentre nell’ illimitato quasi si dissipa…
          In tal senso Goethe parlava di “un limite che crea” , ed ha potuto dire che nel limite si dimostra il maestro.

    • Tizio
      Inserito alle 22:37h, 07 Marzo Rispondi

      A me non risulta che nella P.A. ci saranno licenziamenti tuttaltro, una parte del recovery è pianificata a rafforzare invece il numero di nuove cospique assunzioni in tutti i settori pubblici.. è l’europa che ce lo chiede ufficialmente ovvero nel fare scomparire tutte le precarietà attraverso assunzione a tempo indeterminato di tutti. Si parla di mezzo milione di nuovi statali in più oltre ad aumenti di stipendio e rinnovo dei contratti. Mentre il settore colpito da milioni di nuovi disoccupati sarà quello privato, quello che non interessa praticamente a nessuno dei portatori sani di bonifico automatico a fine mese.

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 18:06h, 06 Marzo Rispondi

    veramente chi ha approfittato delle privatizazzioni è la Francia, non gli usa, ma si sa, qui bisogna trovare sempre il modo di incolpare gli stati uniti di tutto, quando invece basterebbe mettere il naso oltralpe, magari accorgendosi di tutti quegli esponenti del pd, franceschini in primis (e non parliamo di Mons. Lettà), che si fregiano della legion d’onore.
    chissà per quale motivo…

    sulla sovranità è ben ricordare che noi la sovranità ce l’abbiamo solo come parola essendo l’Italia un paese che ha firmato una resa incondizionata e si trova il suolo occupato da decine di basi militari.
    anche qui, ringraziate gli “eroi” che scapparono in montagna invece di combattere gli angloamericani invasori.

    giusto per dire, cito wikipedia :
    La resa incondizionata è il trattato secondo cui una parte accetta di arrendersi al nemico senza avanzare alcun tipo di pretesa (né territoriale, né politica, né economica o militare )

    ora ditemi se non è vergognoso che un paese accetti di arrendersi, non solo senza combattere, non solo dopo aver tradito, ma non avanzando nessuna pretesa, lasciamo perdere territoriale, ma politica ed economica…
    per cui inutile stupirsi, noi non comandiamo nemmeno a casa nostra, ma non da oggi o da ieri, dal 1943.

  • Giorgio
    Inserito alle 19:44h, 06 Marzo Rispondi

    La Francia non è certamente un agnellino nella capacità “coloniale” di spolpare altri paesi …..
    ma gli Usa sono il massimo concentrato della distruttività del sistema liberal democratico capitalistico mondiale ….. non è che li si incolpa sempre di tutto per questioni ideologiche …..
    E’ che sono proprio colpevoli di tutto ….. insieme a Gb, sionisti e loro lacchè …..
    Siamo d’accordo sulla incoerenza e sull’opportunismo servile tutto italiano e sulle merde di tutti i colori sempre pronti a saltare sul carro del vincitore ….. tutti filo usa e filo Draghi ….. schifo totale ….

    • atlas
      Inserito alle 14:10h, 07 Marzo Rispondi

      ma sì, lasciali sparare di ‘comunisti’, a lui e a quell’altro LN2 sull’art.lo del papa

      come fa BerLuxCohen e come faceva Salvatore Riina

      ormai le abbiamo capite queste mezze figure

      • atlas
        Inserito alle 14:11h, 07 Marzo Rispondi

        vorrei solo le Due Sicilie LIBERE da tutta questa merda

  • antonio
    Inserito alle 14:19h, 08 Marzo Rispondi

    Totò e la smorfia, un mariolo a Roma ?

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