Macron & Merkel decidono: l’Italia al palo

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Gli “utili idioti” dell’Unione Europea dominata dalla Germania hanno incassato un’altro “successo”: Macron e Merkel fanno accordi e l’Italia resta al palo

di Luciano Lago

Si poteva prevedere e regolarmente è accaduto: mentre Conte e Di Maio discutono di rilancio europeo e di formule senza costrutto come il MES, i Recovery Found ed altre amenità a tempo indefinito, Macron e Merkel fanno un accordo valido per tutti e lo mettono in piazza umiliando l’Italia che si aspettava di essere invitata al tavolo decisionale.
Probabilmente alla disponibilità di Giuseppe Conte di partecipare al tavolo, esprimendo la sua voglia di protagonismo con il “vengo anch’io”, la risposta secca di Mekel e Macron è stata quella del: “no tu no”.
Poco tempo dopo è arrivato l’annuncio nella giornata di ieri, lunedì, attraverso un comunicato dell’Eliseo di un accordo raggiunto da Macron con la Cancelliera tedesca, Angela Merkel (in video-conferenza ), che si prefigge l’obiettivo di lanciare un nuovo fondo salva stati, del tutto diverso dal MES, che consisterebbe in 500 miliardi, da reperire sui mercati finanziari e che dovrà servire per gli aiuti ai paesi in difficoltà per la crisi del Coronavirus.
La differenza rispetto agli altri strumenti è che tale fondo sarebbe erogato a fondo perduto e non come prestito da parte della UE ai paesi che si trovano in necessità di aiuti.
Naturalmente questa, che qualcuno ha già provveduto a definire la “mossa del cavallo” di Macron, è soltanto una proposta che deve poi trovare l’approvazione degli altri paesi, con tutte le difficoltà di avere l’accettazione dagli intransigenti paesi del nord Europa (Olanda, Svezia, Finlandia).

Tuttavia questa proposta serve a Macron per fare uscire il presidente francese dalle difficoltà interne in cui la stessa Francia si trova, messa molto male economicamente e con lo stesso presidente in grosse difficoltà politiche al suo interno per il crollo dei consensi.
Non è chiaro quante probabilità l’accordo abbia di passare, visto l’intransigenza dei paesi del nord alla mutualizzazione dei debiti nella UE, prerogativa questa che era propria della Germania e dei paesi del nord Europa e che è stata ultimamente ribadita dalla recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca. Sembra chiaro che il fronte del Nord non vuole mantenere paesi giudicati “spendaccioni e parassiti” come l’Italia che si appresta ad estendere sine die il reddito di cittadinanza ed interventi a pioggia per sostenere le imprese in difficoltà (ammesso che ci siano soldi nelle casse dello Stato).


In realtà alcuni osservatori notano che l’accettazione della Merkel, che desta meraviglia rispetto alle ben note posizioni intransigenti della Germania, potrebbe essere una sorta di ancora di salvezza gettata verso Macron per far vedere che la cancelliera personalmente non si opporrebbe alla emissione di questo fondo di sussidio, salvo poi essere questa bocciata alla Bunderstag, quando sarà presentata per l’approvazione.
In sostanza una forma di sceneggiata per dire: “vedete io ci ho provato ma me l’hanno bocciata”, il pronunciamento della Corte Costituzionale ci impedisce di approvarla.
Rimarrebbe il francese Macron con il cerino in mano mentre Conte e soci dovrebbero precipitarsi a supplicare gli aiuti dell’Europa nella forma che loro “graziosamente” ci concederebbero, come prestiti con indebitamento incluso e arrivo della Troika in prospettiva per commissariamento alle scadenze.

Conte e Gualtieri si fanno i conti


Questo sarebbe della serie l’Europa non ci regala niente e il debito salirebbe a livelli insostenibili con i mercati e le agenzie di rating che sparerebbero a zero sull’Italia.
Non vogliamo essere del tutto pessimisti e vedere il peggio dietro l’angolo ma la situazione si va facendo sempre più pesante per l’Italia, vista la inconcludenza della sua classe politica.
La soluzione in realtà ci sarebbe e viene dimostrata dall’esito positivo del collocamento per oltre cinque miliardi di emissioni a lunga scadenza fatte dal Tesoro di questi giorni.
Basterebbe fare ricorso al risparmio italiano (uno dei maggiori in Europa) e procedere ad emissioni di “stato note” con circolazione interna e destinate a risparmiatori italiani. Una forma di moneta parallela (garantita dallo Stato) che consentirebbe di mettere in circolazione liquidità e creare lavoro e ripresa economica. Queste soluzioni tuttavia sono fortemente avversate dalle centrali finanziarie che vogliono spolpare il patrimonio italiano e si preparano al default dell’Italia.
Nel frattempo Conte, Gualtieri e soci, accarezzano l’idea della patrimoniale con il prelievo forzoso sui conti correnti italiani. Una formula suggerita dai guru della sinistra, sempre pronti a punire i risparmiatori e rastrellare risorse da destinare a vantaggio dei grandi gruppi, delle cooperative, oltre che per sovvenzionare le strutture di accoglienza dei migranti e sanatorie varie.
Un buon sistema per provocare una fuga di capitali e di investimenti dal paese che si preannuncia come prossima.
Il “si salvi chi può” inizia a circolare tra i risparmiatori e titolari di beni immobiliari facilmente individuabili dall’occhio del fisco rapace.
Potrebbe essere ormai già troppo tardi ma tutto potrebbe accadere nei prossimi mesi.

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