Macron. La politica del capro espiatorio.


di Paolo Borgognone

La Francia profonda protesta da mesi per chiedere lavoro, dignità e ripristino delle più elementari norme di convivenza sociale tra ceti differenti (senza che i ricchi schiaccino i poveri come vermi e poi infieriscano anche, pisciando con indifferenza sui cadaveri che si lasciano alle spalle) e il Re Sole dei Banchieri che fa?…

Dà pane e lavoro a chi glielo chiede? Macché! Scioglie “Bastion social”, un’organizzazione di estrema destra piuttosto contenuta numericamente, pressoché sconosciuta e magari pure criticabile ma certamente non responsabile per la situazione di crisi e conflitto in cui versa la Francia odierna…
Schizofrenia politica? No. Semplicemente, prove tecniche per la successiva messa al bando del movimento dei Gilet Gialli. Ci si allena con il bersaglio “facile” per sondare la reazione dell’opinione pubblica di ceto medio e, poi, se questa tace dunque acconsente, si passa al bersaglio “grosso”, quello rappresentato dal più rilevante ed eterogeneo movimento di protesta politica popolare che la Francia abbia conosciuto dal tempo di Carlo X.
Ovviamente, le motivazioni, anzi, la motivazione, che Macron e i suoi poliziotti e giudici utilizzeranno per mettere le ganasce, i ferri e gli schiavettoni a polsi e caviglie dei Gilet Gialli e spedirne i capi in gattabuia con sentenze tombali in stile “Fuga di mezzanotte”, sarà identica a quella posta in essere per bandire “Bastion social”: ANTISEMITISMO.
Il mainstream dominante ha trovato nella categoria di antisemitismo il fattore ideologico/propagandistico funzionale alla despecificazione politica, sociale e finanche naturalistica dei Gilet Gialli.


E’ tutto troppo chiaro, ormai: se rivendichi diritti sociali, un po’ di Welfare per i tuoi cari, pensioni dignitose a partire dai 60 anni e non soltanto un tozzo di pane raffermo al compimento dei 95, la fine del predominio dei banchieri sulla Ue, un poco di pluralismo nella gestione, da parte dei poteri pubblici e mediatici dominanti, delle faccende che concernono l’etica e la morale individuali e collettive e, infine, una politica estera che, prendendo atto della realtà “cangiante”, guardi con interesse al multipolarismo, sei un ANTISEMITA (tant’è vero che, ormai, lo spettro dell’antisemitismo di regime è stato, dal mainstream, allargato oltre ogni modo, includendo al proprio interno non soltanto i suoi target tradizionali, ovvero gli estremisti di destra, ma anche la “sinistra radicale” non allineata a Israele in politica estera e tutti coloro i quali si oppongono alla prossima guerra atomica degli Usa contro l’Iran).

2 Commenti

  • atlas
    23 Febbraio 2019

    quindi fosse presente Gesù che li chiamò ‘razza di vipere’ e ‘sepolcri imbiancati’ sarebbe un’antisemita pur essendo Semita lui stesso mentre il vangelo è da bruciare, guai a chi lo legge e il Messia andrebbe arrestato e condannato: ecco perché non torna

  • Mardunolbo
    23 Febbraio 2019

    …Dieudonnè ha avuto i figli minacciati di morte se continuava a parlare dei giudei e della pornopedofilia. Ha preferito tacere dopo questo, nonostante le condanne e vessazioni avute dai tribunali francesi. Ma Dieudonnè è un artista, quindi giustificabile il suo ritiro. A quando un poltico che non tema la morte ?

Inserisci un Commento

*

code