Macron fa i complimenti alla polizia per la “lezione” ai gilet gialli: 1700 arresti


  • DI GIOVANNI PASERO

Non è Beirut, non è Il Cairo, ma Parigi. Le immagini di sabato della manifestazione dei gilet gialli evocano moti di piazza della primavera araba o delle proteste di nazioni non considerate all’avanguardia nei diritti civili. Accade nella democratica Francia del presidente MACRON, che a ogni occasione impartisce lezioni di democrazia a tutti. Non solo all’Italia del governo M5s-Lega, ma anche agli Stati Uniti di Trump e alla Russia di Putin.
A Parigi 1700 arresti, come nei peggiori regimi

Eppure i numeri sono impressionanti. Le forze dell’ordine hanno fermato 1.723 persone in tutta la Francia, 1.220 sono state trattenute in custodia. Sono alcuni dei dati che hanno caratterizzato il sabato di protesta dei gilet gialli, con 10.000 persone in piazza a Parigi e 125.000 in tutto il Paese, come ha reso noto il ministero dell’Interno. Secondo i media locali, i feriti sarebbero 264, compresi 39 agenti. Pensate solo se anziché il presidente voluto fortemente dalla Ue e della banche internazionali, fosse stata all’Eliseo Marine Le Pen. Con la leader sovranista presidente della Repubblica francese, non ci sarebbe stato il silenzio assordante di Bruxelles, dell’Onu e delle altre organizzazioni che difendono i diritti umani a intermittenza, a seconda di chi governa.
Marine Le Pen sta con i gilet gialli

Proprio MARINE LE PEN ha preso le difese dei manifestanti: «Ancora una volta, nonostante le intimidazioni, la mobilitazione dei giubbotti gialli è stata massiccia in tutta la Francia, ed è stata in gran parte pacifica. Che cosa il presidente potrà inventare ora per non rispondere alle richieste angosciate dei francesi?». Il problema, infatti, è il potere d’acquisto dei francesi sempre più indebolito. Un impoverimento del ceto medio che in Italia stiamo vivendo da anni e che tocca ora anche i francesi, popolo molto meno accomodante del nostro.
Macron prepara un discorso alla nazione

In tutto questo, EMMANUEL MACRON, obiettivo numero uno della protesta, si è limitato ad un tweet in cui ha ringraziato le forze dell’ordine impegnate sul territorio «per il coraggio e l’eccezionale professionalità». Il presidente francese dovrebbe prendere la parola davanti ai francesi fra domani e martedì, anche per disinnescare una nuova protesta sabato prossimo. Mentre da più parti si alza una richiesta che può sintetizzarsi in una sola parola: “Dimissioni”.

3 Commenti

  • atlas
    11 Dicembre 2018

    Negli usa, la più grande democrazia del mondo che da circa 400 anni fa guerre al mondo intero, se si è malati, ma non si ha denaro sulla carta di credito non si entra nemmeno al pronto soccorso, si fa arrestare una donna cinese libera di fare affari con l’Iran però fanno stringere le mani al re saudita che ha fatto fare a pezzi un uomo. La democrazia turca della nato ha metà della sua popolazione in carcere e la più grande democrazia del medio oriente, i giudei che colonizzano la Palestina, dirigono con sevizie e prepotenze il mondo intero. E a noi ci tocca sapere da RT che in Sicilia vi è contestazione contro gli ameri cani per il ‘no muos’. La democrazia è una dittatura violenta, ingiusta e intollerabile. Da abrogare e vietarne in perpetuo la sua ricostituzione sotto ogni forma.

  • Andrea'65
    11 Dicembre 2018

    caro Atlas nell’antica Atene, culla della democrazia, solo il 20% degli ateniesi aveva diritto di voto; tra gli esclusi anche chi aveva Debiti con lo Stato, quindi parlare di democrazie è meramente uno sproloquio tra forrest gump

    • atlas
      12 Dicembre 2018

      mai interessatomi di ‘forrest gump’ in vita mia (sono un ignorante in materia), ma nel 2018 quello che so è solo che più partiti (suinocrazia) sono per un interesse degli eletti elementi internazionali che c’hanno le case ed i palazzi, mentre un movimento unico popolare fa l’interesse nazionale, per noi facce di cazzi

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