L’Unione Europea : un progetto fallito che implode nella deriva dei comitati d’affari delle gandi lobby finanziarie


di Luciano Lago

Quando si voleva celebrare l’Europa come il continente in cui regnava la democrazia e il benessere coniugato con il modello di democrazia rappresentativa, quello che assicurava sviluppo economico e garanzie sociali, se mai è esistito, quello è stato il passato che non torna.
L’esperienza fatta in questi ultimi decenni, con la rigida applicazione delle politiche neoliberiste, dettate da Bruxelles e dai governi della sinistra-centro, convertitasi ad essere cinghia di trasmissione del grande capitale finanziario, hanno profondamento mutato il panorama politico e sociale delle società europee.
Tutto era iniziato con lo smantellamento, discreto e senza clamori, dei sistemi di sicurezza sociale, l’annullamento e le conseguenti riforme della legislazione del lavoro, le privatizzazioni dei servizi pubblici, le battute d’arresto dei salari, con la perdita permanente di diritti sociali che erano considerati diritti acquisiti, con il conseguente avanzamento della precarietà e disoccupazione, delocalizzazione di società, ingresso massiccio di mano d’opera di riserva (tramite le migrazioni), tutto questo ha finito per dimostrare quale fosse la matrice ideologica dell’Unione Europea.

Un’Europa ben lontana dalla tradizione dell’era umanistica, dove emergeva la necessità primaria che, nella società comune da realizzare , non doveva essere l’uomo a sottostare all’economia, ma piuttosto l’economia a mettersi al servizio dell’uomo. «L’Europa delle patrie non si deve fermare all’Europa dei mercati”, dicevano i teorici di quella Europa che non ha nulla in comune con la attuale Unione Europea, fondata sul predominio del mercati e della finanza rispetto alla politica e dimostratasi nel tempo, una compiacente vittima della globalizzazione al punto da diventare un blocco economico in crisi di ogni tipo.

Nella misura in cui la società e la storia universale sono trascinate come mai prima dalla globalizzazione, dal mito del mercato unico universale e dalle logiche del cosmopolitismo , l’inquietudine e il disagio attraversano i suoi popoli e le conseguenze sono immediate: la ripresa del populismo e dei revival di tipo nazionalistico sono un segno evidente del stato d’animo dei suoi abitanti.

Esiste un’altra grave componente politica, la notevole assenza di un dibattito dialetticamente serio su questi fenomeni in ampi ambienti del pensiero critico europeo. Senza consapevolezza critica, rimane solo la tacita accettazione dell’ ‘”americanizzazione di questo continente”, del predominio della visione anglosassone, calvinista e neoevangelica.
La generalizzazione di chiare politiche pubbliche neoliberiste, attuata dai governi europei, li ha trasformati in gestori di crisi, applicando e imponendo alle loro popolazioni il mandato della Troika, cioè del Fondo monetario internazionale (FMI), della Commissione europea e la Banca centrale europea.

Indubbiamente, in Europa e non solo in quella, stiamo vivendo un momento di crisi della globalizzazione – questo è indiscutibile – ma è la globalizzazione dell’angoscia e del panico. L’insolita violenza con cui si discute della preminenza del mercato e del grande capitale finanziario che ha il suo risvolto obbligato nel saccheggio economico e industriale della Terra, dal mare all’atmosfera, rende tutto condensato in un unico e terribile scenario che consiste nello sfruttamento delle persone e nel saccheggio dell’ambiente naturale.

E in questo senso, il ruolo centrale di queste politiche di sottomissione corrisponde indubbiamente alle direttive economiche che provengono dagli Stati Uniti, nei suoi processi di riformulazione del sistema mondiale capitalista. Anche se sarebbe un grande errore pensare che la realtà all’interno del grande paese del nord sia omogenea.

Al contrario, l’esperienza negli Stati Uniti, dove il capitalismo si manifesta in tutta la sua durezza, con poca protezione sociale e una democrazia di facciata dominata dalle grandi lobby, vi sono forti interessi opposti alle istanze sociali e un ampio panorama di nuove e vecchie povertà.

Marcia Nazionale in Ungheria

L’Illusione dei trattati fondativi

Al contrario di quanto accadeva nell’immediato dopoguerra, quando figure preminenti venivano preposti alla guida dei principali paesi europei, ricordiamoci di un De Gaulle, di un De Gasperi o di un Adenauer, personaggi criticabili per molti aspetti ma che comunque coltivavano una loro visione storica, nell’epoca attuale le mezze figure prevalgono sulla scena europea.
Attualmente quelli che vengono qualificati come “statisti europei” sembrano promossi a queste posizioni quali fiduciari delle elite finanziarie e per amministrare il necessario “taglio a forbice” nel bilancio pubblico delle nazioni e il loro nome diventa popolare nelle proteste di strada e nella rabbia della gente.

Il trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 definiva il “progetto di integrazione europea” dopo i progressi compiuti nell’atto unico del 1986, che prometteva, nello stesso panorama comunitario, “di sviluppare la dimensione sociale della Comunità, per rafforzare la legittimità istituzioni democratiche e migliorarne l’efficacia ».

Nell’operazione di mascheratura, il Trattato di Maastricht doveva anche essere presentato come la consacrazione dell ‘”Europa dei cittadini”, riconoscendo il diritto di voto alle elezioni europee per i residenti dell’UE, indipendentemente dalla loro nazionalità di origine.

Come si sono sviluppate le cose, per la verità il vero ruolo di partecipazione, che la cittadinanza europea avrebbe dovuto svolgere e conquistare, per motivo della storia e degli ideali espressi in forma astratta, è ancora del tutto assente. E sebbene introduca il principio di sussidiarietà – di cui nessuno parla più – il Trattato è giustificato solo dal suo contributo chiave all’Unione economica e monetaria, stabilendo i requisiti per l’edificazione europea in chiave germano-centrica..
Le oligarchie di Bruxelles, nelle stanze di comando effettivo dell’Unione, hanno preso il posto dei rappresentanti eletti dal popolo ed il loro modo di operare e decidere è del tutto opaco e non democratico.

Proteste in Polonia contro la UE

In sostanza, la ragion d’essere del Trattato, senza ipocrisia o retorica, fu l’annuncio della creazione della nuova moneta europea e dei criteri con cui gli Stati membri potevano accedervi e di quelli che decisero di far parte anche dell’unione monetaria, criteri che avevano a che fare con inflazione, deficit, debito e tasso di interesse quali “supremi principi”.

Maastricht Europe ha così trasformato ogni decisore politico a livello nazionale in un “presidente del 3%” incaricato di far rispettare le condizioni dell’UE e i Parlamenti nazionali, scippati delle loro funzioni, si sono ridotti nella stragrande magioranza dei casi, a ratificare decisioni prese a Bruxelles.

Ora viviamo in un’Europa senza anima, in un’Europa che sta sprofondando nelle più forti disuguaglianze, che è sfigurata in questa crisi senza fine del Covid 19, che sta scoperchiando il vaso di Pandora e rivela sempre più lo strappo delle procedure democratiche violate.
La crisi politica sta mettendo all’ordine del giorno in Europa proposte altamente antidemocratiche, con una pericolosa tendenza verso soluzioni totalitarie con la privazione delle libertà fondamentali e con l’introduzione surrettizia di una forma di censura. Il tutto con la subordinazione delle politiche nazionali alle procedure e sistemi della grande finanza transnazionale. Il tutto avviene con la manifesta mancanza di solidarietà dei vari leader europei.

Con la pandemia la realtà della UE viene fuori

La struttura stessa dell’UE favorisce il controllo dell’agenda europea da parte dei mercati. Il Parlamento europeo ha scarso potere, le decisioni vengono prese nei consigli ristretti. Il quadro a Bruxelles della Commissione europea, il vero potere esecutivo dell’UE, è organizzato in modo tale che le sue strutture siano al di fuori del controllo dei cittadini che, inoltre, non hanno alcun potere diretto di scelta sulla composizione dei suoi membri .

All’interno di questo intreccio compaiono le autorità monetarie, quelle incaricate di distribuire l’austerità sotto la bandiera del salvataggio finanziario. Pensare che la Banca centrale europea (BCE) sia non democratica è un eufemismo. I governi nazionali si piegano agli approcci della troika, che porta l’Europa a una deriva sempre più autoritaria.

Le grandi banche hanno preso il potere e consolidato un’Unione divisa e scollata al suo interno. Tali fratture sono cresciute nel tempo e si sono moltiplicate con le crisi economiche e sono esplose con l’attuale pandemia. Le risposte dei governi fino ad oggi sono state irregolari, non coordinate, inconcludenti e in competizione fra i vari paesi.

Con questa emergenza entra in gioco la reputazione della stessa Unione, almeno tra i suoi cittadini. La sua capacità di risposta alle grandi emergenze del nostro tempo si è rivelata inadeguata quando non inesistente.
Le principali forze politiche nei paesi coinvolti dalla crisi mettono oggi in questione la sopravvivenza stessa dell’Unione e la Germania, che avrebbe dovuto esercitare un ruolo guida, si dimostra sorda alle esigenze degli altri paesi ottusamente chiusa sui suoi immediati interessi.
Inevitabile a questo punto rimettere in questione l’intero organismo o lasciarlo lentamente franare nella sua inconcludenza e nelle sue contraddizioni.
Una cosa è certa: questa Unione saranno in pochi a rimpiangerla
.

9 Commenti

  • Eugenio Orso
    31 Marzo 2020

    Questa “unione” saranno in pochi a rimpiangerla, scrive Luciano Lago ….
    Non troppo pochi, purtoppo, mi permetto di correggere …
    Pensate ai piddioti, che in televisione propagandavano “il sogno europeo”, per inculare il bolsissimo popolo italiano, che ci è caduto fino a ieri.
    Pensate al “ce lo chiede l’Europa”, usato da piddioti, liberaloidi e simili, con la grancassa delle puttane mediatiche, quando si trattava di far passare misure contro i lavoratori, i pensionati, i disoccupati e … il popolo tutto.
    Vicino a dove abito, in occasione degli arresti diomiciliari di massa per il coronavirus, un medico piddiota, con la figlia piddiota e consigliere comunale, ha esposto sulla finestra l’orribile straccio blu stellato europoide, accanto alla bandiera italiana …
    Questi zombi rimpiangeranno di sicuro “il sogno europeo” e, purtroppo, non sono pochi.

    Cari saluti

    • nnicholas
      31 Marzo 2020

      Sarà una mosca blu :).
      Io finora vedo solo bandiere Italiane al massino, ‘Andra’ tutto bene’
      Spero, che questa Europa imploda al più presto…..

    • atlas
      1 Aprile 2020

      QUANDO I DEMOCRATICI PRIVANO I CITTADINI DI DIRITTI

      POI DIVENTA DIFFICILE PRETENDERNE DOVERI

      per i paesi democratici, come usa e italia, il virus è un’occasione per dimostrare di comprarsi consenso popolare solo dando pane e acqua; diritti umani fondamentali che un sistema Sociale e Nazionale ha sempre riconosciuto per principio

      PERCHE’ I GIUDEI VOGLIONO LA DEMOCRAZIA: PERCHE’ E’ UN SISTEMA MULTIPARTITICO PER INTERESSI INTERNAZIONALI

      Viktor Orban

      siamo tutti con quest’Uomo, la democrazia è alla fine, precipita sempre di più

      TROPPI PARTITI, TROPPE TESTE CHE VOGLIONO COMANDARE. NELLE DUE SICILIE UN PARTITO UNICO, SOCIALE E NAZIONALE

      • Eugenio Orso
        1 Aprile 2020

        Sono sdraiato sulla linea …
        La democrazia (non serve aggettivare oltre, “liberale”, “avanzata”, “occidentale”, etc.) è il sistema politico di dominazione dell’élite finanziaria-aglo giudaica e globalista.
        Oggi è soltanto questo, nonostante gli specchietti per le allodole mediatici e sub-politici rivoli alle masse inebetite.

        Cari saluti

  • Paolo
    31 Marzo 2020

    Cosa abbiamo condiviso con gli altri stati ue aldilà della mirabolante moneta unica ( che non è servita alla stragrande maggior parte della gente?) Stati che cercano di mettersela in culo l’uno con l’altro. Niente di più. È tempo (per la verità già tardivo) di uscire. A chi ci ha condotto a questo la forca sarebbe un atto umanitario.

    • Mardunolbo
      1 Aprile 2020

      “la forca sarebbe un atto umanitario…” E’ così, ma bisogna impedire che i servi del potere (polizia e servetti delle forze armate italiane balde e gioiose di salvare “risorse” africane) lo impediscano al popolo infuriato, come fecero in Grecia…poi c’è sempre Eurogendfor in agguato a Vicenza. Una visitina là , con una sistemazione adeguata della caserma e dei funzionari,prima che intervengano su ordine della Kommissione ,, non sarebbe male ! O dobbiamo aspettare Borghi e Bagnai che ricevano il permesso da Salvini che riceva il permesso da Verdini che lo riceva dalla loggia ? Sarebbe un po’ tardino…

      • ouralphe
        1 Aprile 2020

        L’ Eurogenderfor è una milizia mercenaria come quella degli Svizzeri e dei Germani di Luigi XVI. In uno scontro totale sarà travolta.

        • atlas
          1 Aprile 2020

          non date retta alle analisi di ‘ouralphe’, è un consiglio. Non solo sono superficiali, ma devianti. Dell’eurogendfor, per quanto odiosa e malefica possa essere, fanno parte carabinieri perfettamente addestrati e polizie militari che vanno dall’Olanda alla Romania

          rispondono direttamente a satana. Non che abbia fiducia dei magistrati di quì, tutta milizia di regime democratico, ma almeno se fossero ‘indagabili’ ciò rappresenterebbe un freno inibitore e di equilibrio di poteri che invece è attualmente totalmente sbilanciato

          spero si prendano ouralphe e se lo portino in celle segrete in Polonia. E così ce lo siamo levato dai coglioni

  • Monk
    31 Marzo 2020

    Le atomiche avrebbero dovuto sganciarle a Dresda e Berlino, i giapu non meritarono tale scempio

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