"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Unico muro che dovrebbe edificare Trump è quello intorno ai megaspeculatori di Wall Street che hanno ridotto gli USA ad un paese da terzo mondo

di Luciano Lago

Fra le prime decisioni della nuova amministrazione di Donald Trump, si è confermata l’intenzione di rinegoziare il “North American Free Trade Agreement”(NAFTA), quel trattato che era riuscito a distruggere l’economia fisica di tutti i tre paesi appartenenti (Stati Uniti, Canada e Messico) arricchendo però gli speculatori di Wall Street.

Non tutti sanno che gli agricoltori statunitensi sono stati messi in ginocchio e molte aziende sono fallite per causa delle importazioni a basso costo dei prodotti agricoli dal Messico, in particolare frutta verdura ed ortaggi, mentre il Messico, per effetto del trattato, da paese quasi autosufficiente per il cibo, attualmente è obbligato ad importare, attraverso le grandi multinazionali, grano, fagioli, granoturco, mais, ecc.. , essendo queste culture dismesse per gli effetti del trattato. Naturalmente i prodotti importati sono in buona parte prodotti che contengono OGM che hanno contribuito a diffondere malattie nella popolazione, in specie fra “los niños ” (bambini) tanto che in tempi rcenti si sono svolte numerose proteste della popolazione contro la Monsanto, uno dei principali produttori di mais e grano OGM.

Grazie agli accordi del NAFTA, che hanno fatto realizzare enormi profitti alle multinazionali USA, buona parte dei “campesinos” messicani hanno dovuto subire la devastazione della piccola e media produzione agricola locale, rovinata dall’arrivo senza dazi sul mercato locale delle eccedenze agricole sovvenzionate negli Stati Uniti e quindi più economiche. I campesinos messicani, quelli che non hanno  abbandonato le terre per emigrare in California o Texas, sono stati forzati a riconvertire i campi di mais e grano, a coltivare marihuana e papavero da oppio, un tributo dato all’economia della droga destinata al ricco mercato del nord America, dove vi sono enormi interessi non solo di trafficanti ma anche di organismi finanziari paralleli (basati a Wall Street) che sfruttano questo enorme mercato di riciclaggio di denaro sporco.

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Messicani fuggono via treno

I Cartelli della droga messicani, insignificanti 20 anni fa e divenuti potentissimi oggi, sono stati tra i principali beneficiari delle aperture dei confini per le merci, tra le quali non sempre viaggiano prodotti legali. Le promesse fatte da Trump, circa un sistema di dazi e neo-protezionismo rispetto al Messico, abrogando il trattato del Nafta, rischia di produrre conseguenze disastrose sull’economia del Messico, un paese di 122 miioni di abitanti, oltre ai 15 milioni di messicani espatriati negli USA.
Il trattato imposto da Washington è andato ad esclusivo vantaggio delle grandi multinazionali USA che, nei primi anni ’80 hanno trasferito parte di stabilimenti in Messico creando le famose “maquilladoras” ( aziende di assemblamento ) che non hanno lasciato valore aggiunto, salvo poi molte di queste, spostarsi nella corsa verso l’Asia, più a buon mercato per le delocalizzazioni ed il costo del lavoro.  Nel  Messico è rimasta in piedi una economia che dipende per il 75% per le esportazioni verso gli USA e, in buona parte, per le rimesse degli emigranti. Il Messico, con la nuova politica protezionista decisa da Trump, rischia l’implosione e la stabilità, una bomba ad orologeria sotto i confini degli USA: un paese in preda alla violenza dei Cartelli, con una classe politica screditata e corrotta, con occupazione di bassa qualità e sottopagata, che perderebbe il suo polmone di esportazioni ed il sogno di una fuga oltre il Rio Grande.

Le grandi multinazionali del cibo, sono quelle che a suo tempo hanno spinto per il NAFTA e sono le stesse il cui assetto azionario è detenuto dalle grandi banche di Wall Street, in un intreccio fra capitale industriale e capitale finanziario che costituisce una delle principali lobby che determinano la politica di Washington.
Il Messico risulta essere quindi un esempio classico (da manuale) dei danni prodotti dalla globalizzazione economica da cui risulta anche difficile tornare indietro.

Nei primi giorni del suo mandato Trump ha firmato due decreti esecutivi sulla sicurezza dei confini e l’immigrazione che ordinano il completamento di un muro tra Stati Uniti e Messico (quello iniziato da Clinton) e la deportazione di massa degli immigranti illegali dagli Stati Uniti.
Trump non ha voluto tenere in conto gli ammonimenti fatti dal suo stesso ministro, quello per la Homeland Security, il Gen. John Kelly, il quale aveva avvertito il 10 gennaio, durante le audizioni per la conferma della sua nomina, che nessun muro potrà fermerà l’immigrazione illegale per via “degli incredibili profitti che arrivano nel nostro paese a causa del consumo di droga.” L’ex Gen. Kelly, che era stato a capo del Comando Meridionale degli Stati Uniti, aveva ribadito più volte che la vera minaccia alla sicurezza nazionale sono gli orrendi livelli di consumo di droga negli Stati Uniti, peggiorati dalla legalizzazione in molti stati.

Quello rappresenta il vero pericolo e non certo la povera gente messicana, famiglie e bambini, che fuggono dalla distruzione delle loro comunità e dalla violenza dei cartelli della droga. L’intreccio tra i cartelli della droga, le grandi multinazionali, la CIA, le banche di Wall Street è un fatto dimostrato da numerose inchieste fatte da esperti (non a libro paga dei media ufficiali) ricercatori autonomi negli USA. Vedi: Il Messsico ostaggio dei narcos   –    La CIA ed il traffico internazionale di droga….

La vera azione efficace per sgominare questi traffici sarebbe quella di sbattere in galera i banchieri corrotti, i trafficanti colegati con le autorità, i politici corrotti ed i responsabili militari coinvolti nel traffico della droga e riconvertire l’economia messicana favorendo le culture locali e le necessità delle comunità agricole.

Se un muro deve essere edificato, quello  dovrebbe essere costruito intorno ai banchieri di Wall Street, il vero cancro che attanaglia l’economia e la società nordamericana.
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  1. Tania 11 mesi fa

    Fuori tema.
    La7, l’aria che tira, dicono che ad un migrante servono 3000 euro per venire in Italia e altri 1000 euro per varcare il confine a nord, mi chiedo quanti italiani potrebbero permettersi oggi una spesa simile, nella stessa mai famiglia molti non possono farlo, vivono di voucher, quindi, ma quanto sono ricchi quelli che vengono?
    Negli ultimi 10 anni quanti sono arrivati in Europa? Numeri VERI, non quelli dei tiggi, ebbene, ne sono venuti più di 6 milioni, ma quanto sono ricchi i poveri? Mi si apre davanti un mondo…

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    1. paolo 11 mesi fa

      sono tutti giovani maschietti marroni. Mangiano,cacano e trombano le “crocerossine” italiane. Tutto aggratis. 3000 euro investiti bene! Smettila di guardare la TV.

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    2. nessuno 11 mesi fa

      Che sia tanto fuori di tema non mi sembra proprio, il muro è collegato ai migranti
      i migranti alla economia e via via fino a Wall-street.
      Per la quasi totalità degli immigrati sub-sahariani qualche migliaia di € rappresentano
      molti di anni di sostentamento,insomma una piccola fortuna, potendo vivere bene
      nel loro paese con la loro famiglia. perché tentare un viaggio si lungo pieno di
      insidie ed incognite? C’è dell’altro, qualcuno che li finanzia, qualcuno che ci lucra.
      Addirittura, sembra che in moltissimi casi gli immigrati non devono pagare nulla
      arrivano in Lybia e si imbarcano…..
      Anche agli usa gli immigranti sono molto utili…
      Andiamo al tema: tempo fa parlando con un mio collega e amico tra un soggetto
      e l’altro mi ha chiesto: ma lo sai del vero perché della presenza usa in Afghanistan?
      Ho risposto sentiamo: rispose: il papavero…..
      Mi ha lasciato perplesso….

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      1. Citodacal 11 mesi fa

        La voce sulla presenza USA per circostanze analoghe al “papavero” era già circolata abbondantemente per il Vietnam (poi i giovani americani tornavano a casa storpi e si prendevano pure gli insulti e le buste piene di merda), ma probabilmente è uno dei tanti e possibili motivi (perché tralasciare di far man bassa?): niente di nuovo dunque sotto il sole.

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  2. Tania 11 mesi fa

    Concordo con Luciano Lago, voto Mi piace….

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  3. THE ROMAN 11 mesi fa

    Come sempre e’ accaduto sono le moltitudini incolpevoli a pagare per le malefatte di coloro che si proclamano i loro rappresentanti. In un mondo senza piu’ etica, l’ingenuita’ e’ assurta a difetto mortale, causa di irreparabile disgrazia e rovina. Purtroppo il controllo dei mezzi di informazione e di formazione da parte delle oligarchie finanziarie transnazionali , ha illuso una generazione di sprovveduti che il globalismo fosse cosa buona e giusta. La complicita’ di autorita’ morali e religiose nell contrabbandare politiche volte a schiavizzare i popoli spacciandole per emancipazione e progresso, ha permesso ad una superclass globale di ambire al dominio del mondo, TRUMP e’ un oppositore a questo dominio, ma come altri prima di lui, non ha la forza per affrontare direttamente coloro che menano le danze. E’ molto piu’ facile mettere generici ostacoli, implementare politiche protezioniste e gonfiare il petto contro il comune capro espiatorio. Sono totalmente d’accordo con Lago, quando indica nei poveri campesinos e nei piccoli farmers americani, le vere vittime di questo abominio. A ben vedere , e’ la stessa sorte toccata ai piccoli commercianti ed artigiani d’ Italia ed Europa, sotto le scellerate politiche diegli eurocrati. E’ la sorte comune a tutti i popoli sottopèosti ad un ideologia perversa che prescrive societa’ aperte alla coloniìzzazione economica da parte del capitalismo internazionale,in larga parte basato sull’inganno della valuta FIAT ,emessa dalle banche private a propria discrezione. Chiunque abbia voluto prendere iltoro per le corna e’ finito male ,da Lincoln in poi,e’ quindi logico che il neo presidente sia quantomeno prudente, ma alcuni segnali lasciano presagire che sia un uomo coraggioso e determinato. Se avra’ il coraggio di andare contro il vero potere,onorera’ la grande figura di Andrew Jackson del quale ha appeso un ritratto nello studio ovale, altrimenti sara’ solo un reazionario a servizio del grande capitale basato sull’industria americana.Chi vivra’ vedra’

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    1. Tania 11 mesi fa

      Molto bello il commento di The Roman, anch’io avevo scritto la prima impressione dopo aver letto l’articolo di testa di Luciano Lago, era questo :
      Porci schifosi criminali maledetti del PD, delle sinistre senza cervello, di Soros, e del papa.

      Poi ho pensato che era meglio non spedirlo, invece no, perché come si evince ha la qualità della sintesi…

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      1. Tania 11 mesi fa

        Per la verità credo cominciasse con “Luridi”
        Luridi porci schifosi criminali maledetti del PD, ecc ecc ecc

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  4. PieroValleregia 11 mesi fa

    salve
    Trump non è certo responsabile delle politiche di chi ha governato prima di lui e, come scrive Luciano Lago e sottolinea, il sempre ottimo
    The Roman, a pagare son altri.
    L’unica speranza è che chi ha causato tutto questo sia spazzato via dalla presa di consapevolezza delle menti ottenebrate da: notti bianche,
    gay pride, grande fratello, PD, facebook e altre “amenità” demopluraliste varie…queste menti riusciranno a disintossicarsi ?
    saluti
    Piero e famiglia

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  5. Eugenio Orso 11 mesi fa

    Sono in sintonia con Luciano Lago.
    Purtroppo, la nuova amministrazione Usa è anch’essa infiltrata da ex Goldman-Sachs e simili e, per conseguenza, da membri dall’apparato finanz-industriale che ha tenuto per le palle le amministrazioni precedenti.
    Anche nel bloccare temporaneamente l’immigrazione dai paesi islamici il gruppetto di potere riunitosi intorno a Trump ha sbagliato. Non ci dovevano essere Iran e Yemen, mentre sono stati esclusi gli stati canaglia che dovevano essere i primi della lista: Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Emirati, Kuwait.

    Cari saluti

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  6. Tania 11 mesi fa

    La “sinistra” mondiale si schiera contro Trump, la sinistra che ha votato i “Renzi” del mondo, la sinistra che ama essere pagata con voucher, che ama il lavoro saltuario, la precarietà, un futuro fatto di niente, anzi, no, fatto di miseria assicurata, la sinistra che vota la MAFIA e i suoi servi solo perché si proclamano di “sinistra”, se si proclamassero santi e guaritori ci sarebbe la sinistra che a frotte si presenterebbe con oboli e candele per farsi curare…
    Che fine ha fatto il cervello della sinistra, si è liquefatto nelle teste? Una volta essere di sinistra era una qualifica di intelligenza indiscutibile, era un marchio registrato, ed era pure vero, che virus l’ha colpita?

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    1. paolo 11 mesi fa

      il virus del servilismo e dell’idiozia. Ma erano già portatori sani.

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    2. Eugenio Orso 11 mesi fa

      Da molti decenni ormai (diciamo tre) le teste di cazzo sinistroidi reagiscono come cani pavloviani alle sollecitazioni mediatico/propagandistiche del sistema, che indica a questa feccia dell’umanità (ammesso che ne facciano parte) “battaglie” fittizie come quelle per i famigerati diritti umani, oppure per le nozze a adozioni gay contro natura.
      Inoltre, l’apparato mediatico-accademico e ideologico del neocapitalismo (formato da una certa varietà di luridi mercenari, dai giornalisti agli “accademici”, dagli intellettuali progressisti ai sondaggisti-rilevatori demoscopici) indica alle imbelli masse sinistroidi idiote falsi nemici, siano essi “populisti” – cioè dalla parte dei popoli contro le élite – siano essi addirittura “fascisti”, ma comunque sempre “omofobi”, “xenofobi”, “sessisti” e “razzisti”.
      Sciorinato tutto il repertorio, possiamo concludere che il miglior puntello del potere elitista che sta devastando i nostri paesi è costituito proprio dalla nuova canaglia sinistroide politicamente corretta, liberal e libertaria, nonché liberista anche se dichiara, ritualmente, “sensibilità per il sociale” .

      E ho detto tutto …

      Cari saluti

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      1. the Roman 11 mesi fa

        E hai detto bene !

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