"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’ultima infame trovata del governo Renzi e della sua ministra Lorenzin: abolire gli esami clinici precauzionali

di Luciano Lago

Non ci si poteva aspettare altro dal governo euroservo dei privatizzatori se non che mettesse le mani, dopo averlo fatto sul lavoro, sulla scuola e sulle riforme istituzionali, anche sulla Sanità Pubblica per riformarla, adottando il modello aziendalista.
Detto fatto si presenta il ministro Lorenzin, grande “esperta” di problematiche mediche (una diplomata di liceo) la quale con aria trionfante annuncia la riforma della Sanità : ci saranno “razionalizzazioni” sugli esami medici per evitare gli sprechi, annuncia la Lorenzin.


In cosa consistono queste razionalizzazione lo si comprende subito: abolizione degli esami medici superflui, in pratica quelli che il medico ti mandava a fare in via cautelativa quando non vi erano ancora sintomi precisi ma si poteva sospettare l’esistenza di una patologia grave: una epatite, un diabete, una anemia con sospetto di emofilia, una fibrosi, una dispepsia gastrica, ecc. Per coloro che si presentano al medico della USL , non sarà più possibile fare le preanalisi e gli esami medici cautelativi fino a che non ci siano sintomi gravi di una patologia, che potrà essere divenuta ormai allo stadio avanzato. Così ha deciso la Lorenzin, l’illustre “scienziata” che occupa il posto di Ministro della Sanità.

Se passa questo provvedimento legislativo, le preanalisi diventeranno esclusivo appannaggio dei laboratori privati, per chi se lo potrà permettere, esclusi per tutti gli altri, visto che ai medici sarà proibito prescriverli, considerati “esami inutili”, da evitare dietro la minaccia di sanzioni al medico che dovesse contravvenire alla regola imposta.
Non è difficle rendersi conto della portata negativa di questo provvedimento che viene giustificato con la necessità dei risparmi alla sanità, dopo tutti quelli già apportati di recente.

Si tratta di una misura che va inquadrata in quel processo di privatizzazione e liberalizzazione del mercato che è il mantra ispiratore di tutti i governi neo liberisti, quelli del “ce lo chiede l’Europa”, da Monti a Letta a Renzi. Un processo che investe tutti i settori pubblici e che pretende di fare del sistema sanitario, per quanto sia possibile, un sistema appaltato a cliniche e laboratori di analisi privati, con qualche convenzione di comodo destinata ai soliti noti, con partecipazioni di società assicuratrici (meglio se collegate alle Cooperative) che stipuleranno polizze integrative, un mercato che promette di essere un grande business per gli operatori privati ed un calvario per gli utenti di basso reddito che inevitabilmente, per mancanza di esami medici preventivi, si ammaleranno di più e si accorcerà la vecchiaia con grande risparmio per le casse della Previdenza Pubblica. Esattamente quello che volevano: risparmio sulle spese di assistenza sociale.

Naturalmente i soliti entusiasti sostenitori del libero mercato spiegheranno che si tratta di eliminare sprechi, di rendere più efficiente il sistema ed in linea con gli standard europei, definendo nuovi paramentrie di assistenza estesi a tutti, senza pregiudizio per alcuno
Gli esami diagnostici si potranno fare ma soltanto ogni 5 anni e se nel frattempo il paziente si ammala, dovrà aspettare il successivo esame o rivolgersi a strutture private.

Il governo e la ministra affermano che, con il nuovo sistema, si potranno risparmiare 13 miliardi che potranno essere spesi meglio. Tutti i tagli alla spesa pubblica son giustificati così da sempre, e da sempre sappiamo che questo non è vero. La sostanza è che si ridurrà la prevenzione sulle malattie, soltanto chi dispone di alto reddito potrà permettersela, i poveri si ammaleranno di più e così finalmente si accorcerà quella aspettativa di vita ecessivamente lunga che finiva per aggravare i conti dello Stato.

Il malumore dei medici al cospetto di questa riforma verrà frenato ricorrendo ad una compensazione tramite ad un grazioso “dono” per la categoria: la soppressione delle cause dei cittadini per malasanità che tanti problemi apportava ai medici, in particolare a quelli assunti negli ospedali dietro raccomandazioni politiche. I medici saranno messi al riparo dalle cause per “malasanità” mentre i pazienti non saranno al riparo dalle malattie più varie.

Nonostante questo “dono” molti medici sono giustamente in agitazione contro questa legge, perché verrebbero sottoposti ad uno standard di regole e comportamenti di modello aziendalistico. Sembra infatti evidente che, anche in questa “riforma”, il modello aziendalistico alla Marchionne, sia quello prevalente. Come avvenuto per la scuola con l’istituzione dei “presidi marescialli”, anche nella sanità ci saranno strutture e poteri burocratici che avranno il compito di decidere sui comportamenti e la condotta dei medici di base.

Si istituisce anche nella Sanità un modello aziendale fondato sul profitto che è quello che da tempo si sta progressivamente imponendo nei servizi pubblici, a colpi di privatizzazioni e di nuove regole, il tutto volto a trasformare le persone ed i loro diritti costituzionali in oggetti di mercato.

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  1. Mazzugoro 2 anni fa

    scuola, lavoro, sanità, legge elettorale, censura, unendo i puntini la prossima sarà la giustizia.

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  2. mimmo 2 anni fa

    non tutto il male vien per nuocere…meno medicina preventiva, meno ammalati…
    sembra una caxxata, ma …a buon intenditor…

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  3. Piero61 2 anni fa

    …è un altro tipo di eutanasia; ottimo sistema per pagare sempre meno stipendi e relative pensioni… provvedimenti tipici della sinistra, fin dai tempi della “democratica ghigliottina” con terrore, leva obbligatoria, tassa sulle finestre e settimana lavorativa portata a decade…
    allez allez
    saluti
    Piero e famiglia

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  4. Anonimo 2 anni fa

    Scusi ministra, lei paga i ticket o noi italiani paghiamo tutte le sue spese mediche, oltre a vitalizio, etc… ?

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    1. capua 2 anni fa

      Siamo davvero diventati merce umana.

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