Lukashenko risponde alla proposta di intermediazione di Macron: “Farò io da intermediario con i gilet gialli”

Il presidente bielorusso non sembra aver accettato la proposta di mediazione fatta dal presidente francese per risolvere la crisi nel suo paese. In risposta, Lukashenko si è offerto di venire prima lui in Francia per mediare tra Macron e i Gilets Jaunes.

“Macron ha detto che voleva fare da mediatore nei negoziati in Bielorussia. Bene, lasciami però andare per primo, sarò io a fare l’intermediario tra i Gilet Gialli e Macron ”. È con queste parole che il presidente bielorusso Alexander Loukachenko ha spazzato via, il 21 agosto, la proposta del presidente francese, formulata il giorno prima, di mediazione europea tra i vari attori della crisi in Bielorussia.

“Devi vedere la situazione con loro … Dio non voglia. Terrore, repressione, i gilet gialli … Loro e i loro media non vedono niente. No, sono ossessionati solo dalla Bielorussia. Lasciamo che affrontino prima i loro problemi ”, ha continuato il leader bielorusso, intervenendo durante una visita al complesso agricolo di Dzerzhinsky (vicino alla capitale Minsk), come riportato dal quotidiano russo Izvestia.


Il 20 agosto, durante la sua conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel, Emmanuel Macron ha ritenuto essenziale stabilire “un dialogo tra le autorità, l’opposizione e la società civile” in Bielorussia specificando di sperare che questo dialogo “possa essere messo in atto dagli stessi bielorussi”.
“Ma l’Unione europea è comunque pronta a sostenere questo, se il nostro ruolo di mediazione può essere utile ed è desiderato dai bielorussi, con altre istituzioni, in particolare l’OSCE [Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa], includendo la Russia nel dialogo impegnativo “, ha aggiunto anche il capo di stato francese.

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“Questa è una buona opportunità per distogliere l’attenzione dai propri problemi e indirizzarla verso un altro paese. Lo stiamo vedendo “, ha commentato Alexander Lukashenko il giorno successivo.

L’annuncio della rielezione del leader bielorusso (al potere dal 1994) con oltre l’80% dei voti ha innescato manifestazioni il 9 agosto in tutte le principali città del Paese, volte a contestare i risultati dello scrutinio presidenziale.

La polizia ha risposto effettuando migliaia di arresti nelle sere successive alle elezioni. Nonostante le testimonianze riferissero condizioni di detenzione atroci e almeno tre morti a margine delle mobilitazioni, il presidente Lukashenko ha denunciato le manifestazioni antigovernative riferendosi, in particolare, alle “rivelazioni di controllo a distanza” dei manifestanti dall’estero. In diverse occasioni, ha suggerito che i manifestanti che contestavano la sua rielezione fossero manipolati da forze esterne.

Nota: Macron è rimasto spiazzato da questa risposta di Lukashenko e non pensava che qualcuno facesse riferimento alla rivolta interna in Francia che dura da oltre un anno e che ha dato luogo ad una feroce repressione da parte delle forze di polizia francesi che hanno ferito centinaia di manifestanti adottando armi letali per contenere la rivolta e le proteste di massa. I media occidentali non hanno dato molto eco a queste manifestazioni mentre tutta l’attenzione viene rivolta alle proteste in Bielorussia ed a Hong Kong.

Fonte: https://francais.rt.com/international

Traduzione e nota: Gerard Trousson

2 Commenti

  • eusebio
    24 Agosto 2020

    Lukashenko prima svelando che l’FMI gli aveva offerto circa 1 miliardo di dollari se metteva il paese in quarantena e poi adesso dileggiando il culattone francese strumento dei banchieri sionisti si è praticamente condannato a morte, difatti il sionista francese Levy, ancora con le mani sporche del sangue di Gheddafi e dei civili siriani, ha incontrato la carneade avversaria di Lukashenko https://twitter.com/BHL/status/1296117234545438721 lo speculatore algerino già pregusta i ricchi emolumenti che gli arriveranno dal saccheggio della Bielorussia, delle sue risorse naturali, della sua forza lavoro, e sopratutto della presa di controllo di un territorio che serve per riportare la Russia sotto il controllo sionista.

    • atlas
      24 Agosto 2020

      Bernard Levy è un giudeo che nulla ha a che fare con l’Algeria, Nazione resistente (deve fare la stessa fine (molto brutta, pessima) di Arrigo Levi

      non preoccuparti per la Bielorussia, è tutto calcolato: se Putin ha lasciato fare in Ukraina è solo per ri-prendersi la Crimea, il Dombass e Lugansk. Sarà una Russia sempre più grande e sempre più stabile. Sempre più Russia

      possono fare solo propaganda per gli allocchi democratici, la Bielorussia è un limite invalicabile

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