Lukashenko consente alla LNR d’interrogare Protasevich

Il primo giugno il leader bielorusso Aleksander Lukashenko ha riferito che dal Donbass possono venire in Bielorussia per interrogare Roman Protasevich:
“Se in Donbass vogliono rivolgere domande a Protasevich in relazione al caso lì avviato, favorite pure! fategliele!”.

Nella stessa giornata, in precedenza, si è saputo che l’ufficio del procuratore generale dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk (LNR) ha accertato il coinvolgimento dell’ex caporedattore del canale Telegram-Nexta Roman Protasevich, detenuto a Minsk, in crimini contro la popolazione civile del Donbass.

Il 27 maggio, l’autorità di vigilanza ha avviato un procedimento penale contro Protasevich (nella foro in alto) a causa della sua partecipazione alle ostilità in Donbass. Secondo l’indagine: nell’estate del 2014 Protasevich si è unito volontariamente ai ranghi dell’“Azov”, riconosciuto dalla LNR come organizzazione terroristica. Dall’estate del 2014 all’inverno del 2015 il “blogger” ha servito come vice comandante di collegamento della seconda compagnia d’assalto dell’omonimo battaglione e ha preso parte alle ostilità nel territorio del Donbass.

Alexander Lukashenko

“Così, Protasevich Roman Dmitrievich, usando armi pesanti (cannoni MT-12, obici D-30, mortai, cannoni antiaerei), ha commesso una serie di crimini particolarmente gravi, palesati nel bombardamento degli insediamenti della Repubblica Popolare di Donetsk, che hanno causato morte e ferimento di civili, distruzione e danni alle infrastrutture civili”, ha affermato l’ufficio del procuratore della LNR.

Oltre alla partecipazione ad un’organizzazione terroristica, Protasevich è sospettato dell’impiego di mezzi e metodi militari vietati dai trattati internazionali, di armi di distruzione di massa e pure di genocidio.

È stato il KGB bielorusso a dichiarare il coinvolgimento di Protasevich nelle ostilità del Donbass, come pure nell’organizzazione di rivolte di massa in Bielorussia.


Il capo del KGB della Bielorussia Ivan Tertel’, il 26 maggio, ha infatti annunciato:
“È innegabile che questa persona risponda pienamente alla definizione di terrorista, combattente-mercenario, partecipante agli eventi sanguinosi (come parte del tristemente conosciuto battaglione “Azov”) associati alle atrocità e alla morte di civili nel sud-est dell’Ucraina” – ha affermato Tertel’ in un’intervista ai giornalisti – “Non si tratta solo dei nostri dati e dei dati dell’indagine, ma anche dei fatti esposti sui media, con le confessioni personali di Protasevich”.

Inoltre, nell’indagine, Protasevich ha riferito quali politici, organizzazioni e servizi speciali stanno sponsorizzando attività sovversive contro le autorità bielorusse. Lo stesso Protasevich, come riferito da Tertel’: “Ha applicato attivamente l’esperienza acquisita in Ucraina” in relazione ai fatti della Bielorussia: “È stato l’organizzatore e il coordinatore dei tumulti di massa che hanno messo in pericolo la vita e la salute dei comuni cittadini e delle forze dell’ordine”.

Roman Protasevich sul banco degli imputati

Protasevich è stato arrestato il 23 maggio dopo un atterraggio d’emergenza all’aeroporto di Minsk di un aereo Ryanair in relazione a un messaggio sulla presenza di una bomba a bordo, che in seguito si è rivelato falso.

Fonti: https://iz.ru/1172553/2021-06-01/lukashenko-priglasil-v-belorussiiu-zhelaiushchikh-zadat-voprosy-protasevichu
https://russian.rt.com/ussr/article/866599-minsk-zaderzhanie-obvineniya

Traduzioni e sintesi di Eliseo Bertolasi

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