L’Ucraina svilupperà una serie di provocazioni anti-russe e anti-Crimea

Lo ha annunciato oggi mercoledì 11 agosto il rappresentante permanente della Crimea alla presidenza della Federazione Russa Georgij Muradov a RIA Novosti:
Purtroppo, le provocazioni contro la Russia sono una componente obbligatoria di questo progetto anti-russo. Durante il vertice internazionale della cosiddetta piattaforma per la de-occupazione della Crimea, verrà sviluppata tutta una serie di provocazioni anti-russe e anti-Crimea, volte a fomentare le tensioni nella regione del Mar Nero” (il vertice è previsto a Kiev il 23 agosto 2021 ndr.).

Secondo Muradov, questo complesso è necessario (a Kiev ndr.) per minare la situazione internazionale intorno alla Crimea:
“Questa piattaforma è stata creata per agire, non per discutere questioni teoriche, a ciò dobbiamo essere pronti”, ha concluso.

In precedenza, il 9 agosto, l’ufficio del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, ha nominato il ritorno della Crimea sotto il controllo di Kiev e la protezione dei popoli indigeni dalla persecuzione, come i compiti principali del paese. L’ufficio ritiene che, attualmente, il popolo tataro di Crimea “soffra una massiccia oppressione e persecuzione per la sua posizione di rifiuto dell’occupazione e di sostegno all’integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina”.

Georgij Muradov

Il 3 agosto, Zelensky ha affermato che il ritorno della Crimea in Ucraina è solo questione di tempo. Zelensky è certo che gli ucraini apprezzano la penisola più dei russi. Secondo la sua opinione, Crimea e Donbass, per i cittadini russi, sono un territorio straniero.
Il fatto che Kiev si aspetti, prima o poi, il ritorno della Crimea in Ucraina è stato annunciato il 2 agosto anche dal ministro degli Esteri del paese, Dmitry Kuleba, che ha minacciato la Russia di “pietre dal cielo”.

Il 12 luglio, il presidente russo Vladimir Putin, nel suo articolo “Sull’unità storica di russi e ucraini”, ha osservato che oggi l’Ucraina ha a che fare con un cambiamento forzato dell’identità nazionale.

La Crimea è tornata in Russia dopo il referendum del 2014. Per l’adesione ha votato il 96,77% dei residenti della regione e il 95,6% degli elettori di Sebastopoli. La procedura si è svolta in conformità al diritto internazionale. Tuttavia, Kiev considera la penisola un suo territorio temporaneamente occupato. Mosca ha più volte affermato che la questione dell’appartenenza è definitivamente chiusa.

Fonte: https://iz.ru/1205560/2021-08-11/postpred-kryma-zaiavil-o-podgotovke-ukrainoi-antirossiiskikh-provokatcii

Traduzione di Eliseo Bertolasi

3 Commenti
  • atlas
    Inserito alle 10:52h, 12 Agosto Rispondi

    le provocazioni democratiche non prevarranno sul sovranismo. E nemmeno il troll giudeo

    • ugo
      Inserito alle 15:03h, 12 Agosto Rispondi

      Perché “si riconosce l’ albero dai suoi frutti”

  • Nicholas
    Inserito alle 11:47h, 12 Agosto Rispondi

    Se l’Ucraina, non invade la Crimea e Donbass non otterrà nulla. Solo impoverimento di sé stessa

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