L’Ucraina Rifiuta di sottoscrivere la Formula Steinmeier (Status Speciale per il Donbass)– a rischio il Summit del “Quartetto di Normandia”

Rifiuto ucraino alla firma della Formula Steinmeier – a rischio il summit del “Quartetto di Normandia”

di Eliseo Bertolasi

Come riportato dall’agenzia TASS, il 18 di questo mese in una riunione a Minsk la controparte di Kiev ha rifiutato di firmare la “Formula Steinmeier” per la concessione, in Ucraina, di un possibile status speciale per il Donbass, minacciando così d’interrompere la preparazione al summit del “Quartetto di Normandia” (Francia, Germania, Russia e Ucraina ndr.).

https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/6899771

Alla fine del 2015, Frank-Walter Steinmeier, che allora era capo del Ministero degli Esteri tedesco, propose un’opzione chiamata per l’appunto “Formula Steinmeier”. L’opzione offre un meccanismo per garantire al Donbass uno status speciale, come richiesto dagli accordi di Minsk. In particolare, prevede l’emanazione di una legge ucraina che riconosca una modalità speciale di autogoverno locale in alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Lugansk, su base temporanea il giorno delle elezioni locali nel Donbass e su base continuativa dopo la pubblicazione della relazione dell’OSCE sui risultati elettorali.

In una recente intervista alla TASS Aleksej Chesnakov, direttore del “Centro per la Congiuntura Politica” di Mosca, ha tuttavia dichiarato che nei prossimi giorni la firma di documenti che riconoscano la Formula Steinmeier da parte di Kiev nel gruppo di contatto di Minsk sarà condizione per l’attuazione del summit del “Quartetto di Normandia”.

Ecco la dichiarazione rilasciata ai giornalisti dal ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk Natalia Nikonorova, plenipotenziario della Repubblica ai colloqui del “Gruppo di contatto”:
“I rappresentanti ucraini continuano a distorcere il significato della formula di compromesso, assegnando, erroneamente, la priorità alla soluzione dei problemi di sicurezza. Per Kiev è giunto il momento, ufficialmente, di smetterla di escogitare versioni alternative della realtà e di cominciare ad attuare ciò che è chiaramente indicato nell’insieme delle misure; i passi per l’attuazione dei punti politici e di sicurezza dovrebbero essere condotti in parallelo, in connessione ed esclusivamente in concordanza con i rappresentanti delle Repubbliche.
Al momento sono stati fatti passi concreti nel settore della sicurezza: è stato concordato un cessate il fuoco illimitato, sono state raggiunte ulteriori misure per il suo controllo, a seguito delle quali, nel suo insieme, è stato possibile ottenere una diminuzione dell’escalation, la tanto attesa diluizione delle forze e dei mezzi nella prima sezione pilota di “Stanitsa Luganskaja” e vengono elaborati documenti importanti nell’ambito delle questioni del ritiro.

Repubblica di Donetsk


In questo contesto, già da un anno non si sono assolutamente registrati concreti passi in avanti nell’attuazione dei punti politici. L’incontro di oggi, purtroppo, non ha fatto eccezione, nonostante gli incarichi chiari ed inequivocabili a livello dei consiglieri del “Formato Normanno”.
Inoltre, le autorità ucraine devono anche ricordarsi della necessità di una riforma costituzionale, ossia, fissare un status speciale per il Donbass nella legge principale del paese. Solo in tal caso sarà possibile parlare di una soluzione efficace e a lungo termine del conflitto, dal momento che senza fissare lo statuto speciale del Donbass nella costituzione, il parlamento ucraino sarà in grado di annullare o riscrivere con relativa facilità questo atto giuridico-normativo.
È del tutto palese che la leadership dell’Ucraina non riuscirà all’infinito a sabotare il lavoro sulla pista politica. Siamo convinti che toccherà a Kiev assumersi la responsabilità per un atteggiamento poco coscienzioso verso una risoluzione di pace, sia nei confronti del popolo del Donbass, sia nei confronti dei cittadini ucraini.
Non va dimenticata l’esistenza di obblighi nei confronti della comunità internazionale verso i paesi garanti degli Accordi di Minsk e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. A nostro avviso, a questo livello, è giunto il momento di applicare determinate misure di responsabilità verso le autorità ucraine per il sistematico inadempimento dei loro obblighi”.

http://dnr-news.com/dnr/51031-mid-dnr-beskonechno-sabotirovat-politicheskoe-uregulirovanie-v-donbasse-u-kieva-ne-poluchitsya.html

Anche il Cremlino ha commentato il rifiuto di Kiev. Secondo il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov, il cambio di posizione di Kiev sulla Formula Steinmeier non rientrerebbe nel quadro degli accordi precedenti.

https://ria.ru/20190919/1558845602.html

L’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, su twitter, ha affermato, invece, che le autorità di Kiev non hanno mai sostenuto la “Formula Steinmeier”:
“L’Ucraina non è mai stata d’accordo con la Formula Steinmeier. Steinmeier ha proposto che immediatamente dopo le elezioni entrerà in vigore una legge sul regime speciale dell’autogoverno locale. Non una parola in più. Tutto il resto è fare letteratura”.
Poroshenko ha inoltre aggiunto che il documento nel suo aspetto attuale rappresenta solo un’“interpretazione russa” della proposta di Steinmeier.

Ministro degli Esteri della DNR (Repubblica di Donetsk), Natalia Nikonorova

https://ria.ru/20190918/1558828113.html?in=t

Ora rimane da capire quale saranno le prossime azioni di Kiev. Questo atteggiamento rientrerà nei ranghi in linea con le promesse elettorali del presidente ucraino Vladimir Zelensky che promise di dare priorità al ritorno della pace nell’Est Ucraina, oppure è l’espressione del desiderio di far saltare le possibilità di giungere a una soluzione pacifica della guerra civile nel Donbass?
Va considerato che solo il 16 settembre il ministro degli Esteri ucraino Vadim Pristajko, in onda sul canale televisivo ICTV, rispondendo a una domanda su come porre fine alla guerra nel Donbass ha riferito che esisterebbe una “Formula Zelensky”. Tale formula, secondo le parole del ministro, implicherebbe anche una transizione “verso alcune nuove misure radicali” qualora sia impossibile risolvere il conflitto nel prossimo futuro, sottolineando inoltre: “In tutto, abbiamo da sei mesi a un anno. La “Formula Zelensky” si conclude con la frase che non abbiamo cinque anni per continuare i negoziati”.

https://www.interfax.ru/world/676687

Fonti: Tass, Dnr-news, Ria Novosti, Interfax.ru

2 Commenti

  • Alexander
    22 Settembre 2019

    Non esiste nessuna dnr o lnr, e terutoria di Ucraina che è stata occupata dalle forze di Russia, nessun statuto speciale a donbas, donbas fa la parte di Ucraina come Krimea, Putin e un bugiardo, Ucraina sta difendendo dal aggressore che è la Russia, donbas e Ucraina, nessun statuto speciale, cosa sta succedendo? Europa e impazzita?

  • antonio
    25 Settembre 2019

    hai perfettamente ragione, il doppio standard della russia dove conviene vedi siria o venezuele, bisogna dare assistenza al governo legittimo e bombardare gli oppositori, mentre in ucraina vale la regola opposta

    Bisogna allontanarsi il piu’ possibile dalla russia

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