L’Ucraina Dichiara L’accordo Di Minsk Non Vincolante e sbilanciato a favore del Donbass

Il Fallimento dei negoziati apre le porte porte ad un nuovo conflitto

di Joaquin Flores

MINSK – Nell’ultima riunione del gruppo di contatto tripartito a Minsk (TKG) il 15 giugno (l’organismo che ha portato alla creazione dei Normandy Four e dell’accordo di Minsk), Kiev è arrivata in una posizione sorprendente che elimina effettivamente un percorso per riguadagnare controllo sul Donbass. Il cambio di posizione di Kiev lascia aperta solo un’opzione militare.

L’accordo di Minsk conteneva una serie di requisiti da entrambe le parti; alla parte di Kiev era richiesto un cambiamento nella costituzione nella direzione di uno stato federale. Tali cambiamenti avrebbero innescato da parte del Donbass l’eventuale ricomposizione sotto il governo di Kiev ma KIEV non ha apportato modifiche costituzionali, contrariamente ai termini dell’accordo di Minsk.

La delegazione ucraina ai colloqui del gruppo di contatto tripartito a Minsk (TKG) ha prevedibilmente dichiarato la necessità di una piena ripresa del dominio ucraino sul territorio del DPR e del LPR. Con questo, Kiev ha insistito sulla ripresa del lavoro delle istituzioni statali ucraine in questi territori, nonché sui sistemi fiscali e di regolamento “nell’ambito del campo giuridico ucraino”.

Secondo l’ufficio del presidente dell’Ucraina, tali richieste sono state avanzate durante la successiva riunione del gruppo, tenutasi il 15 giugno.

Ovviamente, questi requisiti sono chiaramente in contrasto con il pacchetto di misure per attuare gli accordi di Minsk, approvati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Consapevole di questo fatto, la parte ucraina ha dichiarato l’opzionalità nella sua attuazione.

Questa informazione è stata confermata a Donetsk. La corrispondente dichiarazione è stata rilasciata durante il briefing la sera dello stesso giorno dal Ministro degli Affari Esteri del DPR Natalia Nikonorova .

“I rappresentanti ucraini hanno espresso l’opinione che il pacchetto di misure approvato dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU non sia presumibilmente un documento vincolante – una dichiarazione estremamente strana sullo sfondo di cinque anni, durante i quali l’intera comunità mondiale ha confermato la non alternativa agli accordi di Minsk.
Durante la riunione del gruppo di contatto, abbiamo ascoltato tali dichiarazioni dai delegati di Kiev per la prima volta “, ha affermato l’agenzia DAN.

Il delegato russo Boris Gryzlov al termine della riunione

La fonte ha anche aggiunto che Kiev durante l’incontro di oggi ha proposto le sue regole di lavoro per i contatti e i gruppi specializzati. E in esso, i rappresentanti della LPR non sono affatto indicati come parte del conflitto e partecipanti ai negoziati.

“Questo approccio è fondamentalmente contrario al processo di Minsk, che ha lo scopo di stabilire un dialogo tra Kiev e il Donbass come due parti in conflitto. I rappresentanti dell’Ucraina hanno ripetutamente espresso voce in contraddizione sia con i documenti del pacchetto di Minsk che con le tesi di buon senso “, ha sottolineato il ministro.

Avendo avviato un chiaro siluro al processo negoziale di Minsk, la parte ucraina dichiara il pieno sostegno dell’OSCE e si lamenta che la Russia si opponga a questo.

Secondo i media ucraini, il rappresentante della Russia Boris Gryzlov ha attirato l’attenzione solo sulle parole di uno dei membri della delegazione ucraina, il deputato Aleksandr Merezhko , il quale ha dichiarato che “l’accordo di Minsk non è obbligatorio per l’Ucraina”. A quel punto la parte russa ha rifiutato di discutere altre “questioni molto più importanti”.

In precedenza il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba aveva affermato che nei negoziati dell’Ucraina per il Donbas si concentrano sulla “diplomazia offensiva” e Kiev cercherà di imporre la “sua agenda” sulla Russia.

Boris Gryzlov annuncia il sabotaggio di Kiev degli accordi di Minsk

La sorprendente dichiarazione di Kiev la colloca non solo in opposizione alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU che essa stessa ha firmato, ma elimina anche un meccanismo attraverso il quale può riprendere il controllo sulle repubbliche secessioniste di Lugansk e Donetsk.

Sebbene monumentale, sembra che Kiev stia usando il linguaggio della “diplomazia offensiva”, un approccio “senza compromessi” alla questione del Donbass, mentre in realtà riconosce che manca della coerenza politica interna, delle alleanze geopolitiche o fortezza militare per riguadagnare le regioni perdute.


Nota: Il fatto che la NATO abbia dichiarato l’Ucraina come partner attivo dell’Alleanza ha rinforzato la determinazione di Kiev nel prendere una posizione intransigente sul tavolo dei negoziati dove esclude qualsiasi dialogo con le controparti del Donbass.
Kiev è convinta di avere la NATO dalla sua parte in caso di un conflitto con le Repubbliche del Donbass che, a loro volta, contano sul sostegno della Federazione Russa.
Soge a questo punto la domanda: ma l’Europa sarebbe disposta a mandare a morire i suoi soldati per sostenereil governo filo nazista di Kiev ?

Fonte: Fort russ

Traduzione: Luciano Lago

4 Commenti

  • eusebio
    18 Giugno 2020

    L’Ucraina obbedisce ai sionisti come pure obbediscono UE e NATO, e pensa che queste la seguiranno nella guerra contro Mosca.
    Anche nel 2008 i consiglieri militari sionisti spinsero la Georgia alla guerra contro la Russia pensando che la NATO li avrebbe seguiti, guerra voluta da Israele per vendicarsi della sconfitta subita da Hezbollah nel 2006, resa possibile dall’appoggio russo alla Siria attraverso cui passavano gli aiuti militari iraniani a Hezbollah.
    Anche adesso come allora i sionisti usano un mix di sanzioni, minacce militari e operazioni di guerra ibrida per distruggere gli avversari, forse perfino la nuova esplosione di covid a Pechino potrebbe essere regata a questo.
    Questo potrebbe spiegare l’inasprimento di guerra economica tra Cina e USA, la Cina sa bene che lei e i suoi alleati non saranno al sicuro dalle continue trame della molesta entità sionista finchè non avranno annichilito economicamente il golem yankee.

  • Teoclimeno
    18 Giugno 2020

    Di questo passo le repubbliche russofone del Donbass indiranno un referendum e verranno ammesse alla Federazione Russa.

  • Paolo
    18 Giugno 2020

    Gli Usa e la Ue non vogliono nessuna normalizzazione. Non gli conviene. Ma questo era ampiamente prevedibile, tenendo conto di tutti i tradimenti delle promesse fatte alla Russia dagli USA e dall’Europa negli ultimi 30 anni . E dire che Putin fermò i separatisti che stavano riprendendo Mariupol, una città assolutamente strategica. Così come fermò , nella seconda fase della guerra. l’avanzata delle repubbliche separatiste verso una completa liberazione del Dombass. Sempre su richiesta della Germania e della Francia, le quali si fecero garanti dell’attuazione da parte dei nazisti ucraini degli accordi di Minsk. I separatisti infatti insistevano sulla completa inaffidabilità del governo di Kiev. Risultato: da anni il governo francese e soprattutto tedesco si lamentano della mancata attuazione degli accordi da parte (udite udite..) da parte della…. Russia! La Russia ci è cascata. Sia nel caso della Georgia (che aveva giustamente invaso e poi si ritirò, dopo il viaggio e le promesse di Sarkozy) lasciandola completamente nelle mani Usa, con tanto di laboratorio biochimico ai propri confini che raccoglie campioni del DNA della popolazione russa (non so se capiamo… O meglio, se capiscono; pare di no!). Sia nel caso dell’Ucraina, lasciando che diventasse un mero protettorato Usa. Incredibile! Ah, quello che non si fa per un nuovo gasdotto… Che poi forse neanche riescono a finirlo questo Nord stream 2. Un alto esponente russo agli inizi del duemila, lamentando l’arrendevolezza russa, disse (cito a memoria): abbiamo scelto la vergogna per non avere la guerra. Avremo è la vergogna e la guerra.

  • atlas
    19 Giugno 2020

    non ci sono accordi con gentaglia simile, vale solo la forza delle armi

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