"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’orrore! L’orrore!

DI JIM QUINN

Sono costantemente stupefatto dalla capacità di coloro che detengono il potere di creare una narrazione, alla quale fa affidamento una popolazione credulona non dotata di pensiero critico. Fare appello alle emozioni, quando si hanno milioni di analfabeti funzionali, intrappolati dalla faziosità della normalità, distratti dagli iGadget, discepoli dello status quo, è stata la strategia dello Stato Profondo nel corso del secolo scorso.

Gli Americani non vogliono pensare, perché il pensiero è qualcosa di arduo.

Piuttosto preferiscono percepire. Per decenni il governo ha controllato il sistema dell’istruzione pubblica, ha eseguito una lobotomia di massa sulle loro matricole sfigate, rimuovendo la loro capacità di pensare e sostituendola con emozioni, dogmi fabbricati e indottrinamento sociale. Le loro menti ridotte a poltiglia sono state modellate per accettare la narrazione propagandata dai loro custodi statali.

“Il problema non è che Johnny non è in grado di leggere. Il problema non è nemmeno che Johnny non è in grado di pensare. Il problema è che Johnny non sa cosa sia il pensiero; lo confonde con l’emozione.”– Thomas Sowell

Con una maggioranza confusa, distratta, malleabile, intenzionalmente ignorante e facilmente manipolata da narrazioni false, immagini che strappano il cuore e fake news, i seguaci dello Stato Profondo sono stati in grado di controllare le masse con relativa facilità.

L’inaspettata affermazione di Donald Trump nel ruolo di più potente al mondo ha dato a molti il pensiero critico, un governo schierato contro i grandi poteri, i musoni scettici sperano che possa prosciugare la palude e cominciare a decostruire la massiccia burocrazia federale fuori controllo.

La sua retorica durante la campagna presidenziale per abrogare il disastroso fallimento dell’Obamacare, il taglio delle tasse, lo smantellamento della burocrazia normativa federale, far pagare il muro al Messico, scaricare Yellen, il favorire tassi di interesse più elevati e non interferire militarmente in Paesi che non minacciano gli Stati Uniti, ha fatto appello a molte persone di mentalità libertaria.

Ho osservato con disgusto, nel corso dell’ultimo mese, poiché le promesse di non interventismo da parte di un candidato alla presidenza sono state infrante dal terzo Presidente di fila. George W. ha promesso una modesta politica estera senza perseguire il “Nation building”. Aveva criticato l’Amministrazione Clinton-Gore perché troppo interventista:

“Se non smettiamo di estendere le nostre truppe in tutto il mondo in missioni di “Nation building”, allora più in avanti avremo un problema serio. E io voglio impedirlo”.

Con l’11 settembre come scusa di comodo, ha invaso Paesi sovrani in base a dati viziati, ha approvato il 4° Emendamento che distrugge il Patriot Act, ha permesso ai neo-con di creare uno Stato di sorveglianza orwelliano e ha consentito al complesso industriale militare di riconquistare il potere e il controllo sull’apparato politico di Washington DC.

Senza una guerra fredda che riempia le loro casse, i neo-con del Congresso, i co-cospiratori guerrafondai del think tank, la sfrontatezza militare e per i loro amici commercianti di armi era necessario creare una nuova guerra per continuare la truffa.

La Guerra al Terrore non si può vincere perché non si può sconfiggere una tattica, e questo è proprio quello che conta per lo Stato Profondo. Un conflitto che non si può vincere, come la guerra contro la droga e la guerra contro la povertà, comporta un finanziamento senza fine, nessuna valutazione del successo o del fallimento, una continua propaganda che designa nuovi nemici, ogni volta che sia conveniente, e una narrazione che contesta il patriottismo di chiunque si opponga all’interventismo all’estero.

Dopo il regno dell’errore di Bush, l’elezione di un attivista della comunità liberale come Presidente avrebbe portato sicuramente a una drammatica riduzione dell’intervento militare in tutto il mondo. Ve ne era certezza, tanto che a Obama è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace per essere stato eletto sulla base di speranze e cambiamenti promettenti. Ha concorso contro McCain, la marionetta neo-con, che non ha mai fatto conoscenza di un Paese che non abbia voluto invadere. Le parole di Obama, da candidato, echeggiavano quelle di Bush Jr. prima che venisse posto sul trono dai poteri vigenti.

Burning Plataform

“Continuiamo a essere in una guerra che mai dovrebbe essere stata autorizzata. Sono orgoglioso del fatto che nel 2002, ho detto che questa guerra era un errore”.

Dopo essere stato eletto Obama ha subito cambiato la sua opinione in merito agli affari bellici. Ha ritirato le truppe dall’Iraq, come richiesto dall’accordo firmato da Bush con il governo fantoccio dell’Iraq, ma ha intensificato una guerra senza fine in Afghanistan, che ha già sedici anni e che ancora non è stata vinta. Il vuoto lasciato dal nostro fallimento colossale in Iraq ha permesso l’affermarsi dell’ISIS. Nei fatti Obama ha creato l’ISIS, fornendo armi ai ribelli “moderati” che combattono Assad in Siria.

Entro la fine del suo mandato, le truppe sono tornate in Iraq e molte altre sono in viaggio. Obama e un segretario di Stato chiamata Clinton hanno deciso di rovesciare Gheddafi, anche se non rappresentava minaccia per gli interessi degli Stati Uniti. Hanno lasciato uno Stato fallito nel caos e senza legge, ora sede dell’ISIS, di Al Qaeda e di varie altre fazioni terroristiche.

Obama avrebbe dovuto vincere il Premio Nobel per i Droni, in quanto ha lanciato un numero di attacchi dieci volte superiore rispetto a Bush, uccidendo migliaia di persone, facendo saltare in aria feste di nozze e uccidendo centinaia di civili innocenti. Ha bombardato sette Paesi, anche se non siamo ufficialmente in guerra con nessuno. Ha rinnovato tutti gli aspetti del Patriot Act incostituzionale. Edward Snowden ha rivelato la sorveglianza di massa su tutti gli Americani, a opera delle agenzie di spionaggio di Obama.

Il suo sostegno continuato per il rovesciamento di Assad, in modo tale che l’Arabia Saudita e il Qatar avrebbero potuto costruire una condotta per il gas naturale verso l’Europa, è stato ostacolato da Putin. In modo isterico, dopo otto anni di guerra e di espansione dello stato di sorveglianza della guerra / welfare, Obama è ora ritratto come pacifista. Il fatto è che Obama, come Bush, ha rivestito il suo ruolo nell’impero imperiale, vigilando sul mondo, arricchendo il complesso industriale militare e svolgendo gli ordini dei suoi patrocinatori dello Stato Profondo.

Ora abbiamo Donald Trump, il promotore miliardario dell’uomo comune, che ha fatto la campagna per uscire dall’attività di “Nation building”. Dove l’ho già sentito? Esattamente un anno fa, Trump lo ha espresso in un discorso di politica estera che presentava la sua visione del ruolo degli Stati Uniti nel mondo.

“Metteremo fine all’attività di “Nation building” per concentrarci invece sulla creazione della stabilità nel mondo. Tuttavia, a differenza di altri candidati alla Presidenza, la guerra e l’aggressione non saranno il mio primo istinto. Non si può avere una politica estera senza la diplomazia. Una superpotenza capisce che la cautela e la moderazione sono veramente segni di forza. Sebbene io non fossi nel servizio statale, ero totalmente contrario alla guerra in Iraq, con molto orgoglio, affermando da molti anni che avrebbe destabilizzato il Medio Oriente. Purtroppo, ero nel giusto e il più grande beneficiario è stato l’Iran, che sta sistematicamente prendendo controllo sull’Iraq e accedendo alle sue ricche riserve di petrolio, qualcosa che vuole fare da decenni”.

Ha disprezzato il sciocco tentativo di Obama e Bush di creare democrazie di stile occidentale nel covo di vipere del Terzo Mondo, abitato da fazioni di fanatici religiosi musulmani. Ha inveito contro i trilioni sprecati combattendo guerre inutili, lasciando i Paesi in anarchia e consentendo alle organizzazioni terroristiche come l’ISIS di riempire il vuoto. Sembrava che i suoi ragionamenti fossero pronunciati da Ron Paul. Lui chiaramente concorreva come non interventista.

“Siamo passati dall’aver commesso errori in Iraq, all’Egitto, alla Libia, alla linea del Presidente Obama nella sabbia in Siria. Ognuna di queste azioni ha contribuito a gettare la zona nel caos e ha dato all’ISIS lo spazio necessario per crescere e prosperare. Molto male. Tutto è cominciato con l’idea pericolosa che avremmo potuto creare democrazie occidentali, partendo da Paesi che non avevano esperienza o interesse per diventare una democrazia occidentale.

Abbiamo lacerato le istituzioni presenti e poi siamo rimasti sorpresi di ciò che abbiamo scatenato. La guerra civile, il fanatismo religioso, migliaia di Americani uccisi, vite, vite, vite sprecate. Orribilmente sprecate. Molti trilioni di dollari sono stati persi di conseguenza. Il vuoto è stato creato così che ISIS lo avrebbe riempito. Anche l’Iran sarebbe accorso e, di gran lunga, avrebbe riempito questo vuoto per il proprio vero iniquo arricchimento”.

Trump ha promesso, con razionalità, di avere relazioni pacifiche con le altre due superpotenze nucleari. Era diplomatico, lucido e non conflittuale quando parlava dei due Paesi che ai neo-con piace odiare. Le sue promesse di rapporti migliorati hanno avuto durata, fino a quando ciò ha condotto lo Stato Profondo a creare una false flag vistosa in Siria.

“Vogliamo vivere pacificamente e in amicizia con la Russia e la Cina. Abbiamo delle importanti differenze con queste due nazioni, e dobbiamo considerarle a occhi aperti, ma non siamo tenuti a essere avversari. Dovremmo cercare un terreno comune basato su interessi condivisi. La Russia, per esempio, ha visto anche l’orrore del terrorismo islamico. Credo in un allentamento delle tensioni e nell’aver relazioni migliori con la Russia solo da una possibile posizione di forza, il che è del tutto possibile. Il buon senso dice che questo ciclo, questo orribile ciclo di ostilità deve finire e idealmente finirà presto. Ben venga per entrambi i Paesi “.

Sembra esserci un tema comune, quando si tratta del modo in cui tutti i Presidenti finiscono per svolgere gli ordini del complesso industriale militare, non appena si stabiliscono nell’Ufficio Ovale, non importa ciò che hanno detto durante la loro campagna presidenziale. Trump è l’ultimo esempio della diplomazia del parlare, del non perseguimento del “Nation building”, del non interventismo e del non mettere gli stivali sul terreno, per poi fare l’esatto contrario dopo qualche settimana aver assunto l’incarico.

La strategia è comprovata e precisa. Lo Stato Profondo crea o provoca un evento false flag per mettere in moto la pressione, affinché vi sia reazione militare. Si utilizzano i portavoce dei media emittenti per diffondere disinformazione e creare le opinioni delle masse che non pensano in modo critico. La drammaticità delle immagini visive e una storia con un cattivo malvagio sono essenziali per influenzare in maniera appropriata un pubblico docile e ignaro, fuorviato con facilità.

L’uso di eventi false flag, fake news e costruzione di fotografie esplicite per controllare e manipolare l’opinione pubblica è stato impiegato per decenni da parte dello Stato Profondo, per spingere il Paese in un conflitto militare, che è bramato dal complesso industriale militare. Sappiamo da quasi un secolo che la guerra è una truffa, come descritto dal Generale Smedley Butler nel 1935.

“La guerra è una truffa. Lo è sempre stato. È probabilmente la più antica, la più redditizia, sicuramente la più violenta. È l’unica ad avere portata internazionale. È l’unica i cui i profitti sono calcolati in dollari e in perdite di vite”.

Il Generale più rispettabile del XX secolo ci ha avvertito in merito al consentire al complesso industriale militare di ottenere il controllo sul nostro governo e sui politici. Eisenhower ha sperimentato l’influenza dello Stato Profondo dalla prospettiva militare e in prima persona come Presidente. Purtroppo le sue speranze in una popolazione all’erta e informata, che mantenesse il complesso industriale militare sotto silenzio, si sono infrante nelle secche di un sistema d’istruzione pubblica intenzionalmente precario e di un’implacabile campagna propagandistica che promuoveva la guerra senza fine.

“Nei consigli di governo dobbiamo difenderci dall’acquisizione di un’influenza ingiustificata, sia essa ricercata o non, da parte del complesso industriale militare. Il potenziale per il disastroso aumento del potere malriposto esiste e persisterà. Non dobbiamo mai lasciare che il peso di questa combinazione metta in pericolo le nostre libertà o i processi democratici. Non dovremmo dare nulla per scontato. Solo una popolazione all’erta e informata può forzare l’appropriata combinazione degli enormi macchinari industriali e militari della difesa con i nostri metodi e obiettivi pacifici, affinché la sicurezza e la libertà possano insieme prosperare”. – Dwight D. Eisenhower

Coloro che controllano le leve del potere hanno capito la forza della propaganda, da quando Edward Bernays ha insegnato loro a manipolare la mente pubblica con le teorie della propaganda nel 1928. Credeva che le masse fossero guidate da impulsi biologici che dovevano essere canalizzati e guidati da intelligenti supervisori dell’élite delle corporation. Il suo disprezzo per le masse si è generato nella propria visione da corporation fascista del mondo.

Credeva che i nostri impulsi animaleschi pericolosi dovessero essere sottomessi per mantenere la società sedotta e controllabile da parte di coloro che costituiscono il governo invisibile (conosciuto come Stato Profondo). Ha addestrato i controllori a usare la propaganda per modellare le menti delle masse nel modo più vantaggioso per lo Stato.

“La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse è un elemento importante della società democratica. Coloro che manipolano questo occulto meccanismo della società costituiscono un governo invisibile, vero potere dominante del nostro Paese. …Siamo governati, le nostre menti modellate, i nostri gusti costruiti, le nostre idee suggerite, in gran parte da uomini dei quali non abbiamo mai sentito parlare. Si tratta di una logica conseguenza del modo in cui è organizzata la nostra società democratica.

Un gran numero di esseri umani, in questo modo, deve cooperare se si deve vivere insieme come una società che funziona senza problemi. … In quasi ogni azione della nostra vita quotidiana, sia nella sfera della politica o dell’attività economica, nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero etico, siamo dominati da un numero relativamente esiguo di persone … che sono a conoscenza dei processi mentali e di modelli sociali delle masse. Sono loro che tirano i fili e controllano la mente del pubblico.” – Edward Bernays – Propaganda

L’uso della propaganda e la vendita di narrazioni false flag da parte dei corporate media, che fungono da portavoce dello Stato Profondo, ha fatto miracoli e ha avuto come conseguenza la morte di centinaia di migliaia di ragazzi americani e di vittime innocenti (danno collaterale secondo i neo-con) in tutto il mondo. L’ evento della USS Maine, affondata con un’esplosione, è stato usato da William Randolph Hearst e William McKinley per provocare la guerra con la Spagna nel 1898.

L’incidente del Golfo del Tonchino era una false flag usata da Lyndon B. Johnson e dal partito della guerra nel 1964 per dare inizio alla guerra del Vietnam, con oltre 58.000 decessi di Americani, 153.000 feriti Americani, centinaia di migliaia di segnati per la vita dal punto di vista mentale e la morte di oltre 2 milioni di Vietnamiti come conseguenza. Per chi? Per cosa? I ragazzi americani sacrificati sull’altare dello Stato Profondo non erano altro che carne da cannone, secondo le menti distorte di McNamara, Lyndon B. Johnson, Westmorland e del resto degli elitisti guerrafondai. Soltanto il complesso industriale militare ne ha beneficiato, in quanto il fiorente stato sociale / di guerra ha avuto come conseguenza l’infuriare dell’inflazione negli anni ’70.

Con il passare del tempo, i propagandisti sono diventati grandemente più sofisticati nella loro comunicazione, nella valutazione psicologica di un popolo americano sterile dal punto di vista culturale e nella manipolazione del patriottismo, nel simbolismo e nelle emozioni, calpestando in tutto il mondo gli oppositori dell’intervento militare, illegale e immorale. La tecnica più riuscita, utilizzata dallo Stato Profondo, nell’arco degli ultimi decenni, è stata la “propaganda di atrocità”. Facendo appello alle emozioni delle persone indottrinate dalla scuola di Stato a percepire piuttosto che a pensare, ha avuto enorme successo nel controllare l’agenda di governo.

Falso testimone

La propaganda di atrocità è stata inizialmente utilizzata per influenzare l’opinione pubblica a sostenere la prima Guerra del Golfo contro Sadaam Hussein, progettata dagli spregevoli di Madison Avenue, partendo da Hill & Knowlton per conto del governo del Kuwait. Nella deposizione emotiva davanti al Congresso, una ragazza di 15 anni non identificata, figlia dell’ambasciatore del Kuwait negli Stati Uniti, ha fornito la falsa deposizione di essere stata testimone che dei soldati iracheni avevano tolto i bambini dalle incubatrici in un ospedale del Kuwait, prese le incubatrici, avevano lasciato i bambini a morire.

Questa propaganda ha convinto con successo un pubblico all’oscuro di tutto, affinché si desse sostegno al nostro coinvolgimento nella Guerra del Golfo. Con la fine della Guerra Fredda, come avrebbe potuto il complesso industriale militare generare profitti enormi senza nemici? Successivamente, il Generale d’assalto Norman Schwarzkopf è stato glorificato come geniale eroe coraggioso. Le masse hanno bisogno di un eroe da adorare.

Se l’11 settembre fosse una false flag o un monumentale errore madornale nella sicurezza, la fazione neo-con all’interno del governo se ne è appropriata per muovere guerra perpetua e trasformare il nostro Paese in uno stato di sorveglianza.

Un cittadino che pensa in modo critico o un giornalista onesto potrebbe chiedersi come il Patriot Act di 342 pagine, che ha mutato 15 leggi esistenti e ha creato agenzie completamente nuove, potesse essere stato scritto, discusso ed entrato in vigore come legge 45 giorni dopo l’attacco dell’11 settembre. Sembrava quasi che fosse già scritto, aspettando il momento opportuno per l’attuazione. La Guerra al Terrore era cominciata. Lo Stato Profondo è riuscito a creare una guerra contro una tattica, che non potrà mai essere vinta. Ha fatto meraviglie per il complesso industriale militare, dal momento che le azioni dell’industria bellica sono salite dal 400% al 500% dal 2001, contro l’aumento del 100% nel S&P 500. La guerra è una truffa redditizia.

I neo-con hanno iniziato subito la loro campagna propagandistica per invadere l’Iraq, anche se non aveva assolutamente niente a che fare con l’11 settembre. In pratica non vi erano fanatici religiosi musulmani che abitavano nel Paese. Hussein odiava bin Laden e le persone della stessa sorta. La macchina propagandistica, guidata da Cheney e Wolfowitz, ha sfornato false narrazioni sul coinvolgimento dell’11 settembre e l’imminente minaccia di Hussein, che avrebbe adoperato “ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA”. Lo spettacolo di Colin Powell alla televisione nazionale ha convinto la timorosa popolazione americana a sostenere l’invasione di un Paese che in nessun modo ci ha minacciati, senza una dichiarazione di guerra da parte del Congresso.

diciarazione di Colon Powell

L’invasione dell’Iraq ha stabilito il precedente che i Presidenti possono muovere guerra in tutto il mondo senza approvazione legislativa. L’invasione è diventata un reality show televisivo chiamato Shock & Awe. In retrospettiva, la guerra in Iraq era o un colossale errore di giudizio o esattamente quello che lo Stato Profondo aveva in mente. Il costo finanziario finale delle nostre avventure in Medio Oriente supererà i 6 trilioni di dollari, mentre 4.400 giovani uomini hanno dato la propria vita, 32.000 sono stati feriti gravemente altri, a migliaia, sono afflitti da DPTS (n.d.T. Disordine Post Traumatico da Stress) e centinaia di migliaia di Iracheni sono stati uccisi o mutilati, tutti per una futile causa. L’Iraq è ormai uno stato fallito, con i terroristi musulmani che controllano grandi fette di territorio.

Gli avvertimenti degli uomini di levatura, integrità e nobiltà, come Smedley Butler, Dwight D. Eisenhower e Ron Paul, sono rimasti inascoltati da un popolo sempre più sterile dal punto di vista culturale, immerso nella realtà degli iGadget, intellettualmente pigro, enormemente ignorante e rachitico dal punto di vista delle emozioni. Niente è messo in discussione. Credono a ciò che la TV dice loro di credere.

Il loro livello estremo di considerare con favore ciò che è presentato come comune, permette allo Stato Profondo di mantenere il controllo e diventare smoderatamente audace nelle proprie menzogne, nella disinformazione e nella capacità di convincere le masse a credere alle narrazioni più ridicole.

Rimane una sola voce nel deserto. Dire la verità verso il potere crea solo cambiamento, se una popolazione istruita dice che quando è abbastanza è abbastanza.

“Com’è che il popolo americano non ha mai raggiunto il punto, in cui si giunge a credere che l’aggressione statunitense in Medio Oriente ci faccia vivere in sicurezza, quando invece sortisce l’effetto contrario? Com’è che il popolo americano non ha mai raggiunto il punto, in cui si giunge a credere che combattere guerre incostituzionali sia necessario per proteggere le nostre libertà e la nostra Costituzione? Perché lasciare che la NSA, la CIA, l’FBI, la TSA (n.d.T. Transportation Security Administration), ecc. distruggano la nostra libertà in patria, come parte della Guerra globale al terrore, con il pretesto di preservare la nostra libertà?

Perché i politici menzogneri sono stati rieletti e hanno permesso di mandare in bancarotta il nostro Paese, di distruggere la nostra valuta ed entrare in guerre senza il consenso adeguato? Perché il popolo americano soffre in silenzio e non grida “basta è sufficiente”? Ne abbiamo avuto abbastanza di “benefattori umanitari” e di sostenitori dell’”Eccezionalismo americano” che non ci danno altro che guerra, sofferenza economica e meno libertà. Questo può e deve essere fermato”. – Ron Paul, Swords into Plowshares: A Life in Wartime and a Future of Peace and Prosperity

“Un banco di nubi nere sbarrava al largo la tranquilla via d’acqua, che conduceva alle estremità ultime della terra e che scorreva cupa sotto un cielo coperto, sembrava che portasse nel cuore di un’immensa oscurità.” – Joseph Conrad, Cuore di tenebra……..

Fonte: The burning platform

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  1. Daniele Simonazzi 6 mesi fa

    Tutto vero !! Ma chi sono questi che stanno dietro a tutto non lo dice ,come I vari Fusaro Bagnai Barnard alGiulietto nazionale a parlare ore e ore econ unatale eloquenza ma mai che arrivino al quid ,alla questione centrale LA questione ebraica .Nessuno che si azzarda tutti a dire e’ una favola sono fantasie di mattoidi,elucubrazioni di cervelli bacati,mi sta bene!Ma vi stanno I Nomi e ai Nomi non si scappa percio’ sono tutti dei venduti!!!

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  2. Daniele Simonazzi 6 mesi fa

    Non voglio fare sviolinate,pero’ devo ammettere che in questo sito si possono scrivere le proprie opinioni su TUTTO mentre su altri tanti altri anche senza essere volgari o offensivi sovente si viene bannati .Percio’ occuncira ‘ ( grazie da dove mi trovo) .

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  3. Giorgio 6 mesi fa

    Sono giusto dello spirito contrario al contenuto di quest’articolo e cioè che la responsabilità è esclusivamente personale e non dei vertici.

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  4. Citodacal 6 mesi fa

    Direi che gli Americani (ma fossero essi gli unici!) più che affidarsi al percepire si affidano al sentire (termine che rivela il suo legame col mero sentimento); la percezione infatti prevede un contatto più stretto e fattivo (sebbene ancora assai incompleto rispetto all’intuizione diretta) con l’avvenimento o l’oggetto in questione, che non il sentire, e dunque implicita la necessità di riflessione: pertanto il pensiero. Classico esempio, quello del sentire un rumore e subito abbandonarsi a ogni sorta di emozione – basantesi sulla dualità di attrazione/ripulsa – e conseguente atto generati dal medesimo, ritenendola certa ed equivalente al senso reale dell’accadimento; la percezione del rumore invece impone la disamina su cosa l’abbia davvero provocato, quale sia il senso, la direzione, la motivazione etc, perciò richiede una elaborazione cosciente e razionale (almeno razionale!), che può rivelare d’esser soggetti a una reazione pavloviana mediata dalla semplice struttura psicologica superficiale; triste ma reale: alfine sono le proprie paure, o false convinzioni, oppure epidermiche predilezioni che muovono le decisioni.
    E ciò che sospinge la vela, trovando il proprio culmine nella psicologia liberista-globalista ma avendo semi nascosti già da sempre, è andare verso un essere umano superficialmente “senziente”, ovvero supinamente identificato coi sensi rudimentali – avessero pur una parvenza d’intelletto, anch’esso rudimentale e semplicemente acculturato -, scarsamente percettivo e per nulla intuitivo (tant’è che è ormai assai diffusa la confusione tra “istinto” e “intuito”, ritenuti spesso perfetti sinonimi).

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