"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Loreto Mare: il nuovo capro espiatorio

di  Ilaria Bifarini

Quando la rabbia sociale per una classe politica che ci ha condotto nel baratro diviene incontenibile -ieri i dati allarmanti della disoccupazione diffusi dall’Inps– e la gente comincia a scendere in piazza, stremata dai sacrifici imposti da una moneta unica sui cui effetti nefasti concordano tutti gli economisti degni di questo nome, ecco trovato un nuovo capro espiatorio: l’impiegato pubblico!

Non è nuovo in realtà, perché da sempre oggetto di disprezzo e scherno (esiste un filone cinematografico e una letteratura ad hoc), ma ora si è conquistato addirittura l’etichetta del “furbetto” e del truffatore di Stato. E’ assurto al rango di casta, come i politici e la classe alto-dirigenziale che si macchia delle peggiori ruberie, ma con una differenza: mentre i potenti sfiorano la condanna ma senza mai arrivarci, lui agli arresti ci va per direttissima.

Così è successo ai dipendenti dell’ospedale di Loreto Mare, dove dopo due anni di indagine, con telecamere nel nosocomio e 500 ore di filmati raccolte dai Nas dei carabinieri, in 55 sono finiti agli arresti domiciliari. Ci chiediamo come avrebbero potuto impiegare diversamente il loro tempo i bravi dipendenti del Nas e quale sia il ritorno in termini economici di un simile dispendio di tempo e di forze.

Lungi dal giustificare i lazzaroni e chi si approfitta della garanzia di un posto fisso per oziare, siamo sicuri che queste persone siano correttamente impiegate dai propri responsabili? e se ci fosse un’impropria distribuzione del carico del lavoro che rende la loro produttività sul posto di lavoro nulla?

Loreto Mare

Ogni comportamento illegittimo va condannato, ma certo in un momento in cui si sta per approntare l’ennesima manovra correttiva lacrime e sangue voluta da Bruxelles, deviare l’opinione pubblica verso il solito dipendente statale -seppur con le sue gravi responsabilità – è una mossa subdola! chi più di lui è oggetto di invidia sociale per un posto impiegatizio con una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%?
Intanto vi ripropongo un mio articolo di un anno fa, perché dello scandalo delle consulenze- i cui costo sono davvero esosi – nessuno ha più parlato!

Pubblica amministrazione : furbetti della consulenza VS furbetti del cartellino (Di Ilaria Bifarini)

Circa 1,2 miliardi di euro (per l’esattezza 1.190.319.167) con un incremento di oltre il 60% rispetto all’anno precedente: è l’ammontare erogato dalla Pubblica amministrazione a consulenti e collaboratori pubblici, secondo la relazione del ministro Madia presentata al Parlamento. All’esorbitante cifra , un vero tesoretto, concorrono sia un maggiore ricorso ad incarichi esterni che una maggiore remunerazione. A registrare il maggiore aumento soprattutto sono le Regioni e le autonomie locali, che nel 2014 hanno registrato una crescita del 113,28%, seguite dai comparti Ricerca (56,17%), Scuola (55,20%), ‘Università’ (45,66%), Sanità (33,19%) e Ministeri, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzie fiscali (32,11%).

Tralasciamo in questa sede gli aspetti corrosivi e politici della consulenza, ci basta ricordare in questa sede che la Corte dei conti la definì una piaga sociale, una domanda è d’obbligo: la nostra pubblica amministrazione è così carente di risorse e capitale umano? Quanti sono i dipendenti statali in Italia? Secondo le stime ufficiali, circa 3,2 milioni, in linea con i dati dei virtuosi Paesi europei. Ma in questo conteggio rientrano “solo” i lavoratori a tempo indeterminato, senza contare gli assunti con contratti a tempo determinato o interinale.

Per completezza e rigore vanno poi sommate le stime del numero degli impiegati delle società partecipate dallo Stato, un groviglio di enti e società che ha portato l’Ocse ha definire l’Italia come uno dei paesi dalla struttura pubblica più imponente. Alla luce di questo sovradimensionamento della P.A., il ricorso massiccio a risorse esterne rappresenta sia uno spreco irragionevole di risorse interne che una loro umiliazione professionale. Il dipendente pubblico viene tenuto fuori dall’attività lavorativa, privato del senso di appartenenza all’ente a cui appartiene, mortificato nelle sue competenze, sulle quali non si investe. E così viene ridimensionato il nostro biasimo per il furbetto del cartellino, frutto dell’arte italica dell’arrangiarsi e della legge di sopravvivenza darwiniana, che nulla conta e nulla può verso i flussi di potere e di denaro che si muovono dietro a loro, i furbetti della consulenza, che tra sprechi e spillover negativi di inefficienza costano più di una finanziaria.

Fonte: Scenari Economici

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  1. Renè 7 mesi fa

    Questo è un articolo a mio parere assolutamente ripugnante. Che i dipendenti pubblici siano una casta che, unica al mondo, ha la facoltà di scegliersi il datore di lavoro tramite elezioni e che non dipende dalla qualità del proprio lavoro è evidente. I partiti politici praticano il voto di scambio con i dipendenti pubblici, che hanno anche la facciatosta di chiedere aumenti, poverini, c’è la crisi vogliono più soldi, ma cosa vuol dire “più soldi per gli statali”… è uguale a dire “più tasse per i privati”.
    Mai andati all’ufficio del registro? Mai andati al catasto dove il lavoro di aggiornamento è rimasto fermo al ’29 (1929) Mai andati in tribunale, se non altro per vedere a che ora iniziano a lavorare? …ed in Comune? Alla scuola, piuttosto che nelle Università, vere Università del parassitismo e della raccomandazione, dove si insegna innanzi tutto a leccare il cu## alla casta pubblica che poi è incestuosamente intrecciata con la casta politica.
    La Sig. Ilaria Affari E. spero che abbia voluto soltanto scrivere un articolo provocatorio per incrementare la vendite di “antiacidi gastrici” e vabè, si deve pur campare, infine: “lavarsi col fango” proverbio di evangelica memoria, non pulisce granchè: il fatto che ci siano le “consulenze” non mi fa vedere di buon occhio il parassita pubblico che non fa niente dalla mattina alla… mattina (mai visto uno statale che lavorasse fino a sera!) e tirar fuori l’argomento della “invidia” è ripugnante, non è invidia è odio sacrosanto verso chi non lavora ma gli devo pagare lo stipendio con le mie tasse. Vogliamo parlare anche dei cani del regime: il fisco?! Cosa sono se non ripugnanti parassiti che succhiano il sangue ai cittadini, ben sapendo che i soldi che estorcono servono per pagare il loro stipendio.
    PS il riquadro con il ministro Madia è di un dilettantismo propagandistico patetico e denota un QI alquanto modesto: perchè chi è assenteista (ruba lo stipendio) non dovrebbe essere licenziato? Perchè i parlamentari non vanno in parlamento?! Ah ah ah e questo secondo Ilaria sarebbe un’argomento valido… lo statale non va a lavorare perchè tanto non ci va nemmeno il deputato (?!) ma Ilaria ti rendi conto dell’assurdità di ciò che affermi? …però l’elettricista, il metalmeccanico, il geometra, l’imprenditore, il negoziante… ci vanno tutte le mattine e lavorano fino a sera per pagare lo stipendio agli statali ed ai politicanti ed a tutta la galassia di parassiti che non fanno un caz## e che Ilaria ci vorrebbe dipingere come povere vittime…

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    1. Salvatore Penzone 7 mesi fa

      Io e la mia famiglia siamo utenti di quell’ospedale. La regione Campania ha chiuso alcuni ospedali che offrivano il servizio in aree densamente popolate della città e ha ridotto drasticamente il numero dei pronto soccorso presenti a Napoli città e nella provincia. Il risultato è stato catastrofico, in special modo per il Loreto Mare che, in assenza della nuova struttura ospedaliera, l’Ospedale del Mare, ancora non funzionante, si è trovato a dover sopportare la pressione non solo della popolazione cittadina già in sovrannumero per essere rimasto il solo pronto soccorso in quella parte della città, ma anche la pressione di tutta la popolazione dell’area est e della provincia che comprende Ercolano, Portici, Bosco Tre Case ecc. Una provincia densamente popolata. Il risultato è stato: grande confusione, servizio scadente, liste di attesa inconcepibili per interventi di urgenza e soprattutto aggressioni continue al personale da parte di utenti furibondi. Un inferno da cui, sinceramente, chiunque cercherebbe di scappare… Ci troviamo nella stessa situazione dello scandalo dei pazienti adagiati a terra per mancanza di barelle. Dove il personale pur di non abbandonare i pazienti si è dovuto arrangiare scatenando le ire del Presidente della Regione Campania l’unico vero responsabile, insieme al governo centrale, del disservizio.

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      1. Giorgio 7 mesi fa

        Lei mi sta dando ragione?

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    2. Paolo 7 mesi fa

      Signor Rene’ condivido totalmente il suo punto di vista, e ho anche l’impressione che gli sqallidi furbetti sono piu’ di quelli che immaginiamo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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  2. Giorgio 7 mesi fa

    Dal mio punto di vista quest’articolo non ha capo ne coda, oppure ha dato un colpo al cerchio ed uno alla botte.
    Vuoi vedere che ci vogliono due anni d’investigazioni per giungere a simili risultati? I primi da punire sono i militari che hanno condotto tali indagini, anche loro appartengono alla macchina burocratica dello stato.
    Se come consegna ho l’incarico di sorvegliare cose o persone e queste mi vengono sottratte ho mancato nel mio compito, quindi i capi sezione dei lavoratori flagranti sono colpevoli come i loro subalterni. Quelli a loro volta dipenderanno da altri e su su si arriverà ai politici che ormai lo sanno anche le pietre che sono corrotti se non addirittura marci, quindi di cosa dobbiamo meravigliarci?
    Questa fase l’ho superata da qualche decennio, sono i pentastallati che dovevano aprire tutto come una scatola di tonno, invece sono stati fagocitati dalle lattine.

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  3. Eugenio Orso 7 mesi fa

    Mi sembra evidente l’uso strumentale della campagna contro “i furbetti del cartellino”.
    Si cerca di nascondere la botta in arriva con la manovra aggiuntiva, si copre il fatto che la “riforma” Madia della PA aggira gli ostacoli al licenziamento di decine di migliaia di dipendenti pubblici (gravi infrazioni, scarsa produttività) per ridurre la spesa pubblica come richiesto dalla troika.
    Inoltre, si può riscuotere il consenso di precari, giovani disoccupati, lavoratori del privato sul giro d’aria, i più idioti fra i quali possono credere che ciò che si toglie ai dipendenti pubblici sarà dato a loro …
    Come ho sempre sostenuto, l’ultima offensiva neocapitalista contro i lavoratori italiani è diretta contro il “santuario” (fra un po’ ex) del lavoro tutelato, ossia l’impiego pubblico …
    Non si deve gioire per questo, perché i nemici dei lavoratori pubblici sono anche i nostri nemici … e il nemico – non i lavoratori pubblici – dovrebbe essere combattuto!

    Cari saluti

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    1. Citodacal 7 mesi fa

      E infatti ecco qualcuno che si definisce “nemico” da sé stesso, offrendo un bel profilo esauriente e inanellando una sequela di corbellerie da far impallidire, prima della maieutica, il comune buon senso:
      http://www.pagina99.it/2017/02/12/sono-elite-e-me-ne-vanto/

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    2. Alessandro 7 mesi fa

      Si ma se li licenziano forse si svegliano sotto i morsi della fame come noi del privato.

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  4. Paolo 7 mesi fa

    Non riesco a capire perche’ chi ha commentato criticando severamente i dipendenti pubblici che rubano lo stipendio, hanno avuto i non mi piace( non che contino molto) ma chi dissente da un’ idea cosi’ ovvia e logica… probabilmente mi sfugge qualcosa. Intanto il dottore timbra e va nel suo studio ovviamente a pagamento, ovviamente al nero, noi poveri pirla se dobbiamo fare una visita andiamo a pagare, ovviamente in nero, pagando le tasse anche per una moltitudine LADRA

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