L’ordine mondiale dominato dall’Occidente non esiste più. Che piaccia o no agli occidentali

La Russia, paese che per anni è stato ampiamente sottovalutato dalle élite occidentali, anche per la sua importanza per l’economia internazionale, ha giocato un ruolo di primo piano nell’attualità il che conferma che la pagina dei diktat occidentali sul mondo è stata effettivamente voltata.

Anche tra gli analisti anglo-americani questa comprensione della realtà contemporanea comincia a farsi strada.

Quello che è tuttavia paradossale è il fatto che, ancora una volta, quando si tratta di esaminare i diversi ruoli nella “famiglia” NATO-Occidente, il minimo di buon senso analitico si trova più spesso dalla parte degli anglo-americani. Paradossale perché da un lato sono loro i principali mandanti e gli interessati ai tentativi falliti di infliggere una sconfitta strategica alla Russia, avendo per tale fine mobilitato tutto il piccolo mondo chiamato Occidente collettivo, ma dall’altro sono molto spesso i primi a riconoscere, certamente con amarezza, i successi della Russia.
Il tutto mentre gli strumenti mediatici di un certo numero di regimi occidentali, in particolare francesi e altri, continuano a vivere nell’illusione di un mondo passato. Allo stesso tempo, questo non è così sorprendente. Del resto il ruolo assegnato ai vassalli è quello che è.

Un recente articolo è apparso su Responsible Statecraft – una rivista online del famoso think tank americano “Quincy Institute for Responsible Statecraft” – un think tank specializzato nella politica estera degli Stati Uniti. Il suo autore Michael Corbin ha quasi 30 anni di esperienza di lavoro nel mondo accademico, nel governo federale degli Stati Uniti e in vari think tank che si occupano di questioni commerciali ed economiche legate alla Russia e all’Eurasia.

L’articolo tratta aspetti geoeconomici e geopolitici, in particolare la resistenza di Mosca e l’adattamento alle sanzioni unilaterali occidentali adottate contro di essa. Secondo l’autore, le soluzioni russe per eludere le sanzioni imposte dall’Occidente hanno il potenziale per sconvolgere “l’ordine mondiale basato sulle regole”, o addirittura indebolirlo.

Ovviamente e riguardo a questo punto – l’ordine mondiale basato su regole – le regole della minoranza planetaria occidentale – va chiarito – non esiste più. E bisogna tenere presente che gli anglo-americani, come altri regimi occidentali, non hanno ancora riconosciuto ufficialmente l’ordine multipolare internazionale. In ogni caso e nell’ambito di detto articolo sono stati sollevati molti punti interessanti.

Innanzitutto, Michael Corbin ricorda che a gennaio 2024 la Russia è oggetto di oltre 28.000 sanzioni occidentali, di cui 16.000 sono state imposte a privati, quasi 10.000 a imprese e 3.200 a istituzioni. L’analista americano ricorda inoltre che sono state stabilite sanzioni settoriali contro Mosca, in particolare embarghi commerciali sul gas e sul petrolio russi. Pertanto, Corbin indica che, se gli obiettivi delle suddette sanzioni fossero quelli di “ostacolare lo sforzo bellico” della Russia, nonché di fomentare l’instabilità economica e politica all’interno del paese, la maggior parte degli obiettivi semplicemente non sarebbero stati raggiunti.

Premier dei paesi BRICS

Con la Russia che mantiene le sue attività militari in Ucraina, mentre le recenti previsioni del FMI prevedono una crescita del 2,6% nel 2024 – il tutto accade in un momento in cui molti paesi dell’UE stanno andando in recessione in mezzo a una significativa incertezza politica nell’anno in corso – ricorda anche Corbin. L’esperto statunitense indica allo stesso tempo che le conseguenze di tali sanzioni stanno anche nel fatto che la Russia ha rafforzato il suo perno commerciale verso l’Est e il Sud del mondo e che, alla fine dei primi nove mesi del 2023 – il volume di gli scambi economici e commerciali della Russia con gli altri paesi ha raggiunto l’equivalente di 530,2 miliardi di dollari.

Il principale partner economico-commerciale della Russia è di gran lunga la Cina, in un momento in cui il commercio è aumentato attivamente anche con molti altri paesi, compresa l’India. Corbin rileva inoltre che, al di là dell’aspetto geoeconomico, lo Stato russo è impegnato in un’ampia gamma di attività diplomatiche, che vanno dai negoziati bilaterali, anche con paesi come l’India o l’Iran, agli sforzi per espandere l’adesione e la portata geopolitica dei BRICS e dell’area eurasiatica. Unione economica.

Per quanto riguarda specificatamente l’espansione dei BRICS, Corbin la considera notevole non solo dal punto di vista economico, ma anche e in modo significativo da un contesto geopolitico. Ha affermato che l’adesione di paesi del Medio Oriente e dell’Africa conferisce al gruppo una presenza ancora maggiore lungo le principali rotte marittime e commerciali. Allo stesso tempo, questo aumenta la quota dei BRICS nella produzione mondiale di petrolio al 43%, al 25% per la quota delle esportazioni. Questo senza dimenticare che gli Stati membri dei BRICS insieme rappresentano il 72% degli elementi delle terre rare del mondo, essenziali per le armi ad alta tecnologia e i beni di consumo, compresi i circuiti stampati e i telefoni cellulari.

Infine, Michael Corbin ritiene che le continue iniziative della Russia nella sfera geopolitica internazionale debbano essere attentamente monitorate. E che le capacità russe, anche nell’affrontare le sanzioni occidentali, nonché il know-how legato all’elusione di tali sanzioni, soprattutto nel contesto di eventi in continua evoluzione, potrebbero effettivamente sconvolgere “l’ordine mondiale basato su regole”, o addirittura indebolirlo. Aggiungendo che, pertanto, una politica di impegno costruttivo e senza restrizioni nel commercio globale e nelle relazioni economiche deve essere uno strumento chiave della diplomazia commerciale per i politici occidentali in futuro. Ciò comporterebbe una maggiore moderazione rispetto alle dure politiche di sanzioni che riducono solo l’accesso dei paesi occidentali ai beni essenziali e portano a un’inflazione globale più elevata, il cui peso è sostenuto dai consumatori delle classi medie e inferiori.

Attualità in termini di prospettive.
L’interesse principale da osservare nell’analisi del suddetto esperto americano è che, oltre ad aver raccolto diversi dati importanti, anche per quanto riguarda la riuscita interazione della Russia con il mondo non occidentale, che insieme rappresentano la maggioranza mondiale dell’umanità, è proprio l’ammissione del fallimento delle sanzioni occidentali unilaterali contro Mosca, il punto saliente della sua analisi.

Inoltre, il suo appello ai futuri decisori occidentali – affinché non favoriscano d’ora in poi le sanzioni nelle relazioni internazionali – va oltre il riconoscimento del fallimento di un simile approccio nei confronti delle grandi potenze, che in tanti casi sono essenziali in ambiti strategici, e più in generale nei confronti di tutti gli Stati liberi e sovrani del mondo, costituisce anche e soprattutto un serio monito circa il rischio per il futuro dell’Occidente nel contesto delle realtà contemporanee. Soprattutto data la dipendenza degli occidentali da molte questioni strategiche appartenenti alla maggioranza del mondo non occidentale.

Vertice dei BRICS

Ovviamente e per quanto riguarda il riferimento al cosiddetto “ordine mondiale basato su regole”, cioè all’era unipolare – superata e tramontata, bisogna ancora una volta tenere presente che il suddetto analista non è il solo americano a trarre tali conclusioni, ma anche quelli tra i più legati all’establishment degli USA. E ovviamente per coloro che hanno beneficiato maggiormente del diktat unipolare rimane particolarmente difficile dover ammettere e riconoscere il nuovo ordine multipolare internazionale contemporaneo. In ogni caso – riconoscimento occidentale o meno – i sostenitori e i difensori del multipolarismo continueranno a fare quello che devono fare, indipendentemente dalla minoranza planetaria occidentale. Questa è la cosa principale.

E ancora una voltaforse i volgari propagandisti europeisti, continuando a vivere nell’illusione di un mondo in cui si suppone restino “eccezionali” e “superiori”dovrebbero cominciare a interessarsi alle analisi dei loro padroni americani, i quali, sebbene risolutamente contrari alla multipolarità, hanno almeno il merito di riconoscere, talvolta, realtà divenute del tutto evidenti.

Mikhail Gamandiy-Egorov

Fonte: Observateur Continental

Traduzione. Luciano Lago

2 commenti su “L’ordine mondiale dominato dall’Occidente non esiste più. Che piaccia o no agli occidentali

  1. Che parecchi analisti ed esperti americani siano obiettivi e realistici, è sempre esistito. Lo attribuisco alla componente di odio che il Sistema della “élite” statunitense genera – dato che il Sistema non piace a tutti – e parecchi americani si sfogano come possono. O contestando politicamente, o omettendo, o sabotando tutto……………. non mi spiego altrimenti i clamorosi errori di progettazione degli aerei e delle portaerei ……………………………..
    Il Sistema rende infelici e preoccupati, non è rasserenante e opulento come preteso dalla propaganda. E non tutti sono passivi e pecoroni. La resa dei conti si avvicina.

  2. Sanzioni unilaterali? Sanzioni insensate. Ribadisco la semplice logica economica, non potevano avere successo, nessun importatore può sanzionatorie un produttore/esportatore. Avrebbe potuto farlo l’ america, non l’ Europa di servi. Concludo dicendo che, se l’ FMI stima la crescita del PIL Russo al 2.6% mentre tutti gl’ altri istituti non occidentali un dato perlomeno doppio, sicuramente crescerà tra il 4/5%. Conferma di ciò che gl’ analisti indipendenti sostenevano. Un paese ricco ed industrializzato in un economia di guerra si rafforza, l’ occidente sarà vittima della propria falsa presunzione!

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