L’ora gloriosa della Brexit

di Isidoros Karderinis (*)

Tre anni fa, con il referendum del 23 giugno 2016, il popolo britannico ha deciso con una percentuale di quasi il 52% e con una partecipazione del 71,8% l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Questo grande risultato è stato senza dubbio la prima grande, dolorosa sconfitta per l’Unione europea di banche e multinazionali, che è sotto il controllo tedesco.
Tuttavia, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, prevista per il 29 marzo 2019, dopo che esattamente due anni prima era stato attivato l’articolo 50 del trattato di Lisbona, che consente ai membri-stati di lasciare l’unione, alla fine non è successo a causa di un mancato raggiungimento di un accordo con lo stabilimento di Bruxelles. E nessun accordo è stato raggiunto a causa dell’arrogante intransigenza del conclave di Bruxelles, che sta provando con eccessiva arroganza a umiliare la Gran Bretagna e quindi a usarla come uno spaventapasseri per altri paesi che desiderano fuggire dalla prigione tedesca dell’Unione europea.


Secondo le dichiarazioni del nuovo primo ministro Boris Johnson, la Brexit avverrà definitivamente il 31 ottobre 2019, con un accordo o senza un accordo. E questo perché una Brexit irregolare è preferibile a un cattivo affare che ovviamente funzionerà contro la Gran Bretagna e il popolo britannico. Allo stesso tempo, questo atto di uscita, che libererà la Gran Bretagna dalle catene dell’Unione Europea, mostra, da un lato, il pieno rispetto della volontà del popolo britannico e dall’altro è in conflitto con coloro che stanno provando in vari modi di ritardare o addirittura annullare l’orgogliosa Brexit.

È più che certo che con Brexit non verrà la fine del mondo per la Gran Bretagna in quanto non è successo quando ha scelto di rimanere fuori dalla zona euro. E, come affermano eminenti esperti, l’economia britannica dopo un breve periodo problematico sarà notevolmente rafforzata da un punto di vista competitivo. Quindi non vi è alcun dubbio per qualsiasi osservatore e analista perspicace che a medio e lungo termine, la Gran Bretagna, che riacquisterà pienamente la capacità di perseguire la politica nazionale in tutte le aree, trarrà vantaggio fuori da un piano non democratico e altamente burocratico in cui la Germania ha un ruolo dominante.
Tuttavia, i sostenitori della vigilia della Gran Bretagna nell’Unione europea vogliono essenzialmente che la volontà del popolo britannico venga annullata e il referendum gettato nella spazzatura, il risultato del quale non hanno causato alcuna crisi economica immediata come stavano avvertendo. Quindi seminano costantemente terrore, assicurando che le conseguenze della Brexit senza un accordo saranno da incubo e caotiche, molto peggio delle bombe di Adolf Hitler.
Quindi stanno parlando per sviluppi ed eventi che metteranno in pericolo la stessa unità del paese, per enormi deficit di cibo, medicine e carburante che porteranno gli inglesi a correre come i matti nei supermercati, nelle stazioni di servizio e nelle farmacie, “blackout” nei porti e negli aeroporti del paese, la distruzione delle imprese britanniche, i colpi decisivi alle esportazioni e al settore finanziario, in particolare impatti negativi sull’industria del turismo che trasformeranno i piani di viaggio di milioni di persone in un inferno di ritardi, cancellazioni e burocrazia ecc.
Ma tutto ciò logicamente non sarà il caso perché il governo di Boris Johnson chi è responsabile per il futuro dell’economia britannica e il popolo britannico, credo che prenderà le misure appropriate con un’azione prudente e decisiva, elaborando un piano di uscita ben coordinato che ridurrà al minimo gli effetti negativi della Brexit. Ciò è confermato anche dalle dichiarazioni rilasciate il 1 ° agosto 2019 dal Ministro delle finanze della Gran Bretagna Sajid Javid: “La nostra economia è fondamentalmente forte, quindi oggi possiamo fare molte scelte. Possiamo scegliere di investire sia nelle nostre scuole che nei nostri ospedali , nella nostra fantastica polizia, per esempio, ma possiamo anche prepararci a uscire dall’UE. E, se ciò significa partire senza alcun accordo, è esattamente quello che faremo.”

Brexit: punto di rottura


Allo stesso tempo, la Brexit non avrà solo effetti negativi sulla Gran Bretagna, ma anche sull’Unione europea. La Brexit minaccia senza dubbio l’unità dell’ Unione e crea un esempio di secessione che altri paesi probabilmente seguiranno in futuro (Effetto Domino), mentre la mancanza di un contributo finanziario della Gran Bretagna (circa dieci miliardi all’anno) influenzerà in modo significativo il bilancio della comunità. Allo stesso tempo, i principali partner commerciali della Gran Bretagna (Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Spagna e Belgio) risentiranno in modo significativo, mentre l’Unione europea nel suo insieme cesserà di avere la quota maggiore del PIL mondiale e di essere la più grande potere commerciale a livello internazionale, cedendo la sua posizione agli Stati Uniti e alla Cina.
Il colpo per l’Unione europea dalla Brexit, anche in effetti senza un accordo, data la solidarietà degli Stati Uniti che la accompagna e si traduce in un importante accordo commerciale bilaterale privilegiato Gran Bretagna-USA, è molto più che cruciale e può rivelarsi fatale per l’Unione Europea e l’Eurozona, in un momento in cui quest’ultima sta attraversando una prolungata crisi economica e politica, che è in aumento ultimamente.
Di conseguenza, di fronte all’ accresciuta competizione di potere tra potenze mondiali (USA, Cina, Russia, UE), è più che ovvio che il governo Donald Trump e il profondo stato americano abbiano deciso di frenare l’influenza tedesca nell’area del campo occidentale e di prevenire decisamente l’applicazione delle volontà tedesche nello spazio europeo.
La visione odierna contro l’Unione europea tedesca marcia, totalitaria e altamente neoliberista, che è l’esperimento più fallito dell’Unione economica e politica tra i diversi stati-nazione nella storia, può essere solo la pari cooperazione tra popoli europei liberi e paesi democratici indipendenti sovrani da un’estremità all’altra dell’Europa.
In conclusione, vorrei sottolineare con enfasi che qualsiasi siano gli effetti negativi a breve termine della Brexit questo non può in alcun modo costituire un ostacolo insormontabile di fronte alla volontà del popolo britannico, che è stato addestrato molti secoli con le tradizioni democratiche e con il precetti di libertà e indipendenza, per liberare il suo paese dalle catene di ferro dell’Unione europea. Coloro che, inoltre, si rallegrano degli ostacoli parlamentari e delle difficoltà che stanno davanti all’orgogliosa Brexit o chiedono un secondo referendum per far emergere ciò che vogliono, cioè, in realtà, per ricattare la democrazia, devono sapere che il vincitore finale sarà il popolo sovrano e la decisione presa tre anni fa.

*Isidoros Karderinis è nato ad Atene nel 1967. È romanziere, poeta e colonnista. Ha studiato economia e ha completato studi post-laurea nell’economia del turismo. I suoi articoli sono stati pubblicati su giornali, riviste e siti in tutto il mondo. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese e spagnolo e pubblicate in antologie di poesia, in riviste letterarie e sezioni letterarie di giornali. Ha pubblicato sette libri di poesie e tre romanzi. I suoi libri sono stati pubblicati in USA, Gran Bretagna, Spagna e Italia.

8 Commenti

  • Eugenio Orso
    5 Ottobre 2019

    La Brexit sarebbe veramente gloriosa se portasse reali vantaggi, in termini di possibilità di reclamare la propria indipendenza senza guerre, agli altri popoli d’Europa sottomessi, ma la GB non è altro che l’ennesima stella sulla maledetta bandiera a stelle e strisce e l’uscita effettiva (che deve ancora esserci, non lo dimentichiamo!) è guidata oggi da uno come Boris Johnson e dal suo geverno, schierato con gli usa devastatori di parte del mondo, a cominciare dal Medio Oriente ….
    La Brexit, per noi italiani e mediterranei, se veramente ci sarà, non significherà proprio nulla.
    E poi, la GB non essendo nell’euro ha sempre avuto una propria moneta.

    Cari saluti

    • atlas
      5 Ottobre 2019

      non ne sentiremo la mancanza

      ” David Mackereth, 56enne medico legale di fede cristiana, ha provato a spiegare ad un dirigente che non potrebbe mai chiamare “madame” un “uomo barbuto di un metro e ottanta”, poiché ciò si porrebbe in aperto contrasto con i suoi valori cristiani.

      I giudici, dal canto loro, si sono schierati a favore del datore di lavoro, confermando il licenziamento e dichiarando i valori biblici tanto cari a Mackereth “fuoriluogo nella società britannica” e la sua obiezione all’identità transgender “incompatibile con la dignità umana ed in conflitto con i diritti fondamentali degli altri”

      https://it.sputniknews.com/mondo/201910058152448-come-si-fa-a-chiamare-madame-un-uomo-con-la-barba-licenziato-medico-inglese-anti-trans/

      • atlas
        5 Ottobre 2019

        pare che in occidente il prenderlo in culo sia diventato un ‘valore’ inalienabile, scolpito nel tempo

        • Eugenio Orso
          6 Ottobre 2019

          Apprezzo la battuta sull’Europa “sottomessa” (e, di riflesso, sui culattoni), precisando che ciò che accade all’Europa potrà accadere anche alla Russia, ad esempio, se il gruppo di potere di Putin cadrà e prevarranno i traditori-agenti della cia come ad esempio il defunto Nemtsov o il purtroppo vivente Navalny …
          E’ proprio questo un obbiettivo di grande respiro elitista finanz-globalista giudaico.

          Cari saluti

          • atlas
            6 Ottobre 2019

            la Russia non cade. E se cade si rialza.

            A volte ho il sospetto che siano proprio i giudei a volere così

            bah, si vedrà. Cmq Putin è un Uomo onesto

  • Sed Vaste
    6 Ottobre 2019

    Monkey island ecco il nome che me di addice a quell’isola maledetta nei secoli LA perfida Albion’s feudo ebraico dal quale portano tutte le nostre sciagure ,Giusto uno come Boris Johnson e briatore si merita quest’isola impestata fosse per me ci manderei LA Luftwaffe !

    • atlas
      6 Ottobre 2019

      mah. Eppure. Sarà che sono nato e cresciuto in gran parte a Milano, ma anche il barbaro anglosassone ha cmq il suo fascino. Può essere nazionalista. Ha dei suoi valori e una sua civiltà. Certo la sua lingua metallica ha preso tutti in questa vita terrena, è diventata internazionale, il contrario di una spirituale e profondamente gutturale come la Araba, la lingua della vita futura. Sono 2 diversi poli che si respingono, come il bene e il male. Magari se non ci fossero stati i giudei a condizionarli e a far emergere solo le più brute brutture sarebbero state delle bestie addomesticabili. Però non c’è la controprova

      svelo un piccolo aneddoto di quanto tanto fatto nella mia vita. Questo, il cantante, Biff Byford, quello col braccio destro teso, nel 1985 venne in concerto a Torino. Io ero nell’arma, dovevo rientrare a mezzanotte in caserma e invece me lo andai a vedere, presi anche un rapporto, mi è sempre piaciuto l’heavy metal, quell’appartenere a metropoli piene di cemento, industriali, spersonalizzanti, che non c’entrano un cazzo con la vita a misura d’Uomo però …. Alla fine, a forza di tessera arrivai fino al camerino per salutarlo di persona. D’istinto barbaro, tutto sudato, io ero in abiti civili, mi disse istericamente ‘FUCK YOU !’. Allora io, avevo 2o anni, con la calma più inglese possibile mi recai dal responsabile organizzatore che era lì vicino e gli dissi esibendo il tesserino ‘digli che quì non è in Inghilterra, io lo arresto e me lo porto’. Non ci crederete, ma lo andò subito a chiamare che ancora non si era fatto la doccia. uscì e mi disse ‘are you police ? Ok Ok’. E si fece la foto con me abbracciandomi (tutto sudato …)

  • atlas
    6 Ottobre 2019

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