Londra e Washington accusate di “crimini contro l’umanità”

In un rapporto di oltre 100 pagine, l’organizzazione per i diritti umani si basa su decine di testimonianze e documenti ufficiali per sottolineare che le “persecuzioni razziali” di Londra con l’appoggio di Washington in questo arcipelago a nord-est di Mauritius, nell’Oceano Indiano, costituiscono ” un crimine coloniale”.

“Rifiutiamo categoricamente questa caratterizzazione degli eventi”, ha detto ad AFP un portavoce del Foreign Office britannico, sottolineando che Londra ha già espresso il suo “profondo rammarico” per il modo in cui queste popolazioni sono state sfollate. Contattate dall’AFP, le autorità americane non hanno risposto.

I Chagos sono al centro di una disputa vecchia di oltre cinquant’anni. Dal 1965 l’arcipelago è amministrato da Londra, che ha deciso di istituirvi una base militare congiunta con gli Stati Uniti sull’isola principale di Diego Garcia.

Il Regno Unito ha deportato circa 2.000 residenti di Chagos a Mauritius e alle Seychelles per far posto alla base militare. I mauriziani di Chagos accusano il Regno Unito di “occupazione illegale”.

Secondo Human Rights Watch, il Regno Unito e gli Stati Uniti dovrebbero fornire risarcimenti completi alle popolazioni locali e consentire loro di tornare a vivere nel loro arcipelago.

“Il Regno Unito sta commettendo oggi uno spaventoso crimine coloniale, trattando gli abitanti di Chagos come persone senza diritti”, ha reagito Clive Baldwin, l’autore del rapporto di HRW.

L’organizzazione identifica tre crimini contro l’umanità: un crimine coloniale in corso con sfollamento forzato, l’ostruzione del Regno Unito al ritorno a casa e la persecuzione razziale ed etnica nel Regno Unito.

Deportati dall’isola di Diego Garcia

Mauritius, che ha ottenuto l’indipendenza nel 1968, rivendica il territorio dei Chagos e chiede la restituzione dell’arcipelago al suo seno.

Una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del maggio 2019 chiede “di riconoscere che l’arcipelago di Chagos è parte integrante del territorio di Mauritius, di sostenere quanto prima la decolonizzazione di Mauritius e di astenersi dall’ostacolare questo processo nel riconoscere o concedere effetto su qualsiasi azione intrapresa da o per conto del +Territorio britannico dell’Oceano Indiano+”.

Questa risoluzione ha fatto seguito a una decisione simile della Corte internazionale di giustizia emessa pochi mesi prima.

Il mese scorso, il Regno Unito e Mauritius hanno avviato discussioni sulla sovranità dell’arcipelago ma, secondo il ministro degli Esteri britannico James Cleverly, i due paesi avevano concordato che la base militare continuasse a funzionare.

Nel 2016, il Regno Unito ha prorogato fino al 2036 un contratto sull’uso della base militare con gli Stati Uniti, che hanno svolto un ruolo strategico in particolare durante la Guerra Fredda e poi negli anni 2000 durante le guerre contro l’Iraq e l’Afghanistan.

Nota: Strano che i britannici e gli statunitensi, tanto solleciti ad ergersi difensori dei “diritti umani” , abbiano compiuto un crimine come deportare una intera popolazione per costituire una base militare. Neppure un risarcimento o una promessa di ritorno a casa. I colonizzatori anglosassoni sono soliti mostrare il peggio di se, in particolare se li ricordano le popolazioni del Bengala Indiano dove ancora è vivo il ricordo dello sterminio di cui furono responsabili i britannici nel corso degli anni ’40, che costò la vita a circa uno/due milioni di bengalesi. Un olocausto volutamente dimenticato.

Fonte: Al Manar

Traduzione e nota: Luciano Lago

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