L’offensiva di Israele su Gaza prosegue ma la reazione dei razzi da Gaza colpisce duro


Giornali Israeliani (Mariv) ammettono .. “Lo stato di Israele è in fiamme”

di Fadi Haddad

Nel terzo giorno di conflitto l’offensiva dell’aviazione israeliana prosegue su Gaza ed aumenta il numero delle vittime palestinesi (65 sembra di cui 14 bambini) nella striscia divenuta un inferno di bombe ed esplosioni ma anche in Israele serpeggia la paura (7 le vittime israeliane) e la collera verso chi ha determinato tutto questo.

Le Brigate Qassam, come avevano annunciato, hanno bombardato Tel Aviv e le sue periferie con 130 razzi in un giorno. Colpite anche le città di Ashkelon e Ashdod con 137 razzi in un momento nello stesso giorno. Inoltre i missili della resistenza palestinese hanno fatto esplodere il gasdotto a sud di Ashkelon, un grosso danno per l’lnfrastruttura.
Per effetto dei missili, all’aeroporto internazionale Ben Gurion sono stati bloccati i voli in arrivo e in partenza. Nelle scuole di tutto Israele sono state sospese le lezioni e studenti e insegnanti sono tutti nei rifugi. Lo stesso per circa 3 milioni di coloni che si sono trincerati nei rifugi. La cupola di ferro si è rilevata scarsamente efficace e i cittadini israeliani adesso hanno paura. Anche a Tel Aviv sono dovuti scendere nei rifugi. Mai successo prima. Si è visto che i missili della resistenza palestinese colpiscono e paralizzano Israele. Questa è stata una amara sorpresa per coloro che ritenevano Israele invincibile.

Smoke billows from an Israeli air strike on the Hanadi compound in Gaza City, controlled by the Palestinian Hamas movement, on May 11, 2021. (Photo by MOHAMMED ABED / AFP)


Il Contesto

È chiaro che tutto questo agli occhi della resistenza palestinese, nelle sue varie articolazioni, significa una cosa, ovvero che è possibile scoraggiare “Israele” e persino sconfiggerla, nonostante tutto il suo potere, se incontra uomini che non temono la morte, né le loro dita tremano mentre sono in combattimento con il dito sul grilletto, e non esitano per un solo momento a usare le armi di cui dispongono.

È anche chiaro che né l’arsenale nucleare dell’entità israeliana, i suoi tanti aerei, i suoi sottomarini nucleari, i suoi droni, le sue cupole di ferro, né il suo “esercito invincibile” , né le sue forze d’élite, né il suo Mossad, né le sue maglie di ferro, né Il sostegno degli Stati Uniti, dell’Occidente e delle lobby sioniste in tutto il mondo, schierate a difesa di Israele, e neppure gli arabi della normalizzazione, possono impedire la morte ai coloni, che stanno ricevendo sulle loro teste i razzi della resistenza, sparati da quelli ai cui padri e nonni hanno rubato la terra e le case. La morte è una delle due opzioni per i coloni, e la loro seconda e unica opzione è fare le valigie e tornare da dove sono venuti.

Con la benedizione del mese di Ramadan, la benedizione di Gerusalemme, la benedizione della Moschea Al-Aqsa, con la fermezza degli uomini della resistenza, con la pazienza e la fermezza del popolo palestinese oppresso, il supporto dell’asse della resistenza e la benedizione dei suoi razzi, oggi il conflitto con l’entità israeliana entra in una fase cruciale. Il “colono israeliano” sta assistendo a una tale quantità di incendi che i suoi insediamenti stanno divorando prima.
Prima di allora, si credeva che i suoi insediamenti furono fortificati con armi nucleari, armi moderne, cupole di ferro e supporto illimitato americano e occidentale, mentre oggi vede a Umm al-Ain che non c’è protezione dai missili della resistenza, che sono stati accesi su Tel Aviv, su Ashkelon e Ashdod, persino il quotidiano israeliano Maariv intitola il suo editoriale con una frase che riassume il destino di “Israele”, che è la frase .. “Lo stato sta bruciando ” !!

Fonti: Al ALam. La Vanguardia

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