“L’odio per Mosca nella squadra di Biden è sbalorditivo”

In connessione con il riconoscimento da parte del Collegio Elettorale di Joe Biden come presidente eletto degli Stati Uniti, il 18 dicembre il New York Times ha pubblicato un ampio articolo che è una sorta di editto di programma per il prossimo ospite della Casa Bianca

L’autore dell’articolo è Robert Gates, 77 anni. È stato Direttore della CIA dal 1991 al 1993, in visita a Mosca in tale veste; dal 2006 al 2011 è stato Segretario alla Difesa nell’amministrazione di George W. Bush. – È stato segretario alla Difesa sotto il repubblicano George W. Bush e il democratico Barack Obama.

Un principio centrale dell’articolo di Robert Gates è che “una potenza militare senza precedenti deve rimanere lo sfondo delle relazioni dell’America con il resto del mondo”. Gates ribadisce la promessa elettorale del presidente eletto, uno dei cui punti all’ordine del giorno è un piano per “ripristinare” la leadership globale degli Stati Uniti, che il team di Biden ritiene sia stata persa sotto Trump.

Un altro messaggio importante di Gates è che una politica più dura deve essere applicata a tutti, compresi gli alleati, che non sono al passo con l’America. La pressione su questi paesi “deve continuare”. E in particolare: “La Germania deve essere ritenuta responsabile non solo per le sue spese militari estremamente basse. Deve anche essere ritenuta responsabile per il suo tentativo di scambiare interessi economici e di sicurezza in Polonia e Ucraina per i benefici del Nord Stream 2 dalla Russia alla Germania “. Questa, a proposito, è la linea di Trump, ma espressa in modo più aspro.

L’ex capo del Pentagono suggerisce che il prossimo presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere più duro anche con la Turchia, che non ha rinunciato all’acquisto di sistemi di difesa aerea S-400 russi. Inoltre, “Ankara dovrebbe essere ritenuta responsabile delle sue azioni in Libia, Mediterraneo orientale e Siria”, scrive Robert Gates.

In altre parole, si propone di trarre conclusioni logiche dalla posizione egemonica degli Stati Uniti nell’Alleanza atlantica: “Gli Stati Uniti dovrebbero assumere la guida della NATO, in questa ‘alleanza delle democrazie’, per elaborare le conseguenze derivanti dalle loro azioni su quegli Stati membri – Turchia, Ungheria e sempre più Polonia – che si stanno muovendo verso il totalitarismo o che stanno già utilizzando pienamente i suoi strumenti ”.

Forze USA in partenza per teatri di guerra

Si noti che la facilità con cui gli strateghi di Washington usano il termine “totalitarismo” che si deve applicare non solo alla Russia (e in precedenza all’URSS) o alla Cina, ma anche a quegli alleati della NATO che non riflettono tutte le svolte della politica estera statunitense, e potrebbe fornire materiale ricco per i ricercatori del vocabolario politico americano.

Un punto molto importante di Robert Gates: si propone di intensificare nettamente l’offensiva statunitense nell’area della guerra dell’informazione. “La nostra capacità di diffondere il nostro messaggio e di influenzare governi e popoli è totalmente inadeguata e obsoleta”, esclama il capo del Pentagono, che ha prestato servizio sotto due amministrazioni, repubblicana e democratica. Ricorda: mentre la Cina ha speso 7 miliardi di dollari per espandere la politica e l’influenza dell’informazione, in America il Congresso ha abolito l’agenzia di stampa nel 1998 e l’ha spinta “in un angolo del Dipartimento di Stato”.

La Russia non è menzionata una volta nell’articolo di Gates, l’enfasi è sul confronto con la Cina. Tuttavia, questo non significa che la Russia possa in qualche modo cadere dallo schermo radar degli strateghi anglosassoni. Il British Times scrive: “A differenza di Trump, Biden crede che la Russia abbia chiaramente interferito nelle elezioni del 2016 e abbia fatto tutto il possibile per ottenere lo stesso risultato il mese scorso [nelle elezioni statunitensi del novembre 2020]… Alcune cose non cambiano, ma la risposta dell’Occidente sì. E inizierà molto presto. ” L’articolo del Times che abbiamo citato si intitola: “Biden: lascia fuori l’aggressore Putin al freddo”.

“Gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati, devono ottenere la giusta politica di potere o le loro speranze per un ordine mondiale più pacifico e sostenibile scompariranno”, sollecita anche il Wall Street Journal.

Posizione d’attacco aeronavale USA

Il Financial Times fa una dichiarazione importante, citando un alto diplomatico occidentale a Washington: “Ci aspettiamo un serio irrigidimento della posizione sulla Russia. L’odio per Mosca nella squadra di Biden è davvero impressionante “. Tali valutazioni dovrebbero essere prese in considerazione, tanto più che non c’è motivo di aspettarsi diversamente.

Alexei Pushkov, presidente del Comitato per la politica dell’informazione del Consiglio della Federazione Russa, aveva avvertito prima delle elezioni statunitensi che se Biden avesse vinto, una “coalizione trotskista neoliberista” sarebbe salita al potere in America e “si sarebbe precipitata a imporre i suoi ‘valori e ideali’ resto del mondo … la Russia sarebbe il primo obiettivo.

Vladimir Malyshev

Traduzione: Sergei Leonov

9 Commenti

  • Hannibal7
    21 Dicembre 2020

    Democratici a parole….e ho detto tutto

  • sguarcialupo
    21 Dicembre 2020

    meritano il bombardamento di sodoma e gomorra su queste teste di demoniaci

  • giulio
    22 Dicembre 2020

    Caspita, questo vecchio reazionario imperialista si che parla chiaro!
    Botte da orbi a tutti (come fa trump), a nemici e ad alleati : germania, turchi, polacchi, ungheresi e, anche se non detto, ai russi,
    c’era chi temeva che con biden l’enfasi belluina sarebbe passata dalla cina alla russia invece sembra che l’enfasi rimanga contro la cina!
    Strano che non parli dell’Iran…ma forse l’articolo ha trascurato la questione per distrazione.

    • atlas
      22 Dicembre 2020

      e allora mettiti in riga e non giuliare. Devi cambiare abitudine, scordati il passato democratico. Rimuovilo (se sei capace). Ossequia Putin e rispetta Lavrov (prima devi scontare la pena, devi pulirgli le scarpe a testa bassa ancora per qualche settimana)

      Onora il Capo, senza critiche e disfattismi alla giulio. Si è in guerra e si combatte, c’è la legge militare (o della militanza) adesso, il tempo delle mele è finito insieme a quello delle chiacchiere

      poi se vivrai ancora dovrai capire che Iran e Cina con Biden stanno tranquilli al calduccio

      la Russia è pronta: distruggerà prima di essere distrutta

  • giorgio
    22 Dicembre 2020

    Non sarei del tutto sicuro che Iran e Cina con Biden saranno al riparo …… l’impero Usa per sopravvivere è costretto a passare sopra a chiunque …..

    • Arditi, a difesa del confine
      22 Dicembre 2020

      l’importante è che il popolo cinese possa tornare libero e ricongiursi con quelli scappati a Taiwan nel 49

      3000 anni di storia non si cancellano in 70, viva la Cina libera, viva Taiwan

      10, 100, 1000 TIENNANMEN

      • atlas
        22 Dicembre 2020

        stai giuliando ardito. Spesso te lo concedi

  • giorgio
    22 Dicembre 2020

    Tiennanmen è stato un ennesimo tentativo di rivoluzione colorata (fortunatamente fallita).
    Ci pensate all’orrore di una Cina liberal democratica sotto il tallone anglo sionista ?

    A tutti gli anti cinesi consiglio di leggersi un pò di statistiche:
    N. di senzatetto – n. di disoccupati – n. di precari – n. di suicidi – n. di omicidi e rapine – n. di reati finanziari – n. di aggressioni militari e coloniali.

    Chi primeggia in questo bellissimo elenco ?
    Pechino o Taiwan ?
    Mosca o New York ?
    L’Avana o Tel Aviv ?
    Pyongyang o Londra ?

    Chi preferisce le prime sarebbe un lurido comunista e non una persona razionale ?

  • eusebio
    22 Dicembre 2020

    Non a caso ultimamente la Russia ha effettuato una serie di meticolosi test missilistici per mettere a punto le strategie di risposta rapida ad attacchi militari NATO, e anche la Cina sta mettendo a punto sia caccia di quinta generazione, missili ipersonici antinave e terra-aria, nonchè la triade di risposta nucleare, missili intercontinentali, bombardieri strategici e sottomarini lanciamissili.
    La NATO vuole aggredire prima la Russia ritenuta più debole, e allo scopo continua ad aggredire la Bielorussia per avvicinare le sue basi missilistiche alla periferia di Mosca, sperando così di forzare i russi ad accettare Navalny come presidente-quisling di Soros, nonostante che la Bielorussia integrata sempre più nella Federazione sta migliorando costantemente le sue condizioni economiche grazie all’intensificarsi delle sue relazioni con Russia e Cina, che investono pesantemente nel paese, mentre in Ucraina dopo Maydan il PIL sembra sia crollato da 180 a soli 80 miliardi di dollari, con le grandi aziende aeronautiche, cantieristiche, automobilistiche ed elettroniche che rifornivano tutta l’URSS ormai definitivamente fallite, con la sola agricoltura in fase espansiva.
    L’economia ucraina viene tenuta in vita dai contribuenti della UE con pochi stiracchiati prestiti della UE e della BERS mentre l’FMI ha sospeso ogni prestito in attesa del rimborso dei precedenti, che un paese fallito con un debito estero di 80 miliardi di dollari pari al PIL non potrà mai ripagare.
    L’Ucraina ormai spera in un’ingresso nella UE oltre che nella NATO che non arriverà mai, mentre verso la Russia applica ridicole ripicche come i procedimenti legali internazionali verso gli armatori delle navi che attraccano nei porti della Crimea, dichiarati chiusi dalle autorità ucraine in quanto considerati sotto occupazione straniera.
    Un regime fantoccio della NATO degno del Manchukuo fantoccio del Giappone durante la seconda guerra mondiale.

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